Se torna la lira

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  • anaffettivo
    Opinionista
    • 02/09/08
    • 1336

    #136
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    la competizione è stata sostituita da un sistema-patto tacito e consociativo di non aggressione, con la spesa pubblica che è stata utilizzata per comprare il consenso al sistema;

    i vincoli UE però hanno messo in crisi la praticabilità del sistema consociativo di sottogoverno,

    la solita Italietta...

    sussidi a settori decotti e senza futuro, ecc...
    Quindi, la classe dirigente non è selezionata ma frutto di un sistema-patto consociativo, e può fare il bello ed il cattivo tempo comprando il consenso con la spesa pubblica. Poi un giorno questi signori vedono la madonna e decidono di non voler più comprare il consenso, di governare senza controlli sul proprio operato e quindi decidono, ovviamente senza chiedere alla popolazione, sarà per l'abitudine, di rinunciare a tutto questo con il prodigioso euro che rende tutti più sani e meno corrotti. Chiarissimo.
    Ma ancora una volta, quali sarebbero questi settori decotti e che rilevanza avrebbero sul totale della produzione industriale?

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24581

      #137
      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
      Quindi, la classe dirigente non è selezionata ma frutto di un sistema-patto consociativo, e può fare il bello ed il cattivo tempo comprando il consenso con la spesa pubblica. Poi un giorno questi signori vedono la madonna e decidono di non voler più comprare il consenso, di governare senza controlli sul proprio operato e quindi decidono, ovviamente senza chiedere alla popolazione, sarà per l'abitudine, di rinunciare a tutto questo con il prodigioso euro che rende tutti più sani e meno corrotti. Chiarissimo.
      non è che vedono la madonna e si convertono;

      semplicemente, come sempre nei sistemi politici e di potere, si tratta di aggregati soggetti a continue variabilità di assetti e priorità, ricomposizione, fasi di disomogeneità e conflitto, ecc...
      altrimenti non avresti avuto alcuna evoluzione dei sistemi politici e sociali nella storia;
      ovviamente, anche in un sistema bloccato ci sono forze innovatrici che cercano spazio, stringono alleanze e cercano modalità per far prevalere i loro interessi, che magari necessitano di strutture e modalità più aggiornate, coincidenti con alcuni interessi della collettività;

      considera che stiamo parlando del caso eccezionale dell'unico paese dell'Occidente industrializzato che nei 50 anni dalla fine della guerra non ha avuto alternanza politica, né un opposizione legittimata a competere per il governo, ma al più per il sottogoverno, e quindi priva della funzione di controllo;
      è ovvio che anche l'adozione dell'euro - peraltro, all'epoca molto appoggiata dall'opinione pubblica; un referendum consultivo avrebbe riscosso una maggioranza schiacciante - sia avvenuta con le modalità tipiche del sistema, che appena ora sta offrendo segnali minimi di evoluzione;

      non è che il prodigioso euro rende tutti più sani e meno corrotti; è l'assenza della leva monetaria in mano ad una classe dirigente feudale che rende quest'ultima più debole e la pone in conflitto coi rispettivi sistemi di vassallaggio;

      il PdL ha perso 18 punti percentuali in pochi anni - dal 38% prima che uscisse Fini - e una parte cospicua di quell'elettorato ha votato Grillo; pochi per partiti minori, altri astenuti;
      nella Sicilia della PA pletorica, dal clamoroso 61 a 0 nordcoreano delle provinciali al PdL, hai un 30% al M5S alle ultime politiche; quella è la clientela scontenta che manda il messaggio nel momento i cui avverte che sono finiti i soldi per comprare il consenso;

      Ma ancora una volta, quali sarebbero questi settori decotti e che rilevanza avrebbero sul totale della produzione industriale?
      ho usato un termine inappropriato, in effetti; una parte per il tutto: sono feticista

      intendevo più precisamente spesa pubblica a vantaggio di "soggetti inefficienti e senza un piano per farli divenire efficienti e produttivi"; perché il piano di efficienza avrebbe comportato la revisione degli stessi meccanismi, invece orientati al consenso;

      potrei fare un elenco lunghissimo, così come mi viene in mente:

      a) lavori pubblici: costruzione di opere non necessarie, affidate ad imprese colluse che pagano tangenti, e in luoghi dove si raccattano voti;

