La guerriglia a Cremona: cronaca di un sabato di ordinaria follia

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70515

    #1

    La guerriglia a Cremona: cronaca di un sabato di ordinaria follia

    Dopo essermi ripresa dalla giornata di sabato, vi racconto un po' come è andata...


    Il sole e una temperatura mite accoglie i manifestanti del corteo antifascista organizzato a Cremona, in questo sabato pomeriggio invernale. La città è blindata, eppure inizialmente sembra quasi si respiri un'atmosfera serena. Girando con la mia fotocamera, per riprendere alcuni momenti dell'evento, vedo facce sorridenti, altre assorte, altre forse un po' inquiete. Mi sembra che alcuni ragazzi abbiano un'atteggiamento un tantino cospiratore, ma forse esagero, forse sono troppo sospettosa...
    Eppure... perché vedo alcuni ragazzi con dei caschi da motociclisti attaccati allo zaino?
    Ma soprattutto... con questo caldo, per quale motivo ci sono tutte queste persone con il cappuccio sulla testa e con le sciarpe fino al naso? Forse sono tutti malati?
    E.. chi è questo losco figuro che viene a minacciarmi perchè sto filmando il suo gruppetto? Se voi avete il diritto di manifestare, io avrò il diritto di fare il mio lavoro?
    Con queste domande che mi frullano nella testa, inizio a seguire il corteo, che finalmente parte, con circa due ore di ritardo. Anche questo mi sembra piuttosto strano, in effetti... dovevamo iniziare alle 15, invece partiamo alle 17... già, proprio mentre inizia a calare il sole...
    Altre domande si fanno strada in me, intanto che camminiamo: non si era parlato di corteo pacifico? E allora cosa sono tutti questi slogan che parlano di dare fuoco a delle sedi e di persone appese?
    Chiamo il mio collega: "Il corteo procede verso viale Trento Trieste, per ora tutto tranquillo". Sono circa le 17.10.
    Alcuni ragazzi al megafono arringano contro i fascisti. Io filmo, e vedo sempre più gente tutta coperta. Ma non hanno caldo? O forse la temperatura non c'entra nulla...
    Ad un certo punto mi avvicina un ragazzo del Dordoni, mi chiede se sono andata avanti in mezzo la polizia, se ho visto se per caso hanno chiuso la via in cui si trova CasaPound. "Non sono arrivata fin lì" gli rispondo "ma sicuramente sarà blindata". Lui annuisce e si allontana. Mi prende una sensazione strana. Telefono di nuovo al mio collega, lo aggiorno velocemente, poi vado avanti a filmare.
    Il corteo si ferma di nuovo, mentre dalle file subito dietro lo striscione iniziano a sollevarsi i fumogeni. In breve il fumo è ovunque, e sgomenta osservo che lo striscione viene arrotolato e le prime file, dove a sfilare c'erano cittadini rispettabili, vengono fatte spostare. Non si vede nulla, il fumo riempie l'aria, ma intravedo dei caschi neri, dei bastoni... è questione di pochi minuti, e dalla nebbia appare la formazione dei Black Block.
    Nel frattempo il furgone che apriva il corteo viene fatto spostare, e più nulla c'è tra loro e la polizia. Sono ancora lì che filmo quando gli antagonisti iniziano a lanciare le prime cose. Sassi, bottiglie, chissà che altro... Poi arrivano le esplosioni delle bombe carta.
    E' il caos.
    Noi giornalisti fuggiamo sotto una pioggia di oggetti, cercando di non farci colpire. Nel frattempo la polizia fa da scudo, e partono i primi lacrimogeni, per fermare i manifestanti violenti.
    Chiamo il mio collega: "E' guerriglia, stanno attaccando" urlo al cellulare. "Mettiti al sicuro", mi risponde lui.
    Ci troviamo in mezzo a una vera e propria guerriglia, con gli occhi che lacrimano e il respiro che si fa corto.
    La polizia arretra, serra i ranghi, tiene indietro i manifestanti, che stanno cercando di raggiungere via Geromini, dove si trova la sede di CasaPound.
    Ma nel frattempo i Black Block si sono divisi, e attaccano anche da via Dante, e dall'altro lato di viale Trento Trieste. Siamo circondati. Noi giornalisti ci consultiamo e ci rendiamo conto che non ci sono più vie di fuga: siamo "prigionieri".
    Le notizie che ci arrivano sono inquetanti. Appena fuori da lì i manifestanti stanno devastando le vetrine di banche e assicurazioni.
    Intanto attorno a noi continuano le esplosioni, mentre ci raduniamo davanti alla caserma dei carabinieri. Il mio telefono si scarica, e chiedo ausilio a un collega gentile, che mi presta volentieri il suo per restare in contatto con la redazione. Ogni dieci minuti o poco più chiamo, per dare aggiornamenti.
    Intanto a ripetizione i Black Block continuano ad attaccare, ora da un lato, ora dall'altro, ora in contemporanea. L'aria è piena di fumo, esplosioni, lacrimogeni. Noi siamo pieni solo di adrenalina.
    Qualcuno vorrebbe uscire, ma le forze dell'ordine non ce lo permettono: "I manifestanti sono su tutti i lati", ci rispondono laconicamente.
    All'improvviso vediamo nel fumo qualcosa di colore rosso, e i carabinieri arrivano di corsa verso la caserma cercando un'estintore: pare che qualcosa sia stato incendiato, forse delle auto.
    Ad un certo punto la situazione si scalda ulteriormente. Sembra stiano attaccando in massa per forzare il blocco. I carabinieri ci impongono di entrare nella caserma, e per una ventina di minuti stiamo lì, col fiato sospeso. Poi i manifestanti vengono nuovamente respinti, e possiamo uscire.
    Sono già le sette e quaranta, il mio telefono è scarico da un pezzo. Via Dante sembra ora libera e ci permettono di uscire da quella parte, giusto in tempo per vedere gli assalitori che in massa si stanno allontanando verso via Mantova.
    Faccio un giro, osservo con sgomento le vetrine e i bancomat distrutti, nonché lo scempio di oggetti che costellano l'asfalto di viale Trento e Trieste. Mi rendo conto che ci hanno tirato davvero di tutto, persino dei mattoni. E' un miracolo che nessuno ci sia rimasto secco.
    Non faccio in tempo a chiedermi se sia finalmente finita quando vedo le camionette di carabinieri e polizia partire a tutta velocità verso Porta Venezia. "Hanno assaltato il comando della polizia municipale", grida qualcuno. No, non è finita.
    Io però ne ho abbastanza. Devo ancora montare il video, mi girano le scatole perché ormai mi è saltata la cena con cui avrei dovuto festeggiare il mio ottavo anniversario. Approfitto del fatto che via Aselli è tornata praticabile, e me ne torno in redazione.
    Il mio compagno nel frattempo, preoccupato perché avevo interrotto ogni contatto, è arrivato a Cremona, e mi raggiunge. Sono le dieci e un quarto quando riesco ad uscire dal lavoro.
    Questa giornata pazzesca, folle e allucinante è finalmente finita, ma quello che ho visto e vissuto resterà impresso nella mia mente: il rumore delle esplosioni, le grida, il fumo, gli assalti, la violenza, gli occhi e la gola che bruciano per i lacrimogeni, quella pioggia assurda di oggetti sulle nostre teste... ma soprattutto quel gruppo di giovani vestiti di nero, con caschi e bastoni, che hanno distrutto la mia città.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • Morwen
    Cinnamon Girl
    • 03/12/09
    • 7242

