Licenziare e' una cosa di sinistra

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  • Durante
    Opinionista
    • 16/11/08
    • 2103

    #16
    L'importante è che Marino nel comune di Roma faccia interventi mirati e soprattutto chirurgici.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Da un chirurgo di estrazione politica, non ci si puo' aspettare di meno.
      Pero' decisamente con certe uscite e con quella faccia non proietta l'immagine di una lince.
      Certe passate se le puo' permettere brunetta non un esponente che vorrebbe farsi identificare con certi interessi e con una uscita del genere, simile ai bamboccioni di schioppa e ai suoi tre euro al giorno quale sostanzioso contributo ai giovani, ti fa perdere in un botto solo duecento mila voti.
      Vabbe' che il pd e' salito in paradiso e cambia parco buoi, ma sui voti dei dannati ci conta ancora perche' gli altri lo applaudono e lo fiduciano tramite il loro capo, ma se si ferma nel guado diffile che qualcuno non lo spinga sotto.

      Con un faccione cosi' chi non ti segue in capo al mondo credendo in te e sacrificandosi lui per te

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        Penso che Renzi sia troppo compreso su cosa voglia fare e come già stato detto da axeUgene ci sono troppe posizioni di rendita che non ci sentono da quell'orecchio di doverne rinunciare.
        Non sembra nemmeno che renzi ci senta molto da quell'orecchio, visto che dopo una spendig review degli sprechi ha fatto in modo che il piano scomparsisse e l'unico taglio e' stato allontanare cottarelli per riportare il tutto sui vecchi binari, tanto la cassa propagandistica l'aveva pure incassata.


        Petrini gela Renzi: «Ci aspetta una colata di cemento»
        Il fondatore di Slow food è tra gli autori di “Rottama Italia”, un libro denuncia sul decreto Sblocca Italia: «Persino il Governo Monti, grazie al Ministro dell’Agricoltura Mario Catania, può apparire più progressista dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi».
        C’è stato un momento in cui in molti hanno sperato che la “rottamazione”, al di là delle persone, avrebbe finalmente riguardato un certo modo di fare della politica e di quella parte di mondo dell’economia e delle imprese che vive in simbiosi con essa», scrive Petrini, «certo, nessuno si aspettava un Governo della decrescita felice: sembrava però prossima almeno l’apertura di una stagione politica in cui finalmente, anche nei palazzi di governo, fosse possibile criticare i fondamentali di un sistema che da anni non genera più benessere e ricchezza e a causa del quale, anzi, si è manifestata la più lunga crisi del secondo
        dopoguerra».

        Una delusione, è Renzi per Petrini, che evidentemente aveva sperato. Non che si fosse, illuso, sia chiaro: «Qualcuno, pur scettico, aveva concesso un minimo credito a questa paventata ondata di novità; qualcuno ci ha creduto un po’ più a lungo». Poi, però, «a mettere d’accordo tutti, a sgombrare qualsiasi dubbio, a svelare la distanza abissale tra gli auspicati buoni propositi e la realtà, ci ha pensato lo Sblocca Italia, in modo particolare per quanto concerne le misure dedicate all'edilizia e alla gestione di beni comuni».

        Il giudizio di Petrini è netto e può apparire paradossale: «Oggi persino il Governo Monti, grazie all’iniziativa dell’allora Ministro dell’Agricoltura Mario Catania, può apparire più progressista e innovatore dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi». Il fondatore di Slow food ripercorre l’iter, mai concluso, della legge Catania.

        E poi dell’iniziativa del governo Letta, arenata come la precedente: «il 3 febbraio 2014, riprendendo in buona sostanza l’impianto della proposta di Catania, fece la sua comparsa un nuovo disegno di legge, ancora una volta promosso dal titolare del dicastero dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo». «Di nuovo» continua Petrini, «non eravamo ancora all’impianto normativo ideale, quello su cui ancora insistono i cittadini che animano i forum per la protezione di quel bene che i padri costituenti vollero scolpito nell'articolo 9 della Carta», ma «sembrava confermarsi quell’indiscutibile cambio di rotta che per anni era stato inseguito senza esito, da tutti quei soggetti che ora iniziavano a partecipare ad audizioni parlamentari e incontri pubblici, dove almeno era possibile confrontarsi sulle diverse ricette che dovevano portarci al traguardo di azzerare il consumo di suolo: l’unico obiettivo credibile per un Paese, come il nostro, che ogni giorno divora 100 ettari di superficie agricola».

