Originariamente Scritto da Il gatto
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invece il concetto è quello della redistribuzione che tassa la rendita, variamente intesa e mediante vari approcci;
se la grande impresa X per sfuggire dal rischio d'impresa e dalle sfide della concorrenza disinveste dal core business e approfitta di utilities a redditività più o meno garantita in regime di oligopolio, dovresti rimuovere quest'ultimo promuovendo la concorrenza; e così via...
la dottrina economica è interessantissima e divertente, ma in concreto in Italia ci sono macroscopici questioni politiche e squilibri che comportano variabili fondamentali completamente fuori misura rispetto ai canoni standard contemplati nelle ipotesi di scuola, che già di loro vanno prese con le molle, per metodo delle scienze sociali.



È adesso che chiudono le imprese e la gente emigra. L'Italia ha perso più ricchezza ed abitanti con l'austerità che con la seconda guerra mondiale (dati ISTAT). Trovo veramente buffo che si parli di sfasciare tutto, in riferimento al cambiare la valuta, o svalutare quella presente, quando tra Monti e Letta l'Italia ha perso il 20% della sua capacità produttiva (per via di chiusure e fallimenti).
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