    #2
    Mi dispiace per la tua città Dark. Leggendoti ho pensato a Genova, e al fatto che in situazioni come questa non si capisce più da che parte siano le ragioni e i torti.
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    "Find what you love and let it kill you"

    Charles Bukowsky

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #3
      Non e' sembrata una manifestazione degenerata per responsabilita' da definire, ma un attacco vandalico che e' stato quello che si voleva fosse.
      In genere tali azioni si stroncano preventivamente con operazioni di intelligence e di repressione individuale preventiva.
      Cio' non e' stato fatto per inadeguatezza dei mezzi o volutamente?
      Perche' tale dubbio e' ripetitivo.

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70515

        #4
        In questo caso dove sta il torto lo si capisce benissimo, infatti. Dubbi proprio non ce ne sono. Era una operazione di guerriglia pianificata.
        Di fatto non so come avrebbe potuto la questura fermare 400 facinorosi, mischiati al corteo dei pacifici. Che ci sarebbero stati casini era praticamente certo, infatti la città era blindata. Personalmente non pensavo a questi livelli. Vedermi piovere addosso pietre, bombe carta e altro non è stato piacevole. Però almeno ho potuto comprendere la dinamica dei fatti.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Di fatto non so come avrebbe potuto la questura fermare 400 facinorosi,
          Mica sono fantasmi calati da marte, sono i soliti noti che si organizzazzano nei soliti ritrovi, quindi basta che la digos li infiltri e paghi qualche informatore per avere il piano di battagglia e poi parliamo di 400, non di 400.000.
          Sapendo pure il momento, basta iniziare con le perquizioni per tempo e ne vanno fuori uso preventivamente almeno la meta' perche' qualcosa si trova.
          Nulla impedisce durante questa lavorio preventivo di usare pure i cani a che si disponga dell'impronta odorosa di quasi tutti gli ancelli.
          Poi lavoro di perquisizione serrato a tappeto sugli accessi ai luoghi della manifestazione presidiate da celere e dagli stessi cani delle perquisizioni preventive poi lanciati a caccia degli specifici soggetti sopravvissuti al lavoro preventivo.

