Grazie Renzi per le nuove tasse

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  • anaffettivo
    Opinionista
    • 02/09/08
    • 1336

    #181
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Magari sarebbe piu' interessante capire perche' 150 milioni sono equi e 80 iniqui, una volta che vuoi i soldi quelli se li pigliano e noi li paghiamo, il come e' secondario, dalle stesse tasche escono qualunque sia il modo che il tassatore sceglie per sua comodita'.
    Decisamente interessante, soprattutto a fronte di un danno inquantificabile.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24582

      #182
      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
      No, per questo chiedo a te.

      me l'hai già detto, tutti i profili sono diversi.
      E sfiga vuole che gli unici che non possono fare altro che tassare i consumi di cellulari e computer siamo noi.
      Non mi hai però detto cosa fanno gli altri (casi diversi, ma comunque in numero finito, quindi nulla ti esclude di spiegarmeli) e perché noi siamo impossibilitati a farlo.
      E sono già 10 messaggi che faccio questa stessa domanda.
      mah, che vuoi che ti dica ?
      l'equo compenso esiste in tutta l'UE, con alcune specifiche diverse e sentenze chiarificatrici della Corte UE;
      cioè, il principio che presuppone la tassazione a fronte di eventuale copia privata c'è ovunque; mi sembra di ricordare che gli spagnoli abbiano impugnato l'imponibilità per gli usi professionali, che peraltro può essere corretta in fase fiscale come detrazione, a seconda dei regimi;

      ma il prelievo c'è ovunque;
      tieni conto che già da anni i produttori di supporti adottano la prassi di aumentare il prezzo autonomamente per coprire preventivamente importi risarcitòri determinati nelle interminabili pendenze giudiziarie;
      come vedi, sull'economia complessiva del settore possono incidere anche quote occulte, di cui nessuno si pone il problema; magari si dovrebbe operare un breakdown delle componenti di prezzo e verificare se da un paese all'altro ci sono differenze;

      pensa che in Germania, l'autorità che negozia l'equo compenso coi produttori, di cui non ricordo il nome, ha addirittura la facoltà di stabilirlo d'autorità qualora abbia fondati motivi per ritenere la quota insoddisfacente;
      in Francia il valore è già maggiore che in Italia al lordo degli aumenti previsti;

      insomma, sul quanto si può discutere, e a maggior ragione sule prassi delle burocrazie, i metodi di ripartizione; ma il principio di tassare i supporti non mi sembra in discussione, dato che è prassi comune, almeno ai paesi UE, con una giurisprudenza consolidata che ne ha vagliato legittimità, e limiti, constatandone anche i profili questionabili e approssimativi.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • anaffettivo
        Opinionista
        • 02/09/08
        • 1336

        #183
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        mah, che vuoi che ti dica ?
        Per l'11a volta. Perché solo in Italia c'è stata la necessità di estendere la tassazione cellulari e computer, invece di limitarla, come già era, ai beni previsti negli altri paesi? Una seconda domanda sarebbe sull'urgenza, visto il potenziale danno ai consumi, ma limitiamoci alla prima domanda.
        Visto che, rimanendo nel vago, dici che in tutti gli altri paesi le condizioni sono differenti, ti chiedevo di spiegarmi che soluzioni adottano invece di tassare computer e cellulari, e perché queste altre soluzioni sarebbero precluse in Italia.

        l'equo compenso esiste in tutta l'UE,
        non in UK ad esempio, ma la domanda non era sull'esistenza dell'equo compenso, ma del perché solo in Italia si è estesa la tassazione a tutti altri beni, perché gli altri paesi hanno reputato la cosa non necessaria e in che differente modo affrontano il problema.

        in Francia il valore è già maggiore che in Italia al lordo degli aumenti previsti;
        non trovo conferme di una tassazione su cellulari o computer.

        il principio di tassare i supporti non mi sembra in discussione
        ma solo l'Italia ha esteso la definizioni di "supporti" fino ad includere cellulari e computer. Perché? Sono tutti idioti gli altri? O utilizzano altre strategie per affrontare il problema? O da loro il problema è meno grave? Solo da noi la pirateria minaccia lo stato di diritto?

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #184
          Di fatto per aumentare il gruzzolo ai dvd hanno aggiunto le memorie, quindi di fatto tutti gli oggetti che utilizzano dispositivi di memoria finiscono per pagare l'obolo del re.
          E se ti si rompe il tornio digitale paga pure lui, un escamotage non diverso dalla tassa di possesso di apparati che possono ricevere programmi radiotelevisivi, cosa che ha permesso al pupillo partitico rai di chiedere soldi a tutte le aziende che avevano un collegamento internet per compensare i minori versamenti statali.
          Comunque che li chiami tasse o canone sempre gli stessi si insaccocciano e gli stessi pagano.

