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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    L'uso legittimo delle armi, nell'ordinamento giuridico italiano, costituisce una causa di esclusione del reato, prevista dal codice penale italiano.

    Discipline normativaModifica

    La causa di giustificazione venne introdotta nel diritto penale italiano per la prima volta dal codice penale del 1930, contemplata all'art. 53:
    « Ferme le disposizioni contenute nei due articoli precedenti, non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorità e comunque di impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona. »

    L'ambito di applicazione della causa di giustificazione in oggetto è stato notevolmente ampliato con la legge n. 152 del 22 maggio 1975 (la cosiddetta legge Reale) che all'art. 14 ha modificato la norma del codice penale. Con tale provvedimento legislativo è stata ammessa la legittimità dell'uso delle armi non soltanto per vincere una resistenza o respingere una violenza, ma anche, preventivamente, per impedire la consumazione di delitti particolarmente odiosi e dall'elevato danno sociale, elencati al predetto art. 14.

    Per armi devono intendersi non soltanto le armi da fuoco ma tutti gli strumenti di cui i pubblici ufficiali sono dotati al fine di esercitare la coazione fisica (ad esempio manganelli, gas lacrimogeni).

    L'efficacia della causa di esclusione è limitata ai pubblici ufficiali e alla presenza dello stato di necessità. Si ritiene pertanto che la legge stabilisca la liceità al ricorso all'arma soltanto come extrema ratio, preferendo ad essa qualsiasi altro rimedio.

    Riguardo al concetto di resistenza secondo la dottrina occorre che tale atteggiamento debba concretarsi in un atteggiamento minaccioso, non essendo sufficiente una resistenza passiva per legittimare il ricorso all'uso delle armi.
    Giurisprudenza in temaModifica

    La sentenza più nota in argomento è certamente quella della Corte di Assise di Roma dell'8 luglio 1977, che in un passo ormai assorbito in dottrina, recita:
    « L'uso da parte degli organi statuali di mezzi coercitivi, e quindi anche delle armi, per vincere forme di resistenza illegale, indipendentemente dal modo, pacifico o non, in cui detta resistenza si attui, deve ritenersi sempre lecito ogni volta che il ricorso alla forza miri a salvaguardare interessi cui debba essere riconosciuto un valore sociale superiore, o anche solo uguale, a quello dei diritti dei residenti esposti a sacrificio in conseguenza dell'impiego dei mezzi di coazione. Poiché la fuga integra un'ipotesi di resistenza illecita, ai sensi del disposto dell'articolo 53 del codice penale, l'uso delle armi contro le persone per reprimerla può essere considerato ammissibile ogni volta che la fuga stessa sia attuata in condizioni e con modalità tali da costituire un attentato particolarmente grave a beni giudicati di rilevante importanza dall'ordinamento. »

    Questa causa di giustificazione si riferisce al pubblico ufficiale che al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'autorità.
    Last edited by Il gatto; 15-07-2014, 12:15.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Durante la nottata il giovane assunse, sia pur in modesta quantità, sostanze stupefacenti e alcool ma, a fine serata, ai testimoni appariva comunque tranquillo[1]. Nei pressi di viale Ippodromo a Ferrara circolava, in quegli stessi minuti, la pattuglia "Alfa 3" con a bordo Enzo Pontani e Luca Pollastri. Quest'ultimi descrivono l'Aldrovandi come un "invasato violento in evidente stato di agitazione", sostengono di "essere stati aggrediti dallo stesso a colpi di karate e senza un motivo apparente" e chiedono per questo i rinforzi. Dopo poco tempo arriva in aiuto la volante "Alfa 2", con a bordo Paolo Forlani e Monica Segatto. Lo scontro tra i quattro poliziotti e il giovane diventa molto violento (durante la colluttazione due manganelli si spezzano) e porta quest'ultimo alla morte, sopraggiunta per "asfissia da posizione", con il torace schiacciato sull'asfalto dalle ginocchia dei poliziotti[2].

      Da tenere conto che le dichiarazioni di un pubblico ufficiale sono considerate vere fino a prova contraria che deve fornire chi afferma una diversa versione.



