Cambiamenti climatici

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #1

    Cambiamenti climatici

    Inverni miti, estati che stanno finendo senza essere neppure incominciate, bombe d'acqua improvvise, dissesti idrogeologici.....
    Dovremmo davvero voler più bene a questa nostra Terra e invece:

    Nel 2013 la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è cresciuta al ritmo più rapido da quando sono iniziate rilevazioni globali affidabili. Lo ha reso noto oggi l'Organizzazione meteorologica mondiale: "Le emissioni di CO2 passate, presenti e future avranno un impatto cumulativo sia sul riscaldamento globale che sull'acidificazione degli oceani. Le leggi della fisica non sono negoziabili"

    Nel 2013 la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è cresciuta al ritmo più rapido da quando sono iniziate rilevazioni globali affid…
    amate i vostri nemici
  • LaMadchen
    Donna in Carriera..
    • 23/01/08
    • 3225

    #2
    Come le persone anche il tempo sembra impazzito. Non esistono più le stagioni di una volta. E' tutta colpa del progresso.
    Da come evince quest'articolo l’Italia è in pericolo! Alcune coste rischiano l’allagamento e l’abbassamento verticale dei fondali e non solo:


    "Io sono una Donna... e le Donne non distruggono niente ma coltivano, conservano.
    Io non ho dimenticato cio' che ho vissuto, ho tutti i miei ricordi, soprattutto quelli che ti riguardano, tengo tutto dentro di me".

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Si certo, e' tutta colpa del progresso, ma di quanto e' aumentata la popolazione mondiale durante questo progresso e quanto gaudio ha prodotto questo ultimo regresso di circa 30 anni dei consumi, produzione e occupazione?
      Un gaudio tale che tuttu vogliono crescita di massa e pure rapida, ovvero un progresso esponenziale.

      Per avere il rimpianto passato servirebbe un regresso esponenziale che ripristina i livelli demografici ed economici di allora, ma ho l'impressione che il passaggio non sarebbe gradito ai cespugli da decespuliare che ora reclamano la verde siepe.

      E comunque il clima cambia anche per eventi naturali capaci di fare arrivare i ghiacci polari in adriatico e poi farli ritirare prima che una qualunque attivita' artificiale esistesse.
      I vulcani liberano gas e polveri in quantita' del tutto cospicue e anche la biologia animale interviene.
      Last edited by Il gatto; 10-09-2014, 15:31.

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #4
        Originariamente Scritto da LaMadchen Visualizza Messaggio
        Come le persone anche il tempo sembra impazzito. Non esistono più le stagioni di una volta. E' tutta colpa del progresso.
        Da come evince quest'articolo l’Italia è in pericolo! Alcune coste rischiano l’allagamento e l’abbassamento verticale dei fondali e non solo:


        http://www.segnidalcielo.it/2014/08/...e-dei-fondali/
        Eh...purtroppo è proprio così, amica mia: Eppure siamo ancora in tempo!
        amate i vostri nemici

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Non che nel pregresso siano state rose e fiori, inondazioni ce ne stavano lo stesso, solo che non dovendo risarcire nessuno, ne interessando la cosa la finanziaria dell'anno alla fine si trattava di seppellire i morti e continuare a circolare.
          Lo stesso le epidemie, con la spagnola 6 o 7 milioni di morti e se ne ha vaga traccia storica, mo 3000 morti di ebola complicano la gestione di tutti gli scali e fanno salire la fibrillazione mondiale.
          In fondo un sistema complesso e' molto piu' sensibile alle perturbazioni di un sistema primitiva dove a chi tocca non se 'ngrugna e i vivi seppelliscono i morti e proseguono sulla strada.

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          • LaMadchen
            Donna in Carriera..
            • 23/01/08
            • 3225

            #6
            Si l'aumento della popolazione comporta tante conseguenze, una è quella dell'eccessiva produzione di rifiuti, che inevitabilmente vengono smaltiti male, o depositati in luoghi da causare danni ingenti alla natura, al clima e alla salute dell'uomo. E la cosa peggiore che è proprio l'uomo l'artefice del tutto.
            "Io sono una Donna... e le Donne non distruggono niente ma coltivano, conservano.
            Io non ho dimenticato cio' che ho vissuto, ho tutti i miei ricordi, soprattutto quelli che ti riguardano, tengo tutto dentro di me".

