Denaro e felicità

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  • SilviaR
    Sylvia
    • 10/03/12
    • 1139

    #1

    Denaro e felicità

    Vorrei riflettere con voi sul potere del denaro, sul fatto che non faccia la felicità ma sicuramente aiuta a vivere meglio.
    L’altro giorno ho visto uscire dal portone della mia vicina uno psichiatra. Lei è una bella ragazza sposata con figli ma con episodi di depressione che la costringono a stare a letto e dimagrire moltissimo. In giro si dice che la sua depressione sia dovuta ai gravi problemi economici.
    Non mi è chiaro se ci si deprime per mancanza di denaro e di conseguenza di possibilità oppure la depressione è latente in alcune persone predisposte e si manifesta quando ci sono problemi di soldi…chissà…
    L’unica cosa chiara è che con i soldi si vive meglio, si ha la possibilità di fare cose piacevoli e meno tempo per riflettere e piangersi addosso.
    La nonna faceva mille sacrifici, ha avuto 6 figli, faceva la pasta e il pane, andava a prendere l’acqua alla fontana ecc, eppure non si deprimeva anche se soldi ce n’erano pochissimi.
    L’unica differenza che riesco a percepire è che un tempo c’era poco tempo per riflettere, la vita era vissuta pienamente e con sacrificio e sicuramente non c’era il benessere che c’è oggi, che ti porta a desiderare sempre quello che non hai.
    Io sono il problema e io la soluzione
    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #2
    Magari le cose fossero così semplici. Guardi il mondo da un unico punto di vista, il tuo. Ma gli studi psichiatrici sono pieni anche, e sopratutto, di persone benestanti. Guarda quanti divi, invidiato dal volgo, finiscono schiavi di antidepressivi e droghe. Certo che avere tanti soldi è meglio che averne pochi, è una catalanata, ma felicità ed infelicità umana hanno poco a che fare col denaro. A mio parere.
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

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    • meogatto
      Opinionista
      • 06/02/16
      • 5192

      #3
      Beh, il denaro e' sicuramente molto utile e tranquillizzante, resta un pero' un mezzo e ulteriori risultati dipendono dall'utilizzo.
      La mancanza e' destabilizzante.
      Quanto alle depressioni ci si si puo' essere portati, ma, collegate al denaro, non e' il denaro a produrle, almeno le cura, ma lo stress diverso che serve per procurarselo ed eventualmente gestirlo, se necessario.

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      • Misterikx
        whatever..
        • 24/03/05
        • 15327

        #4
        dipende da quali progetti,aspettative,sogni ci si mette in testa per sentirsi "realizzati";
        uno splendido bagno per te stesso? o un´auto sportiva per gli altri (da esibire) o entrambe le cose?

        il rapporto con i soldi é molto personale e individuale persino dentro l´ambito famigliare;
        "cosa spendi ancora soldi per i dischi che ne hai giá tanti!" mi rimproverava mia madre..

        Io personalmente sono libero dal fascino/schiavitú /amore verso il denaro NON me ne frega prorio un accidente l´accumulare
        quel poco che ho in surplus a fine mese lo rimetto in pista con piccole gioie ;dischi,piccolo viaggio,piccolo hotel,piccolo ristorante..
        se avessi il quintuplo allora fare medio viaggio,medio,hotel,ristorante medio..etc
        il centuplo ; gran viggio,grande casa,lusso etc..

        ecco quello che non capisco sono le persone che hanno 1 milione e si privano DELLE PICCOLE GIOIE per arrivare a 2 milioni!
        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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        • BiO-dEiStA
          Eufonista
          • 22/02/10
          • 5403

          #5
          Qui c'è un elenco di gente che, per periodi di tempo più o meno lunghi, ha rinunciato in tutto o in parte al denaro e/o alle comodità moderne. Nessuno di loro sembra particolarmente infelice.
          In particolare ho letto il libro di Mark Boyle, il suo resoconto di un anno vissuto senza il becco di un quattrino. Ci ha messo del tempo per abituarsi, nonostante si fosse preparato, ma ce ne ha messo ancora di più per ritornare alla vita normale.
          Originariamente Scritto da Careful with that
          i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
          Originariamente Scritto da Ned Flanders
          Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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          • SilviaR
            Sylvia
            • 10/03/12
            • 1139

