Egoismo nazionale e l'Europa Unita

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Egoismo nazionale e l'Europa Unita

    Certo l'U.E. cosi com'è non va bene. Dal 1° novembre 1993 son trascorsi 22 anni, dovrebbe essere maggiorenne a tutti gli effetti, ed invece no, perchè è cresciuta deforme, senza l'armonia necessaria fornendo un'enorme quantità di motivazioni agli anti europeisti convinti che dissociandosi dall'Unione potranno ottenerne solo vantaggi.
    E' cosi che ogni volta che ci sono elezioni politiche nei paesi membri, gli antagonisti all'unione europea, acquisiscono i maggiori consensi, come accaduto in Belgio ed ieri in Polonia.
    La politica italiana è malata da decenni, gravemente malata, ma non è che la politica delle altre nazioni europee sia tanto sana come qualcuno sarebbe portato a credere.
    La causa fondamentale di questa malattia è un vecchio detto napoletano "'o cummannà è meglio d' 'o fottere" (Il comandare diverte e soddisfa di più che fare all'amore).
    Commentate, prego.
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24587

    #2
    è un discorso parecchio complesso e non credo si possa davvero sviscerare tutto in un forum come questo;
    quello che noto è una dissociazione nel valutare le circostanze da parte di un gran numero di persone, anche istruite;
    l'Unione c'è già, diciamo al 75%;
    oggi un cittadino può espatriare senza vincoli, cercarsi un lavoro, risiedere in un paese membro, esportarci i capitali, fruire della sanità e di altre tutele sociali, e si è soggetti a normative di principio comuni, anche se in itinere quanto ad adeguamento; se poi si parla di area-euro, i vincoli unitari sono ancora maggiori;
    si possono detenere quote di imprese, titoli di stato, si può fare tutto; la tedesca VW quanto è davvero "tedesca" e perché ?
    teoricamente potrebbe essere di proprietà di azionisti di qualsiasi paese, anche extra-UE, e potrebbe dislocare le produzioni fuori dalla Germania, come è già in parte, e servirsi di pre-lavorati e parti prodotte in altri paesi; lo stesso vale per l'italianissimo tessile pratese, che mette il marchio "made in Italy" ai suoi vestiti pre-lavorati in Romania o Cina, risiede a Montecarlo, ma esporta un prodotto "italiano";

    quello che ancora ci differenzia, sono solo la politica fiscale e il livello dei servizi; ma questo vale più o meno allo stesso modo tra regioni diverse dello stesso paese; mai sentito parlare di addizionali, regionali, comunali ? oppure di emigrazione sanitaria ?

    eppure la quasi totalità delle persone continua a pensare che la Germania fa questo e quello, come si trattasse della stessa tipologia di stato di 70 anni fa...
    spieghi questo a qualcuno, quello capisce, ma dopo 5 minuti torna a ragionare come prima, anche se dovrebbe sapere che sta immaginando uno scenario che non esiste più.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • arecata
      • 03/04/13
      • 5519

      #3
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      è un discorso parecchio complesso e non credo si possa davvero sviscerare tutto in un forum come questo


      Proviamoci, chi ce lo impedisce?



      Originariamente Scritto da axeUgene
      quello che ancora ci differenzia, sono solo la politica fiscale e il livello dei servizi; ma questo vale più o meno allo stesso modo tra regioni diverse dello stesso paese; mai sentito parlare di addizionali, regionali, comunali ? oppure di emigrazione sanitaria ?

      Non sono soltanto le menzionate le differenze, lo sono anche i codici, penale e civile, ed ovviamente la magistratura, per cominciare.

