Nella mente dell'assassino

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #121
    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
    Durante spostamenti tra armadi, dal vecchio album di foto nuziali è cascato un cartoncino che non avevo mai visto prima, inserito dal produttore dell'album. Sul cartoncino c'è scritto: "Per far durare un matrimonio, taci quando hai ragione e chiedi scusa quando hai torto". Io l'ho letto ridendo a mia figlia - "Vedi, i consigli delle nonne ?!" e lei mi ha risposto secca - "E' una cosa orribile, tu sei pazza".
    Il futuro avanza
    è pronta per leggere la Miriano e vaccinarsi

    il marito sta facendo una cazzata; tu lo sai, hai ragione, ma taci; lui ti rimprovererà il torto di non averlo avvertito, e tu chiederai scusa; trovami qualche famiglia così e divento milionario vendendo enciclopedie del bricolage & economia domestica porta a porta
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #122
      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
      Ma è possibile che ci siano delle similitudini. Magari uno dei motivi è quello, lo sfogo alla condizione di subordinato, di obbediente...
      per principio discuto solo ed esclusivamente delle idee, senza chiamare in causa la sfera personale degli interlocutori, o le mie personali valutazioni su quegli aspetti;
      a volte posso fare degli esempi personalizzati, solo per facilitare la comprensione;

      ma le stoccatine sulla condizione personale sono un modo di discutere scorretto e sciocco, che disapprovo e cerco di evitare.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17951

        #123
        Era ipotetico.
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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        • SilviaR
          Sylvia
          • 10/03/12
          • 1139

          #124
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          ma sti gran katsi !

          io vi farei rispettosamente notare che quello che perora Cono non è concettualmente diverso dal razzismo biologico: si sostiene che una determinata categoria, per condizione di nascita, sia destinata - da "Dio" - ad una condizione socialmente subordinata; sostituite alla donna il negro, il servo della gleba, sottomesso al padrone aristocratico per Volontà di Dio, et voilà;
          certo, poi la donna deve essere messa su un piedistallo e badrone buono;

          il mio dentista ha due figli: la primogenita, molto bella e femminile e altrettanto determinata e secchiona, fa la dentista a studio; il maschio, molto più farfallone e con la testa fra le nuvole, l'odontotecnico;
          se in quella famiglia - peraltro, molto devota; c'è l'immagine di Padre Pio in sala operatoria - fosse stata seguita l'ideologia dei ruoli che Cono evince dalla Dottrina, oggi la ragazza farebbe la segretaria, come la mamma, e le sue capacità evidenti sarebbero perdute; mentre il fratello svogliato, magari, si sarebbe laureato in odontoiatria a calci in culo per continuare l'attività, e oggi avremmo un cattivo dentista uomo, invece di una brava donna;

          certo, per l'eventuale marito della ragazza sarà difficile mettere il guinzaglio e comandare una che guadagna 6, 7 mila euro al mese - e che si merita, avendo sgobbato - contro i 1500 che avrebbe preso facendo la segretaria; mentre il fratello avrebbe goduto di un privilegio di nascita, immeritato;
          l'ingiustizia, oltre al pubblico disvalore;

          non è un caso che la fissazione dei fanatici islamici sia esattamente la stessa di Cono, e cioè la paura della libertà e della parità femminile:
          se le donne non fossero subordinate a casa, tutti i pezzenti che almeno tra le quattro mura domestiche si sentono capi di qualcosa e fanno i caporali, si renderebbero conto di essere l'ultima ruota del carro e si ribellerebbero a quei padroni che concedono loro quel privilegio miserabile.
          Ti quoto nuovamente...comincio ad avere un debole per te..chiunque tu sia
          Io sono il problema e io la soluzione
          "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17951

            #125
            Un problema di fondo di persone che avallano certe idee sulle donne e la famiglia è probabile che sia anche l'incapacità di essere o sentirsi autorevoli (che è ben diverso dall'essere autoritari) e quindi ti "compri" il rispetto, lo status, la leadership con questi sistemi di idee e di controllo, con la castrazione.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #126
              Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
              Un problema di fondo di persone che avallano certe idee sulle donne e la famiglia è probabile che sia anche l'incapacità di essere o sentirsi autorevoli (che è ben diverso dall'essere autoritari) e quindi ti "compri" il rispetto, lo status, la leadership con questi sistemi di idee e di controllo, con la castrazione.
              credo che gli aspetti psicologici individuali siano relativamente marginali, anche se più vistosi;

              al fondo c'è il "modello d'autorità" di una società; se vai ad osservare attentamente, anche nella maggior parte degli ambienti popolari anticlericali italiani vigeva da sempre un'idea tradizionalista e conservatrice della famiglia, comunisti per primi;
              questo ti rimanda diritta al sistema rurale e della rendita delle relazioni sociali; una circostanza che accomuna il mediterraneo cattolico e l'Islam;

