Denaro e felicità

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  • Misterikx
    whatever..
    • 24/03/05
    • 15327

    #16
    stamattina osservavo la stanza,bagno etc dell hotel e pensavo se era casa mia..certo che vivere in un hotel 4 stelle aiuta a vivere meglio!
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #17
      Se stai bene con te stesso, con gli Altri e con Dio, puoi vivere dove vuoi, anche in una catapecchia e sei felice
      amate i vostri nemici

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      • Imihet
        Opinionista
        • 22/06/16
        • 2

        #18
        E' ovvio che la maggior parte delle persone desidera sempre ciò che non ha, non solo riguardo al denaro, ma questo non per vizio o altro semplicemente si punta a qualcosa più in alto, come un livello successivo, per darsi anche un obbiettivo da raggiungere. Magari si puoi fare piccoli viaggi, piccoli hotel e tutto quello che vuoi ma se ti ci impegni per raggiungere quel "GRAN" fidati di me che varrà molto di più di tutti quei "piccoli" che ti potevi fare, perchè non solo è una cosa più "raffinata" ma hai anche la soddisfazione di aver raggiunto quell'obbiettivo. In quanto "depressione" del denaro, ovvio che esiste, la maggior parte delle volte si tende a guardare nell'erba del vicino e l'idea che quell'obbiettivo sia impossibile ci manda in depressione (ovviamente è soggettivo); oppure nel caso in cui è caso grave, tipo che arrivi al punto di non riuscire a pagare le bollette e magari hai anche dei figli da mantenere, si tende anche ad esagerare con il lavoro e questo comporta stanchezza, meno vita sociale, e la maggior parte delle volte depressione

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #19
          Ciao, benvenuto sul forum! Tutte cose esatte, quelle che dici: Il denaro, in sè, è cosa buona. Diventa micidiale quando lo mettiamo al centro di tutte le cose. Quando lo veneriamo come un totem.
          amate i vostri nemici

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          • meogatto
            Opinionista
            • 06/02/16
            • 5192

            #20
            ecco quello che non capisco sono le persone che hanno 1 milione e si privano DELLE PICCOLE GIOIE per arrivare a 2 milioni!
            Mediamente il milione non esiste di per se, ma normalmente a fronte di una impresa e del rischio collegato che ti puo' mandare sotto di 3 milioni.
            Direi che quindi sia la gestione di impresa a limitarti, non tanto il cercare due milioni, poi e' normale che un capitale di rischio ben investito e gestito produca altro denaro.
            Solo che lo stress del rischio e la buona gestione macinano tempo ed energia per cui i soldi alla fine se li gode il parentado.

            Tra l'altro una impresa che non guadagna e non produce un incremento degli utili e' praticamente fallita e solo per esistere devi dimostrare di guadagnare.

            In ogni caso il denaro viaggia con il rischio e con la catena del valore, la filiera di impresa che alla fine produce alti incassi, in cui ci si inserisce.
            Si guadagna molto anche andando a spegnere pozzi incendiati, o facendo il palombaro sempre inseriti in un contesto che produce utili tali da pagare tutto l'ambaradan che lo sostiene.
            Last edited by meogatto; 06-07-2016, 18:52.

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            • Misterikx
              whatever..
              • 24/03/05
              • 15327

              #21
              DENARO E FELICITÁ




              La modella Patrizia Bonetti è solo l'ultima di tante donne che nel corso del tempo hanno accompagnato la vita sentimentale di Stefano Ricucci, arrestato nell'ambito di un'inchiesta sulle fatture false. Dopo le prime nozze con Linda Maria Imperatori, l'imprenditore ha sposato Anna Falchi, nel 2005. Poi l'amore con l'indossatrice Claudia Galanti, l'ex Miss Eleganza Debora Salvalaggio, e la figlia di Umberto Tozzi, Natasha
              L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, per i reati di emissione …



              MISS ELEGANZA!!
              io rosicone ma voi mignottone di alto rango!
              " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #22
                Vedi Giuseppe, hanno tanti soldi, tante donne, tanta fama e notorietà....Eppure non sono felici. Anzi, arrivano pure a delinquere!
                amate i vostri nemici

