Grazie Renzi per le nuove tasse

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #271
    Ma tutte le oligarchie hanno una loro fluidita' decapitandosi le une con le altre ed epurandosi di chi si indebolisce.
    Resta che la ricchezza sta in mano a concentrazioni di forza che, ove la situazione lo permetta, lascia un certo flusso di spicci ai viandanti.
    Grillo non e' il popolo ma e' il ciambellano dell'oligarca casaleggio che si sono costruiti il loro esercito privato e non per il bene nostro.
    Nel gioco delle parti ci sfruttano come gli altri traendone vantaggi in soldoni.

    Nella sceneggiata attuale ci si pugnala efficacemente con mezzi virtuali e lo scopo e' quello di sempre, accentrare potere e ricchezza per cui un risparmio sul funzionamento del sistema, salvo qualche souvenir d'obbligo, sempre alle casse degli oligarchi grandi investitori torna.

    E renzi fatto protempore tribuno della plebe questo passaggio deve garantire ai potentati che lo tengono in piedi concedendogli qualche spiccio pur di recuperare a chi di dovere i miliardi.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24583

      #272
      tutto questo non cambia il dato per cui se una maggioranza di persone volesse davvero manifestare e rendere efficace un dissenso, sarebbe in grado di farlo; ma non lo fa e aspetta un salvatore;
      quindi, si vede che lo stato delle cose non è poi così insopportabile, ma solo quanto basta per potersi lamentare.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #273
        Solo degli sciocchi renderebbero fortemente insopportabile la situazione per una maggioranza omogenea in grado di coagularsi in forza.
        Qualcosina bisogna pure investirlo a che il saltibanco messo a curare gli interessi dei committenti possa gestire un minimo la situazione mantenendo una situazione fluida e speranzosa in un luminoso passatodopodomani l'altro.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24583

          #274
          la tua risposta implica una tesi, già ideologica; e cioè che a governare sul popol bue sia una specie di direttorio di oligarchi in grado di decidere autonomamente cosa accade, laddove invece si tratta di un continuo rinegoziare sulla base di rapporti di forza fluidi e mutevoli, in misure e con vischiosità diverse; ogni tanto l'attrito è maggiore e coi sono strappi istituzionali, perciò puoi notare il cambiamento; più spesso, se non hai riscontri immediati, non ti rendi conto; così come noi occidentali, ci siamo resi conto lentamente del minor potere internazionale degli stati che ci rappresentano;

          quegli immigrati che ti spaventano tanto, stanno a te e a me esattamente come tu ed io stiamo agli oligarchi di cui ti lamenti come padroni
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #275
            Gli eventi sono sempre fluidi e soggetti ad imprevisti ma muoversi con una corazzata, per quanto non garantisca certezze assolute, da maggiori probabilita' di manovra e successo, nonche' cascando di cascare in piedi che non con una bagnarola mandata a fare da esca.
            Quindi, si, in linea teorica tutto puo' succedere, anche l'impossibile, ma per questo i posti privilegiati sono i piu' ambiti e nessuno li molla.

            Certo gli immigrati sono il nemico dal basso e avendone gia' uno in alto sarebbe il caso di rompere l'accerchiamento a tenaglia finche' una delle parti non si consolida.
            Una mossa di strangolamento non a caso promossa dagli stessi attori che mirano a fare pulizia etnica di noi quindi manovrare una classe di disperati molto piu' economica da comprarsi.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #276
              Recessione Pil, Pier Carlo Padoan: "Italiani, spendete gli 80 euro e abbiate fiducia.


              Vai sereno disse bruto a cesare quella sera ispirando il prode renzi che allo stesso modo pugnalo' letta.
              Mo sti giannizzeri dicono a noi di stare sereni
              Last edited by Il gatto; 13-08-2014, 09:55.

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              • anaffettivo
                Opinionista
                • 02/09/08
                • 1336

                #277
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                il libro della Zamagni l'ho anche studiato
                con scarsa attenzione, visto che poi ti risolvi nel sostenere che la castacriccacorruzione intalica sarebbe la causa di una supposta "stasi e poi declino" e che l'austerità può essere utile a eliminare la castacriccacorruzione.
                Tutte le maleconomie che vuoi sono un problema, e di sicuro rendono inefficienti tanti passaggi, ma ciò non di meno appare avidente, a chi non si documenti solo nei bar, che l'Italia è cresciuta più della Germania fino a che non è stata introdotta "la cura" dell'austerità. Il cui effetto è stato recessione e povertà. Ti sei accorto che i consumi calano?
                Ti ripeto, se avessi letto con un minimo di attenzione le 150 pagine di quel libro, o di qualunque altro libro di storia economica italiana (citavo il più sintetico e quindi, secondo me, efficiente), sapresti che ogni economia ha i suoi punti di forza o di debolezza, e certo quanto citi fa parte dei nostri problemi, ma non influenza l'andamento generale della nostra economia, che da quando siamo diventati un'economia avanzata, è sempre stato in linea con gli andamenti generali dell'economia mondiale, e migliore dell'andamento generale europeo ed in particolare tedesco.
                Non si riscontra alcuna stasi peculiare, che non sia inquadrabile in una generale stasi dell'europa occidentale, quindi è fondamentalmente stupido cercare di giustificare un fenomeno generalizzato con fattori estremamente peculiari.
                Inoltre non si è riscontato alcun declino dell'economia italiana fino alla seconda metà del 2011, quando è stata introdotta la cura moralizzatrice.
                comunque, non capisco tutto sto vaniloquio sui dati
                cosa non capisci? i dati servono per confermare o smentire supposti rapporti causa effetto ed evitare di scrivere sciocchezze insostenibili, a meno di essere o stupidi o disonesti o, appunto, all'oscuro dei dati.
                quanti problemi risolvi con 350 mld l'anno, o anche solo con una frazione di quelli ?
                questi 350 mld che citi, sono la stima del pil sommerso. spero tu sappia cosa questo significhi. non sono soldi che spariscono, ma sono in uso. possono essere usati meglio? certo, questo è sempre vero, la perfezione non esiste e quindi per ogni forma di spesa ne può esistere un'altra con un maggiore moltiplicatore keynesiano. Ma è semplicemente stupido additare a 350 mld, già parte dell'economia, una qualunque rilevanza, specie a fronte di manovre, da te approvate, che ogni anno sottraggono dall'economia centinaia di miliardi.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #278
                  Tanto mo, che il quarto raich ha nuovi interessi, si cambia politica

