Art. 18

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #1

    Art. 18

    Che idea vi siete fatti degli scopi perseguiti da renzi su richiesta di chi piu' di lui dispone, vuole e comanda?

    Per me il disegno generale mira a sopprimere il lavoro a tempo indeterminato eliminando il vincolo della giusta causa per licenziare un dipendente.
    Punto di forza per proporre l'iniziativa e' il poter licenziare i nullafacenti e gli indesiderabili, di cui ora e' molto difficile liberarsi, vedasi ladri ripresi all'aeroporto metre saccheggiavano i bagagli, tutti reintegrati.
    Episodi che pero' per quanto eclatanti e vergognosi ben poco interessano la bce e bruxelles interessati alla macro economia e non alla caccia ai topi di albergo risolvibile allargando le definizioni di giusta causa a che nella banale procedura disciplinare possa erogarsi il licenziamento.

    Alla grande economia di scala interessano i grossi risultati di scala che nel caso sono costituiti dal poter dimensionare i numeri del personale alle strette necessita' istantanee delle commesse, per cui se non mi servi ora ti lincenzio, poi casomai ti ripiglio in seguito commesse permettendo.
    Il che sarebbe accettabile con compensi da libero professionista dimensionati per pagare i vuoti, non con modesti stipendi da lavoratori cosi' decisi proprio perche' garantiti anche in assenza di commesse.
    Invece ora ti pago poco e solo fin quando mi sei indispensabile.

    Certo sul momento ci mettono come vasellina la tutela monetarua, ma una volta barattato il principio con il compenso monetario questo a differenza del principio e' sempre contrattabile nella quantita' e soggetto alle erosioni delle vicissitudini monetarie, ovvero con un po di anni scompare come tutte le monetizzazioni offerte per scardinare dei principi.
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24582

    #2
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Che idea vi siete fatti degli scopi perseguiti da renzi su richiesta di chi piu' di lui dispone, vuole e comanda?

    Per me il disegno generale mira a sopprimere il lavoro a tempo indeterminato eliminando il vincolo della giusta causa per licenziare un dipendente.
    praticamente, non esiste già più;

    ci sono tanti interessi convergenti su questo, e anche molti divergenti, senza un motivo di grande sostanza, almeno in apparenza;

    le imprese vogliono poter programmare con una maggior certezza di gestione le politiche del personale, prevedere costi e tempi della flessibilità;
    poi ci sono apparati e burocrazie, poteri piccoli e grandi, che risiedono nelle conflittualità e nella gestione delle relazioni industriali, gente che ha un ruolo ed è abituata a negoziare o vivere di contenzioso o delle complicatezze, magari anche in buona fede;

    capitali e investitori ne abbiamo pochi; bisogna importarli; lo standard nazionale non funziona, è troppo complicato e perciò non si investe;
    non vedo molte alternative, a parte il socialismo
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Solo che il tribuno del popolo annuncia la lubrificazione del cetriolo e pretende che venga accolto come un dono messianico scaturito da una mente geniale.
      Basta dire ho perso la guerra e vi vendo come ostaggi agli unni se no mi spennano come un pollo e poi mi cucinano a fuoco lento.

      La figura di quei gran geni che prepararono la resa dell'8 settembre pensando a come scappar via loro inguaiando gli altri.
      Anche quelli non avevano scelta, ma la loro immagine fu quella che fu.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        praticamente, non esiste già più;
        Per i singoli che pero' non costituiscono la trippa di interesse per i grossi calibri interessati ai licenziamenti collettivi a stretto giro di posta senza doversi avventurare in una dichiarazione di stato di crisi dell'azienda che sminuisce il valore azionario e le complicazioni delle conseguenti procedure di smaltimento eccedenze.

        PresuppostiModifica

        La disciplina dei licenziamenti collettivi si applica alle imprese con più di 15 dipendenti che intendano effettuare almeno 5 licenziamenti nel periodo di tempo di 120 giorni, nell'ambito della stessa provincia e della medesima causa di una riduzione, di una trasformazione o della cessazione dell'attività.[2]
        ProceduraModifica

        Il datore di lavoro che vuole procedere al licenziamento collettivo deve comunicarlo preventivamente:

        a tutte le associazioni sindacali o alle RSA soltanto se presenti
        alle associazioni di categoria
        alla Direzione provinciale del lavoro o alla Direzione regionale del lavoro o al Ministero del lavoro, a seconda della rilevanza del licenziamento (rispettivamente provinciale, regionale o nazionale)

