Né Imu né Tasi per scuole e cliniche cattoliche
Il Governo Renzi azzera le tasse per le attività della Chiesa nel campo dell’educazione e sanità. In ballo oltre due miliardi di gettito mai riscosso. Troppo per l’Uaar, che va al contrattacco con una richiesta alla Commissione europea di procedura di infrazione
Sconto deciso e approvato dal Governo Renzi per le scuole cattoliche e le cliniche private. L’aiutino tra le due sponde del Tevere nella vicenda Imu-Chiesa è messo nero su bianco nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Emanato il 26 giugno, concede di fatto un regime agevolato esentando gli edifici dal pagamento dei balzelli.
L’incubo dei proprietari e inquilini italiani, chiesto come sacrificio per risanare i conti pubblici, non riguarda quindi le attività formalmente non commerciali sotto il cappello della Santa sede. Ecco i paletti delle generose esenzioni nel nuovo modello di dichiarazione Imu-Tasi, l’imposta municipale unica che ha sostituito l’Ici e la tassa sui servizi indivisibili che ogni Comune ha fissato per l’illuminazione pubblica, manutenzione del verde e delle strade.
Per le scuole si assegna un parametro di retta annuale al di sotto del quale l’istituto non versa nulla. Funziona così: per la scuola dell’infanzia il tetto simbolico è di 5.739 euro, per la primaria 6.634 euro, istruzione secondaria di primo grado 6.836 euro, istruzione secondaria di secondo grado 6.914 euro. Tutti gli istituti che hanno rette inferiori o uguali a queste non pagano né Imu né Tasi.
Ancora più lineare per le attività sanitarie e assistenziali, tax-free se convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Nel ricco affare della salute l’esenzione scatta a prescindere dalla tariffe imposte ai pazienti. L’unico vincolo è l’accreditamento pubblico. Se la struttura ne è provvista (e lo è la quasi totalità), le imposte non sono dovute. Perché a quel punto la sua attività, si legge nelle istruzioni del ministero dell’Economia, diventa “complementare o integrativa rispetto al settore pubblico”. Formalmente non commerciali ma con giri d’affari milionari non contribuiscono alle spese dello Stato anche se ricevono rimborsi dal servizio sanitario nazionale.
Troppo per l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) che ha deciso di passare al contrattacco, chiedendo a Bruxelles di avviare formale procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano. «La Commissione europea – spiega il segretario dell’Uaar Raffaele Carcano – aveva “condonato” all'Italia le illegittime esenzioni attribuite in passato alla Chiesa, diversi miliardi sottratti al fisco, “in cambio” dell'introduzione di norme più restrittive, con esenzioni limitate a chi presta servizi che gravino sull'utenza soltanto per un rimborso esiguo. Il decreto del Ministero ha invece di fatto reintrodotto gran parte delle vecchie esenzioni».
http://espresso.repubblica.it/attual...394?ref=HRBZ-1
Grazie presidente, le tue attenzioni allo straniero ci consolano il cuore e ci aprono il portafoglio.
Come potremo mai ricambiare tante amorose attenzioni?
Il Governo Renzi azzera le tasse per le attività della Chiesa nel campo dell’educazione e sanità. In ballo oltre due miliardi di gettito mai riscosso. Troppo per l’Uaar, che va al contrattacco con una richiesta alla Commissione europea di procedura di infrazione
Sconto deciso e approvato dal Governo Renzi per le scuole cattoliche e le cliniche private. L’aiutino tra le due sponde del Tevere nella vicenda Imu-Chiesa è messo nero su bianco nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Emanato il 26 giugno, concede di fatto un regime agevolato esentando gli edifici dal pagamento dei balzelli.
L’incubo dei proprietari e inquilini italiani, chiesto come sacrificio per risanare i conti pubblici, non riguarda quindi le attività formalmente non commerciali sotto il cappello della Santa sede. Ecco i paletti delle generose esenzioni nel nuovo modello di dichiarazione Imu-Tasi, l’imposta municipale unica che ha sostituito l’Ici e la tassa sui servizi indivisibili che ogni Comune ha fissato per l’illuminazione pubblica, manutenzione del verde e delle strade.
Per le scuole si assegna un parametro di retta annuale al di sotto del quale l’istituto non versa nulla. Funziona così: per la scuola dell’infanzia il tetto simbolico è di 5.739 euro, per la primaria 6.634 euro, istruzione secondaria di primo grado 6.836 euro, istruzione secondaria di secondo grado 6.914 euro. Tutti gli istituti che hanno rette inferiori o uguali a queste non pagano né Imu né Tasi.
Ancora più lineare per le attività sanitarie e assistenziali, tax-free se convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Nel ricco affare della salute l’esenzione scatta a prescindere dalla tariffe imposte ai pazienti. L’unico vincolo è l’accreditamento pubblico. Se la struttura ne è provvista (e lo è la quasi totalità), le imposte non sono dovute. Perché a quel punto la sua attività, si legge nelle istruzioni del ministero dell’Economia, diventa “complementare o integrativa rispetto al settore pubblico”. Formalmente non commerciali ma con giri d’affari milionari non contribuiscono alle spese dello Stato anche se ricevono rimborsi dal servizio sanitario nazionale.
Troppo per l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) che ha deciso di passare al contrattacco, chiedendo a Bruxelles di avviare formale procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano. «La Commissione europea – spiega il segretario dell’Uaar Raffaele Carcano – aveva “condonato” all'Italia le illegittime esenzioni attribuite in passato alla Chiesa, diversi miliardi sottratti al fisco, “in cambio” dell'introduzione di norme più restrittive, con esenzioni limitate a chi presta servizi che gravino sull'utenza soltanto per un rimborso esiguo. Il decreto del Ministero ha invece di fatto reintrodotto gran parte delle vecchie esenzioni».
http://espresso.repubblica.it/attual...394?ref=HRBZ-1
Grazie presidente, le tue attenzioni allo straniero ci consolano il cuore e ci aprono il portafoglio.
Come potremo mai ricambiare tante amorose attenzioni?