                  Borse Ue in altalena, dopo l'Italia preoccupa la Germania
                  Crescono i timori sulla tenuta dell'economia di Berlino: l'inflazione rallenta e mancherà l'obiettivo fissato dalla Bce. Frenano anche gli ordini all'industria. Calo dei prezzi anche in Francia che si allinea all'Italia. Il Pil del Giappone crolla, ma meno delle attese
                  Crescono i timori sulla tenuta dell'economia di Berlino: l'inflazione rallenta e mancherà l'obiettivo fissato dalla Bce. Frenano anche gli ordini all'in…


                  E il nostro primissimo della classe verra' a raccontarci che e' stato tutto merito suo e del suo peso, mosca, sulle scelte del raichstag
                  Noi con tale protezione possiamo stare sereni

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                  • anaffettivo
                    Opinionista
                    • 02/09/08
                    • 1336

                    #279
                    #stiamosereni

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24583

                      #280
                      Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                      con scarsa attenzione, visto che poi ti risolvi nel sostenere che la castacriccacorruzione intalica sarebbe la causa di una supposta "stasi e poi declino" e che l'austerità può essere utile a eliminare la castacriccacorruzione.
                      Tutte le maleconomie che vuoi sono un problema, e di sicuro rendono inefficienti tanti passaggi, ma ciò non di meno appare avidente, a chi non si documenti solo nei bar, che l'Italia è cresciuta più della Germania fino a che non è stata introdotta "la cura" dell'austerità. Il cui effetto è stato recessione e povertà. Ti sei accorto che i consumi calano?
                      Ti ripeto, se avessi letto con un minimo di attenzione le 150 pagine di quel libro, o di qualunque altro libro di storia economica italiana (citavo il più sintetico e quindi, secondo me, efficiente), sapresti che ogni economia ha i suoi punti di forza o di debolezza, e certo quanto citi fa parte dei nostri problemi, ma non influenza l'andamento generale della nostra economia, che da quando siamo diventati un'economia avanzata, è sempre stato in linea con gli andamenti generali dell'economia mondiale, e migliore dell'andamento generale europeo ed in particolare tedesco.
                      Non si riscontra alcuna stasi peculiare, che non sia inquadrabile in una generale stasi dell'europa occidentale, quindi è fondamentalmente stupido cercare di giustificare un fenomeno generalizzato con fattori estremamente peculiari.
                      Inoltre non si è riscontato alcun declino dell'economia italiana fino alla seconda metà del 2011, quando è stata introdotta la cura moralizzatrice.
                      bravo ! quella "crescita" l'hai finanziata a buffo, peraltro spendendo in modo inefficiente;
                      se prescindi dal dato macro-storico di un mondo cambiato, dove prima nessuno ti veniva a chiedere conto di quei buffi, ma dopo sì, non ci arrivi proprio;
                      del resto, in quell'arco di tempo vai a comprendere anche le politiche del 92/93, col prelievo forzoso sui conti e il manovrone

                      cosa non capisci? i dati servono per confermare o smentire supposti rapporti causa effetto ed evitare di scrivere sciocchezze insostenibili, a meno di essere o stupidi o disonesti o, appunto, all'oscuro dei dati.
                      eh, certo, se un sistema impiega 40 anni per costruire una dorsale stradale essenziale e a costi stratosferici - e a seguire tutti gli esempi di mala-spesa e malversazione - ti servono i dati; se un processo civile dura una decina d'anni hai bisogno dei dati per inferirne una diseconomia strutturale di sistema...
                      questi 350 mld che citi, sono la stima del pil sommerso. spero tu sappia cosa questo significhi. non sono soldi che spariscono, ma sono in uso. possono essere usati meglio? certo, questo è sempre vero, la perfezione non esiste e quindi per ogni forma di spesa ne può esistere un'altra con un maggiore moltiplicatore keynesiano. Ma è semplicemente stupido additare a 350 mld, già parte dell'economia, una qualunque rilevanza, specie a fronte di manovre, da te approvate, che ogni anno sottraggono dall'economia centinaia di miliardi.
                      non è solo PIL sommerso, è anche reddito inefficiente e distorsivo della concorrenza e dell'efficienza - quando non esportato - e cioè inibitore di una crescita sana;

                      ora, la tua normalmente è una posizione tutta politica; ossia, la scelta di leggere come essenziali alcune variabili e una lettura di orizzonte temporale - operativo a discapito di un'altra;
                      legittimo, ma io non condivido la scelta;
                      può anche darsi che quella sia l'unica chiave di lettura a cui sei abituato, oltre che propenso; magari perché ti rassicura pensare a certi automatismi della teoria economica con cui hai imparato a giocare;