        La comunicazione deve contenere:

        i motivi determinanti l'eccedenza di personale
        i motivi tecnici, organizzativi e/o produttivi per i quali si ritiene di non poter evitare i licenziamenti
        il numero, la collocazione aziendale e i profili professionali del personale eccedente e di quello normalmente occupato
        i "tempi di attuazione" della procedura

        A seguito della comunicazione le RSU o le associazioni di categoria, entro 7 giorni dalla stessa, possono richiedere l'esame congiunto (confronto bilaterale) riguardo ai motivi dell'esubero e lo studio di misure alternative al licenziamento collettivo. Le misure alternative che devono essere esaminate, includono:

        la possibilità di adibire i lavoratori nella stessa azienda a mansioni equivalenti o di livello inferiore presso la rispettiva sede;
        il trasferimento;
        l'esternalizzazione con eventuale clausola di salvaguardia ad altra società del gruppo, collegata, controllata e, da ultimo, non avente alcuna relazione di proprietà con l'azienda cedente.

        In caso di esito negativo dell'esame congiunto si attua una seconda consultazione (confronto trilaterale) su iniziativa della Direzione provinciale del lavoro che esamina la questione insieme al datore di lavoro e alle rappresentanze sindacali.

        Esaurita la fase delle consultazioni, con o senza accordo sindacale, il datore di lavoro può procedere al licenziamento dei lavoratori eccedenti.
        Criteri di scelta del licenziamento

        Per altro capitato, sentivo a mediaset che volendo chiudere la struttura di roma non voleva dichiare la crisi che gli si rifletteva in borsa al che dissero trasferi il personale a milano cercando di creare le condizioni di dimissioni.
        Un magheggio che il buon renzi ora risparmierebbe all'amico silvio.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24582

          #5
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Solo che il tribuno del popolo annuncia la lubrificazione del cetriolo e pretende che venga accolto come un dono messianico scaturito da una mente geniale.
          Basta dire ho perso la guerra e vi vendo come ostaggi agli unni se no mi spennano come un pollo e poi mi cucinano a fuoco lento.

          La figura di quei gran geni che prepararono la resa dell'8 settembre pensando a come scappar via loro inguaiando gli altri.
          Anche quelli non avevano scelta, ma la loro immagine fu quella che fu.
          beh, ma tu che faresti ?

          ora, a parte l'antipatia personale per lo stile - che capisco e in parte condivido - e il desiderio di protesta, ti sembra ci siano alternative sostanzialmente diverse ?

          a parte le utopie dei chiacchieroni senza soldi e le furberie dei conservatori, cosa dovrebbe dire e fare in soldoni uno che governa 'sta situazione ?

          a me già basta - come dico da sempre - che ponga sul tavolo la questione dei privilegi e delle inefficienze in un modo che costringa tutti a confrontarsi su quella;

          magari tra qualche ora lo fanno fuori, ma certamente chi prende il suo posto di quelle cose si deve occupare - verosimilmente con virulenza assai maggiore - perché ormai la domanda è quella e il re è nudo;
          a meno di qualche fuga avventurista in avanti, tipo uscita dall'euro, grillate varie, ecc...
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Magari evitando di prendere in giro la gente non comportarndosi come quei piazzisti che alla fiera di paese tentano di vendere miracolose pentole bucate alle vecchiette sprovvedute urlando e annunciando cose fantascientifiche che assicura che ha in tasca e che solo se gli lasci il soldino te ne fara' partecipe.
            Soggetti che senti da duecento mentri e non pigliano mai fiato perche' fra pentolini e strofinacci magici loro sono la soluzione di ogni problema.

            Quanto al tirar fuori i problemi c'e' stato costretto dalla strategia di grillo che doveva controbattere sul suo terreno, non si e' inventato niente se non l'acume del piazzista di strada che si direbbe l'unica arte in cui e' bravo.
            Last edited by Il gatto; 29-09-2014, 18:19.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24582

              #7
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              Magari evitando di prendere in giro la gente non comportarndosi come quei piazzisti che alla fiera di paese tentano di vendere miracolose pentole bucate alle vecchiette sprovvedute urlando e annunciando cose fantascientifiche che assicura che ha in tasca e che solo se gli lasci il soldino te ne fara' partecipe.
              sei sicuro di quello che dici ?
              perché, se il tono è effettivamente quello del piazzista, le cose che dice sono abbastanza da lacrime e sangue, per chi appena vuole intendere;

              Quanto al tirar fuori i problemi c'e' stato costretto dalla strategia di grillo che doveva controbattere sul suo terreno, non si e' inventato niente se non l'acume del piazzista di strada che si direbbe l'unica arte in cui e' bravo.
              ma cosa vuoi che c'entri Grillo, che parla dall'Iperuranio...