              la famiglia rurale e la società che ci è costruita sopra adotta per forza un modello patriarcale e autoritario, cui cattolicesimo e Islam sono congeniali, perché fondati sull'obbedienza alla legge; il figlio obbedisce al padre e riceve la terra; magari uccide il fratello, ma non spodesta il padre; non a caso, in Italia ci sono state tante guerre civili, e mai una vera rivoluzione;

              dove invece si è sviluppato il commercio, la caccia, la pirateria, l'iniziativa individuale diventa essenziale e l'obbedienza è meno un valore;

              più la società si specializza in attività altamente sofisticate e creative, più il contributo femminile diventa essenziale, perché si compete sul filo di lana; per esempio, la ricercatrice farmaceutica che arriva prima al brevetto può dare un vantaggio enorme nella competizione con la concorrenza;
              mentre se vivi di estrazione del petrolio, non hai alcuna esigenza di mobilitare al massimo il potenziale di intelligenza, e il sistema di potere vede al vertice i burocrati che assegnano lo sfruttamento dei pozzi.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Vega
                Opinionista

                • 04/05/05
                • 17951

                #127
                Che ancora ci siano questi retaggi è vero ma il cerchio si chiuderà tutto qui, nel grande contenitore dell'idea tradizionale di famiglia e della donna? O scatta qualcosa in senso negativo verso le donne per altri motivi?
                Degli studi mettono in luce ad esempio che, dove maschio subisce un maggior controllo lavorativo e subordinato o si crea un divario fra il lavoro della compagna ed il suo, che diventa più svantaggiato, crescono le forme di rivalsa in ambito domestico e le violenze.
                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                • meogatto
                  Opinionista
                  • 06/02/16
                  • 5192

                  #128
                  Alla fine ci rimette sempre il topo, il fanalino di coda della catena alimentare o sociale che sia.
                  Mai trovarsi a fare l'ultima cocuzza del cuzzaio

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #129
                    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                    Che ancora ci siano questi retaggi è vero ma il cerchio si chiuderà tutto qui, nel grande contenitore dell'idea tradizionale di famiglia e della donna? O scatta qualcosa in senso negativo verso le donne per altri motivi?
                    Degli studi mettono in luce ad esempio che, dove maschio subisce un maggior controllo lavorativo e subordinato o si crea un divario fra il lavoro della compagna ed il suo, che diventa più svantaggiato, crescono le forme di rivalsa in ambito domestico e le violenze.
                    le circostanze che incidono sono molte; certamente la frustrazione di guadagnare meno in una cultura tradizionale pesa;
                    ma l'elemento decisivo è l'evoluzione della società verso il terziario avanzato e la necessità della meritocrazia; più si diffonde una cultura della promozione del merito in una società avanzata, meno il sessismo trova spazio e le pari opportunità diventano un valore condiviso, e promosso dall'apparato produttivo;
                    tieni conto che questo è esattamente lo stesso motivo dell'inclusione dei ceti popolari nell'età dell'industrialismo avanzato del Novecento, e cioè ampliare la base produttiva e, in quel caso, anche dei consumatori.
                    c'è del lardo in Garfagnana

                    Comment

                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17951

                      #130
                      Ma quello che volevo dire io, considerando pure le violenze delle donne sugli uomini es. per cause frustranti, è se si debba semplicemente ricercare motivazioni individuali e\o predisponenti di genere, indipendentemente da motivi sociali più ampi.
                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                      • meogatto
                        Opinionista
                        • 06/02/16
                        • 5192

                        #131
                        Penso che le due cose si combinino e formino talvolta la miscela esplosiva.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #132
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          appunto, nel senso che dovrebbe sottomettersi...


                          perché mai dovrebbe rendersi manifesta l'autorità paterna su quella materna ?

                          ci sono almeno il 50% di probabilità che un uomo sia meno intelligente e capace di una donna praticamente in tutto ciò che non comporta l'uso della forza fisica;
                          con questo ragionamento - evidentemente di potere sessista - tu produci certamente una condizione che forse torna a vantaggio tuo di uomo, ma priva in partenza tutta la società del beneficio complessivo dell'apporto di guida delle donne che sarebbero più capaci di te nel tuo ruolo decisionale, di lavoro, ecc...
                          se io dovessi essere giudicato da un magistrato, operato da un chirurgo, avessi figli che vanno all'università, sperassi nella ricerca medica per curare malattie letali, e in ogni altra circostanza quotidiana, preferirei di gran lunga che la persona in questione sia scelta tra i migliori del 100% dei candidati, e non del solo 50% maschile, dal momento che certamente il risultato sarebbe migliore;

                          la tua tesi, invece, è una flagrante manifestazione di egoismo conservatore in nome della "tradizione" e della tua personale posizione di autorità;
                          però - te lo dico sinceramente, credimi - apprezzo la franchezza;