                      però, il motivo storico per cui in Italia non sono stati mai sollecitati cambiamenti radicali è esattamente perché praticamente tutte le categorie economiche hanno beneficiato di scelte politiche diseconomiche nei decenni di quella "crescita" a cui fai riferimento; scelte pagate a buffo, ovviamente;
                      e sta cosa - sprovveduti o struzzi a parte - la sanno piuttosto bene, magari solo intuitivamente, tutti quelli che hanno più di 40 anni e che hanno fatto un lavoro qualsiasi; già una volta ho fatto l'elenco dei settori, e non mi va di ripeterlo;

                      certo, l'austerità ovviamente - oltre ad effetti propri e standard che non manco certo di discutere - ha avuto l'effetto di sollevare il velo sull'insostenibilità di un modello che ammortizza artificiosamente i conflitti sociali per garantire rendite politiche; i rentiers sono perduti senza soldi per comprare le clientele, e infatti nella transizione l'elettorato è sempre meno governabile;

                      solo tu non vedi la relazione che intercorre tra crisi del modello economico italiano e incapacità di gestire il conflitto mediante una politica di competizione standard fondata sulle identità di interessi;

                      del resto, se - come feci nel caso di una eventuale fuoruscita dall'euro - ti chiedo in concreto chi, come e perché, appoggiato da quali forze sociali e politiche, gruppi di pressione, dovrebbe e potrebbe realisticamente fare cosa, non avresti nemmeno idea di cosa ipotizzare, tanto sei lontano dalla realtà del potere e di quella stessa economia di cui parli;

                      guarda che le cose non avvengono nei manuali di economia, ma nelle strade, nelle case, negli uffici e nei negozi...
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24583

                        #281
                        così, presa a caso tra le notizie di oggi:

                        Da Corriere della Sera del 13/08/14

                        Quattro italiani su dieci scaricano nei fiumi e in mareDue miliardi inutilizzati per la depurazione.
                        Zero carbonella: ecco i soldi spesi dalla Sicilia di quel miliardo e 96 milioni di euro che aveva ricevuto per depurare le acque. Un danno e una beffa: sta per arrivare, da Bruxelles, una sanzione pesante. Che non colpirà solo l’isola. È l’Italia tutta, infatti, a essere lontana dagli standard dei Paesi di punta: il 36% dei cittadini scarica direttamente nei fiumi e in mare.Una vergogna. Che ci può costare quasi un miliardo di maximulta. Soldi buttati per «sciatterie, inefficienze, mancati controlli...».La tabella di confronto col resto d’Europa fa arrossire: dietro di noi, che arranchiamo con solo 64 cittadini su cento dotati d’un sistema fognario, ci sono l’Estonia, il Portogallo, la Slovenia... Ma siamo staccati di 9 punti dal Belgio, 17 dalla Repubblica Ceca, 20 dalla Francia, 22 dalla Spagna, 33 dalla Finlandia, 34 dalla Lituania e dalla Gran Bretagna, 36 dall’Austria, dalla Germania o dall’Olanda.Certo, i dati della «Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche», voluta da Renzi per accorpare il tema delle acque e unificare ad esempio sei banche dati diverse «dove non c’era un numero che tornasse», dicono che è il Mezzogiorno l’area più critica: la metà dei cittadini scarica senza filtri.A dispetto di certi stereotipi anti-meridionalisti, però, spiega Erasmo D’Angelis, che guida la Struttura, la regione più esposta alla stangata europea per l’assenza di depurazioni è il Friuli Venezia Giulia. Dove la multa in arrivo da Bruxelles il 1° gennaio 2016, secondo le previsioni calcolate dalla Struttura di missione dovrebbe essere di 66 milioni di euro pari a 53,6 euro pro capite. Il doppio della multa alla Calabria, quasi il quintuplo rispetto alla Liguria, sette volte la media nazionale (8,1 euro), il decuplo della Puglia.Seconda, per sanzione pro capite, è un’altra regione settentrionale, la Val d’Aosta: 39 euro pro capite. Terza la Sicilia, che pagherà complessivamente la somma più alta: 185 milioni. Ma è tutta la penisola, accusa D’Angelis, ad essere in ritardo: «Perfino in Lombardia (dico: in Lombardia!) i fiumi e i laghi sono per il 40% gravemente inquinati». Totale della maximulta in arrivo per i depuratori, secondo la Struttura: 482 milioni di euro. Più altrettanti o poco meno per l’inquinamento di corsi d’acqua, laghi, lagune...Sono strettamente collegati il rischio idrogeologico, lo sviluppo delle infrastrutture idriche e l’adeguamento del sistema della depurazione delle acque e della bonifica delle discariche. Senza equilibrio, addio. Come ricorda una relazione della «Struttura» alla Camera, il nostro è uno dei Paesi più franosi del mondo: «486.000 delle 700.000 frane in tutta l’Ue sono in 5.708 Comuni italiani, 2.940 a livello di attenzione molto elevato».E questo «si intreccia con una impressionante carenza pianificatoria di superficie, la quasi scomparsa delle manutenzioni, abuso del suolo e fiumi incanalati in piste da bob o intubati sotto le città pronti ad esplodere al primo nubifragio come il Seveso». E si intreccia ancora «con un generale fatalismo e la scarsa percezione della dimensione dei rischi e di conoscenza dei fenomeni».Va da sé che la potenza distruttiva della natura (Dante stesso pare accennare alle «bombe d’acqua» ma ce n’erano molte meno di oggi) «viene moltiplicata dai nostri errori fatali, primo fra tutti la caparbietà con la quale il territorio più fragile» e più abitato (189 abitanti per chilometro quadrato contro i 114 della Francia e gli 89 della Spagna) «è stato spremuto» senza tener conto della «regola base della prevenzione strutturale». Un esempio? Su 16.700 chilometri di binari ferroviari 6.700 sono esposti a rischio: «Non occorrono esperti amministrativisti o contabili ma di psichiatria».Basta, sostiene il documento, «non è più accettabile vedere l’Italia che crolla, frana e si allaga così facilmente e non poter far nulla o poco perché pur in presenza di risorse bisogna aspettare firme, timbri e pareri per tempi indefiniti. E assistere a Conferenze di servizi dove i poteri di veto di ogni partecipante sono simili a quelli del Consiglio di Sicurezza Onu, facendo passare 3-6 anni dalla progettazione all’inizio di lavori anche banali».Matteo Renzi assicura di voler accantonare «un miliardo l’anno del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-20 per il finanziamento di interventi infrastrutturali di messa in sicurezza di territori e in particolare a difesa delle aree metropolitane». Ma poi, sarà possibile spendere quei soldi o resteranno appesi al soffitto come caciocavalli?La domanda non è retorica: negli ultimi 16 anni, accusa il documento consegnato a Montecitorio, non sono stati usati un sacco di quattrini destinati alla messa in sicurezza idrogeologica e alla depurazione delle acque, che come abbiamo visto nel caso del Seveso o del Sarno sono strettamente legate. Colpa di «procedure burocratiche abnormi», di ricorsi infiniti dopo ogni appalto (perfino i lavori sul Bisagno, protagonista di disastrose inondazioni a Genova, sono bloccati...), di veti incrociati, di «ritardi ed eccessiva complessità delle procedure di valutazione di impatto ambientale».Totale dei soldi non spesi, in tre blocchi principali di finanziamenti: due miliardi e 273 milioni. Tutti denari già disponibili, cash, per i quali non sono mai stati aperti i cantieri. E qui sono sotto accusa soprattutto tre regioni meridionali. «Sicilia, Calabria e Campania hanno in comune l’impressionante incapacità di spesa e l’inefficienza della Pubblica amministrazione a partire dai livelli regionali», scrive D’Angelis in una lettera al presidente del Consiglio.Un esempio? I soldi stanziati con gli accordi di programma 2009/10. In Calabria, su 185 interventi programmati, solo cinque cantieri aperti e manco uno chiuso nonostante il territorio sia così fragile da aver vissuto dal 2010 a oggi «454 nuove emergenze». In Campania su 97 programmati solo quattro cantieri aperti e solo due chiusi. In Sicilia 194 programmati, 43 cantieri già chiusi e 71 aperti ma la Regione, che avrebbe dovuto sborsare 172 milioni accanto a quelli statali, ha scucito solo «lo 0,1%».Quanto al Report delle opere idriche, «la Delibera Cipe 60/2012 impegnava 1,6 miliardi per le Regioni del Sud per un totale di 183 interventi (depuratori, collettori, reti fognarie). Ad oggi nessuna opera è conclusa». Nessuna. Maglia nera, come dicevamo, la Sicilia che grazie anche a Stefania Prestigiacomo era stata benedetta da una pioggia di quattrini: «Su 96 opere programmate per 1.096 miliardi appena 5 opere al preliminare e zero fondi impegnati». Ulteriore conferma di una certezza: non è (solo) una questione di soldi...Gian Antonio Stella ©
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #282
                          Delle considerazioni che potrebbero essere pertinenti