        Ora, lo Sblocca Italia di Matteo Renzi, è «uno shock assoluto, un ritorno al passato che non ci riporta solo a prima dell’estate 2012: in realtà siamo saliti su una macchina del tempo destinata a farci rivivere tutti i momenti più brutti di una certa storia d’Italia». «Nello Sblocca Italia», spiega Petrini, «non vi è traccia di zero consumo di suolo», né c’è traccia, stranamente, di ciò che ci chiede l’Europa, «degli obiettivi che l’Unione Europea pone agli Stati Membri in termini di gestione del territorio: per Bruxelles si dovrà raggiungere l’occupazione di terreno pari a zero entro il 2050».

        «Il Paese che Renzi racconta quando va all’estero a caccia di investitori, di credibilità», nota infine Petrini, «è il Paese fondato sulla bellezza dei nostri paesaggi, sulla diversità dei territori, sulla ricchezza di un patrimonio culturale, che si fondano in larghissima parte nella storia straordinaria, unica e irripetibile della nostra agricoltura e della nostra alimentazione». E come si combina il paese del Made in Italy con quello dello Sblocca Italia?

        «Il condensato di opere proposte in blocco senza appello, di forzature, di deroghe alla normativa ordinaria, mi chiedo dove incroci anche solo una delle vocazioni del nostro Paese. Come può motivare un giovane a intraprendere un qualsiasi mestiere legato all’agricoltura, all’artigianato alimentare, alla piccola pesca, al turismo di qualità, tutti quanti messi definitivamente al bando dalla colata di cemento terminale che nel giro di pochissimi anni sarà scatenata dall’approvazione dello Sblocca Italia?».

        sto è un’anticipazione del libro “Rottama Italia”, dove sedici firme (tra cui lo storico dell’arte Tomaso Montanari, curatore, l’ex ministro Massimo Bray, l’urbanista Paolo Berdini, l’archeologo Salvatore Settis e il fondatore di Slow food Carlo Petrini) e il vignettista Sergio Staino, indagano il decreto "Sblocca-Italia", visto come «un pesante contributo alla devastazione del paesaggio, e un regalo alle lobby».

        Proprio lo scritto di Petrini, che è possibile leggere integralmente scaricando gratuitamente il pdf del libro o acquistando l’ebook dal sito di Altreconomia, raccoglie alcuni passaggi molto critici rispetto al governo Renzi.
        http://espresso.repubblica.it/palazz...203?ref=HRBZ-1
        Last edited by Il gatto; 08-10-2014, 15:28.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24581

          #19
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Non sembra nemmeno che renzi ci senta molto da quell'orecchio, visto che dopo una spendig review degli sprechi ha fatto in modo che il piano scomparsisse e l'unico taglio e' stato allontanare cottarelli per riportare il tutto sui vecchi binari, tanto la cassa propagandistica l'aveva pure incassata.
          è più probabile che abbia incontrato ostacoli di cui non sospettava la resistenza, che torna di più col tipo umano;
          Renzi è ambizioso e ha verosimilmente un certo tempo davanti; difficilmente avrà pensato di partire lancia in resta per partorire topolini;
          è anche difficile che voglia passare alla storia come un trasformista;

          il vero guaio che sta provocando, e che temevo e ho scritto, è che il suo cerchiobottismo che punta ad allargare il consenso sta vanificando l'utilità generale della sua stessa presenza;
          infatti, la destra si accontenta di un mezzo-avversario dialogante, dato che di meglio non riesce ad esprimere; e la sinistra è incapace di produrre alternative al di fuori dei modelli già bocciati, da 5% alle elezioni, se va bene;

          la sostanziale delega generale - a prescindere dalla qualità di Renzi, eventualmente discutibile - non produce un rinnovamento rapido come sperato, né offre all'opinione pubblica punti di riferimento dialettici di rilievo, a detrimento della stessa qualità del governo, che non ha un'opposizione organizzata su interessi contrapposti omogenei;

          insomma, il ventre molle nazionale, resta tale; non produce anticorpi settati sul livello dell'agenda Renzi; vale a dire una destra che ha il coraggio di essere liberista e perdere i voti degli assistiti e fare concorrenza credibile a Renzi, invece di delegargli e spingerlo al trasformismo;

          alla fine, siamo il paese che pur di evitare un conflitto dialettico vero, preferisce l'unanimismo del partito unico; con la fortuna/sfortuna che siamo nella condizione di farci dettare la politica da circostanze forzose e verosimilmente da input esterni, come sempre negli ultimi secoli, e tradurre quella politica nei termini mediocri delle nostre classi dirigenti;

