Carne rossa? No, grazie!

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  • Acquerapide
    Opinionista
    • 14/07/08
    • 8254

    #31
    La mosca nel piatto é stata sulla merda dietró! Se spurghiamo anche le lumache prima di mangiarle (a proposito, noi mangiamo lumache e le chiamiamo pure escargot) saranno controllate igienicamente anche le fonti alimentari di quel tipo...

    Poi le mosche non le mangia nessuno, formiche e termiti tuttavia...

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    • Durante
      Opinionista
      • 16/11/08
      • 2103

      #32
      Finchè avremo la disponibilità di disporre il modo alimentare consone alle nostre abitudini, comprensivi di gusti, sapori e aspetto degli alimenti non ci sono problemi. Poi chissà quale generazione di persone si troverà ad affrontare il problema specifico di alimentarsi in caso di carenza motivato da qualsiasi evento ecco che li nasce il problema e subentrerà la teoria di Darwin, chi si adatta a cibi che per noi adesso sono immangiabili non tanto perchè venefici ma solo per l'aspetto sopravviveranno chi non sarà propenso a farlo ci penserà la selezione naturale. Ma presumo che l'adattamenmto lo troverà pure il più sdegnoso. Tutto dipende dalle circostanze, se vi ricordate quando un'areo cadde sulle Ande decine di anni fa, ebbene i sopravvissuti per poter sopravvivere si cibarono dei corpi degli sfortunati passeggeri che vi perirono. Ho portato come esempio un'esempio estremo che tutti noi aborriamo ma ripeto sono le circostanze che fanno cambiare gusti, aspetti del cibo, abitudini, costumi e soprattutto l'etica che varia in base alla congiuntura del momento. Per le future generazioni che si avvieranno a modificare le abitudini alimentari si abitueranno progressivamente non dico im maniera indolore ma nemmeno traumatica per come la stiamo affrontando noi.

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #33
        Originariamente Scritto da dietrologo
        ma fatemi un pò pensare , in caso di necessità ciò che offre il mondo vegetale, cereali frutta verdura legumi non sono sufficenti senza per forza masticare cavallette ?
        E' quanto mi chiedo pure io... certo è che con la cementificazione intensiva non è che stiamo aiutando molto il mondo vegetale a farsi strada...
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • arecata
          • 03/04/13
          • 5519

          #34
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          non è che stiamo aiutando molto il mondo vegetale a farsi strada...
          Un caro amico, con il quale condiviadiamo alcuni interessi (non agricoli o di allevamenti), ha scritto, in risposta a,,,,,

          Ho sentito che ai bambini nelle scuole si spiega che l'agricoltura buona, quella veramente biologica, era l'agricoltura dei nostri nonni. Che quella del contadino del passato, che amava la terra, era la sola vera agricoltura.
          Errore, stupidaggine macroscopica. L'agricoltura biologica e quella integrata (poi con un esempio farò vedere la differenza) non sono affatto l'agricoltura del nonno. E l'agricoltura del nonno non era affatto biologica. Ai tempi dei nonni per esempio si usavano le fumigazioni cianidriche, che consistevano nell'avvolgere uno o più alberi in un telo e nel gettare in una vaschetta una pasticca di acido cianidrico che sublimava ed uccideva le cocciniglie. Insomma si inondava l'ambiente di cianuro: una chicca. Si concimava poi con il contenuto dei pozzi neri (si chiamava il cessetto). Mamma mia era terrorizzata perché suo fratello nel trentanove era morto di tifo e inondava gli ortaggi di amuchina, di varichina per intenderci. I contadini vivevano come animali abbrutiti assieme ai loro animali, senza igiene, senza prospettive, erano di un'ignoranza abissale, avevano vita corta e orribile. Le rese erano un decimo di quelle di ogg. Una qualsiasi fitopatologia o avversità voleva dire fame, emigrazione, anche morte.
          L'agricoltura biologica non è niente di simile. È altamente scientifica e presuppone studio e preparazione. Quest'anno ho dovuto difendermi sulle varietà di clementine precoci da attacchi di mosca mediterranea molto massicci. Ho usato lo Spintor Fly, un attrattivo-insetticida a base di Spinosad. È una miscela di due metaboliti ottenuti durante un processo di fermentazione innescato da in batterio presente in natura la Saccaropolyspora spinosa. Se ne usa un kg ad ettaro diluito in rapporto 1+ 4 con acqua e bagnando solo un ciuffo della chioma a piante alterne,è efficace solo sui Ditteri ed ha impatto ambientale uguale a zero. Certo è un po' caro.
          Mio nonno avrebbe buttato ogni 10 giorni quintali di Dimetoato (Rogor): un ammazzatutto che penetrava nei tessuti. Ve lo sareste mangiato e ne sarebbe seguita in primavera una bella infestazione di acari e così via.
          Se combatti le formiche risolvi molti problemi. Questi insetti sono golosi della melata emessa dagli Afidi. Quindi prelevano le uova di questi pidocchietti, le portano nei formicai e le custodiscono durante l'inverno. In primavera le riportano sulle piante dove schiudono. Ogni afide è difeso da una formica. Io andavo a sfrocoliare il parassita con uno stecchino e la formica gli si scagliava contro. Se distruggi le formiche hai fatto due terzi della lotta. Però in lotta biologica non puoi usare insetticidi, ti devi accontentare di colle e cose simili. In lotta integrata lo puoi fare con sistemi tradizionali (ecco la differenza cui accennavo).
          Insomma è un pianeta molto interessante, ma, ripeto,non ha nulla da spartire con l'agricoltura fondata sulla merda e sugli antiparassitari più violenti usati dai nostri nonni. Né significa nessun intervento.
          I controlli ci sono: quelli pubblici e ancor più, quelli della grande distribuzione.
          Io ho fornito le Coop ed ora Esselunga. Spediamo in Germania, in Inghilterra ed anche in Canada e vi garantisco che ci fanno il mazzo. Ogni kg di frutta è tracciabile e se sbagli una volta hai chiuso.
          Pánta rhêi hōs potamós

          arecata è il 2° nick-name di Blasel

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          • LauraT
            Opinionista
            • 19/06/15
            • 106