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              E' il problema dei vivi, sporcano, non a caso una delle tracce seguite in archeologia e' la monnezza, trova la monnezza e basta cercare per trovare il tesoro.
              Gia' a roma i colli sono fatti dalla monnezza delle anfore rotte.

              Comunque ora il problema di grido e' legato alla produzione della co2 che si lega alla produzione di energia senza cui non si produce, non si lavora e non si mangia.
              La co2 scalda l'almosfera e mette le basi per una era glaciale causata dalla distruzione della corrente del golfo dissolta dai ghiacci polari di acqua dolce che desalinizzano l'oceano.

              Metterci mano senza vaporizzare un 50% dell'utenza e' un problema e potrebbe non risolvere nulla perche' basta qualche vulcano grosso, o supervulcano che comincia a funzionare e ricomincia tutto dacapo.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                Un miliardo e mezzo di persone soffre la fame, nel mondo: Come fanno a produrre rifiuti? Come fanno a consumare CO2 se, quando và bene, viaggiano in bicicletta?
                Dobbiamo invece ripensare la qualità e la quantità del selvaggio modo di produrre del nostro bel mondo "evoluto", piuttosto.
                Dove tutto viene sacrificato al dio-denaro. Compresa la cementificazione delle coste e il taglio indiscriminato delle foreste. Da quella Amazzonica a quelle europee......
                Gli studi e i rapporti di questi scienziati vanno presi molto sul serio. Specie quando affermano che la fisica ha le sue leggi non negoziabili. I suoi meccanismi. Le sue regole. Che l'uomo ha abbondantemente violato.
                amate i vostri nemici

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Guarda qua che succede con una felice decrescita dell'8%, immagina che felicita' con una da 30, 40%.
                  Se non riduci la pressione demografica la soluzione e' drastica, chi tardi arriva non alloggia.

                  Tu vuoi uno stipendio e poi una pensione, quindi lo stesso per figli e nipoti, ci vogliono consumi, produzione e a monte energia.
                  Last edited by Il gatto; 11-09-2014, 07:20.

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #10
                    No, non è una questione economica la salvaguardia del Pianeta, Giampiero: Ma morale!
                    amate i vostri nemici

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Vedi un po che risolvi senza mettere mano ai numeri demografici che a loro volta trascinano il resto.
                      In un ambiente finito fai tendere gli occupanti all'infinito e vedi che succede, pur convincendo utopicamente tutti ad adottare le migliori intenzioni.

                      Il pianeta in ogni caso risente poco di certi fenomeni, ne ha visti di ben piu' traumatici, il problema e' solo degli occupanti in eccesso che se non si autoriducono saranno ridotti per ripristinare gli equilibri sostenibili.

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #12
                        Siamo agli antipodi.
                        Vabbè, amen.


                        Papa Francesco, messa di inaugurazione. L’appello: “Custodire il creato”
                        “Vorrei chiedere, per favore a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo ‘custodi’ della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo!"




                        Ma mentre i Paesi industrializzati posseggono la tecnologia per attenuare le conseguenze negative dei cambiamenti climatici, in alcune zone povere del mondo (per es. Filippine o Bangladesch, oppure nell’Africa subtropicale) la conseguenza sarà quella dell’ulteriore aumento delle diseguaglianze della qualità della vita con il resto del mondo.

                        La preoccupazione è grande a causa del costante progredire delle emissioni dei gas ad effetto serra, che nel primo decennio del terzo millennio è cresciuta del 2% all’anno, mentre nel trentennio precedente era all’1,3%..

                        Qualora non si ponessero dei rimedi, nel 2030 potremo raggiungere l’aumento medio di 2 gradi centigradi in più di quelli ordinari.

                        Le cause di questi cambiamenti climatici sono quasi certamente riconducibili appunto all’aumento dei gas con effetti serra ed in particolar modo del CO 2, conseguenza diretta dell’attività dell’uomo nei campi industriali, agricoli, dei trasporti e dei consumi di energie fossili (petrolio e carbone) attività tutte che andrebbero limitate con nuove strategie politiche, innovative e impopolari, implementando di converso le energie rinnovabili.

