Se torna la lira

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24582

    #46
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Certo, chi vuole appropriarsi del reddito altrui vorrebbe mandare lo stato a rapinarlo per poi girarglielo a lui poverello che ha tanto bisogno.
    Purtroppo il reddito, se ci riesci, lo rapini una sola volta perché poi nessuno lo produce per farselo rapinale e nel complesso stai peggio di prima.
    Per questo il tema della redistribuzione dei redditi da chi li produce a chi non li produce è molto controverso, solo i fessi e i pazzi producono un reddito di cui saranno altri a fruire e purtroppo ne fessi, ne pazzi in genere combinano un gran che.
    beh, se postuli che la redistribuzione del redito comporti questo, è ovvio che non funziona;

    invece il concetto è quello della redistribuzione che tassa la rendita, variamente intesa e mediante vari approcci;
    se la grande impresa X per sfuggire dal rischio d'impresa e dalle sfide della concorrenza disinveste dal core business e approfitta di utilities a redditività più o meno garantita in regime di oligopolio, dovresti rimuovere quest'ultimo promuovendo la concorrenza; e così via...

    la dottrina economica è interessantissima e divertente, ma in concreto in Italia ci sono macroscopici questioni politiche e squilibri che comportano variabili fondamentali completamente fuori misura rispetto ai canoni standard contemplati nelle ipotesi di scuola, che già di loro vanno prese con le molle, per metodo delle scienze sociali.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #47
      Posso capire l'uso della leva fiscale per indirizzare l'impresa verso modelli di businness efficienti, ma la gente che invoca la redistribuzione vuole soltanto reddito proprio e siccome questo reddito non ci sta si aspetta che venga sottratto a chi ne dispone e dato a lui.
      Difficile che gli freghi dei modelli economici, vole li sordi e rumoreggia per averli.

      E sono pure incazzati

      "Sappiate che noi vi malediciamo ogni giorno per ciò che protreste fare e non fate, per ciò che avreste potuto fare e non avete fatto. Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che avete soffocato".
      Un saluto duro e polemico rivolto alla classe politica, in particolare al "signor presidente del consiglio, signori ministri, signor presidente della Regione, signor sindaco e signori sindacalisti"
      A Taranto la maratona musicale aperta da Caparezza: "Io, figlio di operaio Ilva". Riondino duro con la classe politica. Gino Strada sul caso Aldrovan…
      Last edited by Il gatto; 01-05-2014, 16:35.

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      • anaffettivo
        Opinionista
        • 02/09/08
        • 1336

        #48
        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
        Non so se la spesa energetica sia inclusa nel bilancio inport/exporta perché se includendo quella emoraggia risultiamo di quel qualche miliardo in attivo saremmo ricchi e la produzione marcerebbe a pieno ritmo, mi sa però che si parla solo di merci e la spesa energetica sta a parte.
        Ovvio che comprende la "spesa energetica" ^^
        Come sai 2/3 del fabbisogno nazionali sono coperti da energia termoelettrica, prodotta importando combustibili che ovviamente compaiono in tabella (67 miliardi in totale).
        L'energia elettrica importata è invece in quantità praticamente irrelevante e rientra nella voce "altri prodotti", complessivamente 4 miliardi.
        E il saldo complessivo delle nostre esportazioni (contanto la spesa energetica eccetera) è appunto comunque positivo.


        Tu mi parli di spiccioli portati fuori da un milione di emigrati una tantum, ma quanto pesano rispetto ai soldi spediti da 7 milioni di immigrati una semper mese dopo mese?
        [...]
        Pesano di più gli immigrati che non bilanciano in ricchezza introdotta.
        A pagina 86 viene riportato che la rimessa degli immigrai comporti l'uscita di 5 miliardi annui, i trasferimenti di privati contano invece per 6 miliardi, i trasferimenti alla ue 10 miliardi.
        I redditi da capitale (tipo i dividendi delle partecipate, come BNL ora parte di PNP Paribas) conta, al netto per altri 10 miliardi in uscita (e ancora c'è chi auspica ulteriori privatizzazioni).