                          Euro o no: non è questo il punto
                          E’ ormai molto tempo che le posizioni anti-euro e pro-euro si fronteggiano, spesso trasversali ai partiti e alle scuole economiche. Entrambe hanno argomenti forti. I migliori della prima possono essere considerati la situazione oggettivamente insostenibile nella quale ci ha messo la politica europea e il fatto che, riacquistando la sovranità monetaria, l’Italia potrebbe di nuovo disporre di un fondamentale strumento di politica economica. Il migliore della seconda che l’uscita dalla moneta unica sarebbe un salto nel buio, perché troppe variabili di quanto potrebbe accadere sono al di fuori del nostro controllo: potrebbe andare bene, dunque, ma anche essere un disastro incontrollabile, e chi negasse questa seconda possibilità darebbe prova quantomeno di una visione superficiale.

                          Ma siamo sicuri che sia la moneta unica il fattore decisivo? Proviamo quella che gli economisti chiamano “analisi controfattuale”, e che in modo più popolare potremmo definire “metodo delle sliding doors”, perché, come nel film con questo titolo, passare o no da quella porta può cambiare il corso delle nostre vite.

                          Immaginiamo di trovarci domani mattina fuori dall’euro. Non sarà però cambiato il governo, né la maggioranza che lo sostiene, per la quale, giova ricordarlo, sono determinanti i parlamentari dell’Ncd di Alfano e quelli di Scelta civica, defunta nelle urne ma ancora presente in Parlamento; senza dire di Forza Italia, il cui appoggio appare in questa fase anche più importante. Il governatore Visco farebbe una politica alla Fed o alla BoJ? Pare difficile. Il governo cambierebbe la sua politica sul lavoro? Poco credibile. Il ministro dell’Economia rinuncerebbe al consolidamento del bilancio? Non è probabile. Quella massa di speculatori ignoranti di macroeconomia che comunemente chiamiamo “mercato” valuterebbero che con la lira siamo meno rischiosi? Poco verosimile.