      Agli agenti ha detto pure male a trovare un giudice che ha applicato l'eccesso colposo perche' potevano trovarne uno di una diversa scuola di pensiero che gli applicava

      In particolare non è stato ritenuto legittimo l'uso delle armi a seguito della trasgressione dell'ordine dell'alt. Ove, però, sia ritenuto legittimo l'uso delle armi, il pubblico ufficiale non potrà essere chiamato a rispondere, neppure ex art. 55 cp per eccesso colposo, dell'evento più grave eventualmente verificatosi in quanto si tratta di un rischio connaturato allo stesso uso dell'arma (cfr. Cass. Pen. n. 9961 del 2000).
      La voce cercata non è presente nel nostro archivio. Consulta le categorie principali di Diritto-Penale.it.
      Last edited by Il gatto; 15-07-2014, 13:04.

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #18
        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
        L'uso legittimo delle armi, nell'ordinamento giuridico italiano, costituisce una causa di esclusione del reato, prevista dal codice penale italiano.

        Discipline normativaModifica

        La causa di giustificazione venne introdotta nel diritto penale italiano per la prima volta dal codice penale del 1930, contemplata all'art. 53:
        « Ferme le disposizioni contenute nei due articoli precedenti, non è punibile il pubblico ufficiale che...
        per avere un quadro della disciplina, dovresti leggere tutto;

        si parla di "uso legittimo", ovvero quando l'agente o ufficiale di pg ne fa uso per il fine contemplato dalla legge, e non in abuso o eccesso.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #19
          Due tribunali ha considerato l'uso delle armi legittimo nel caso specifico, dopo di che si direbbe che per l'eccesso si possa argomentare potendo uno addebitare la non proporzionalita' fra minaccia e reazione e un altro attenersi alla sentenza di cassazione che considera l'eccesso colposo non applicabile dal momento che l'uso delle armi puo' finire male.

          Dipende da cosa frulla per la testa a chi ti sta davanti e da quanto paghi chi ti difende.

          Anche la giustizia e' uguale per tutti, in teoria.

          L'uso legittimo e' banale, basta una resistenza che sia men che passiva e si ha la legittimazione giuridica.
          Quelli hanno dichiarato di essere stati aggrediti da un tossico a colpi di karate dovendo chiamare rinforzi.
          Prova il contrario.
          L'uso legittimo ci sta tutto.
          Last edited by Il gatto; 15-07-2014, 13:21.

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            Doppio
            Last edited by Il gatto; 15-07-2014, 13:27.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #21
              l'uso dell'arma dovrà essere considerato solo al fine di adempiere a un dovere del proprio ufficio inciso ovvero, secondo l'interpretazione fornita da parte della dottrina, di eliminare un ostacolo che si è frapposto tra il pubblico ufficiale e il dovere da adempiere. Questa impostazione porta ad escludere la scriminante non solo nei casi in cui il soggetto abbia agito per un fine privato (come uno scopo di vendetta), ma anche i casi quando lo scopo fosse l'adempimento di una facoltà, non quindi un dovere del proprio ufficio.

              (3) Sono due i casi in cui è possibile che il pubblico ufficiale faccia un uso legittimo delle armi ovvero quando sarà costretto dalla necessità di respingere una violenza (rivolta nei confronti del pubblico ufficiale stesso o di cose o persone ch questi ha il dovere di tutelare) o di vincere una resistenza, fermo restando il compito del giudice di valutare concretamente se queste erano tali da dover essere vinte con le armi. Si ricordi che la resistenza di cui parla la norma è intesa come resistenza attiva (si pensi ad esempio al caso di colui che al momento dell'arresto esplode un colpo di pistola contro il pubblico ufficiale e poi si dà alla fuga). Non vi rientrano dunque i casi di resistenza passiva, che è,per chiarire, quella opposta dagli scioperanti che si distendono sui binari per impedire il passaggio dei treni. La dottrina più recente ha però criticato questa impostazione, argomentando sulla base del fatto che la norma in esame non distingue tra resistenza passiva e resistenza attiva e giungendo così a concludere che è ammissibile anche se vi è una condotta passiva che mira a contrastare l'intervento dell'autorità, la quale in ogni caso deve rispettare il criterio della proporzione.
              Ferme le disposizioni contenute nei due articoli precedenti , non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del...


              E anche una resistenza ghandiana potrebbe essere contrastata di forza con possibilita' di giocarsi il risultato in seguito secondo la scuola di pensiero e l'umore di chi hai davanti.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #22
                vabbè, ma non ho capito; tu che vuoi ?