      Inoltre, a prescindere dalle unioni civili, quante altre direttive l'Italia ha (sempre) disatteso?
      Ne cito una? Il numero telefonico unico, nazionale per le emergenze, quello che negli USA è il 911

      Di leggi e reati fiscali hai già accennato tu, ma di certo la corruzione italiana è il top dell'Unione


      Parliamone
      Pánta rhêi hōs potamós

      arecata è il 2° nick-name di Blasel

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24587

        #4
        Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
        Proviamoci, chi ce lo impedisce?
        in gran parte lo impedisce il fatto che la percezione comune delle realtà politiche, giuridiche ed economiche è molto fondata su criteri e pregiudizi intuitivi, il più delle volte sbagliati come approccio;
        fosse solo questione di nozioni, varrebbe pure la pena;
        il punto è che alla base di questi pregiudizi ci sono strutture interpretative molto radicate, come ad esempio il pensiero che attribuisce una personalità ed un'intenzione ad entità molteplici;

        Non sono soltanto le menzionate le differenze, lo sono anche i codici, penale e civile, ed ovviamente la magistratura, per cominciare.
        in realtà, no; i principi informatori sono gli stessi, uniformi; poi, accade che alcuni paesi tardino a conformare i propri ordinamenti interni, ma restano in difetto e queste eventuali scelte sono soggette a censura, non sostenibili;

        Inoltre, a prescindere dalle unioni civili, quante altre direttive l'Italia ha (sempre) disatteso?
        Ne cito una? Il numero telefonico unico, nazionale per le emergenze, quello che negli USA è il 911
        appunto, si tratta di posizioni in difetto, non ammissibili come principio; se nella regione X il fisco non si adopera per riscuotere una determinata tassa o effettuare controlli, è una questione sociale locale, non la statuizione per cui non si pagano le tasse;

        Di leggi e reati fiscali hai già accennato tu, ma di certo la corruzione italiana è il top dell'Unione
        Parliamone
        questo è il risultato di un modello sociale;
        quella italiana non è solo corruzione in senso stretto - che in una certa misura c'è ovunque; ma il risultato di un modello di rapporti sociali gerarchici di tipo feudale, fondati su garanzie corporative, fedeltà e solidarietà di gruppo e casta;

        siccome non abbiamo una cultura del conflitto sociale di classe sostenibile - quello che include, consente mobilità sociale e origina le socialdemocrazie redistributive - il modello è quello neo-feudale, in cui le classi dirigenti si blindano nelle proprie posizioni comprando - a debito - il consenso mediante una proliferazione di livelli distributivi, le corporazioni, le burocrazie;
        infatti, il risultato è che il PIL italiano è mosso al 54% dalla spesa pubblica, contro un valore fisiologicamente "sano" del 30/35%;

        questo sistema è intrinsecamente inefficiente, perciò - oltre all'originaria eventuale corruzione di sistema degli enti inutili, degli incarichi, della spesa, ecc... - si producono effetti derivati di moltiplica della corruttela:
        da una parte, l'eccessiva pressione fiscale per mantenere il sistema seleziona i più scaltri ad evadere o a corrompere e rafforza la necessità ambientale di queste prassi come unica risorsa per la sopravvivenza;
        es: se volessi avviare un microscopico commercio da 800 euro al mese di utile, dovrei pagarne 1600 l'anno alla casta dei commercialisti per non rischiare multe anche nella no-tax area perché la dichiarazione resta comunque troppo complessa e rischiosa persino per laureati in E&C, e 3500 l'anno per contributi che non vedrò mai, destinati a chi percepisce pensioni retributive, magari molto superiori ai contributi effettivamente versati;
        perciò, evado e pongo in essere comportamenti funzionali al ciclo della corruzione;

        dall'altra, questa circostanza ambientale rende molto rischioso intraprendere e indirizza chi ha capitali su attività di rendita, a loro volta tipicamente garantite, ad immobilizzare ancora di più il sistema:
        per esempio, i piccoli imprenditori che hanno preferito investire in immobili a livello locale o all'estero, o le grandi imprese che hanno dismesso rami di core business produttivi per investire in utilities garantite; vedi FIAT e Olivetti che hanno investito in assicurazioni, telefonia, energia, e che ovviamente hanno utilizzato il loro potere per rallentare l'efficacia della concorrenza in quei settori; per fare un esempio: assicurazioni auto obbligatorie, ma troppo care; più evasione, più truffe, più rincari, più omertà sui meccanismi...
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24587