                          detto questo, la Miriano, come diversi altri noti tutori della famiglia tradizionale e di quei ruoli, predica in un modo, ma razzola in direzione opposta, dal momento che con 4 figli fa la giornalista, scrive i suoi libelli e li va a promuovere in giro, e la parte "sottomessa" di quella tradizione che rivendica la delega a qualche colf o baby-sitter;

                          quanto alla violenza, tu sei certamente una brava e buona persona;
                          ma l'ideologia di cui ti fai promotore in modo così chiaro e franco è evidentemente la giustificazione che arma la mano agli squilibrati, che possono pensare di essere stati espropriati di qualcosa di loro dovuto, l'autorità;

                          io ti posso dire una cosa: per fortuna il nostro mondo occidentale e laico va in una direzione diversa; ma se si presentasse un fondamentalismo che cercasse di ripristinare il modello sessista di autorità e ruoli che sostieni tu e che contraddistingue da sempre dittature e teocrazie, non potrei escludere alcun mezzo per combatterlo, come si deve nei confronti delle dottrine che propugnano gerarchie inegualitarie tra esseri umani.
                          Dimmi dove si propugna la tesi che la Donna non debba lavorare, per favore. Dimmi quando la Miriano, Risè, la Chiesa e il sottoscritto parlano della Donna sottomessa, incapace e supìna: No, perché qua si gioca a fare i laici e progressisti mistificando la Verità.
                          Viene solamente sottolineata l’importanza di una riscoperta dei ruoli, all’interno della coppia e della Famiglia. Dove oggi tutto è indistinto e confuso.

                          Grazie a te, donna

                          Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.
                          Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
                          Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.
                          Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del “mistero”, alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
                          Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta “sponsale”, che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.
                          Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.
                          (Da “Alle donne”, lettera di Giovanni Paolo II, 1996)
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #133
                            Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                            Senti un pò, ma tu pensi davvero che una madre voglia togliere il ruolo al padre e fare la parte della cattiva a casa rimproverando i figli e dandogli le regole?
                            No, se lo fa è perché gli uomini sono senza p...e e non riescono ad assumersi le proprie responsabilità, ovvio che la madre prende il posto del padre altrimenti ci sarebbe l'anarchia più assoluta.
                            ...ed è questo il punto, amica mia! Guarda, a scanso di equivoci riprendo pari pari il pensiero della Miriano sul suo blog: Che muove esclusivamente dalla Parola rivelata, non certo dalla sua fantasia.

                            Ma io credo, potrei dire che sono certa se la mia ignoranza di esegeta e di biblista da quinta elementare non mi imponesse una certa cautela, che san Paolo abbia saputo cogliere quello che è il cuore del problema femminile, la tentazione che più di tutte tocca le donne: il desiderio di controllo. Noi donne vogliamo controllare le persone che abbiamo care. Siamo capacissime di manipolarle, abbiamo dei radar raffinatissimi nel cervello, strumenti super sofisticati che l’uomo si sogna. La Provvidenza ce li ha dati per educare, questa è la nostra chiamata, perché “Dio affida l’umanità alla donna, che, prima ancora dell’uomo stesso, vede l’uomo”, come scriveva san Giovanni Paolo II. La tentazione contro cui noi donne dobbiamo combattere è quella dunque del controllo sull’uomo, della sua manipolazione.
                            Quando una donna impara a usare i suoi talenti per servire, non da schiava come scrivevo, ma da volontaria custode di coloro che le sono affidati, la vita intorno a lei fiorisce. Ogni persona viene accolta e si sente valorizzata da uno sguardo materno, che include, che non giudica. È uno sforzo costante che noi donne dobbiamo fare, una lotta contro il nostro perfezionismo.
                            L’uomo al contrario deve imparare a dare di più, a morire, dice san Paolo, perché la sua tentazione invece è quella della fuga, o dell’egoismo, del disimpegno dalla relazione. A me sembra così chiara, lucida, profonda l’analisi di san Paolo. Così rispondente alla verità del cuore dell’uomo, che non capisco come qualcuno possa sentirsene offeso.
                            Bisogna sempre ricordare che l’uomo e la donna sono due creature ferite, che vorrebbero essere amate in modo perfetto, e invece fanno una continua esperienza del proprio limite e del limite dell’altro. La donna con la sua voragine, la sua fragilità, il suo bisogno di conferme, di uno sguardo che le dica che è bella. L’uomo con il suo desiderio di potere, di possesso, di dominio, che deve imparare a essere circonciso, regalato. Che deve trasformarsi in capacità di sacrificio e di prendere i colpi della vita su di sé a difesa dei piccoli.
                            Mi sembra così bella questa dinamica del rapporto di amore tra maschio e femmina, così liberante, che davvero non vedo cosa ci possa essere di offensivo. Penso che solo le ferite del passato, di un tempo in cui alla donna questa accoglienza veniva in qualche modo imposta (anche se sul fatto che essere relegate in casa fosse necessariamente uno svantaggio rispetto a oggi avrei qualcosa da obiettare) possano avere lasciato nervi scoperti, e una sensibilità esasperata. Credo che la sottomissione nel senso di stare sotto a sostegno e di rinunciare alla volontà di controllo per dare la vita sia scritta nel cuore della donna. L’importante è che sia scelta, che sia libera. Che sia abbracciata con gioia.
                            Chissà, magari si apre una stagione di donne sottomesse per scelta, felici, libere di servire non da schiave ma da donne che possono avere tutto, e scelgono la parte migliore.
                            pubblicato il 25 gennaio 2015 su La Croce quotidiana