                è ovvio che se hai fdo armate deve valere la presunzione della liceità dell'uso delle armi per i fini istituzionali previsti, come principio;

                le tutele e i correttivi agli abusi devono intervenire:
                a) a livello di formazione, e ora emerge un problema, dal momento che molte reclute della p.s. vengono dall'esercito e pertanto devono essere formate in modo accurato rispetto ai rapporti col pubblico;
                b) in fase disciplinare ed eventualmente giudiziaria;

                soprattutto, un deterrente agli abusi deve riposare sulla generale cultura e ambiente in cui le fdo operano, e in entrambi i sensi, di collaborazione e al tempo stesso vigilanza, diffusione di valori del rispetto per la persona, ecc...
                ma l'esito di un processo penale può solo entro certi limiti seguire la vox populi, stanti le regole; in genere, le innovazioni nell'idem sentire di un problema sociale precedono e danno l'impulso a cambiamenti di normative , e non avviene il contrario.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #23
                  Vabbe', ma devi fare leggi coerenti allo scopo e univoche altrimenti planando sulle varie onde delle scuole di pensiero corrette da cio' che ti dice il cuore fai quello che ti passa per la testa.
                  La cosa viene pure da lontano.

                  osa vuol dire avere
                  un metro e mezzo di statura,
                  ve lo rivelan gli occhi
                  e le battute della gente,
                  o la curiosità
                  di una ragazza irriverente
                  che si avvicina solo
                  per un suo dubbio impertinente:

                  vuole scoprir se è vero
                  quanto si dice intorno ai nani,
                  che siano i più forniti
                  della virtù meno apparente,
                  fra tutte le virtù
                  la più indecente.

                  Passano gli anni, i mesi,
                  e se li conti anche i minuti,
                  è triste trovarsi adulti
                  senza essere cresciuti;
                  la maldicenza insiste,
                  batte la lingua sul tamburo
                  fino a dire che un nano
                  è una carogna di sicuro
                  perché ha il cuore toppo,
                  troppo vicino al buco del culo.

                  Fu nelle notti insonni
                  vegliate al lume del rancore
                  che preparai gli esami.
                  diventai procuratore
                  per imboccar la strada
                  che dalle panche d'una cattedrale
                  porta alla sacrestia
                  quindi alla cattedra d'un tribunale,
                  giudice finalmente,
                  arbitro in terra del bene e del male.

                  E allora la mia statura
                  non dispensò più buonumore
                  a chi alla sbarra in piedi
                  mi diceva Vostro Onore,
                  e di affidarli al boia
                  fu un piacere del tutto mio,
                  prima di genuflettermi
                  nell'ora dell'addio
                  non conoscendo affatto
                  la statura di Dio.

                  e va lontano perche' la responsabilta' dei giudici prende corpo su certi margini di indetetminatezza che permettono la coesistenza di sentenze contrarie dello stesso grado senza che nulla accada oltre il chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.
                  Andate a lamentarvi da dio.
                  Last edited by Il gatto; 15-07-2014, 15:52.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #24
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Vabbe', ma devi fare leggi coerenti allo scopo e univoche altrimenti planando sulle varie onde delle scuole di pensiero corrette da cio' che ti dice il cuore fai quello che ti passa per la testa.
                    La cosa viene pure da lontano.
                    ...
                    e va lontano perche' la responsabilta' dei giudici prende corpo su certi margini di indetetminatezza che permettono la coesistenza di sentenze contrarie dello stesso grado senza che nulla accada oltre il chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.
                    Andate a lamentarvi da dio.
                    eh, ma il diritto si forma poco a poco; è fisiologico un certo grado di contraddittorietà tra principi, norme scritte e modificate, prassi, interpretazioni giudiziarie;
                    il problema lo risolvi per un po' quando una rivoluzione cambia davvero tutto, e allora hai un sistema giuridico nuovo modellato dall'ideologia vincente, che - forse - è anche coerente, nella misura in cui è integralista;

                    le cose funzionano sempre nella misura in cui è il controllo diffuso operato dalla popolazione, dalla società; se vuoi la città pulita, devi diventare lo svizzero rompicoglioni che ti rimbrotta o minaccia di denunciare e se lasci la lavatrice rotta accanto ai cassonetti invece di chiamare il servizio apposito su appuntamento; e i vicini devono essere con te, e contro lo zozzone;
                    allora vedrai che funziona pure la differenziata, e magari anche chi abusa si sente meno libero di farlo.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #25
                      Ma qua il diritto si e' sovrasviluppato e da servizio si e' trasformata in una minaccia da scagliarti contro, oltre a non dare nessuna certezza sotto ogni aspetto, se non quella che se non hai i soldo evita di ricorrere al giustizia, hai torto.