          #5
          per concludere il pippone, gli egoismi nazionali sono sostanzialmente motivati dalla percezione diffusa in determinati paesi dell'esigenza di conservare questi meccanismi, messi in discussione dai soggetti più forti ed efficienti dove la concorrenza funziona meglio, e che tendono ad imporre i loro standard procedurali - di concorrenza, regolamentazione, monetari e fiscali inclusi - nell'integrazione; è sempre così nelle integrazioni, come nelle crisi di secessione: l'economia debole che vive di schiavismo è minacciata da quella forte che lo vuole abolire per imporre il nuovo standard;

          quel 20% di spesa pubblica in eccesso, con tutti i meccanismi di inefficienza coinvolti, piove su tutti i settori, organizzati a loro volta in corporazioni; perciò, la corporazione dei commercialisti in parlamento ostacola la riforma del fisco perché gli equilibri interni alla corporazione stessa devono tutelare i peones, e così quella degli avvocati per la giustizia, gli ingegneri e i costruttori per le regolamentazioni edili e piani regolatori, i tassisti, e tutti gli altri;
          tutti trasversalmente solidali non appena qualcuno cerca di mettere mano a qualsiasi sistema, e questo spiega come sia stato possibile che i tassisti romani abbiano sconfitto il Bersani delle lenzuolate;
          però, l'opinione pubblica immagina che il governo sia un'entità d'imperio, e non di mediazione; perciò ogni categoria paradossalmente si sente defraudata da qualsiasi provvedimento di mediazione;
          nei giorni scorsi ho letto su fb la lamentela di un'amica insegnante che ha ricevuto il bonus annuale di 500 euro per la formazione, da spendere in attività culturali, libri, corsi, cinema, ecc...
          lei avrebbe preferito non avere questo vincolo di spesa, perché deve pagare il dentista e il meccanico ma, oltre a non vedere il bicchiere mezzo pieno, non si rende conto che l'altra faccia della medaglia è il dirottamento di quelle risorse verso i settori della cultura coinvolti, le cui lobbies avranno fatto pressioni in tal senso.
          Last edited by axeUgene; 01-11-2015, 08:39.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • arecata
            • 03/04/13
            • 5519

            #6
            Prendo in prestito da te, axeUgene per concludere il pippone, anche se in maniera più dettagliata e specifica, leggo la tua conferma agli 'egoismi nazionali' anche se, in alcuni casi, dovuti a sensibili ritardi nell'adeguarsi alle direttive per mancanza di volontà nel doverlo fare, e questo è un macroscopico aspetto, a mio avviso, di puro egoismo.
            Pánta rhêi hōs potamós

            arecata è il 2° nick-name di Blasel

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24587

              #7
              Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
              Prendo in prestito da te, axeUgene per concludere il pippone, anche se in maniera più dettagliata e specifica, leggo la tua conferma agli 'egoismi nazionali'
              beh, come avevo premesso, non voglio fare "o' professore", come si direbbe dalle tue parti , ma in effetti una valutazione seria delle questioni politiche dovrebbe cominciare già dal linguaggio, evitando la personificazione delle pluralità collegiali - l'Italia, la Germania - e l'attribuzione di sentimenti personali - l'egoismo - a scelte collettive che sono il risultato vettoriale di cose molto diverse;
              per dire, si può decidere di accogliere profughi per la pressione di associazioni umanitarie o per ideologia politica universalista, ma anche per interesse delle imprese ad avvalersi di manodopera, magari qualificata, come quella siriana;

              l'egoismo - o meglio, il proprio interesse personale variamente definito, per cerchia di affetti e solidarietà - è certamente un movente essenziale degli individui; ma poi, il modo in cui esso produce effetti è poco prevedibile e coerente, allo stesso livello individuale;

              quando si cerca di illustrare ai non specialisti una spiegazione dei fenomeni politici il problema pratico maggiore sta nel sovvertire le propensioni intuitive del pubblico ad attribuire logiche coerenti e intenzionali a ciò che è piuttosto governato da leggi miste, di intenzionalità ma anche caos;