        Inoltre il bilancio commerciale viene attribuito all'italia, ma i fatto va a beneficio delle specifiche aziende che esportano, mentre le importazioni vanno a maleficio dei consumatori che quali venditori di lavoro non trovano chi quel lavoro lo paga.
        Quella compensazione fra reddito di chi esporta di più con chi esporta di meno quindi non è fattibile visto che come i privati pure le aziende non faticano loro per dare agli altri il risultato proprio.
        Il senso è proprio questo. Chi vende assume o almeno non manda in cassa integrazione, quindi il beneficio dell'esportazione è come il maleficio dell'importazione.
        A conti fatti le uscite di capitali più rilevanti per l'Italia sono i trasferimenti di redditi da capitale ed i trasferimenti all'UE. Se aggreghiamo la rimessa degli immigrati ai trasferimenti di privati italiani verso l'estero abbiamo un nuovo campione. Comunque il saldo di tutte le entrate e di tutte le uscite è di -8 miliardi.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #49
          8 mliardi di valuta che vanno a circolare altrove e somma che ti somma avoglia a sgobbare per rimpiazzarli.
          Si potrebbe chiedere l'annessione a san marino.

          Un'azienda che esporta non necessariamente assume, per questo dovrebbe incrementare continuamente il fatturato e in ogni caso prendi personale come ultima scelta visto i problemi che ciò crea.

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          • anaffettivo
            Opinionista
            • 02/09/08
            • 1336

            #50
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            8 mliardi di valuta che vanno a circolare altrove e somma che ti somma avoglia a sgobbare per rimpiazzarli.
            Si potrebbe chiedere l'annessione a san marino.
            Bè, per noi 8 miliardi sono lo 0.4% del pil che produciamo ogni anno (nel mio caso producevo fino a quest'estate, ora produco pil uk), mentre per San Marino sarebbe il 450% del pil... Meglio ovviamente non avere un disavanzo, ma non è neanche una tragedia. Le voci di spesa che generano questa uscita sono tante e la rimessa degli immigrati non è la prima, andrebbe valutato se il pil da questi prodotto supera la rimessa, ad occhi direi di sì, ma ovviamente dipende e non ho alcun mezzo per stabilirlo.
            Altrettanto sicuramente le allegre dismissioni promosse dai governi tecnici andavano evitate.

            Un'azienda che esporta non necessariamente assume, per questo dovrebbe incrementare continuamente il fatturato e in ogni caso prendi personale come ultima scelta visto i problemi che ciò crea.
            ovvio, la frase completa era un'altra ^^

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #51
              La comparazione pil esportazione di valuta non regge molto perché una è ricchezza reale che se ne va, l'altro sono operazioni economiche per cui con 100 euro che passano di mano ogni millisecondo fai un discreto pil, ma nel complesso sempre 100 euro hai.
              E poi con la disoccupazione interna che ci sta il pil che fanno loro lo farebbero i nostri scaricando così pure dei costi dalle spesa pubblica.
              Senza contare quanti di questi fanno accattonaggio, delinquenza e richiesta assistenziale costituendo solo spesa a perdere.

              Il saldo dei trasferimenti unilaterali (comprendente principalmente le rimesse degli immigrati, gli aiuti umanitari e i trasferimenti dello Stato alle istituzioni internazionali ma anche, in positivo, i fondi dell'Unione europea destinati all'Italia) è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, tra -0,5% e -1%. Si può però osservare un aumento nel tempo dell’incidenza delle rimesse degli immigrati stranieri verso i Paesi d’origine e dei trasferimenti verso le istituzioni europee.