          maglio di niente, comunque...
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            Gli ostacoli nella loro giusta dimensione li devi mettere in conto, se non altro per una situazione che si trascina da decenni e perche' chi si candida, con veemenza, a certe posizione ha il dovere di sapere cosa fronteggia, altrimenti ricade nel numeroso stuolo dei peracottari.
            Preso atto della situazione in cui ti imbarchi dovresti attrezzarti al meglio costruendo, prima del fatidico e fanfaronesco "mo ci penso me", tutte le tue strutture di supporto adatte al problema correttamente valutato.
            Poi devi avere un piano chiaro e molto poco contraddittorio perche' una linea caotica che dice per poi negare o correggere crea solo confusione e disaffezione, oltre che 1000 incertezze e 10000 sospetti.
            Salvo essere veramente tutto un bluff dove un renzi asservito viene tenuto in piedi perche' dialetticamente efficace a tenere divise e impotenti le forze sociali, mentre operativamente attua cio' che gli si ordina in alto loco di fare traducendolo in grande conquiste di pirro nella dialettica di piazza.
            Puo' comunque alla fine di aver spezzato le reni alla grecia quando erano tutti morti in albania, allo scopo di mettere la luce nei campi per il benessere dei lavoratori che cosi' potevano lavorare pure di notte.
            Last edited by Il gatto; 09-10-2014, 06:28.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24581

              #21
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              Gli ostacoli nella loro giusta dimensione li devi mettere in conto, se non altro per una situazione che si trascina da decenni e perche' chi si candida, con veemenza, a certe posizione ha il dovere di sapere cosa fronteggia, altrimenti ricade nel numeroso stuolo dei peracottari.
              Preso atto della situazione in cui ti imbarchi dovresti attrezzarti al meglio costruendo, prima del fatidico e fanfaronesco "mo ci penso me", tutte le tue strutture di supporto adatte al problema correttamente valutato.
              critica giusta, ma il cui corollario è che chi critica dovrebbe produrre alternative e coagulare consensi su basi di maggiore efficacia;

              Poi devi avere un piano chiaro e molto poco contraddittorio perche' una linea caotica che dice per poi negare o correggere crea solo confusione e disaffezione, oltre che 1000 incertezze e 10000 sospetti.
              Salvo essere veramente tutto un bluff dove un renzi asservito viene tenuto in piedi perche' dialetticamente efficace a tenere divise e impotenti le forze sociali
              il punto è che le "forze sociali" sono già divise di loro che più non si potrebbe, da decenni, proprio in virtù del sistema di sottogoverno;
              infatti, è sotto gli occhi di tutti che non abbiamo proposte politiche di vera destra liberista da una parte, né una sinistra efficace, bensì un agglomerato di interessi garantiti che esclude i soggetti nuovi e precari;

              può anche darsi che Renzi venga riassorbito in questo sistema; del resto, per quanto leader, è pur sempre un individuo e ha un potere solo nella misura in cui è sostenuto dagli interessi che lo potrebbero volere come rappresentante, anche trasversalmente, con tutti i limiti che questo comporta in termini di potere;

              se il corpo sociale non esprime altro di più convincente attraverso tutti i partiti organizzati o organizzandi che ci sono, vuol dire che idee migliori non sembra averle nessuno.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                Chi critica con potere di intervento fa proposte, il resto puo' solo rilevare che cio' che gli si presenta e' un calesse presentato dal venditore come una carrozza e la discrepanza non ispira fiducia nel venditore che lo scarti e preferisci ri unciare al calesse anziche' pigliarti la sola.

                Della serie vecchia tappati il naso e pigliati cio' che passa il convento, esortazione di serie vecchia per farti digerire sole e poi il migliore e' molto soggettivo visto che un risultato negativo vale l'altro.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24581

                  #23
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                  Chi critica con potere di intervento fa proposte
                  quali ? dove le vedi ?