              è un po' come se si parlasse di evoluzione e la quasi totalità delle persone pensasse intuitivamente in modo lamarckiano, con la giraffa che allunga il collo per brucare le foglie;
              lo vedi coi grillini e in genere i moralisti, che indicano nell'onestà una soluzione, dove la radice dei guai è invece la frammentazione degli interessi e quindi l'assenza di competizione e controllo;

              nulla vieta di essere lamarckiani; il problema è che se poi cerchi di allungare il collo alle giraffe viventi alzando a tutte le foglie, invece di ottenere il risultato sperato, le fai estinguere
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #8
                senza paraustielli (paragoni, tipo giraffe) e senza arzigogolamenti, la sintesi (che bella parola) è che per 'guarire' si deve trovare e porre rimedio alla CAUSA e non agli effetti di essa.

                E sembra che questo divenga impossibile.

                Sarà, per caso, che ciò leda certi interessi? E questo potrebbe essere egoismo?

                Io dico di si
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24587

                  #9
                  Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                  senza paraustielli (paragoni, tipo giraffe) e senza arzigogolamenti, la sintesi (che bella parola) è che per 'guarire' si deve trovare e porre rimedio alla CAUSA e non agli effetti di essa.

                  E sembra che questo divenga impossibile.

                  Sarà, per caso, che ciò leda certi interessi? E questo potrebbe essere egoismo?

                  Io dico di si
                  gli interessi potrebbero essere di tantissimi, della maggioranza;
                  per esempio, il pensionato ricco, o il privilegiato che mantiene i figli o garantisce loro un'occupazione "protetta" potrebbe avere sentimenti contrastanti, e così i figli stessi, desiderosi di libertà e riconoscimento, possibilità, ma anche si sicurezza o di comodità;
                  il tartassato onesto potrebbe essere coniugato con, o figlio di evasore; il lavoratore scrupoloso lavorare per una filiera corrotta a solo uno o due gradi di separazione, per cui il suo lavoro non dovrebbe essere commissionato; and so on...

                  se mi descrivessi una qualsiasi famiglia di tua conoscenza potrei quasi con certezza trovare motivi di interesse che rendono auspicabile la conservazione delle magagne.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Con ottimi maestri di secolare esperienza nell'arte

                    sterminate, proprietà immobiliari per quattro miliardi di euro, offerte per la beneficenza che non vengono spese per i più poveri ma ammucchiate in conti e investimenti, o per esigenze dei monsignori di curia.

                    E ancora: fondazioni vaticane dedicate ai bambini malati che investono centinaia di migliaia di euro per ristrutturare la casa di cardinali importanti, imprenditori indagati in Italia che — nonostante l’annunciata pulizia della banca vaticana — ancora nascondono i loro soldi allo Ior, investimenti milionari (da parte del Bambin Gesù, ospedale finanziato dallo Stato italiano e che ha in cassaforte un fondo segreto da 427 milioni di euro) su aziende petrolifere e chimiche Usa come la Exxon e la Dow Chemical.

                    Nel libro “Avarizia” del giornalista de “L’Espresso” Emiliano Fittipaldi, in uscita per Feltrinelli giovedì 5 novembre, si raccontano decine di scandali finanziari vaticani, grazie allo studio di una documentazione riservatissima e a un lungo lavoro di inchiesta giornalistica.