                          Immaginiamo ora un altro scenario. I prossimi dati tedeschi su Pil e inflazione sono inaspettatamente negativi: la crescita della Germania si è arrestata nonostante i record dell’export, i prezzi continuano a rallentare tanto che la deflazione è ormai una realtà. Persino la Bundesbank (che, nella sorpresa generale, si è già pronunciata per un aumento dei salari del 3%: e questo è vero, non immaginario) è spaventata dalle prospettive. L’Europa decide di cambiare politica. Viene adottata una delle tante proposte per risolvere il problema dei debiti pubblici; viene varato un piano straordinario di investimenti finanziati dagli eurobond; la Bce adotta tutte le possibili misure non convenzionali per combattere la deflazione e riportare l’inflazione anche un po’ oltre il fatidico 2%.

                          Questo scenario è forse più inverosimile del primo (ossia di un’uscita dall’euro senza grandi scosse). Ma delineare l’uno e l’altro serve ad arrivare ad una constatazione. Nel primo caso l’uscita dall’euro ci aiuterebbe ben poco. Nel secondo caso rimanere nell’euro non sarebbe più un problema.

                          E dunque: la questione centrale non è stare dentro o fuori dall’euro, ma le politiche economiche che si fanno. Ma potrebbe, l’Italia, restando nell’euro, fare una politica economica diversa da quella attuale? Sì che potrebbe. Infischiandosene delle regole europee, naturalmente (come hanno fatto Germania e Francia quando ne hanno avuto bisogno). Non pretendendo di avere, in questa fase di recessione, un avanzo primario, che significa sottrarre ulteriori risorse all’economia; correggendo di nuovo l’articolo 81 della Costituzione, in modo che preveda il pareggio solo fra uscite e entrate correnti; ripristinando gli investimenti pubblici, arrivati a forza di tagli a un minimo storico. Andando avanti con le riforme strutturali (evasione fiscale, corruzione, pubblica amministrazione, giustizia, protezione sociale, lavoro, ecc.) ma in modo assai diverso da come oggi si prefigurano.

                          Si potrà obiettare che questo è uno scenario almeno altrettanto improbabile dei due precedenti. Magari è vero, ma è comunque meglio combattere per l’obiettivo giusto – una diversa politica economica – piuttosto che dividersi su uno – euro o non euro – che alla fine non sarebbe determinante.
                          E’ ormai molto tempo che le posizioni anti-euro e pro-euro si fronteggiano, spesso trasversali ai partiti e alle scuole economiche. Entrambe hanno argomenti forti. I migliori della prima possono essere considerati la situazione oggettivamente insostenib


                          Solo che ci vorrebbe qualcuno di spessore e di provata indipendenza per una operazione del genere.

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                          • anaffettivo
                            Opinionista
                            • 02/09/08
                            • 1336

                            #283
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            quella "crescita" l'hai finanziata a buffo
                            questa è un'osservazione un po' stupida. La crescita si finanzia sempre con il debito. Per fare un investimento serve un capitale iniziale, che crei a debito.
                            Poi ci sono investimenti più o meno efficienti e rendimenti più o meno buoni, e torniamo agli sprechi e corruzioni che ti tolgono il sonno, ma di fatto la prestazione italiana è stata in linea con quella europea occidentale, e basterebbe documentarsi sui libri, invece che nei bar, per constatarlo.
                            In particolare, documentandosi sui libri invece che nei bar, si nota che in quegli rari anni nei quali Francia e Germania hanno avuto maggiore crescita rispetto all'Italia (ad esempio 2011, 2012, 2013)sono anni nei quali hanno avuto maggiore spesa pubblica.
                            E sono cresciuti comunque meno rispetto a quanto sia cresciuta la loro spesa pubblica, denotando, negli effetti, un'efficienza nella spesa perfino più bassa di quella italiana.
                            se prescindi dal dato macro-storico di un mondo cambiato,
                            sei tu che prescindi dal dato macro, pretendendo di spiegare un fenomeno che si presenta in Italia in modo coerente con il resto dell'europa occidentale con fattori invece peculiari. Riguardo al "chiedere conto dei buffi", ti sfugge che sto conto si è sempre chiesto, e oggi anzi meno che nel passato, dove per i buffi scoppiavano guerre anche mondiali.
                            hai bisogno dei dati per inferirne una diseconomia strutturale di sistema...
                            Certo che si ha bisogno di dati per inferire, se no si è stupidi o sconsiderati.
                            L'argomentazione a singoli episodi che proponi qui e nel successivo è poco acuta. Gli stessi esempi che riporti hanno senso proprio perché si tratta di dati aggregati (ad esempio sulla durata media delle cause). E certamente si tratta di un difetto del nostro sistema, che l'austerità non cura, e comunque meno rilevante di altri, visto che la crescita italiana è stata comunque in media superiore a quella tedesca negli ultimi 20 anni, ma pure 40, ma pure 60, denotando quindi un migliore andamento non solo nel medio, ma anche nel lungo termine. Andamento che preferisci distruggere con l'austerità.
                            non è solo PIL sommerso, è anche reddito inefficiente e distorsivo
                            inefficiente o meno ogni reddito fa parte del pil, se poi non è sommerso viene anche tassato, e ve ne è una misurazione esatta, se è sommerso non ne esiste misurazione ma solo stima. in ogni caso fa già parte dell'economia, e nessun danno possono apportare maggiore al sottrarre denaro dall'economia con l'austerità.
                            inibitore di una crescita sana;
                            questa cosa non ha senso. Tu confondi valutazioni morali con valutazioni economiche. La crescita è sana se è durevole, quindi prescinde da qualunque ragionamento aprioristico. E la crescita italiana è stata interrotta solo dall'austerità, che quindi è la più grave "malattia" dell'economia italiana.
                            la scelta di leggere come essenziali alcune variabili
                            si sceglie in base alla rilevenza in termini di effetti misurabili.
                            una lettura di orizzonte temporale - operativo
                            scegline un'altro. 20 anni? 40? 60?
                            solo tu non vedi la relazione che intercorre tra crisi del modello economico italiano e incapacità di gestire il conflitto blabla;
                            veramente non si riscontra alcuna crisi del modello economico italiano. L'economia italiana è rimasta in crescità finché non sono state introdotte le misure di austerità. Quindi è impossibile stabilire alcuna relazione con un fenomeno non verificato.
                            le cose non avvengono nei manuali di economia, ma nelle strade
                            gac, ma per fare qualunque analisi servono dati aggregati che nessun umano può ottenere con la sua esperienza personale, e deve quindi appoggiarsi su ricerche di più ampio respiro. Fa anche questo parte del valore dellos studio.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24583