      b) in connessione ad a), gestione di quelle opere da parte di soggetti collusi con quello stesso potere: es: il primario e il personale vassallo dell'ospedalino periferico e inoperativo; l'università di monculi di sopra, corpo docente e personale di vassallaggio;

      c) per molti decenni, assunzione nella PA in posti non necessari e apertura a procedure di trasferimento che hanno determinato ulteriori squilibri di personale e nuove necessità;

      d) creazione di enti di ogni genere di supporto alle funzioni della PA, authorities, comitati, panels, e ogni altro istituto incaricato di controllare conformità, effettuare studi fittizi e presiedere a funzioni definite discrezionalmente, che intermediano la spesa pubblica nazionale e locale, e prevedono stipendi e gettoni di presenza ai componenti dei consigli e comitati, spesso nomi ricorrenti in più sedi e già appartenenti ad altre amministrazioni; oltre ai politici e parentame professionale; spesso questi enti hanno attribuzioni che si sovrappongono ad analoghi uffici della PA decentrata;

      e) proliferazione delle centrali discrezionali e decentrate di spesa: non potendo cedere il potere centrale all'opposizione, il sistema consociativo si è adattato col decentramento, che consente la frammentazione delle clientele; la fornitura del mobilio per gli uffici PA negozia col contesto di prossimità e a prezzi non vagliati in un raffronto nazionale; n't'o culo alla concorrenza e alla trasparenza;

      f) tolleranza sostanziale all'evasione - perciò, minori introiti - mediante redazione di norme che si prestano al ricorso o che aprono all'elusione; ostacoli burocratici ai controlli efficienti;

      g) redazione di normative che impongono adempimenti che prescrivono il ricorso obbligatorio a determinate categorie professionali private per ottenere permessi, dichiarazioni di conformità, ecc, corsi di "aggiornamento" e "formazione" obbligatoria del personale;

      h) tolleranza e inazione nei confronti di meccanismi collusivi di interessi; es: assicurazioni, periti carrozzieri; mancata vigilanza sulle tariffe e motivazioni di aumenti, nonché prassi di cartello;

      g) politiche di sussidi e sgravi alle industrie non subordinate a piani efficienti di ristrutturazione; il caso dell'automobile dagli anni 80 è quello più noto; in generale una politica di sostegno concordata tra i beneficiari a spese della collettività, priva di organismi di autentica espressione del controllo statale, tipo ENA e personale espresso da quella, o MITI giapponese a regolare il traffico;

      h) discipline del settore bancario e del credito, controllo su co-interessenze tra creditori e debitori, e controllo politico delle fondazioni;

      i) mancata gestione del territorio, tolleranza all'abusivismo, al depauperamento ambientale e sabotaggio ai piani regolatori sotto la domanda della lobby dei costruttori, e connesse speculazioni sull'edificabile e terreni;

      magari mi sfuggono alcune cose, in altri settori, ma mi sembra che ci sia da discutere parecchio su come il sistema di potere collusivo produca rilevantissime inefficienze del sistema economico se può disporre di una leva distributiva senza esprimere un potere dirigista che si imponga ai feudatari;

      del resto, questo, aggiornato, è esattamente il quadro delle anarchie feudali che hanno caratterizzato l vita di molte aree europee, soprattutto nel medioevo, e cioè un modello dipotere noto alla storia.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • anaffettivo
        Opinionista
        • 02/09/08
        • 1336