          Oltretutto i danneggiati che non versano i soldi al sindacato non beccano nulla e al dunque pagano tutti e basta e a pigliare sono solo i grossi concentrati finanziari che certo non abbisognano di equi compensi, ma solo di valuta frusciante in abbondanza.
          Quell'"equo" suona come un insulto, dimmi che devo pagare e zitto perche' cosi' si vole cola' ove si puote che e' piu' digeribile.
          Last edited by Il gatto; 28-07-2014, 13:16.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24582

            #185
            Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
            Per l'11a volta. Perché solo in Italia c'è stata la necessità di estendere la tassazione cellulari e computer, invece di limitarla, come già era, ai beni previsti negli altri paesi? Una seconda domanda sarebbe sull'urgenza, visto il potenziale danno ai consumi, ma limitiamoci alla prima domanda.
            Visto che, rimanendo nel vago, dici che in tutti gli altri paesi le condizioni sono differenti, ti chiedevo di spiegarmi che soluzioni adottano invece di tassare computer e cellulari, e perché queste altre soluzioni sarebbero precluse in Italia.

            non in UK ad esempio
            vero, in UK non c'è, e forse anche in altri due o tre paesi minori; in UK comunque c'è sempre stata un'attenzione maniacale nei confronti della pirateria; forse c'è una relazione in termini di approccio generale, ma non ti saprei dire più che in termini di costume;

            ma la domanda non era sull'esistenza dell'equo compenso, ma del perché solo in Italia si è estesa la tassazione a tutti altri beni, perché gli altri paesi hanno reputato la cosa non necessaria e in che differente modo affrontano il problema.

            non trovo conferme di una tassazione su cellulari o computer.

            ma solo l'Italia ha esteso la definizioni di "supporti" fino ad includere cellulari e computer. Perché? Sono tutti idioti gli altri? O utilizzano altre strategie per affrontare il problema? O da loro il problema è meno grave? Solo da noi la pirateria minaccia lo stato di diritto?
            dovresti comparare i livelli di tassazione, che possono comportare adeguamenti - la Francia, lo so con una certa sicurezza, ha un livello maggiore di tassazione, nonostante quel passaggio sulla protezione, che in molti casi deve ritenersi obsoleto, data la tecnologia che aggira quelle stesse protezioni;
            in Germania c'è una lunga giurisprudenza punitiva nei confronti delle tecnologie e mi sembra che la Grundig negli anni 80 subì una condanna che fece giurisprudenza riguardo ai videoregistratori;

            poi, ci sarebbe anche l'estensione motivata in termini di condizioni equitarie di concorrenza, perché se io tasso il lettore mp3 e non faccio altrettanto con un dispositivo equipollente per prestazioni, ma identificato come "telefono", penalizzo il primo;

            ovviamente, per tecnologie di questo tipo si determina tutta la controversia sulla distinzione tra "atto a" e "idoneo a", che generalmente giunge alle rispettive cassazioni;

            ma mi sembra che la nostra discussione si sia immediatamente indirizzata sulla questione della sensatezza e congruenza del tassare il supporto, non sul quanto tassarlo;
            e mi sembra anche dimostrato che la tassazione sul supporto è prassi consolidata da 40 anni nella maggior parte dei paesi che si sono confrontati col problema - USA inclusi, la patria del de-tax - come la prassi meno ingiusta che le circostanze offrono allo stato attuale;

            sai, ogni due per tre emergono nuovi strumenti e problemi; pensa ai clouds di archiviazione e ai problemi giuridici e giudiziari che possono originarsi in relazione alla loro collocazione materiale e individuazione del titolare vs residenza dello stesso, fiscalità, ecc...

            e poi, c'è tutto il fondamentale profilo dello streaming, gratuito-pirata o a pagamento, che verosimilmente riproporrà la stessa dinamica, con gli operatori net al posto dei produttori di dispositivi e supporti.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • anaffettivo
              Opinionista
              • 02/09/08
              • 1336

              #186
              ...

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #187
                Il perche' e' finanziario e politico, se allarghi, possibilmente all'infinito, la base imponibile tu incassi uno sfracello e nessuno paga niente.
                Poi l'infinito non esiste e ti attieni al massimo allargamento della base imponibile a che tu pigli uno sfracello comunque e un soldino ciascuno non motiva una guerra punica per la rappresaglia, se fosse solo quel soldino, ma invece quello e' l'ultimo di tanti soldini e una caraffa trabocca per una goccia, l'ultima.