              qui si parla di soldi che non ci sono più e di sbloccare un po' di meccanismi inceppati, dato che il barile è stato raschiato al fondo;

              come sempre, un popolo come il nostro ascolta qualcuno che prospetta qualche speranza, come fu con De Gasperi, e affossa i distruttori, perciò lo stile è quello;
              poi, da solo che pensi possa fare ?

              quello che ti devi chiedere è quale sia l'assetto - variabile - di poteri che lo possono appoggiare per fare qualcosa di minimamente utile, dato che sembra maggioritario, o comunque più potente, il conglomerato di interessi che vorrebbe la stasi.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                E certo, padoan lo sta dicendo che i conti non tornano e i dati peggiorano, quindi, nella migliore tradizione, questo, come gli altri prima di lui, draghera' soldi nei redditi medi e medio bassi chiamando le nuove tasse con qualche nuovo nome esoterico che se gli rinfacci che sono esborsi ti risponde che hai le visioni.

                Grillo parla di iperuranio in quella che doveva essere la fase costruttiva, ma il successo lo ha ricevuto additando tutte le difettosita che pur stando sotto gli occhi di tutti i politici tacevano, quindi per tenergli testa dovevi prenderne pubblicamente carico creando l'immagine che nominandoli poi li risolvevi.
                Grillo s'e' perso l'iperuranio, queste nelle sue fanfaronate dall'apparenza piu' serie, ma al dunque resta il fanfarone che oltre a stradire non quaglia.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24582

                  #9
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  E certo, padoan lo sta dicendo che i conti non tornano e i dati peggiorano, quindi, nella migliore tradizione, questo, come gli altri prima di lui, draghera' soldi nei redditi medi e medio bassi chiamando le nuove tasse con qualche nuovo nome esoterico che se gli rinfacci che sono esborsi ti risponde che hai le visioni.
                  non so quanto si possa pescare tra quei ceti in epoca di recessione;
                  è una situazione che probabilmente non si risolverà al modo solito, perché non si può, nel senso che produce effetti negativi rispetto al fine stesso;

                  è un po' che lo scrivo: sono finiti i soldi dei soliti noti, e ora cominciano a litigare quegli altri su chi deve fare un passo indietro e mettere le mani in saccoccia;
                  probabile che cominci a toccare ai più deboli del gruppo dei privilegiati che non produce.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    C'e' sempre qualcosa da levare ai soliti noti che sono tanti per cui il bottino e' cospicuo.

                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      praticamente, non esiste già più;

                      ci sono tanti interessi convergenti su questo, e anche molti divergenti, senza un motivo di grande sostanza, almeno in apparenza;

                      le imprese vogliono poter programmare con una maggior certezza di gestione le politiche del personale, prevedere costi e tempi della flessibilità;
                      poi ci sono apparati e burocrazie, poteri piccoli e grandi, che risiedono nelle conflittualità e nella gestione delle relazioni industriali, gente che ha un ruolo ed è abituata a negoziare o vivere di contenzioso o delle complicatezze, magari anche in buona fede;

                      capitali e investitori ne abbiamo pochi; bisogna importarli; lo standard nazionale non funziona, è troppo complicato e perciò non si investe;
                      non vedo molte alternative, a parte il socialismo
                      Ahahahahahaha spunta sempre fuori, qua e là, la tua nostalgìa.....
                      A parte questo, sposo il tuo discorso.
                      amate i vostri nemici

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        non so quanto si possa pescare tra quei ceti in epoca di recessione;
                        è una situazione che probabilmente non si risolverà al modo solito, perché non si può, nel senso che produce effetti negativi rispetto al fine stesso;

                        è un po' che lo scrivo: sono finiti i soldi dei soliti noti, e ora cominciano a litigare quegli altri su chi deve fare un passo indietro e mettere le mani in saccoccia;
                        probabile che cominci a toccare ai più deboli del gruppo dei privilegiati che non produce.
                        I soldi dei soliti noti non sono per niente finiti, ci sono i cospicui piccoli risparmi che nell'insieme sono ragguardevoli da saccheggiare, c'e' il patrimonio immobiliare dei piccoli proprietari lo stesso cospicuo nell'insieme e ci sono le varie sicurezmze sociali da togliere a favore dell'oligarchia al momento emergente.

                        Naturalmente la certezza dello scenario e' utile a qualunque impresa e la certezza di potersi disfare a modico prezzo in blocco del costo del personale al momento in eccedenza certo non e' disprezzabile da parte di un qualunque imprenditore di ogni dimensione.
                        Pero' cio' sarebbe piu' coerente perseguito da un rappresentante dell'impresa o comunque del capitale.
                        Non direi da parte di uno che "dice" di voler risolvere problematiche del lavoro.