              0,5 1% del pil non è così poco, è abbastanza da far introdurre nuove tasse o aprire una procedura di infrazione, considera che ora ci si muove su un margine di 0,4% del pil per evitare la procedura di infrazione e relativa multa.
              Pensa anche i costi galera che quelli generano e la problematica carceri visto che hanno intasato gli scarichi.
              Last edited by Il gatto; 02-05-2014, 08:38.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #52
                Ma, tornando al cuore del problema, se io nel passaggio lira euro, passaggio che non doveva produrre scossoni, pianificato con notevole anticipo, in una situazione non troppo precaria e gestito nell'accordo generale, nonostante le assicurazioni mi sono visto dimezzato il potere di acquisto dello stipendio, cosa mi dovrei aspettare da un passaggio fatto in un contesto di dissesto economico e sociale, gestito da saltimbanchi della politica e realizzato all'interno di un vasto conflitto di consenso?
                E ciascuno sceglie sulle stime che lui fa sulla propria situazione.

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                • anaffettivo
                  Opinionista
                  • 02/09/08
                  • 1336

                  #53
                  Bè i saltimbanchi della politica sono gli stessi o sono altri in base alle elezioni (se e quando), prescindendo dalla valuta corrente.
                  Il passaggio lira euro non doveva causare scssoni ma ne ha causati, e per dieci anni ci han detto che non era affatto vero che si fosse dimezzato il potere d'acquisto e che tale fosse solo un argomento demagogico; segno che forse non è stato un colpo di genio.
                  Ora l'albero delle decisioni permette non solo 2 posizioni, ma 2^n, e quind si può già essere in disaccordo sul fatto se sia stato intelligente o meno entrare nell'euro, ma prescindendo da questo si può avere una indipendente opinione sul fatto che sia convenente restarvi.
                  Come giustamente dici ognuno valuta secondo il proprio mezzo e le proprie conoscenze, quindi una risposta non esiste ma solo opinioni.
                  Partiamo forse da punti di vista diversi; per quelli che sono i limitati mezzi a mia disposizione svalutare sarebbe un'ottima cosa al momento (con o senza moneta unica) e sarebbe un'ottima cosa, in questo momento, fare debito per lanciare qualche investimento. In più ci sarebbe il problema che un paese in questa unione fa un saldo commerciale di 240 miliardi sui suoi consorti (7% del suo pil) senza che ci siano trasferimenti in altro verso, il che è una evidente distorsione del mercato. Almeno quest'ultima stortura è facilmente risolvibile rompendo l'unione monetaria, in modo che chi vende troppo non goda di una moneta sottovalutata, e chi vende poco non soffra di una moneta sopravvalutata. uesto non vuol dire affatto che la soluzione sia unicamente questa, un'altra (già da me citata) è quella dei trasferimenti interni, in varia forma (ad esempio servizi) che però per essere messi in atto necessitano di organismi comuni che ora non ci sono e non sembra che ci dovrebbe trovarsi a pagare voglia. E quindi che si fa? Impossibile rispondere, sia per un gatto che per un anaffettivo.
                  Last edited by anaffettivo; 03-05-2014, 06:56.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #54
                    Beh ci sono soggeti piu' apprezzabili di altri anche se per le posizioni non sono propri paladini e quindi elementi da contrastare in parte o in toto.
                    Quanto al valutare non si tratta solo di informazioni, ma di situazione propria perche' ogni evento ha sempre elementi positivi per alcuni e negativi per altri al che gli uni e gli altri fanno scelte opposte e chi e' di piu' o ha la forza di imporre la soluzione per se vantaggiosa si porra', come da prassi, portatore del bene comune.

                    Per il resto concordo che l'europa non e' una unione, ma solo una congrega di soci dove gli uni tendono a fregare e sfruttare gli altri.
                    Cio' ha fatto mancare quegli strumenti economici e politici che hanno fatto esempio migliorare la situazione usa, pero' cio' non mi motiva, nella mia posizione, ad apprezzare vie avventuristiche dove non stimo far parte di quelli che ci guadagnano e che indubbiamente ci sono e operano per aggregare portatori di acqua da fiondare a mare quando la loro acqua e' arrivata a destinazione.
                    Non che gli altri operino diversamente quindi serve prendere atto correttamente della specie che caratterizza se stessi per farsi rivoluzionari o conservatori.