                      Comment

                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        Berlusconi assolto, come pote' succedere che una corte dice che sei colpevole e un'altra ti assolve per non aver commesso il fatto?
                        Sugli stessi elementi.

                        Certo questo si che fa pensare alla ragion politica che ha fermato il suo braccio armato aizzato per anni e ora, cambiando le strategie e le sintonie di vertice, rimesso in garage in attesa di nuovi nemici atavici.
                        Della serie piu' che l'attacco iniziale si direbbe che i propri magistrati sono stati stoppati su richiesta politica per non ostacolare una marcia trionfale che doveva andare a buon fine su diversi aspetti dove l'imputato era rilevante, quindi non lo si doveva irritare ulteriormente.

                        Certo che se sbagli giudice so affari tua della serie:il paracadute non ti si apre, ma nella caduta libera una mano dal cielo ti piglia, solo che ti chiede: credi a sant'antonio o a san francesco?
                        Che dire? Credo a san francesco.
                        Un vocione dal cielo risponde peccato, risposta sbagliata e la caduta prosegue per il suo corso naturale.

                        Cosa che spicca per i casi che coinvolgono il gotha della casta, ma che a caduta investono tutti.
                        Ovvero se il kabobo della situazione trova un giudice di sinistra viene riconosciuto come povero oppresso maltrattato incapace di intendere e volere, quindi assolto dopo minimale intervento sanitario.
                        Se trova un giudice di destra si becca tre ergastoli piu' gli eventuali spicci per i reati al contorno.
                        E mano mano che sale nella scala dei ricorsi e controricorsi si alternano le contrastanti opinioni secondo la formazione dei collegi giudicanti.

                        Prima pagina venti notizie
                        ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
                        si costerna, s'indigna, s'impegna
                        poi getta la spugna con gran dignità.
                        Mi scervello. mi asciugo la fronte
                        per fortuna c'è chi mi risponde
                        a quell'uomo sceltissimo e immenso
                        io chiedo consenso, a don Raffaè.
                        Un galantuomo che tiene sei figli
                        ha chiesto una casa e ci danno consigli
                        l'assessore che Dio lo perdoni
                        'ndentro 'a roulotte ci alleva i visoni.
                        Voi vi basta una mossa, una voce
                        c'a `stu Cristo ci leva 'na croce.
                        Con rispetto, s'è fatto le tre
                        vulite 'a spremuta o vulite 'o caffè?


                        Don raffae'
                        Last edited by Il gatto; 18-07-2014, 20:14.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #27
                          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                          Certo che se sbagli giudice so affari tua della serie:il paracadute non ti si apre, ma nella caduta libera una mano dal cielo ti piglia, solo che ti chiede: credi a sant'antonio o a san francesco?
                          Che dire? Credo a san francesco.
                          Un vocione dal cielo risponde peccato, risposta sbagliata e la caduta prosegue per il suo corso naturale.
                          ci so' tre gradi di giudizio apposta...

                          no, la storiella è diversa:
                          il paracadutista invoca s. Antonio, e una mano lo prende, e gli chiede:

                          ma vuie, vulite a sant'Antonio abbate, o vulite a chill e' Padova ?

                          e il paracadutista: abbate, abbate...

                          e il santo: me spiase, mi son de Padoa, e lo molla
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • arecata
                            • 03/04/13
                            • 5519

                            #28
                            Il 3d l'ho aperto con il titolo "2 pesi 2 misure" alla luce degli avvenimenti odierni sono 3 pesi e 3 misure ed è meglio che ci fermiamo qui per evitare il ridicolo della scritta delle aule giudiziarie che recita

                            L A . G I U S T I Z I A . E ' . U G U A L E . P E R . T U T T I



                            come per il gioco delle "3 carte", questa vince e questa perde, dov'è la vincente?
                            Pánta rhêi hōs potamós

                            arecata è il 2° nick-name di Blasel

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