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70461

                  #23
                  Mi ero persa questa discussione.
                  Bah, non ho mai pensato che il denaro possa costituire fonte di felicità. Ma è pur vero che la mancanza di mezzi di sussistenza spesso porta alla depressione. PErsonalmente però sposterei la questione dal denaro in sè. Se si potesse vivere e mantenersi senza dover usare i soldi neppure ci si porrebbe il problema.
                  Penso a tutte quelle persone che si suicidano per problemi economici. Lì non è la questione denaro in sè che trascina la gente nel baratro, ma la consapevolezza di non essere in grado di mantenersi, di mantenere la propria famiglia. E' il senso del fallimento. Chi è povero non ci pensa al suicidio. Pensa a sopravvivere, a trovare un tozzo di pane per i propri figli. Il povero gioisce di ogni piccolo dono perché per lui è già tantissimo.
                  Per questo sono convinta che la depressione sia molto più legata al benessere, piuttosto che alla mancanza di denaro. E' appannaggio di chi è abituato a vivere bene e non trova nulla che gli regali nuovi stimoli. Se porti un povero al cinema per lui sarà un evento di grande gioia. Per uno che magari al cinema ci va tutte le settimane, sarà magari fonte di noia. Un esempio banale ma per far capire come nella depressione il vero problema sia la capacità o meno di essere felici.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                  Comment

                  • meogatto
                    Opinionista
                    • 06/02/16
                    • 5192

                    #24
                    Nella scala dei bisogni il povero li deve soddisfare i bisogni primari e tutto cio' che arriva e' guadagnato.
                    Pero', soddisfatti i bisogni primari, si entra nella fase in cui sono richieste certezze e stabilita', un bisogno anche questo senza cui e' come non mangiare al livello 1.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #25
                      La Felicità dell'Uomo non dipende dal suo conto in banca.
                      amate i vostri nemici

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24582

                        #26
                        a parte cause organiche di depressione, che incidono sempre in qualche misura nei casi importanti, le persone sono infelici quando non possono dare un orizzonte al loro desiderio;

                        chi è in costante stato di emergenza - povero o ricco che sia, ma ovviamente al povero capita molto più spesso - è costantemente sollecitato alla reazione adrenalinica, come fosse drogato, e rimuove quel piano a favore dell'immediato; una condizione di stress che aiuta a sopravvivere ma si paga nel lungo periodo;

                        un caso tipico sono le fughe in avanti di chi si trova al confine, borderline; è frequentissimo osservare persone in condizioni precarie, disoccupati, tossici, e in genere persone con uno status pencolante che incredibilmente prendono iniziative inconsapevolmente dirette ad incrementare ulteriormente lo squilibrio, magari hanno tanti figli o fanno investimenti azzardati; quanti ne ho conosciuti...
                        lo stato di continua emergenza vitale stimola una reazione che impedisce al piano del desiderio di emergere;

                        nel caso della ricchezza, è possibile, soprattutto se acquisita improvvisamente da chi non abbia familiarità con quella condizione, un sovraccarico di conflitti esistenziali, perché gli orizzonti del proprio desiderio non collimano più con la realtà;
                        l'abbattimento del limite, posso avere ciò che voglio, rivela la mancata elaborazione delle proprie priorità e quindi genera angoscia; anche il desiderio inconscio di recuperare la propria dimensione originaria, e razzolare nel cortile a cui si è abituati;

                        basta pensare alla frequenza con cui ex-poveri diventati ricchissimi si rovinano e indebitano, compiendo sciocchezze che a qualsiasi persona dotata di buon senso appaiono incredibili; è ovvio che in quei casi agisce una nevrosi da incapacità di rielaborare la propria identità desiderante, perché alla nuova condizione non corrisponde una postura in grado di immaginare e organizzare l'interazione col mondo;