                              #284
                              Originariamente Scritto da anaffettivo Visualizza Messaggio
                              questa è un'osservazione un po' stupida. La crescita si finanzia sempre con il debito. Per fare un investimento serve un capitale iniziale, che crei a debito.
                              Poi ci sono investimenti più o meno efficienti e rendimenti più o meno buoni, e torniamo agli sprechi e corruzioni che ti tolgono il sonno, ma di fatto la prestazione italiana è stata in linea con quella europea occidentale, e basterebbe documentarsi sui libri, invece che nei bar, per constatarlo.
                              In particolare, documentandosi sui libri invece che nei bar, si nota che in quegli rari anni nei quali Francia e Germania hanno avuto maggiore crescita rispetto all'Italia (ad esempio 2011, 2012, 2013)sono anni nei quali hanno avuto maggiore spesa pubblica.
                              la tua osservazione invece è intelligentissima:
                              i debiti li fai se ti puoi permettere di amministrarli; se invece ne accumuli troppi poi questo ti lega esattamente a politiche di austerità, e tanto più se quei soldi li hai spesi male e regalati ad interessi corporativi e corrotti;

                              a te piacciono tanto i numeri, ma le persone misurano la spesa in termini di qualità della vita e dei servizi e sembri il solo a non vedere l'Italia come caso patologico;

                              E sono cresciuti comunque meno rispetto a quanto sia cresciuta la loro spesa pubblica, denotando, negli effetti, un'efficienza nella spesa perfino più bassa di quella italiana.
                              grazie, se estrapoli un periodo di rendimenti decrescenti su una spesa efficiente può anche essere; se confronti la spesa per infrastrutture e servizi e il dato di efficienza di quelli su un arco temporale maggiore te ne accorgi; la "crescita" è un indicatore che ti dice nulla sulla qualità di un'economia e della vita: se lo stato ti offre un servizio che ha pagato di più di un'equivalente straniero, ha fatto crescita, ma a debito; perciò, devi comparare il livello di tassazione e la qualità del servizio, altrimenti quella "crescita" è solo una redistribuzione di reddito a debito, cioè a spese di chi quei debiti sarà costretto a pagarli in futuro con meno servizi e più cari;

                              sei tu che prescindi dal dato macro, pretendendo di spiegare un fenomeno che si presenta in Italia in modo coerente con il resto dell'europa occidentale con fattori invece peculiari.
                              no, io non ho "preteso di spiegare", come dici tu; ho solo scritto che l'austerità sta facendo emergere un conflitto sociale che è opportuno che in Italia emerga, non che quella sia in assoluto cosa buona e giusta;
                              del resto, se tu facessi un po' mente locale sulla storia nazionale degli ultimi 5 secoli vedresti che è una costante il fatto che i cambiamenti importanti e puntuali sono sempre stati l'effetto di traumi e azioni esogene, e mai di conflittualità risolte endogenicamente;

                              Riguardo al "chiedere conto dei buffi", ti sfugge che sto conto si è sempre chiesto, e oggi anzi meno che nel passato, dove per i buffi scoppiavano guerre anche mondiali.
                              nel sistema dei blocchi, quello in cui è maturato l'attuale sistema economico italiano, non era di fatto contemplato il default di un paese come il nostro;

                              Certo che si ha bisogno di dati per inferire, se no si è stupidi o sconsiderati.
                              L'argomentazione a singoli episodi che proponi qui e nel successivo è poco acuta. Gli stessi esempi che riporti hanno senso proprio perché si tratta di dati aggregati (ad esempio sulla durata media delle cause). E certamente si tratta di un difetto del nostro sistema, che l'austerità non cura, e comunque meno rilevante di altri, visto che la crescita italiana è stata comunque in media superiore a quella tedesca negli ultimi 20 anni, ma pure 40, ma pure 60, denotando quindi un migliore andamento non solo nel medio, ma anche nel lungo termine. Andamento che preferisci distruggere con l'austerità.
                              no, ho solo scritto che l'austerità, nel caso peculiare italiano, fa emergere conflitti che è necessario emergano;
                              al solito, pigli i "dati" come ti pare, per sostenere una posizione assurda, dal momento che è evidente che la spesa italiana che ha finanziato quella "crescita" - un valore relativo al punto di partenza, che andrebbe analizzato in dettaglio - è inefficiente e deforme, soprattutto in rapporto alla qualità di infrastrutture e servizi; anche in Francia la tassazione è altissima, ma l'asilo costa 16 euro al mese mentre da noi 3 o 400, e così via...