            #35
            Io mangio molta poca carne perchè per mangiare non serve uccidere gli animali e non è un alimento indispensabile per il nostro corpo...anzi! In ogni caso cancerogeno o no è il mondo in cui viviamo che lo è. Tra inquinamento di qualsiasi genere e in ogni dove non ci salviamo più.
            Moda e accessori made in Italy

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #36
              Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
              Un caro amico, con il quale condiviadiamo alcuni interessi (non agricoli o di allevamenti), ha scritto, in risposta a,,,,,

              Ho sentito che ai bambini nelle scuole si spiega che l'agricoltura buona, quella veramente biologica, era l'agricoltura dei nostri nonni. Che quella del contadino del passato, che amava la terra, era la sola vera agricoltura.
              Errore, stupidaggine macroscopica. L'agricoltura biologica e quella integrata (poi con un esempio farò vedere la differenza) non sono affatto l'agricoltura del nonno. E l'agricoltura del nonno non era affatto biologica. Ai tempi dei nonni per esempio si usavano le fumigazioni cianidriche, che consistevano nell'avvolgere uno o più alberi in un telo e nel gettare in una vaschetta una pasticca di acido cianidrico che sublimava ed uccideva le cocciniglie. Insomma si inondava l'ambiente di cianuro: una chicca. Si concimava poi con il contenuto dei pozzi neri (si chiamava il cessetto). Mamma mia era terrorizzata perché suo fratello nel trentanove era morto di tifo e inondava gli ortaggi di amuchina, di varichina per intenderci. I contadini vivevano come animali abbrutiti assieme ai loro animali, senza igiene, senza prospettive, erano di un'ignoranza abissale, avevano vita corta e orribile. Le rese erano un decimo di quelle di ogg. Una qualsiasi fitopatologia o avversità voleva dire fame, emigrazione, anche morte.
              L'agricoltura biologica non è niente di simile. È altamente scientifica e presuppone studio e preparazione. Quest'anno ho dovuto difendermi sulle varietà di clementine precoci da attacchi di mosca mediterranea molto massicci. Ho usato lo Spintor Fly, un attrattivo-insetticida a base di Spinosad. È una miscela di due metaboliti ottenuti durante un processo di fermentazione innescato da in batterio presente in natura la Saccaropolyspora spinosa. Se ne usa un kg ad ettaro diluito in rapporto 1+ 4 con acqua e bagnando solo un ciuffo della chioma a piante alterne,è efficace solo sui Ditteri ed ha impatto ambientale uguale a zero. Certo è un po' caro.
              Mio nonno avrebbe buttato ogni 10 giorni quintali di Dimetoato (Rogor): un ammazzatutto che penetrava nei tessuti. Ve lo sareste mangiato e ne sarebbe seguita in primavera una bella infestazione di acari e così via.
              Se combatti le formiche risolvi molti problemi. Questi insetti sono golosi della melata emessa dagli Afidi. Quindi prelevano le uova di questi pidocchietti, le portano nei formicai e le custodiscono durante l'inverno. In primavera le riportano sulle piante dove schiudono. Ogni afide è difeso da una formica. Io andavo a sfrocoliare il parassita con uno stecchino e la formica gli si scagliava contro. Se distruggi le formiche hai fatto due terzi della lotta. Però in lotta biologica non puoi usare insetticidi, ti devi accontentare di colle e cose simili. In lotta integrata lo puoi fare con sistemi tradizionali (ecco la differenza cui accennavo).
              Insomma è un pianeta molto interessante, ma, ripeto,non ha nulla da spartire con l'agricoltura fondata sulla merda e sugli antiparassitari più violenti usati dai nostri nonni. Né significa nessun intervento.
              I controlli ci sono: quelli pubblici e ancor più, quelli della grande distribuzione.
              Io ho fornito le Coop ed ora Esselunga. Spediamo in Germania, in Inghilterra ed anche in Canada e vi garantisco che ci fanno il mazzo. Ogni kg di frutta è tracciabile e se sbagli una volta hai chiuso.


              infatti, il "nonno" originario dell'espressione doveva essere un agricoltore di fine Ottocento.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Acquerapide
                Opinionista
                • 14/07/08
                • 8254

                #37
                Cazzata: che in alcuni casi limite ci fosse eccome inquinamento nei prodotti puó essere, ma i racconti come quello sopra sono simpatici passatempo.

                Per i controlli, basta andare in un qualsiasi supermercato e vedere quanti cartelli mancano. Lo fai notare "oh, scusi"

                E le mozzarelle, prima che diventassero blu quanti inquinanti che non la coloravano devono essere passati? E la terra dei fuochi dopo minuti, secondi o anni ci ha messo a diventare nota?

                Mio dio non contesto le idee ma il metodo, qui nessuno -e ripeto nessuno di voi- sa non solo di cosa parla, ma manco dove andare a cercare le informazioni se volesse saperne qualcosa. E piú di metá proprio non vuole, esorcizza e basta.

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