                  intendo proposte vere, efficaci e sensate, ossia che coagulano consenso operativo;

                  di "proposte" utopistiche o parolaie ognuno di noi può esprimerne a bizzeffe e bearsi di quelle;

                  in concreto, quelli "con potere di intervento" che rappresentano i "contestatori", le uniche "proposte" che avanzano sono mera ostruzione all'ipotesi di toccare gli interessi rappresentati, in attesa che arrivi l'Uomo Nero col bastone che metterà in riga tutti, dato che so finiti li sòrdi;

                  tanto, quali sono le macro grandezze economiche che condizionano tutto e dove si dovrebbe metter mano le conosce anche il maiale;
                  evasione, corruzione, economie criminali, inefficienze di cui beneficiano ceti intermediari e parassitari, privilegi di rendita, centinaia di miliardi l'anno di movimenti economici che andrebbero riformati, e sotto il naso di tutti;

                  se non si fa, vuol dire che c'è generale connivenza con questi equilibri, dove alcuni si pappano fette grosse e molti preferiscono accontentarsi delle briciole nel timore di perdere pure quelle, e nella verosimile prospettiva di perderle lo stesso;
                  perciò, o si affronta questa realtà "in chiaro", o l'alternativa è che quella si imponga comunque sul canale criptato;

                  chi porta i problemi sul tavolo, costringe a parlarne; chi li vuol togliere dal tavolo, prepara solo inevitabili cetrioli surrettizi, senza un confronto sulle misure e la condivisione;
                  vedi altro ?
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Lr proposte sono gli emendamenti, ma o fai parte del gioco o ti sono trasparenti venendo promossa e ammplificata la sola linea di governo.
                    Al che ci si formano delle imptessioni con considerazioni proprie e su quelle ci si regola per se.

                    E comunque se non girano soldi nuovi non sono certe pezze a produrre granche'.


                    Mi sorge pure una domanda.
                    Ora che lavoro a tempo indeterminato e' praticamente un nome, ma un mutuo per una casa chi te lo da.
                    E' vero che in teoria non hai un licenziamento programmato, ma basta un fu fil di vento economico per diventate un costo che e' meglio risparmiarsi piu' che pagare.
                    E un mutuo lo danno su proiezioni reddituali di decenni.
                    Last edited by Il gatto; 09-10-2014, 12:25.

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24581

                      #25
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Lr proposte sono gli emendamenti, ma o fai parte del gioco o ti sono trasparenti venendo promossa e ammplificata la sola linea di governo.
                      Al che ci si formano delle imptessioni con considerazioni proprie e su quelle ci si regola per se.
                      appunto: gli emendamenti sono spesso il frutto delle pressioni di chi ostacola, cosa peraltro del tutto legittima;

                      E comunque se non girano soldi nuovi non sono certe pezze a produrre granche'.
                      io, soldi nuovi ne farei girare, per esempio; e ci pagherei le tasse; ma se per farlo devo pagare un balzello al: commercialista (o al CAF), 1600 l'anno per non rischiare di sbagliare su un profilo che potrebbe essere semplicissimo; all'INPS per contributi che non rivedrò mai; alle burocrazie per permessi e conformità riferite a sola aria fritta; e i rappresentanti di tutti questi presentano emendamenti o ostacolano già in origine, faccio quello che posso senza espormi, evito l'impresa vera e propria e vaffanchiùlo a tutt'còs...

                      Mi sorge pure una domanda.
                      Ora che lavoro a tempo indeterminato e' praticamente un nome, ma un mutuo per una casa chi te lo da.
                      E' vero che in teoria non hai un licenziamento programmato, ma basta un fu fil di vento economico per diventate un costo che e' meglio risparmiarsi piu' che pagare.
                      E un mutuo lo danno su proiezioni reddituali di decenni.
                      in teoria, qualsiasi famiglia i suoi vani li dovrebbe avere, magari non quelli d'elezione; pare ci siano 38 vani a persona in Italia, poco disponibili sul mercato anche perché inseriti nel circuito di garanzia patrimoniale delle stesse banche.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        Chi non fa governo non elabora un piano di governo, semmai una tendenza politica a difesa dei propri interessi.
                        Ovviamente chi tenta di cambiare i disegni di legge del governo gli si oppone e tenta di modulare punti di quella legge secondo interessi diversi da quelli del governo.
                        Ma sia governo che oppositori, non e' che rappresentino tutti, solo punti di vista, poi sta agli amministrati scegliere i punti di vista piu' vicini ai suoi.

                        I soldi nuovi non sono quelli che fai girare tu, ma gli investitori esteri, o la bce creando inflazione, pero' anche non facendo fuoriuscire soldi vecchi che poi nontornano nel circuito italiano sarebbe positivo.