                              inefficiente o meno ogni reddito fa parte del pil, se poi non è sommerso viene anche tassato, e ve ne è una misurazione esatta, se è sommerso non ne esiste misurazione ma solo stima. in ogni caso fa già parte dell'economia, e nessun danno possono apportare maggiore al sottrarre denaro dall'economia con l'austerità.
                              se sei troppo indebitato e devi continuare a chiedere in prestito - sovranità monetaria o meno - devi darti una regolata; se hai 40/60 punti debito/PIL in più rispetto ai paesi "core" è un problema;
                              il punto non è l'"austerità" in sé, bensì chi debba pagarne le conseguenze;
                              e questa è politica, conflitto; esattamente quel conflitto che i potenziali soccombenti vogliono evitare;

                              questa cosa non ha senso. Tu confondi valutazioni morali con valutazioni economiche. La crescita è sana se è durevole, quindi prescinde da qualunque ragionamento aprioristico. E la crescita italiana è stata interrotta solo dall'austerità, che quindi è la più grave "malattia" dell'economia italiana.
                              e allora indebitiamoci tutti per andare al super col defender e magari armati... vedrai che crescita !
                              sembri non avere la nozione che l'economia è sempre politica, e quindi "morale", nel senso che alloca autoritativamente dei valori, tipo quanto tassare a seconda del reddito e del patrimonio, i termini contrattuali del lavoro, il diritto ai servizi, ecc.;
                              in rari casi - non credo sia il tuo - ignorare questo aspetto è indice di scarsa informazione e frequentazione con la realtà;
                              di solito è semplicemente una presa di posizione politica che implica determinati valori adottati dalla teoria economica cui ci si riferisce come standard di valore che si intende imporre presentandolo come tecnicamente inevitabile o indiscutibile;

                              veramente non si riscontra alcuna crisi del modello economico italiano. L'economia italiana è rimasta in crescità finché non sono state introdotte le misure di austerità. Quindi è impossibile stabilire alcuna relazione con un fenomeno non verificato.[
                              tu non vedresti un ippopotamo che caga in salotto mentre spolveri le porcellane di capodimonte sul centrino di pizzo
                              se una cassetta di fragole prodotta a Noto passa prima dai mercati generali di Milano - succede esattamente questo, eh - per poi essere venduta a Siracusa a un prezzo maggiore di quanto sarebbe potuta costare, hai una "crescita"; a te non importa nulla se si tratta delle pressioni del racket mafioso degli autotrasportatori, ma al cliente e all'agricoltore forse sì; questa è politica, cioè quello che sta alla base delle scelte economiche.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • anaffettivo
                                Opinionista
                                • 02/09/08
                                • 1336

                                #285
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                la tua osservazione invece è intelligentissima:
                                Quale osservazione? il fatto che la crescita si finanzi con il debito è un'ovvietà che puoi leggere nelle prime pagine di qualunque manuale di economia politica.
                                i debiti li fai se ti puoi permettere di amministrarli;
                                alcuni debiti li fai per necessità, altri per opportunità. i secondi ovviamente li. fai nella misura nella quale puoi amministrarli. E così ha sempre fatto l'Italia. come si può verificare facilmente, ma forse nei bar non lo dicono, il debito pubblico netto dell'Italia è il 105% del pil, prima dell'austerià era il 90%, in Francia e UK è 87%. Diversissimo eh?
                                Sembra purtroppo che parli per luoghi comuni e qualunquismi grillini, ma documentarsi è estremamente facile, e facile ti sarebbe stato evitare ad esempio l'imbarazzo di citare come eccezionale il dato sulla spesa pubblica perfettamente normale per un paese dell'europa occidentale. O questo dato sulla sostenibilità del debito, quando il debito netto in Italia, prima della "cura", era sostanzialmente identico a quello di Francia e UK.
                                se invece ne accumuli troppi poi questo ti lega esattamente a politiche di austerità,
                                questa, mi spiace, è una cazzata colossale. Dato empirico: con l'austerità il debito è cresciuto o calato?
                                Le politiche di austerità non servono, ovviamente, a diminuire il debito pubblico.
                                Servono a deprimere la domanda interna.
                                Chi ha interesse a deprimere la domanda interna? In ultima analisi nessuno, secondo me, ma in principio può essere utile al grande capitale, in quanto ha come conseguenza la diminuzione dei salari.
                                e tanto più se quei soldi li hai spesi male e regalati ad interessi corporativi e corrotti;
                                se i soldi li spendi male comporteranno una crescita minore, se li spendi bene comporteranno una crescita maggiore.
                                a te piacciono tanto i numeri, ma le persone misurano la spesa in termini di qualità della vita e dei servizi
                                eh, e con l'austerità la qualità della vita e dei servizi è aumentata o diminuita?
                                e sembri il solo a non vedere l'Italia come caso patologico;
                                sono il primo a denunciare una patologia, l'austerità prima di questa il pil era in crescita.
                                Mi sembri ormai come l'ultimo giapponese nella foresta filippina.
                                Ormai non si trova più nessuno, neanche a pagarlo, che ritenga che l'austerità sia stata una scelta saggia per l'Italia, ma evidentemente sei animato dalla vera fede