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                • anaffettivo
                  Opinionista
                  • 02/09/08
                  • 1336

                  #188
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  in UK comunque c'è sempre stata un'attenzione maniacale nei confronti della pirateria;
                  vero, e perché è impossibile avere questa attenzione invece di tassare ulteriormente i consumi?

                  la Francia, lo so con una certa sicurezza, ha un livello maggiore di tassazione
                  Cioè? Che tassazione c'è sui computer in Francia? C'è un'iva differenziata rispetto agli altri prodotti? di quanto? E sui cellulari? Non credo ci sia una tassazione del 32%.

                  perché se io tasso il lettore mp3 e non faccio altrettanto con un dispositivo equipollente per prestazioni, ma identificato come "telefono", penalizzo il primo;
                  Giusto. Ma perché ce ne siamo accorti solo in Italia? Sono tutti idioti gli altri?

                  e mi sembra anche dimostrato che la tassazione sul supporto è prassi consolidata da 40 anni
                  Sì, anche in Italia. Perché ora e solo in Italia c'è bisogno di estendere questa tassazione a cellulari e computer (e 12)?

                  e poi, c'è tutto il fondamentale profilo dello streaming, gratuito-pirata o a pagamento, che verosimilmente riproporrà la stessa dinamica, con gli operatori net al posto dei produttori di dispositivi e supporti.
                  Certo, problematica che si pone anche all'estero, ma solo l'Italia ha ritenuto necessario e conveniente tassare ulteriormente i consumi durante una crisi dei consumi, perché gli altri no? Che strumenti alternativi hanno utilizzato che all'Italia mancavano?

                  Comment

                  • anaffettivo
                    Opinionista
                    • 02/09/08
                    • 1336

                    #189
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    un soldino ciascuno non motiva una guerra punica per la rappresaglia, se fosse solo quel soldino, ma invece quello e' l'ultimo di tanti soldini e una caraffa trabocca per una goccia, l'ultima.
                    Sei sempre il più saggio gatto

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24582

                      #190
                      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                      vero, e perché è impossibile avere questa attenzione invece di tassare ulteriormente i consumi?
                      perché è il frutto di una coerente politica 40ennale, che non si può modificare in breve; esattamente come non sarebbe pacifico abbattere tante abitazioni abusive dall'oggi al domani, come fossimo in Svizzera; questione di prassi giuridica, di consapevolezza del pubblico, ecc...

                      Cioè? Che tassazione c'è sui computer in Francia? C'è un'iva differenziata rispetto agli altri prodotti? di quanto? E sui cellulari? Non credo ci sia una tassazione del 32%.
                      non lo so; ti posso dire che la Francia tassa molto, e con una certa sicurezza che la stima dell'equo compenso è maggiore;

                      Giusto. Ma perché ce ne siamo accorti solo in Italia? Sono tutti idioti gli altri?

                      Sì, anche in Italia. Perché ora e solo in Italia c'è bisogno di estendere questa tassazione a cellulari e computer (e 12)?
                      i motivi possono essere molti, dalla tartufaggine e opportunismo dei decisori politici, agli equilibri tra gli interessi coinvolti e relative pressioni che si compongono nei rispettivi fora di negoziato; in via prettamente giuridica, la questione dovrebbe porsi - più prima che poi - anche altrove, se non altro per una mera constatazione di analogia funzionale, anche se non è detto che i rispettivi organi giurisprudenziali statuiscano tutti nel senso dell'assimilazione, o diano più peso ad argomenti ostativi; dipende, appunto, dall'orientamento consolidato nel tempo, da eventuali sentenze in sospeso da cui si attende un chiarimento, ecc...

                      da residente in UK, se tu fossi contrario ai matrimoni omo, ti potresti chiedere allo stesso modo: perché in Italia non vigono ? e sarebbe legittimo;
                      io ti risponderei che è solo una questione di forma "costituzionalizzata", destinata però a soccombere nel quadro delle gerarchie dei diritti; in che tempi e attraverso quale dei percorsi incidentali verosimili, non si può sapere;


                      Certo, problematica che si pone anche all'estero, ma solo l'Italia ha ritenuto necessario e conveniente tassare ulteriormente i consumi durante una crisi dei consumi, perché gli altri no? Che strumenti alternativi hanno utilizzato che all'Italia mancavano?
                      hanno fatto valutazioni diverse, in rapporto alle formule e meccanismi di tassazione e garanzie già operative, avanzamento dei negoziati, rapporti intersettoriali, ecc...
                      ma questo attiene al merito, che dal primo post ho definito come discutibile;
                      non al principio.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #191
                        Solo che se questi vedessero un crollo del consenso nei loro sondaggi, a fronte di tante sacrosante ed optime motivazioni giuridiche, farebbero una inversione a velocita' superiore a quella della luce tanto sono convinti della validita' e del fondamento di cio' che fanno.

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                        • anaffettivo
                          Opinionista
                          • 02/09/08
                          • 1336

                          #192
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          non lo so; ti posso dire che la Francia tassa molto, e con una certa sicurezza che la stima dell'equo compenso è maggiore;
                          anche in Italia si tassa moltissimo, per sapere quale moltissimo sia maggiore servono dei numeri.