          Pero' abbiamo visto tutti i video dell'espresso su come vengono presidiati i centri di identificazione dove allargano le sbarre e se ne scappano in un fila infinita, mentre le camionette dell'esercitano, passano, vedono e proseguono.
          100.000 se ne sono dissolti.
          Mentre altri per la stessa via entrano a sfruttare le strutture per poi riandarsene.

          Situazioni volute quindi direi.
          Last edited by Il gatto; 26-01-2015, 16:17.

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70515

            #6
            Il video degli scontri, che ho girato io...
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #7
              Che ti passava per testa mentri eri li in mezzo?

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70515

                #8
                In quel momento solo di cercare di riprendere il più possibile senza farmi prendere da bombe, sassi e bottiglie... Poi comunque in quei momenti l'adrenalina è a mille, quindi si è molto carichi.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Da professionista.
                  In effetti dopo ci si pensa a cosa si e' rischiato

                  Poi sta da vedere se si e' disposti a tornarci, o no, avendo avuto modo e tempo di valutare a freddo le implicazioni, sia negative, non la racconti, che positive, ho fatto cio' che altri non hanno fatto entrando in una rosa di selezione relativamente ristretta.

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                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70515

                    #10
                    Ma non è neppure questione di selezione. Semplice senso del dovere: è il tuo lavoro e lo fai, come del resto lo hanno fatto le forze dell'ordine, che hanno rischiato mille volte più di noi, e che ci hanno protetto (ad un certo punto ci hanno fatto entrare nel comando dei carabinieri, che era al centro della zona rossa, perché stavano attaccando di nuovo in massa).
                    Se lo rifarei? No, ma se dovrò farlo lo rifarò. Giovedì sera il centro sociale ha organizzato il concerto dei 99 Posse (che in merito ai fatti di sabato sul loro profilo fb hanno scritto "onore a chi lotta, meno tastiere più bastoni"). Anche se non li vogliono autorizzare. E verrà di nuovo giù gentaglia, si presume. A peggiorare le cose, in contemporanea Forza Nuova vuol fare un presidio in centro. Come gettare benzina sul fuoco, insomma.
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Con le stellette e' diverso, lo metti in conto nella scelta iniziale e hai, in genere, una preparazione conforme.
                      Con la videocamera una sommossa vale un conconcorso di bellezza e se dici non ci vado non c'e' una corte marziale ad aspettarti.
                      E il senso del dovere, volendo, te lo scegli.

                      Anche chi ti manda valuta se sei in grado di riportare un video che vale essere visto, o una panoramica dal quindicesimo piano di un palazzo.

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70515

                        #12
                        Beh, non ho grande esperienza di video, ho iniziato a farli da poco. Però mi appassiona, quasi quanto le foto.
                        Per come sono fatta io, il senso del dovere è senso del dovere, sopra non ci sta nulla. Sabato sera avrei avuto la cena di anniversario degli 8 anni, ma il senso del dovere mi ha tenuto al lavoro fino a tardi.
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #13
                          Diciamo pure che ti piace l'adrenalina che scorre.
                          Diverso l'anniversario dal registrare la storia, per quanto collaterale.

                          Anche la tecnica, video nel caso, e' secondaria rispetto al portarsi al centro degli eventi.
                          Che ci fai di un video, o foto, tecnicamente perfetti che non trasportano niente?
                          Poi la simbiosi delle due componenti di sostanza e tecnica ti portano altrove.

                          Comment

                          • Solomon Kane
                            Vi dichiaro in arresto!
                            • 20/07/05
                            • 475

                            #14
                            Buonasera a tutti, vi ricordate di me?
                            Saranno almeno 3-4 anni che non posto.
                            C'ero anche io a Cremona sabato sera, e vi dico che era da un bel pò, almeno dai tempi dei No Tav in Val Susa, che non avevamo casini simili.

                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Era una operazione di guerriglia pianificata.
                            Che ci sarebbero stati casini era praticamente certo, infatti la città era blindata.
                            Infatti noi ce lo aspettavamo, hanno richiesto un numero di operatori altissimo, diversi colleghi hanno avuto il giorno di riposo cancellato.
                            Tra l'altro ero a Cremona anche la domenica precedente per la partita, cremona-mantova, al termine della quale si è verificata la rissa e il ferimento del tizio del centro sociale.
                            Quando abbiamo parlato con i ragazzi dell'ambulanza che l'hanno soccorso, ci hanno spiegato in che condizioni fosse, e noi abbiamo subito immaginato che la cosa avrebbe avuto pesanti ripercussioni future.

                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Vedermi piovere addosso pietre, bombe carta e altro non è stato piacevole.
                            Fidati: ti capisco benissimo.
                            Magari mentre eri vicino alla nostra caserma, ci siamo pure incrociati.
                            Tanti complimenti per il video che hai fatto!

                            Comment

                            • Misterikx
                              whatever..
                              • 24/03/05
                              • 15327

                              #15
                              bentornato Solomon
                              bel lavoro Dark


                              da queste parti si spara

                              " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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