                        Il privato puo' movimentare i suoi risparmi, ma nel normale sono intrappolati e in qualche modo ci stanno, salvo tenerli sotto la mattonella, ma non credo siano tantissimi.
                        Pero' e' ovvio che una circolazione nei consumi e servizi sarebbe positiva tuttavia va creato un clima di generale fiducia e positivita' che induca a trasformare il risparmio in consumi.
                        Non credo che si ottenga pero' tramite una guerra sociale specialmente se minacciata e con azioni inconcludenti.
                        Della serie spendo in un assetto fiscale, ma se tale assetto comporto un contorno di sfracelli sempre una linea conservativa viene adottata.
                        Per il consumo serve sicurezza e gadio, se ti aggiri minacciando un po tutti a torto o a ragione nessuno si muove perche' occasionalmente a lui vanno bene le cose.


                        In teoria, ma in pratica no, quindi le case sarebbero richieste.
                        I vani in garanzia sono quelli per i mutui erogati ormai sottogarantiti con la bolla virtuale dell'insolvenza privata.
                        Per i nuovi acquisti ci fai poco con quei vani salvo pensare agli espropri proletari.
                        Le banche usano gli immobili come garanzia, ma senza reddito a lungo termine nulla ti danno, le case pignorate le inviano all'asta, mica le trasformano in reddito proprio.


                        Per l'articolo 18, nella gran confusione di un piano segreto in continua gestazione e selezione genetica, oggi sembrava la nascita del topolino visto che a quanto dicevano tutto l'ambaradan sul titanico atto del lavoro si applica solo ai nuovi assunti e non ai 27 milioni di lavoratori in opera attualmente.
                        Il che fotte come prassi dell'antica politica una qualche generazione futura, similmente ai cetrioli di oggi varati una ventina di anni fa.
                        In fondo gli assenti hanno sempre torto e non votano.

                        Renzi mi pare sempre piu' un mr beam.
                        Last edited by Il gatto; 09-10-2014, 17:56.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24581

                          #27
                          Renzi ha i suoi limiti, ed è un prodotto italiano, della società italiana; ci metti qualcun altro di profilo più elevato - tipo Draghi - e in sei mesi fa la stessa fine; infatti si guarda bene dall'esporsi qui come politico;

                          ma la cosa importante però Renzi la fa: e cioè, costringe tutti a confrontarsi sulle cose in modo stringente; ora, con la questione lavoro perlomeno si deve discutere del merito e su asticelle alte, c'è conflitto, ma anche consapevolezza del livello delle cose di cui si deve discutere;

                          è già un primo passo, assieme ad altri analoghi; se poi il sistema nel complesso si rifiuta di risolvere i conflitti in modo trasparente, vuol dire che non è cosa e buonanotte al secchio.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #28
                            Dipende la fine che fai anche dall'abilita' con cui materializzi la tua strategia.
                            Renzi e' stato abile a silurare letta e sostituircisi all'interno di un golpe nella direzione del partito, "dimenticandosi", per me un errore gravissimo, che l'italia e' una repubblica parlamentare quindi si ritrovava con un parlamento bersaniano che non aveva in lui la fede a la lealta' indispensabili a dargli una solidita'.
                            Ora possono esserci dei dubbi che riesca a costruire una solidita' avendo molto eroso credito e seguito entusiasta piuttosto indispensabili per realizzare azioni significative.

                            Parlare dei problemi e' utile, ma ora e' diventata una tecnica, ne parlo e quindi creo quella confidenza per cui, se ne parlo, sono capace di risolvere e lo faccio pure.
                            Pure noi parliamo di tanti problemi, ma cio' non muove paglia proprio perche' nel contesto operano altri punti di vista con cui ci sarebbe da mediare prima di proclamare mari e monti visti in proprio o comunque da una cerchia ristretta entusiasta di te, ma priva di efficace forza motrice.
                            Poi le idee debbono che in se ben poco valgono vanno trasformate in piani attuativi di dettaglio e quindi in s chemi di costruzione con cui ogni fida componente puo' operare senza ridiscutere il tutto ad ogni passo.

                            La trasparenza richiede che tu per primo sai "come" fare le cose che vuoi e a chi affidarle che ha le istruzioni e la volonta' propria altrettanto chiara.

                            Ovviamente con cio' diventa chiaro chi piglia e chi paga cosa che deve riflettere una visione diffusa del paese altrimenti certo che anche le formiche, in massa, ti si mangiano.
                            Il loro interesse lo devono vedere e crederci, non gli puoi raccontare fottetevi e credete perche' un giorno.....quando sarete morti, si stara' meglio.

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #29
                              Doppio

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