                          i motivi possono essere molti, dalla tartufaggine e opportunismo dei decisori politici, agli equilibri tra gli interessi coinvolti e relative pressioni che si compongono nei rispettivi fora di negoziato; in via prettamente giuridica, la questione dovrebbe porsi - più prima che poi - anche altrove, se non altro per una mera constatazione di analogia funzionale, anche se non è detto che i rispettivi organi giurisprudenziali statuiscano tutti nel senso dell'assimilazione, o diano più peso ad argomenti ostativi; dipende, appunto, dall'orientamento consolidato nel tempo, da eventuali sentenze in sospeso da cui si attende un chiarimento, ecc...
                          Quindi in sintesi sì, siamo stati i più furbi di tutti e quei fessi di tutto il resto del mondo si adegueranno più prima che poi.
                          Ma questo ritardo degli altri paesi causerà un generalizzato collasso degli stati di diritto?
                          Perché se questo rischio non c'è forse tutta questa fretta di tassare i consumi non c'era.
                          Comunque che bello, dopo innumerevoli casi in cui mi hai mostrato che in Italia c'è solo progresso eterodiretto, finalmente un esempio in cui siamo i primi del mondo.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24582

                            #193
                            Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                            Quindi in sintesi sì, siamo stati i più furbi di tutti e quei fessi di tutto il resto del mondo si adegueranno più prima che poi.
                            Ma questo ritardo degli altri paesi causerà un generalizzato collasso degli stati di diritto?
                            Perché se questo rischio non c'è forse tutta questa fretta di tassare i consumi non c'era.
                            ma guarda che questo automatismo del "tassare i consumi" non c'è; non è che lo stato impone l'aumento del prezzo a danno del consumatore; chiede una quota al produttore;

                            è quest'ultimo che, non volendo riconoscere il suo vantaggio commerciale nelle prassi di archiviazione ed eventualmente valutando la domanda come rigida, decide per sua scelta di rivalersi sul consumatore, aumentando il prezzo;
                            ma potrebbe anche fare altrimenti e riconoscere il decurtamento del profitto come un prezzo effettivamente equo da corrispondere; e lo stesso potrebbe avvenire per gli operatori del net;

                            oppure l'aumento potrebbe contemplare una ripartizione dell'onere, cioè un modico aumento, a rappresentare il vantaggio di produttori di supporti e consumatori nel disporre gratuitamente di contenuti;
                            non eri tu che sostenevi la funzione regolatrice del mercato ? 'mbè, eccotela
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #194
                              Anche l'iva e' chiesta al produttore/ venditore che cattivone la scarica tutta sull'ultimo della filiera che resta con la palla avvelenata in mano.
                              Vabbe' che questi sono stati fatti santi prima del martirio, ma esagerare mica gli giova, ne e' obbligatorio digerirsi le stronzate che ci propinano per convincerci che loro stanno facendo i nostri interessi, solo i nostri interessi, niente altro che i nostri interessi, giurano e spergiurano loro
                              Ma andassero a cagare

                              Comment

                              • anaffettivo
                                Opinionista
                                • 02/09/08
                                • 1336

                                #195
                                Grandissimo gatto

                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                ma guarda che questo automatismo del "tassare i consumi" non c'è; non è che lo stato impone l'aumento del prezzo a danno del consumatore; chiede una quota al produttore;
                                Tu sostieni che la domanda sia rigida, e io lo auspico. Se la domanda è rigida la tassa si ripercuote totalmente (e ovviamente) sul consumatore (non è difficile da capire, se la domanda non cala alzando il prezzo chi vende alza il prezzo piuttosto che diminuire i ricavi), se la domanda non è rigida, e quindi le vendite diminuiscono, il prezzo non si alza e la tassa va a ledere i ricavi.
                                In entrambi i casi c'è diminuzione di pil, ma nel primo caso è molto piccolo, in quanto più che altro si avrebbe erosione del risparmio, e nel secondo più grande (giacché è pil sia il mio stipendio che i ricavi del negoziante).
                                non eri tu che sostenevi la funzione regolatrice del mercato ? 'mbè, eccotela
                                ovviamente non la sostengo io ma numerosi economisti, ma comunque questa funzione regolatrice ti è esposta sopra e non vedo cosa ci sia di divertente, in uno scenario in cui speriamo nel minore danno economico possibile, per scongiurare un ipotetica apocalisse dello stato di diritto che nessun altro paese del mondo sembra avere la stessa fretta di prevenire.
                                Ma come dici tu noi siamo i più furbi.
                                E come rideremo quando da loro si sarà persa la certezza del diritto perché non si sono sbrigati a tassare gli iphone.
                                Last edited by anaffettivo; 28-07-2014, 17:08.

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