        #138
        Come settore industriale hai citato solo l'automobile. Come sai condivido le tue critiche, ma è dagli anni 70 che non è il settore principale della nostria industria, come singola azienda la FIAT è la prima industria, ma l'automobile nel complesso occupa circa 100.000 persone su circa 6.500.000 impiegate nell'industria.
        Riguardo banche ed assicurazioni devo segnalare che il sistema bancario italiano è tra i più solidi del mondo, anche perché soggetto ad alcuni dei controlli più rigidi. Questo si riflette sui maggiori costi che il cliente finale si trova ad affrontare rispetto agli altri europei. C'è però da considerare che questi maggiori costi, che affliggono solo chi ha conti che permettono operazioni complesse (il conto base, che pure comprende il portafoglio titoli, è gratuito, e ti posso assicurare che come commissioni è più onesta Fineco di qualunque banca inglese) ma coprono grandi rischi di esposizione che, in altri paesi, si sono manifestati in modo tragico ed hanno richiesto il contributo di tutti (sia in termini di maggiori tasse che di minori servizi) per non esplodere (in UK, Germania, PB, Spagna, Irlanda, Belgio, Danimarca). Quindi dietro questi maggiori controlli e meggiori costi ci sono pro e contro.
        Sulle assicurazioni hai ragione, ma si è fformato un oligopolio a livello mondiale tra Allianz, AXA, Generali, ING, Zurich e una cinese di cui non ricordo il nome.
        Per il resto citi tutti sprechi della PA, e sposo totalmente le tue lamentele, e come citi questi sprechi sono stipendi e consulenze superflue. Di fatto però è proprio chi riceve questi stipendi e commesse che sostiene con più forza l'euro (come già avevamo visto che dipendenti pubblici e pensionati sono fortemente a favore dell'euro).
        Viceversa ad opporsi con più forza all'euro sono i lavoratori dell'industria (e anche qui avevamo visto che statisticamente erano fortemente contrari all'euro).
        Sarà anche vero che pochi dei contrari sanno argomentare in mdo tecnico (ma ti assicuro vale anche per i favorevi, basta vedere la retorica delle carriole o delle materie prime), ma quasi tutti riconoscono i caratteri generali del proprio vantaggio. Chi ha una rendita fissa vuole la moneta forte, chi è soggetto al mercato vuole la moneta debole. Due posizioni logiche e perfettamente condivisibili. Ovviamente in nessuna delle due posizioni si ipotizza in alcun modo una sintesi a livello generale, quella sta ovviamente a chi dirige la baracca, che ha più dati e (si spera) più capacità. La mia opinione, è che sarebbe meglio per tutti ascoltare le istanze dei lavoratori delle piccole e medie imprese anche a scapito delle istanze promosse da dipendenti pubblici e pensionati.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24581

          #139
          Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
          Come settore industriale hai citato solo l'automobile. Come sai condivido le tue critiche, ma è dagli anni 70 che non è il settore principale della nostria industria, come singola azienda la FIAT è la prima industria, ma l'automobile nel complesso occupa circa 100.000 persone su circa 6.500.000 impiegate nell'industria.
          ci puoi mettere anche la stasi pluridecennale di settori tradizionali, come le acciaierie e anche, in senso omissivo, il parallelo mancato investimento nel fornire un supporto orientativo e di assistenza tecnica e operativa ai comparti industriali; nel momento in cui si facevano svalutazioni competitive, si sarebbe potuto, in un sistema serio e organizzato, porre condizioni e facilitazioni anche per processi di concentrazione e rafforzamento, laddove magari gli ostacoli posti da assetti proprietari per motivi diversi insistevano in strategie poco efficaci, ma coperte da equilibri politici e di settore;
          Riguardo banche ed assicurazioni devo segnalare che il sistema bancario italiano è tra i più solidi del mondo, anche perché soggetto ad alcuni dei controlli più rigidi. Questo si riflette sui maggiori costi che il cliente finale si trova ad affrontare rispetto agli altri europei. C'è però da considerare che questi maggiori costi, che affliggono solo chi ha conti che permettono operazioni complesse (il conto base, che pure comprende il portafoglio titoli, è gratuito, e ti posso assicurare che come commissioni è più onesta Fineco di qualunque banca inglese) ma coprono grandi rischi di esposizione che, in altri paesi, si sono manifestati in modo tragico ed hanno richiesto il contributo di tutti (sia in termini di maggiori tasse che di minori servizi) per non esplodere (in UK, Germania, PB, Spagna, Irlanda, Belgio, Danimarca). Quindi dietro questi maggiori controlli e meggiori costi ci sono pro e contro.
          eh, ma qui mica parlavo delle banche commerciali, del profilo al pubblico e piccolo credito, ma di quelle d'investimento e in genere del credito strategico e della regolamentazione proprietaria;
          se il sistema consente proprietà incrociate tra finanziatore e finanziato, co-interessenze disfunzionali e altri ribaltamenti di dinamica, hai per forza effetti patologici sulla performance economica;

          se voglio scalare a rischio un gruppo industriale straniero e ho un controllo (relativo) sul cda dei miei principali finanziatori, chi mi prenderà per la collottola ed eserciterà un vaglio sui rischi ? e se accanto a quello ho pure i giornali, chi avvertirà l'opinione pubblica di quei rischi ?