                    LAVORI NEL MEGA ATTICO
                    Partiamo dal Bambin Gesù. O meglio da una fondazione controllata, nata nel 2008 per raccogliere denaro per i piccoli pazienti. Gli investigatori della società di revisione PricewaterhouseCoopers (PwC) nella bozza del rapporto consegnata al Vaticano il 21 marzo 2014 dedicano alla onlus italiana con sede in Vaticano alcuni passaggi della loro due diligence. Nel focus si evidenzia l'affitto di un elicottero, nel febbraio 2012, per la bellezza di 23 mila e 800 euro. Pagati sull'unghia dalla fondazione Bambin Gesù "a una società di charter per trasportare monsignor Bertone dal Vaticano alla Basilicata per alcune attività di marketing svolte per conto dell'ospedale". Ma c'è un'altra spesa della fondazione non pubblicata sul rapporto PwC che rischia di imbarazzare il Papa e il Vaticano.

                    Quella che riguarda il pagamento dei lavori della nuova casa di Bertone a palazzo San Carlo. La fondazione, definita da PwC come "un veicolo per la raccolta di fondi volti a sostenere l'assistenza, la ricerca e le attività umanitarie del Bambin Gesù" ha saldato le fatture dei lavori per un totale di circa 200mila euro, pagati all'azienda Castelli Real Estate dell'imprenditore Gianantonio Bandera. "Gentile dottor Fittipaldi, alle sue domande" precisa Bertone, "rispondo che il sottoscritto ha versato al medesimo governatorato la somma richiesta come mio contributo ai lavori di ristrutturazione. Non ho nulla a che vedere con altre vicende ".

                    Profiti, fino al 2015 presidente sia del Bambin Gesù che del consiglio direttivo dell'omonima fondazione conferma invece la spesa autorizzata a favore dell'appartamento di Bertone, già finito nella bufera per la sua ampia metratura. La parcella, spiega Profiti, sarebbe stata giustificata dal fatto che la casa del cardinale sarebbe stata poi messa a disposizione della fondazione stessa per finalità "istituzionali": "È vero: con i soldi stanziati da noi è stata ristrutturata una parte della casa di Bertone. Cercando di ottenere in cambio la disponibilità di potere mettere a disposizione l'appartamento".

                    BENEFICENZA ZERO
                    Se analisi della Ernst e Young evidenziano che vendendo benzina, sigarette e vestiti a costi ribassati rispetto all'Italia il Vaticano guadagna ogni anno 60 milioni (i clienti dei negozi dovrebbero essere circa 5mila, ossia residenti e dipendenti della Santa Sede, ma a Roma sono state distribuite ben 41mila tessere a vip, raccomandati e amici degli amici), leggendo le carte è evidente che i denari in Vaticano si trovano dappertutto. E, quando ce ne sono tanti, è facile che non manchino nemmeno gli sprechi.

                    Un cruccio, per Francesco, che vorrebbe limitarli il più possibile, bloccando rigagnoli infruttuosi per deviarli su attività evangeliche. Una delle voci più interessanti analizzate dai revisori di Kpmg è quella relativa all'Obolo di San Pietro. Il Vaticano lo definisce, letteralmente, un "aiuto economico che i fedeli offrono al Santo Padre, come segno di adesione alla sollecitudine del successore di Pietro per le molteplici necessità della Chiesa universale e per le opere di carità in favore dei più bisognosi".

                    La carità dei fedeli (esiste anche un conto Iban dedicato) è andata a gonfiare un fondo che non compare nel bilancio della Santa Sede, e che nel 2013 ha toccato i 378 milioni di euro. "Tutte le entità menzionate nella Pastor Bonus sono incluse nel perimetro di consolidamento", riassumono i commissari della dissolta commissione pontificia commentando le analisi di Kpmg, "ma non tutti i fondi esistenti in queste entità, prevalentemente denaro liquido e titoli, sono riportati nel bilancio di esercizio.