                        Certo per il lavoro ci vuole l'impresa e questa si genera con il capitale che pero' viene trasformato in impresa produttiva di beni e servizi con impegno di lavoratori solo se il rapporto profitti/rischi di chi si avventura in una impresa e' favorevole.
                        licenziare in blocco senza problemi attenua il rischio, ma se mancano i profitti adeguati lo faciliti solo nel disimpegnarsi da investimenti fatti in altri tempi piu' favorevoli.
                        I profitti sono quindi essenziali e per averli devi o ci deve essere un mercato, dei costi di produzione complessivi competitivi con la conconcorrenza e una seria e credibile politica industriale che garantisce per un lungo periodo gli scenari favorevoli di operazioni.

                        il guaio grosso sta quindi nei costi di impresa e nell'assenza di un mercato che l'iniziativa sui licenziamenti aggrava visto che nessuno tende a spendere oltre l'indispensabile se il reddito anche solo in via ipotetica diventa incerto piu' di quanto lo sia ora.
                        Da vedere quindi quanto la facility introdotta a favore delle impresse non le danneggi maggiormente sotto l'aspetto mercato mancante.
                        Ne e' geniale l'idea di anticipare il tfr che praticamente nessuno ha in cassa e tanti non chiudono proprio perche' non hanno la liquidita' per liquidare le maestranze.
                        Last edited by Il gatto; 01-10-2014, 11:16.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Al contorno vedo uno scenario che mi risulta tanto poco convincente.
                          Con il poco che si produce bisogna finanziare le rserve delle bce che poi da qui soldi alle banche allo 0, 5% e le banche ci guadagnano investendoli sul nostro debito a tassi di mercato, il che significa che con il prodotto interno si fanno arricchire i gruppi bancari, al netto di dovene comunque mantenere una certa stabilita'.
                          Con altro reddito interno si finanzia l'europa che da i nostri soldi altri stati e infatti siamo finanziatori netti.
                          Vero che questi finanziamenti tornano anche a noi, ma come vengono se ne vanno perche' oltre alla nota carenza di progettazione delle opere i progetti europei vanno cofinanziati, lo la meta' ci mettono e se tu non hai l'altra meta' si ripigliano i soldi, il che se stai in crisi diventa una presa in giro.
                          Poi ci sarebbe la riduzione del debito pubblico e al contorno il pil speso per spese militari e caritatevoli all'estero per far vedere quanto le marionette pesono, il qualche mille morti per sedere al tavolo della pace di antica memoria.
                          Ma come e' possibile liberarsi da uno strozzo del genere?

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24582

                            #14
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            I soldi dei soliti noti non sono per niente finiti, ci sono i cospicui piccoli risparmi che nell'insieme sono ragguardevoli da saccheggiare, c'e' il patrimonio immobiliare dei piccoli proprietari lo stesso cospicuo nell'insieme e ci sono le varie sicurezmze sociali da togliere a favore dell'oligarchia al momento emergente.
                            già fatto, e dimostrato come inefficace;
                            quello che succede ora è esattamente che le oligarchie hanno preso atto che non funziona e l'esito è negativo, perché colpisce chi sarebbe ancora in grado di consumare;
                            certo, qualche oligarca da "dopo di me il baratro" ci sarà sempre, ma ora cominciano a ragionare in un modo diverso;

                            le banche sono privilegiate dal circuito della liquidità agevolata in quanto camera di compensazione deli azzardi passati, mutui e investimenti a katso di cane; se vanno in crisi quelle, non è che il problema riguarda solo gli azionisti, come lascia intendere il grillame; la prendono in tasca i risparmiatori, soprattutto se la crisi è ampia; non è che il fondo di garanzia potrebbe coprire più di tanto...
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #15
                              Una oligarchia che ha interesse a produrre e vendere in italia, ma in un sistema globale puoi prosciugare e sterilizzare un'area per fare profitti in un altro mercato.
                              In genere gli azionisti avveduti le proprie riserve personali le mettono in sicurezza, non si tratta di fondo di garanzia che e' un immobilizzo tecnico.
                              Certo bisognerebbe entrare dentro certa contabilita' per vedere quanto e' il necessario e quanto il surplus dirottato in funzione di un meccanismo privilegiato ben pianificato per avvantaggiare certi interessi a sfavore di altri.
                              E il fatto che tale contabilita' non sia troppo chiara dicisamente fa pensar male e in genere uno valuta sulla base delle proprie opinioni e non su quello che certi quacquaraqua' gli blaterano per tenerlo sereno.

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