W l'Italia del 12 dicembre

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #1

    W l'Italia del 12 dicembre

    Oggi sono 45 anni da quel tragico giorno....
    Parafrasando la celebre canzone di De Gregori, è nostro preciso dovere morale non dimenticare quell'eccidio efferato. E le sue vittime innocenti.

    12 Dicembre 1969, ore 16:37, una bomba esplode nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano uccidendo 16 persone e ferendone altre 88. È l’attentato che segna l’inizio del terrorismo politico in Italia. Le indagini si orientano inizialmente verso la pista anarchica e portano all’arresto e all’incriminazione di Pietro Valpreda, ma nel corso dell’inchiesta emerge la matrice nera. Al termine di un iter processuale durato circa 35 anni e sette processi in varie città d’Italia, tutti gli accusati dell’eccidio saranno sempre assolti in sede giudiziaria, alcuni verranno condannati per altre stragi, altri invece godranno della prescrizione evitando la pena. Nel 2005 la Corte di Cassazione concluderà sostenendo che la strage di piazza Fontana fu realizzata da «un gruppo eversivo costituito a Padova, nell’alveo di Ordine Nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura», non più processabili in quanto «irrevocabilmente assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari» per questo stesso reato. Al termine il processo del 3 maggio 2005 ai parenti delle vittime verrano anche addebitate le spese processuali.

    http://milano.corriere.it/foto-galle...a69bf220.shtml
    amate i vostri nemici
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Ma la discussione su che si dovrebbe fare?
    Perche' il discorso retorico al cippo dei caduti non si nega a nessuno, solo che serve per farsi pubblicita' alle solite autorita' che sui morti costruiscono la propria popolarita'politica, finche' il tema e' pagante, poi usano altro piu' attuale e vibrante.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #3
      Constatata l'assoluta impotenza della giustizia umana, alle povere e innocenti vittime concediamo almeno il ricordo, Giampiero.
      amate i vostri nemici

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        Come tanti episodi avvenuti dove sono morti tutti.

        Il ricordo poi che conta e' quello dello stato, non del pinco che copia un articolo e nulla piu' ha da aggiungere che vale la poesiola recitata alla maestra per dimostrare di aver fatto il compitino a casa.

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #5
          Perchè ogni anno viene celebrato il giorno della Memoria? Perchè ricordare è importantissimo, Giampiero! Un popolo che perde la Memoria di ciò che è accaduto nella propria Storia, è destinato a soccombere.
          amate i vostri nemici

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            Non e' la semplice memoria che conta, quella e' mantenuta da decine di archivi, infatti ora basta inserire l'apposoto filtro e le cronache vengono a galla da n database, trattate come la battaglia di canne.
            Infatti ci copi un articolo di serie e nulla di piu' hai da aggiungere.
            Cio' equivale ad aver passato la cosa all'archivio morto, dove resta la traccia documentale che pero' non produce piu' effetti efficaci, che sarebbero la memoria degli archivi di lavoro dove le tracce documentali sono solo il preambolo di una attivita' o un dire che va oltre il documento formale.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Quindi andrebbero presentati gli sviluppi recenti che aprono collegamenti e implicazioni come la trattativa stato mafia.
              Temi caldi che oltre a creare un ricordo vivo aprono a tematiche varie.