            #6
            Certo è una cosa soggettiva ognuno reagisce in modo diverso e ovviamente la depressione è dovuta a tanti altri fattori, ma vorrei riflettere su quanto influisca il denaro nella manifestazione della malattia.
            Io sono il problema e io la soluzione
            "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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            • meogatto
              Opinionista
              • 06/02/16
              • 5192

              #7
              Mai visto uno che non arriva a fine mese sprizzare gioia.
              Poi puoi scegliere di fare l'homeless, meglio con casa e conto in banca, ma esula dai canoni normali.

              Quanto alla depressione senza soldi manco ti curi, hai i centri di igiene mentale, ma entri in un inferno inferiore.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                Vorrei riflettere con voi sul potere del denaro, sul fatto che non faccia la felicità ma sicuramente aiuta a vivere meglio.
                L’altro giorno ho visto uscire dal portone della mia vicina uno psichiatra. Lei è una bella ragazza sposata con figli ma con episodi di depressione che la costringono a stare a letto e dimagrire moltissimo. In giro si dice che la sua depressione sia dovuta ai gravi problemi economici.
                Non mi è chiaro se ci si deprime per mancanza di denaro e di conseguenza di possibilità oppure la depressione è latente in alcune persone predisposte e si manifesta quando ci sono problemi di soldi…chissà…
                L’unica cosa chiara è che con i soldi si vive meglio, si ha la possibilità di fare cose piacevoli e meno tempo per riflettere e piangersi addosso.
                La nonna faceva mille sacrifici, ha avuto 6 figli, faceva la pasta e il pane, andava a prendere l’acqua alla fontana ecc, eppure non si deprimeva anche se soldi ce n’erano pochissimi.
                L’unica differenza che riesco a percepire è che un tempo c’era poco tempo per riflettere, la vita era vissuta pienamente e con sacrificio e sicuramente non c’era il benessere che c’è oggi, che ti porta a desiderare sempre quello che non hai.
                Vero! Viviamo nella società dei consumi. Molti dei quali ci sono indotti. "Far ripartire i consumi" "Incentivare la spesa delle Famiglie" (i famosi 80 euro...) son tutti slogan e programmi che mettono al centro il dio-denaro. E che in realtà impoveriscono l'Uomo. La sue essenza più vera.
                amate i vostri nemici

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                • Misterikx
                  whatever..
                  • 24/03/05
                  • 15327

                  #9
                  Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio

                  Quanto alla depressione senza soldi manco ti curi, hai i centri di igiene mentale, ma entri in un inferno inferiore.
                  é vero non ci avevo pensato

                  dai peró ci sono i Forum dove ti registri resti completamente anonima(percaritá non si sa mai) ed é aggrattisse!

                  Axe dovrebbe chiedere una sovvenzione..
                  Last edited by Misterikx; 13-06-2016, 10:31.
                  " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                  • arecata
                    • 03/04/13
                    • 5519

                    #10
                    Eccomi

                    1°) non avete considerato bene (o affatto) l'eventualità che la signora depressa dell'incipit possa essere stata 'scaraventata' in una situazione di disagio economico da una situazione assai brillante e scevra di tali preoccupazioni che attualmente l'affliggono. Magari il tracollo è dovuto a cause non diperndenti dalla sua volontà, imprevedibili e che oggi la vedono coinvolta in prima persona, magari come responsabile.

                    2°) circa la U.O.S.M. (unità operativa salute mentale) o C.S.M. (centro salute mentale) c'è da rilevare che i sanitari neo assunti sono assai volenterosi, ma con il tempo le cose cambiano e ve ne spiego la ragione.