          se consenti che un meccanismo come quello 30ennale di Mediobanca garantisca la non-scalata di pacchetti minoritari di controllo a scatole cinesi, di fatto sottrai oligarchie famigliari al controllo e alla responsabilità di fronte alle sfide dei mercati; ovviamente, è un tema complesso e dalle molte articolazioni, ma te lo cito solo per sottolineare come la storia del potere economico nazionale sia stata costellata da profili oligarchici rafforzati da, e collusi con il potere politico, senza che però questa struttura abbia prodotto indirizzi ultimativamente efficienti;

          considera che le priorità imposte da questi gruppi poi si riflettono su tutta la politica industriale e del credito, e perciò anche sugli altri settori connessi, che siano privilegiati o penalizzati nel loro rapporto di terzietà funzionale o estraneità, o addirittura ostilità competitiva;

          Sulle assicurazioni hai ragione, ma si è fformato un oligopolio a livello mondiale tra Allianz, AXA, Generali, ING, Zurich e una cinese di cui non ricordo il nome.
          però questi fanno anche lobbying perché lo stato non introduca procedure che evitino il contenzioso e limitino le truffe; le Ass lamentano le truffe, ma in realtà queste consentono loro un argomento per tenere artificiosamente alti i prezzi; e trovano alleati in periti, avvocati, carrozzieri, ecc... a spese della clientela; anche in questo caso, se la politica si struttura sul sottogoverno, è difficilissimo per l'opinione pubblica individuare le responsabilità delle mancate riforme;

          Per il resto citi tutti sprechi della PA, e sposo totalmente le tue lamentele, e come citi questi sprechi sono stipendi e consulenze superflue. Di fatto però è proprio chi riceve questi stipendi e commesse che sostiene con più forza l'euro (come già avevamo visto che dipendenti pubblici e pensionati sono fortemente a favore dell'euro).
          Viceversa ad opporsi con più forza all'euro sono i lavoratori dell'industria (e anche qui avevamo visto che statisticamente erano fortemente contrari all'euro).
          beh, sono molto anche acquisti e lavori pubblici, servizi di complemento demandati ad aziende esterne alla PA, le quali a loro volta possono subappaltare; è tutto un mondo di imprese, magari degnissime e onestissime, la cui attività però è governata alla fonte da un sistema che si rivela corrotto ogni qual volta ci mette il naso un magistrato; vedi il caso expo di questi giorni;
          le tante imprese, e contesti di prossimità di quelle, che lavorano direttamente o indirettamente per la PA sono perfettamente coscienti della probabilità di essere collusi col sistema della corruzione, ma preferiscono quello alla fame, comprensibilmente;
          però il problema è che quel sistema dà da lavorare, che va bene, ma impiega quel lavoro in modo inefficiente, spreca e comporta un costo opportunità dovuto al fatto che è una specie di new deal anarchico e permanente;

          al punto che, per il momento - ma la destra propugna un sistema elettivo di tipo americano e senza l'obbligatorietà dell'azione penale - è la magistratura, quella di base non le alte corti, l'unico cluster anomalo del sistema, sopravvissuto forse per la stessa esigenza di contrappeso, ma anche soggetta ad essere a sua volta strumento di potere di ostruzione oltre che di trasparenza;

          Sarà anche vero che pochi dei contrari sanno argomentare in mdo tecnico (ma ti assicuro vale anche per i favorevi, basta vedere la retorica delle carriole o delle materie prime), ma quasi tutti riconoscono i caratteri generali del proprio vantaggio. Chi ha una rendita fissa vuole la moneta forte, chi è soggetto al mercato vuole la moneta debole. Due posizioni logiche e perfettamente condivisibili.
          no; ho cercato prima di spiegare che la questione moneta in questo senso non è quella "tecnica" come la intendi tu, dell'interesse diretto, bensì quella politica che implica il rischio di emersione di posizioni di rendita parassitaria;