                                grazie, se estrapoli un periodo
                                considerane un altro. se consideri un largo periodo l'Italia cresce in media più della Germania ed ha lo stesso identico andamento della Francia, con i medesimi picchi in su e giù, quindi l'importanza di qualunque difetto peculiare dell'Italia perde molta rilevenza nella comprensione del risultato generale. Per trovare un periodo nel quale l'Italia cresce sensibilmente meno di Francia e Germania, mi spiace ma la scelta è limitata a solo quell'intervallo: 2011, 2012, 2013. Ed in quegli anni, paradossalmente, la spesa pubblica italiana è stata più efficiente di quella tedesca, alla prova della crescita. Non ti sarà sfuggito che anche la Francia e la Germania sono in recessione.
                                se confronti la spesa per infrastrutture e servizi e il dato di efficienza di quelli su un arco temporale maggiore te ne accorgi;
                                dì tu quale arco temporale.
                                la "crescita" è un indicatore che ti dice nulla sulla qualità di un'economia e della vita:
                                nulla ti dice sulla qualità della vita, ma tutto ti dice sulla qualità dell'economia. ma hai ragione, pensiamo alla qualità della vita. È migliorata con l'austerità?
                                ha fatto crescita, ma a debito;
                                aridanghete. questo avviene sempre. ovviamente.
                                devi comparare il livello di tassazione e la qualità del servizio
                                e con l'austerità il livello di tassazione sale o scende? la qualità del servizio è salita o scesa?
                                l'austerità sta facendo emergere un conflitto sociale che è opportuno che in Italia emerga,
                                e vale la pena che milioni di famiglie restino senza reddito e che la capacitsà industriale venga ridotta di un quinto.
                                storia nazionale degli ultimi 5 secoli ... cambiamenti importanti ... azioni esogene
                                vero per molti aspetti, falso in generale, in particolare in economia.
                                O meglio, basta intendersi.
                                L'introduzione di una tecnologia inventata altrove, è considerata "azione esogena"? Perché in tal senso tutti i cambiamenti sempre ed in qualunque paese sono stati in massima parte frutto di "azioni esogene" negli ultimi 5 secoli.
                                Se questo invece non conta, allora dal punto di vista economico notiamo pochissimi cambiamenti in Italia tra il 1500 ed il 1850. E l'unico cambiamento significativo è stato lo sviluppo economico, per altro molto limitato, del Piemonte, e la timida integrazione infrastrutturale con la Liguria. Tali cambiamenti non sono frutto di azioni esogene, ma della decisione, tutta interna, di investire denaro pubblico in alcune nuove tecnologie e applicare le teorie economiche allora in voga.
                                L'unità d'Italia è stata certo favoita da fattori esogeni, ma non è in sé un'azione esogena.
                                L'unità ha comportato l'applicazione del modello economico piemontese (che stava avendo successo) su larga scala, permettendo una grande moltiplicazione degli effetti e iniziando un processo di profonda industrializzazione e crescita economica.
                                La crescita del pil dell'Italia, come accade per molti paesi agricoli che iniziano ad industrializzarsi, fu molto veloce, e comportò significativi miglioramenti nelle condizioni di vita, come già altrove descritto, in termini di salute ed istruzione.
                                Questi effetti positivi sulla qualità della vita sono in parte conseguenze dirette della crescita economica, in parte frutto di sagge scelte politiche (che indirizzarono la crescita) tutte endogene.
                                non era di fatto contemplato il default di un paese come il nostro;
                                a parte che la Germania è fallita anche nel dopoguerra, ti segnalo che anche oggi è incontemplabile uno scenario in cui l'Italia fallirebbe, essendo la sua economia tra le principali e più interconnesse del mondo.
                                no, ho solo scritto che l'austerità, nel caso peculiare italiano, fa emergere conflitti che è necessario emergano;
                                anche a costo di lasciare milioni di famiglie senza reddito. io non dormirei la notte ad approvare certe politiche, buon per te che vivi bene con te stesso approvandole.
                                al solito, pigli i "dati" come ti pare,
                                presentane altri.
                                se la mia tesi è assurda non ti dovrebbe essere difficile smentirla dati alla mano, se pretendi di farlo senza dati sei un fanatico, come se pretendessi di smentire i risultati sperimentali di un fisico senza controsperimentare.
                                anche in Francia la tassazione è altissima, ma l'asilo...
                                e quindi la Francia funziona meglio. Bravo. Alcuni paesi funzionano meglio dell'Italia, altri peggio. Che sorpresona.
                                se hai 40/60 punti debito/PIL in più rispetto ai paesi "core" è un problema;
                                sarebbe un problema in effetti. ma guardare il debito lordo è stupido, anche se fa più effetto. Se guardi il debito netto la differenza è di 18 punti. di cui 15 accumulati proprio con l'austerità.
                                La "regolata" che dici ha fatto aumentare il debito pubblico, non te ne eri accorto?
                                e allora indebitiamoci tutti per andare al super col defender e magari armati...
                                Che c'entra? cos'è, una battuta random?
                                l'economia è sempre politica, e quindi "morale"
                                GAC. ma gli effetti di una scelta in economia, comunque partorita, sono misurabili in termini di crescita. Ovvio che sia una scelta anche quella di dare peso alla ricchezza. In un diverso sistema di valori si può anche ritenere non importante che il paese cresca economicamente o che la popolazione sia più istruita ed in salute, preferendo la salvezza delle anime. Come fanno i fondamentalisti islamici. E, secondo me, quelli del rigore.
                                standard di valore che si intende imporre presentandolo come tecnicamente inevitabile o indiscutibile;
                                finalmente veniamo al nocciolo della questione. io ho presentato i dati oggettivi sulle conseguenze di certe azioni perché tu ne dichiaravi altri, ma è ovvio che la valutazione di questi risultati risente di un sistema di valori.
                                nel mio sistema di valori il fatto che una famiglia abbia un reddito è più importante del fatto che i pomodori che mangia siano passati da Milano.
                                Last edited by anaffettivo; 15-08-2014, 08:18.

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