                    In Italia una malattia venerea è considerata "un incidente di percorso" e se la "vittima" è un maschio, è quasi una ragione di merito e di vanto... mentre anche la più insignificante depressione esogena, che dovesse necessitare di un ausilio farmacologico, viene considerata alla stregua di "malattia mentale alienante" ovvero insania o pazzia, che dir si voglia.
                    Per questo motivo si parla, magari con il medico di base, in terza persona, adducendo che un cugino, uno zio ha "questo" problema e ci si fa indirizzare da un medico privato che, per giustificare meglio la sua alta parcella, riempirà di inutili farmaci la sua prescrizione.

                    Questo, potendo pagare l'onorario del professionista, è quanto prediligono mediamente gli italiani.

                    Chi, allora si rivolge alla struttura pubblica? Due categorie, fondamentalmente, la prima composta da persone indigenti (e per lo più con un modesto livello culturale), che non ha altre alternative alla malattia, la seconda da qyelle persone che abbisognano di una certificazione da esibire che solo la struttura pubblica può rilasciare.

                    Ecco che il neo-assunto sanitario che dicevo prima, non riesce, con il tempo, a fare un distinguo e per lui gli utenti diventano 'quasi' oggetti alla catena di montaggio....
                    Pánta rhêi hōs potamós

                    arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                    • follemente
                      Opinionista

                      • 22/12/09
                      • 11727

                      #11
                      Per rispondere a Silvia, credo che il problema economico incida sulla malattia come un qualsiasi altro problema di difficile o impossibile soluzione, in altre parole, può anche essere determinante.

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                      • meogatto
                        Opinionista
                        • 06/02/16
                        • 5192

                        #12
                        Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
                        é vero non ci avevo pensato

                        dai peró ci sono i Forum dove ti registri resti completamente anonima(percaritá non si sa mai) ed é aggrattisse!

                        Axe dovrebbe chiedere una sovvenzione..
                        Ti serve comunque un dispositivo e una rete che gratis non sono.

                        E poi i consumi tuoi sono il lavoro e il pane quotididiano di altri.
                        Visto che non e' il cielo a nutrirci, vestirci e darci un riparo come i migranti clandestini o meno ogni giorno evidenziano checche' i credenti affermino contro natura e fuori luogo.

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                        • Durante
                          Opinionista
                          • 16/11/08
                          • 2103

                          #13
                          Quello che mi sorprende degli uomini è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in tale maniera che non riescono a vivere, ne il presente ne il futuro. Vivono come se non dovessero mai morire e muoiono come non avessero mai vissuto.

                          Tenzin Gyatso.

                          Comment

                          • SilviaR
                            Sylvia
                            • 10/03/12
                            • 1139

                            #14
                            Originariamente Scritto da Durante Visualizza Messaggio
                            Quello che mi sorprende degli uomini è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in tale maniera che non riescono a vivere, ne il presente ne il futuro. Vivono come se non dovessero mai morire e muoiono come non avessero mai vissuto.

                            Tenzin Gyatso.
                            Perfetto!
                            La cosa più grave è non vivere, ma in fondo chi può dire con esattezza cosa significa vivere?
                            Tante volte, guardandomi indietro, mi sono chiesta se veramente avessi fatto io quella determinata cosa...evidentemente quando l'ho fatta non c'ero.
                            Io sono il problema e io la soluzione
                            "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

                            Comment

                            • Durante
                              Opinionista
                              • 16/11/08
                              • 2103

                              #15
                              La cosa più grave è non vivere, ma in fondo chi può dire con esattezza cosa significa vivere?
                              Tante volte, guardandomi indietro, mi sono chiesta se veramente avessi fatto io quella determinata cosa...evidentemente quando l'ho fatta non c'ero.

                              Eri presente, ma siccome la nostra mente per certi versi pensa e fa agire in un modo particolare, tanto per portare un esempio la vita che conduciamo ci fa ragionare come dinamica a mo di codice binario, siccome la complessa natura psichica nella sua evoluzione ci ha plasmato di una coscienza ed essa ci induce a fare delle riflessioni che chiamiamo esame di coscienza, ecco che avviene un rifiuto di quella determinata cosa che stentiamo a credere che si possa avere compiuto. Siamo piuttosto difficili e soprattutto conflittuali con noi stessi, ed è per questo che agiamo così.

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