              la strage del treno rapido 904 fu usato “lo stesso esplosivo della strage di via D’Amelio” in cui morì il giudice Paolo Borsellino con la scorta, e “ci sono analogie riguardo ai materiali con la strage di Capaci e le stragi del 1993 a Roma, Milano e Firenze”, nonché con i falliti attentati all’Addaura e allo stadio Olimpico di Roma. E’ quanto risulta al consulente del Pubblico ministero, Giulio Vadalà, che ha testimoniato a Firenze, al processo sulla strage del rapido 904.” Sul luogo dell’attentato, ha anche detto il consulente della procura, interrogato dal Pm Angela Pietroiusti, furono trovati “residui di pentrite, T4, nitroglicerina e tritolo”. Pentrite e T4 compongono la base dell’ordigno definita Sentex, che ha un alto potenziale esplosivo. L’ordigno fu posto in una carrozza di seconda classe, la nona, tra l’undicesimo e il dodicesimo scompartimento. 16 furono i morti, 267 i feriti. Il consulente Giulio Vadalà in particolare ha riferito che dalle perizie sui vari attentati ricorrono “gli stessi materiali esplosivi” cioè “Semtex, composto da T4 e Pentrite, nitroglicerina e tritolo”. Per l’attentato di via D’Amelio la composizione chimica dell’esplosivo era la stessa di quella del rapido 904, ha anche spiegato il consulente. Riguardo agli altri attentati, sia quelli riusciti, sia quelli falliti, il consulente ha detto che gli esplosivi usati avevano le stesse basi chimiche di quello del rapido 904. Inoltre, sempre rispondendo al pm, Angela Pietroiusti, il consulente Vadalà ha riferito delle analogie tra i materiali esplosivi scoperti e sequestrati in arsenali e depositi nella disponibilità di mafiosi legati a Cosa nostra: in particolare ha fatto riferimento ai sequestri del 1985 a Poggio San Lorenzo (Rieti) e in un appartamento a Roma – depositi entrambi nella disponibilità di Pippo Calò, già condannato per la strage del rapido 904 – e al sequestro dell’arsenale gestito da Giovanni Brusca a San Giuseppe Jato (Palermo). Il consulente ha fatto rilevare anche che il Semtex è un esplosivo di produzione cecoslovacca di cui era vietata l’importazione in Italia. “Non ebbi consapevolezza di cosa succedeva, venni catapultata fuori dal vagone. C’era panico ma non persi lucidità. Ero ferita a una gamba e avevo escoriazioni. Ma mi trascinai sui binari per uscire fuori dalla galleria, volevo salvarmi, solo dopo persi conoscenza”. Così, per la prima volta dopo 30 anni, una superstite della strage del treno rapido 904 del 23 dicembre 1984, Loretta Pappagallo, di Milano, ricorda pubblicamente l’attentato in cui rimase ferita. Lo ha fatto, stamani, in una pausa dell’udienza del processo a Firenze che vede imputato come mandante della strage Toto Riina. La superstite è uno dei 267 feriti di quell’attentato che causò 16 morti tra i passeggeri del treno. “Per tanti anni non ne ho parlato in pubblico perché ho rimosso questa vicenda. Mi ha convinto mia figlia a farlo”, ha spiegato la superstite dicendo anche che “mi è rimasta tanta rabbia, che ho saputo gestire nel tempo”. Loretta Pappagallo ha ricordato anche cosa fece nelle fasi precedenti l’esplosione dell’ordigno a bordo: “Volevo sonnecchiare, riposare durante il viaggio per Milano, ma non ci riuscivo perché dei ragazzi tenevano la radio accesa e mi disturbava. Allora mi alzai e cambiai carrozza. Non era facile trovare posto, c’era tanta gente su quel treno che si stava spostando le festività natalizie. Poi riuscii a sedermi. Poco dopo c’è stato un lampo, un tuono indescrivibile, è saltata la luce, ci furono urla, la gente gridava, qualcuno diceva ‘Può esserci un’altra bomba'”.


              Il soggetto del ricordo non sono i morti casuali che poco dicono come quelli di un incidente, ma e' la manovra politica che operava al contorno determinando l'evento, avendo tuttora una sua attualita' perche', anche se cambiano le forme attuative, rimane sempre vivo il desiderio di far vivere gli altri secondo i desiderata dei vari gruppi di potere, svariati, che non disdegnano nessuno il fine che giustifica i mezzi.
              Last edited by Il gatto; 15-12-2014, 12:34.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                Ecco, già dire queste cose è mantenere accesa la fiammella.
                amate i vostri nemici

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Piu' che lumini ci vorrebbero i riflettori di una commissione di inchiesta sulle collusioni di un partito democratico e cristiano asservito a diversi poteri poco democratici e per niente cristiani.
                  Ma erano stati assolti anticipatamente, contrastavano il male assoluto tanto temuto oltretevere quindi il fine giustificava i mezzi.

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #10
                    "Beati coloro che hanno fame e sete di Giustizia, perchè saranno saziati"
                    amate i vostri nemici

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Possono sognare cibo e acqua a sazieta'.

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