                        Il focus dell’ auspicabile rivoluzione delle attuali politiche si situa peraltro sul piano educativo ad uno stile di vita più sobrio e alla modifica di abitudini inquinanti. Serve veramente, in primis, una conversione culturale ad un sistema economico e sociale che non produca CO 2, una sorta di conversione ecologica della popolazione e dei governi che dovranno assumere scelte politiche adeguate.

                        I governi poi dovrebbero predisporre la c.d. “strategia di adattamento”, cioè di protezione contro le terribili inondazioni, misure di risparmio dell’acqua, strutture di potenziamento e di difesa in relazione ai fenomeni straordinari, oltre che di reale protezione civile.

                        Occorre premunirsi di fronte a fenomeni nuovi, ma non inaspettati.

                        Le classi politiche, italiana compresa, restano però inattive e passive al riguardo, preferendo priviligiare i temi dello sviluppo economico rispetto a quelli ambientali, come se le popolazioni vivessero su un altro pianeta, ed in assenza di una spinta dell’opinione pubblica ad adottare cambiamenti di rilievo economico e culturale in momenti di crisi, rimandano ogni intervento. A quando sarà troppo tardi però. Chi in Italia, infatti, avrebbe il coraggio di limitare i trasporti su gomma e su strada? Quali e quante lobby politico – industriali si toccherebbero (case costruttrici di auto, di strade, sindacati degli autostrasportatori) a fronte di scelte impopolari: allora continua l’immobilismo mentre il CO 2 aumenta sempre più.

                        Le obiezioni falsamente liberiste delle lobby dei trasporti, che sostengono che occorre garantire la “libertà di scegliere” si scontrano con quel fine del “bene comune” che è invece proprio da perseguire da parte di governi e comunità.

                        Le immissioni inquinanti non hanno confini e non si fermano alle frontiere, per questo occorre accogliere con favore gli incontri internazionali di studio sul tema, e ciò anche se nel passato, ci si riferisce al protocollo di Kioto, alcuni Paesi come USA, Cina ed India non si sono vincolati.

                        E’ giunto il momento, anche per spingere tutti gli Stati, al rispetto degli sforzi per controllare gli sviluppi climatici, che gruppi ed associazioni (e noi di Fare Verde siamo sul pezzo), si muovano per convincere le popolazioni ad acquisire la consapevolezza della posta in gioco e di tutte le connesse gravi conseguenze (si pensi da ultimo alla scomparsa delle biodiversità e all’acidità degli oceani).

                        Occorre non solo operare alle esigenze ambientali del tempo presente, ma anche stabilire quale eredità ci apprestiamo a consegnare alle generazioni future. http://www.circololarocca.it/larocca...nto-climatico/
                        amate i vostri nemici

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Puoi fare i salti mortali avendo i mezzi che non hai visto quello che non risolvi in casa tua, ma se la popolazione aumenta quel realizzato sara' comunque insufficiente per i numeri moltiplicati.

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Non è un problema di quanti siamo. Ma di come viviamo.
                            Stiamo toccando con mano l'effetto dei cambiamenti climatici e invece di fermare (o quantomeno ridurre) le emissioni di gas tossici, diamo la colpa agli ultimi. Ai poveri che ancora OSANO fare figli.....

                            Un triste deja vu, Gatto.

                            ciao, a domani.
                            amate i vostri nemici

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              Puoi vivere pure male, ma se cio' fosse sostenibile e non lo e' per 7 miliardi anche quel male non basta piu' per 30 miliardi che dovrebbero vivere di nulla.
                              Oltre tutto i numeri li fai vivere pure male solo producendo e consumando e di fatto bruciando risorse quindi devi mettere mano a tali numeri per affrontare il problema.

                              Tra l'altro come vedi riducendo i consumi cambi solo il modo di morire e non illuderti che togliendo per dare la cosa migliori che e' lo stesso dell'aumentare le tasse per alimentare i bisognosi, cosa che si traduce, come si vede, in un aumento di bisognosi e meno tasse da incassare.

                              Mo tu il metodo lo vuoi rendere globale, vedresti che grande soluzione ne uscirebbe.

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