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                    • anaffettivo
                      Opinionista
                      • 02/09/08
                      • 1336

                      #55
                      Bè ormai i miei spicci hanno una regina stampata sopra, ma per quella che è la mia opinione credo che facendo quanto prima descrivevo ripartirebbe l'economia e salirebbe l'occupazione (ora ai minimi da che ne esiste una misurazione) e certuni migranti avrebbero più speranze di trovare un lavoro dignitoso in patria.
                      Poi chi ha certe sicurezze certi problemi non li vive, però di fatto ora, mentre il mondo vive una fase di forte crescita solo l'eurozona è in recessione (tranne un socio, che comunque fa un mirabile +0.4%), segno che le politihce attualmente intraprese sono oggettivamente sbagliate.
                      20130420_gdm932.png
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                      • anaffettivo
                        Opinionista
                        • 02/09/08
                        • 1336

                        #56
                        doppio
                        crescita eurozona.png
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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #57
                          Che servirebbe un diverso assetto politico, cancellazione degli stati nazionali, lo hanno capito tutti, ma lo statuto costitutivo non si cambia a semplice richiesta quindi le problematiche restano intatte.
                          Difficile coordinare nello stesso caldero molti stati ciascuno con i propri assetti e i propri interessi ottenendo un risultato positivo per tutti.

                          Con le decimazioni la ripresa economica esce sempre solo che difficilmente e' apprezzata dai decimati che quindi non apprezzano e non promuovono quella soluzione sbrigativa e semplice.
                          Sfascia tutto poi chi sopravvive ha sicuramente da fare per ricostruire.

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                          • anaffettivo
                            Opinionista
                            • 02/09/08
                            • 1336

                            #58
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Che servirebbe un diverso assetto politico, cancellazione degli stati nazionali, lo hanno capito tutti, ma lo statuto costitutivo non si cambia a semplice richiesta quindi le problematiche restano intatte.
                            Difficile coordinare nello stesso caldero molti stati ciascuno con i propri assetti e i propri interessi ottenendo un risultato positivo per tutti.
                            "servirebbe" a far funzionare l'euro, ma non credo sia questo lo scopo della vita delle persone
                            Ovviamente se si vuole una moneta unica serve uno stato unico, il problema è se si vuole uno stato unico oppure no. Se no, secondo me è abbastanza una cazzata avere una moneta unica.
                            Personlmente non vedo il vantaggio di avere un unico megastato, con tutte le difficoltà di mettere insieme cavoli, capre e lupi su una stessa barca. Di stati nel mondo ce ne sono tanti e non mi sembra che grosso concida con benessere.
                            Credo che in media stia meglio un australiano medio, nella suo piccolo stato di 20 mln di persone che un cinese medio nella sua superpotenza da 1200 mln di persone.

                            Con le decimazioni la ripresa economica esce sempre solo che difficilmente e' apprezzata dai decimati che quindi non apprezzano e non promuovono quella soluzione sbrigativa e semplice. Sfascia tutto poi chi sopravvive ha sicuramente da fare per ricostruire.
                            Ma la decimazione c'è adesso È adesso che chiudono le imprese e la gente emigra. L'Italia ha perso più ricchezza ed abitanti con l'austerità che con la seconda guerra mondiale (dati ISTAT). Trovo veramente buffo che si parli di sfasciare tutto, in riferimento al cambiare la valuta, o svalutare quella presente, quando tra Monti e Letta l'Italia ha perso il 20% della sua capacità produttiva (per via di chiusure e fallimenti).