          tu non hai un'idea delle pressioni terrificanti che vengono esercitate nelle sedi dove si tenta una spending review, dei darti che vengono sottratti, occultati, delle minacce più o meno suadenti affinché di certi capitoli ci si occupi, eventualmente, dopo e con gentilezza...
          col sottogoverno, son cose che si sistemano, con la competizione politica aperta e bipolare, un po' meno, perché se un leader mette in piazza un problema, il competitor deve rispondere a tono e in modo convincente; e l'opinione di aggrega sul contenuto, spesso divergendo dalle vecchie bandiere;

          tu pensa che quando sono arrivati i grillini in parlamento, nella mia mediocre dabbenaggine pensavo che davvero quelli avrebbero aperto i cassetti - c'è stato molto movimento nei giorni prima, pare ; sarebbe stato il loro trionfo: rovesciare sul tavolo tutte le informazioni compromettenti sul dettaglio della spesa, una specie di mega movimento Gabbanelli (infatti, per un momento sembrava la volessero candidare ad una carica);

          poi, niente, silenzio su tutta la linea e nessuna denuncia; in molti tra quei ragazzi avranno pensato la stessa cosa mia, ma pensa quali pressioni devono essere state esercitate, in tante forme anche dei capi interni, con molti tramiti, perché i "cittadini" facessero pure tutta la caciara che volevano, ma non andassero a rovistare dove non dovevano; anche perché quelli esprimono tra altri, esattamente interessi ballerini e collusi col sistema; perciò, i conti tornano, con buona pace delle spacconate rivoluzionarie del comico;

          in un parlamento composto per metà da avvocati e commercialisti, come puoi pensare che si riformi la giustizia civile per rendere i rapporti contrattuali più certi e la vita delle imprese più funzionale ?
          e i commercialisti e la riforma del fisco ?
          queste sono tute variabili che incidono sulle performance dell'industria, no ?

          Ovviamente in nessuna delle due posizioni si ipotizza in alcun modo una sintesi a livello generale, quella sta ovviamente a chi dirige la baracca, che ha più dati e (si spera) più capacità. La mia opinione, è che sarebbe meglio per tutti ascoltare le istanze dei lavoratori delle piccole e medie imprese anche a scapito delle istanze promosse da dipendenti pubblici e pensionati.
          io penso che i lavoratori delle PMI, i pensionati e tutti gli altri dovrebbero esprimersi votando partiti che rispondano alle loro richieste, perché questo è il mezzo essenziale per esprimere volontà politiche operative e reali; il resto so chiacchiere;

          se veramente il 40% degli italiani vuole davvero uscire dall'euro, vuol dire che Lega e FdI prenderanno un totale del 40 %; la possibilità di esprimersi, l'hanno;

          altrimenti vuol dire che quel 40% vuole altro, se non fa nemmeno la fatica di recarsi al seggio e tracciare una croce; se vai al mare, vuol dire che non ti interessa tanto la cosa, oppure non sei davvero convinto;

          del resto, potresti anche chiederti il perché in un paese di 60 mln di persone non ci sia nemmeno un partito minimamente rilevante di ispirazione non dico thatcheriana, ma almeno liberista, a parte quella roba di Giannino; prova a rifletterci un momento;
          magari puoi scontare che siamo un paese cattolico, che due o tre liberisti ci sono, o c'erano anche tra i berlusconses, o che Monti in fondo...

          ma direi che è un indizio parecchi significativo; cioè, tutto quel mondo di piccole imprese che si suppongono efficienti e scalpitanti, quantomeno dovrebbe esprimere un'identità politica del meno-stato-più-mercato che non sia quella legaiola dell'indipendentismo veneto; invece, niente;
          evidentemente lo stato, la spesa e le tasse sono abbastanza correlate, in positivo, all'attività di quel mondo; del resto, se la PA nuove il 54% del PIL, questo non dovrebbe sorprendere;

          infine, la cosa più curiosa è che tutti i fans della sovranità monetaria vogliono lo strumento, ma non indicano esplicitamente chi lo dovrebbe utilizzare e per fare esplicitamente cosa;

          la logica dovrebbe suggerire che è implicito che quello strumento sia inteso per fare ciò che si è sempre fatto, e che siano gli stessi o equivalenti a condurre la danza, che non si espongono direttamente ma animano l'idea; altrimenti, tutta l'idea non avrebbe senso.
          Last edited by axeUgene; 20-05-2014, 22:49.
          c'è del lardo in Garfagnana

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