                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • Vega
                              Opinionista

                              • 04/05/05
                              • 17951

                              #134
                              L’uomo oggi, il marito, il padre è veramente l’assente inaccettabile, come scrive Risè nel suo libro. Và fatto tornare in sé stesso, in modo che possa riappropriarsi di quel ruolo di guida e di autorità all’interno della Famiglia. E la donna (la moglie…la madre….) è fondamentale per questo! Oggi a cosa assistiamo invece? A donne factotum che fanno mille cose, che decidono tutto in famiglia. Specie sui figli, sulle regole, sull’educazione, sulle amicizie eccetera. Non rendendosi conto d’aver spogliato l’uomo dal suo ruolo, dal suo carisma….dalla sua missione principale.
                              E benissimo coglie questo aspetto la Costanza Miriano quando suggerisce la mutua sottomissione nel Signore. Ma lo sapete voi quale danno irreparabile, quali guasti pone in essere una madre che rimprovera ad esempio il padre davanti ai figli? Non si tratta quindi di un arcaico e improbabile ritorno al padre-padrone (Dio ce ne scampi!) ma al rispetto dei ruoli. E’ bellissimo e doveroso discutere di tutto in Famiglia, ci mancherebbe. Ma su certe cose è bene che l’autorità paterna si renda manifesta. Senza per questo che la Madre debba sentirsi sminuita.
                              Cono, prima di tirare fuori il tuo solito vittimismo, ti inviterei a rileggere quanto hai scritto.
                              Se riesci un minimo a renderti conto, hai sì detto qualcosa sul ruolo reciproco, ma il divario fra quanto hai detto "bacchettando le donne\mogli" e quanto hai detto invece sull'uomo\padre è abbastanza notevole. Ce l'hai con le donne "che fanno" e che gestiscono, e hai sottolineato che guai a quella che rimprovera il padre in presenza dei figli, andando a finire sul trito e ritrito comando maschile\paterno.
                              Siccome quando si arriva in certi argomenti e nelle poche occasioni in cui ti sbilanci, pendi sempre a favore dell'uomo e recrimini molto sulle donne. Il che per me è un chiaro sintomo.
                              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24578

                                #135
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Dimmi dove si propugna la tesi che la Donna non debba lavorare, per favore. Dimmi quando la Miriano, Risè, la Chiesa e il sottoscritto parlano della Donna sottomessa, incapace e supìna: No, perché qua si gioca a fare i laici e progressisti mistificando la Verità.
                                Viene solamente sottolineata l’importanza di una riscoperta dei ruoli, all’interno della coppia e della Famiglia. Dove oggi tutto è indistinto e confuso.
                                no Cono, sei tu che devi specificare in cosa concretamente consistano i "ruoli" di "marito" e "moglie" (non padre e madre, che riguardano i rapporti con eventuali figli, e non quelli tra coniugi);

                                una volta che tu sia stato capace di esprimerti chiaramente, si potrà apprezzare se gli status che auspichi implicano un diverso potere tra i coniugi, in concreto;

                                ad ogni modo, guarda che chi legge non è scemo; quando si parla di famiglia tradizionale, non è un mistero che si intenda qualcosa di molto somigliante al patriarcato, che è appunto la tradizione;
                                o vuoi prenderci in giro ?

                                tu hai scritto questo:
                                Oggi a cosa assistiamo invece? A donne factotum che fanno mille cose, che decidono tutto in famiglia. Specie sui figli, sulle regole, sull’educazione, sulle amicizie eccetera. Non rendendosi conto d’aver spogliato l’uomo dal suo ruolo, dal suo carisma….dalla sua missione principale.

                                e non spieghi perché l'autorità maschile debba pesare di più, e la donna non possa fare "mille cose" o "decidere tutto"; ma quando mai tutto ?
                                ma davvero pensi che non si capisca dove va a parare il tuo discorso ?
                                Last edited by axeUgene; 10-02-2016, 13:51.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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