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24582

                              #59
                              Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                              Il passaggio lira euro non doveva causare scssoni ma ne ha causati, e per dieci anni ci han detto che non era affatto vero che si fosse dimezzato il potere d'acquisto e che tale fosse solo un argomento demagogico; segno che forse non è stato un colpo di genio.
                              sicuro sia stato l'euro la "causa" ?

                              io viaggiavo parecchio per motivi commerciali, in tutta Europa e USA, prima e dopo il change-over; confrontando i prezzi di beni e servizi, per esempio in UK, dove passavo 5 giorni al mese, avevo modo di raffrontare e considerare realismo e sostenibilità;

                              il fatto che molti prezzi fossero destinati ad aumentare era assolutamente ovvio;
                              solo che per imputare un effetto netto all'euro - oltre a dover congelare rilevanti variabili economiche esterne, prodottesi nel periodo dato - devi anche contare ciò che hai pagato meno e quanto avresti pagato di più senza la moneta forte:

                              i tassi, per esempio di un mutuo sono scesi dal 12/13 al 4/5 %; poi, i prezzi degli immobili sono cresciuti a causa della domanda conseguente, ma sono calati quelli degli affitti;

                              poi bisognerebbe considerare la componente importata e pagata meno di tutti i manufatti, di consumo o di investimento, a prescindere dal marchio finale di produzione;

                              infine, distinguere andamenti effettivamente generati in modo automatico e diretto dalla moneta e dalle sue variabili, da comportamenti e propensioni generate da illusioni, speranze, valutazioni azzardate, ecc...
                              per 10 e passa anni, dal 1995, ho messo in guardia amici e parenti rispetto al pensiero magico per cui gli immobili sarebbero stati destinati a "rivalutarsi" sempre e comunque, a prescindere da qualsiasi ragionamento di mero buon senso economico;
                              qualcuno m'ha dato retta; i più no; e oggi hanno appartamenti tassati e sfitti, e in caso di necessità di liquidi in tempi ragionevoli realizzerebbero poco più della metà del prezzo che avrebbero incassato in una settimana, vendendo 10 anni fa...

                              quello che dici sulla moneta, è vero in termini generali e teorici, partendo da un ambiente in cui sono congelate tutte le altre variabili;

                              ma la nostra storia economica racconta in termini macroscopici - testimoniati peraltro dal debito e da altri squilibri - che la moneta sovrana e le sue opportunità "politiche" hanno dopato l'economia in modo perverso, consentendo la sopravvivenza di settori mal governati e delle classi dirigenti responsabili di quella mala gestione, politica ed economica;
                              finita quella droga, è iniziata la crisi d'astinenza, e tutto l'equivoco su cui si gioca il dibattito sull'opportunità della moneta sovrana riguarda il tossico che vuole la morfina e argomenta che la danno negli ospedali contro il dolore, che è vero;
                              ma quello la vuole come condizione permanente...
                              Last edited by axeUgene; 03-05-2014, 08:12.
                              c'è del lardo in Garfagnana

                              Comment

                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #60
                                Credo che in media stia meglio un australiano medio, nella suo piccolo stato di 20 mln di persone che un cinese medio nella sua superpotenza da 1200 mln di persone

                                Avere un'alta densita' di bocche aperte non facilita la vita quindi essere pochi a diversi il tanto ovviamente migliora la vita.
                                Il grosso, se opportunamente gestito, permette economie di scala e sinergie che il piccolo non permette e al dunque hai utili maggiori da distribuire.
                                Se la gestione del grosso e' sbagliata la probabilita' di farsi un grosso male e' alta.

                                Al peggio non c'e' limite e il dissesto attuale puo' tranquillamente dissestarsi, tanto, ulteriormente.


                                E non conterei troppo sul potere taumaturgico della svalutazione perche' se valere poco genera benessere in africa dove la moneta non vale niente dovrebbero stare benissimo.
                                Last edited by Il gatto; 03-05-2014, 09:31.

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