                    Tra gli attivi non consolidati i fondi esclusi dal bilancio consolidato ammontano a nonmeno di 471 milioni di euro; di questi, 378 corrispondono all'Obolo di San Pietro. Questi fondi sono depositati su conti bancari presso lo Ior, l'Apsa e altre banche". Un paragrafo del rapporto Moneyval fa luce anche sulla reale destinazione finale dei denari raccolti: "Nel 2010 gli esborsi erano costituiti principalmente da spese ordinarie e straordinarie dei dicasteri e delle istituzioni della curia romana" e non in opere di carità. Stesse evidenze nella gestione dell'8 per 1000.

                    CASE E AFFARI
                    Un documento della Commissione referente, scritto in inglese e in italiano e destinato a George Pell, capo della nuova segreteria per l'Economia voluta da Francesco, sintetizza per la prima volta il valore reale di tutti i beni immobiliari di proprietà di istituzioni vaticane. Leggiamolo: "Sulla base delle informazioni messe a disposizione di Cosea, ci sono 26 istituzioni relazionate alla Santa Sede che possiedono beni immobiliari per un valore contabile totale di un miliardo di euro al 31.12.2012. Una valutazione di mercato indicativa dimostra una stima del valore totale dei beni di quattro volte più grande rispetto al valore contabile, o quattro miliardi di euro".

                    Già: quattro miliardi tondi tondi. Nel report sono indicate anche le istituzioni papali "con le proprietà più importanti a valore di mercato". Cioè l'Apsa (con un patrimonio da 2,7 miliardi), la congregazione Propaganda Fide (450 milioni di euro, in passato libri e giornali hanno sempre dato stime ancora più alte), la Casa sollievo della sofferenza (grazie alle donazioni l'ospedale di Padre Pio ha un portafoglio di 37 palazzi valutato 190 milioni) e il Fondo pensioni dei dipendenti, che possiede immobili per 160 milioni di euro.

                    Non è tutto. In un altro report confidenziale della Cosea datato 7 gennaio 2014 si specifica che quasi sempre "gli immobili sono registrati o al costo di acquisizione o al costo di donazione, e molti edifici istituzionali sono valutati a 1 euro. Dunque c'è da aspettarsi che il valore di mercato del real estate vaticano sia molto più grande".

                    I DEPOSITI DI NOMI ECCELLENTI
                    Mentre "Avarizia" va in stampa allo Ior galleggiano poco più di cento conti sospetti, tra cui una decina intestati a nomi eccellenti che potrebbero creare più di un disagio a Santa Romana Chiesa. In qualche caso si tratta di eredità di clienti laici ancora da liquidare (a bilancio la somma è messa a 17 milioni), ma altri depositi appartengono a professionisti e imprenditori. "Questi depositi sono stati bloccati", ha giurato il capo dell'Aif Brülhart. A Bankitalia, che ha firmato un accordo di collaborazione con l'Uif, sono però rimasti di sasso quando la procura di Roma ha spedito oltre le mura un'altra rogatoria internazionale, chiedendo conto e ragione di eventuali beni posseduti da Angelo Proietti.

                    Un costruttore titolare della società Edil Ars, diventato celebre perché la sua ditta ha ristrutturato gratis la casa in cui ha abitato per anni l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Ebbene, Proietti è uno dei fornitori storici del Vaticano e della curia romana per cui ha eseguito decine di lavori e interventi, e i pm - da mesi alla ricerca del suo patrimonio - sono certi che parte dei suoi guadagni siano nascosti ancora oggi allo Ior. Anche questa vicenda, se le ipotesi investigative dei magistrati italiani si rivelassero corrette, dimostrerebbe che la Santa Sede scambia informazioni con procure e autorità antiriciclaggio di Roma solo col contagocce.

                    Lo Ior non conferma e non smentisce l'esistenza del conto di Proietti. "Non è possibile parlare di casi concreti, si violerebbero il segreto di ufficio

                    e il segreto istruttorio, ma se Proietti aveva un conto presso lo Ior, e questo conto è "non conforme" alla legislazione antiriciclaggio vaticana e alle nuove politiche Ior, ciò che si può affermare è che esso è stato sottoposto alla procedura".

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