                        una persona deve potersi alzare al mattino con la speranza che gli accada qualcosa di bello e la possibilità di immaginare azioni per contribuire a quello sviluppo;
                        se non sa cosa fare, non può progettare, immaginare una gioia - che può benissimo essere altruistica, anche una ricchezza filantropica è gratificante - subentrano l'angoscia e la depressione;

                        ma il motivo è la rimozione originaria del confronto col proprio desiderio; se questo, per tanti motivi, si è fissato su oggetti feticcio, che possono subito apparire come tali, ma anche sembrare invece degni - persino il lavoro, la famiglia o i figli possono essere un feticcio - l'improvvisa rivelazione della loro inadeguatezza apre la porta ad un'angoscia con cui non ci si è mai confrontati, e che perciò sgomenta.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #27
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          una persona deve potersi alzare al mattino con la speranza che gli accada qualcosa di bello e la possibilità di immaginare azioni per contribuire a quello sviluppo;
                          se non sa cosa fare, non può progettare, immaginare una gioia - che può benissimo essere altruistica, anche una ricchezza filantropica è gratificante - subentrano l'angoscia e la depressione;
                          E' vero. Infatti, nel periodo in cui andavo dallo psicologo, lui mi incoraggiava sempre ad immaginare un futuro diverso, anche lontano nel tempo. Per uscire dalle crisi depressive la progettualità è fondamentale. Il sentirsi bloccati è quello che letteralmente ti schianta. E certo, la mancanza di denaro è per molti versi un blocco.
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70461

                            #28
                            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                            E' vero. Infatti, nel periodo in cui andavo dallo psicologo, lui mi incoraggiava sempre ad immaginare un futuro diverso, anche lontano nel tempo. Per uscire dalle crisi depressive la progettualità è fondamentale. Il sentirsi bloccati è quello che letteralmente ti schianta. E certo, la mancanza di denaro è per molti versi un blocco.
                            io la vedo in modo diverso. Tu eri depressa e non hai mai avuto problemi per la mancanza di denaro.
                            Il mio compagno ha problemi di depressione ma non ha mai avuto il minimo problema economico.
                            Mia madre ha fatto la depressa per una vita quando in casa entravano un sacco di soldi e li spendevano tutti in alcolici, fumo e cene fuori, continuando a lamentarsi di tutto. Ora che vivono con la sociale di mio padre (perché lei ancora non è in età da pensione) e chiedendo soldi a me non ha più tempo per deprimersi.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24582

                              #29
                              nell'osservazione della psicologia clinica - non in psicanalisi, eh... - la depressione sembra fortemente correlata all'investimento di un'ingente quantità di energia per controllare e rimuovere pulsioni, con la costruzione di una dispendiosa gabbia nevrotica; col risultato di sottrarre quell'energia ad attività nella norma.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • SilviaR
                                Sylvia
                                • 10/03/12
                                • 1139

                                #30
                                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                                Mi ero persa questa discussione.
                                Bah, non ho mai pensato che il denaro possa costituire fonte di felicità. Ma è pur vero che la mancanza di mezzi di sussistenza spesso porta alla depressione. PErsonalmente però sposterei la questione dal denaro in sè. Se si potesse vivere e mantenersi senza dover usare i soldi neppure ci si porrebbe il problema.
                                Penso a tutte quelle persone che si suicidano per problemi economici. Lì non è la questione denaro in sè che trascina la gente nel baratro, ma la consapevolezza di non essere in grado di mantenersi, di mantenere la propria famiglia. E' il senso del fallimento. Chi è povero non ci pensa al suicidio. Pensa a sopravvivere, a trovare un tozzo di pane per i propri figli. Il povero gioisce di ogni piccolo dono perché per lui è già tantissimo.
                                Per questo sono convinta che la depressione sia molto più legata al benessere, piuttosto che alla mancanza di denaro. E' appannaggio di chi è abituato a vivere bene e non trova nulla che gli regali nuovi stimoli. Se porti un povero al cinema per lui sarà un evento di grande gioia. Per uno che magari al cinema ci va tutte le settimane, sarà magari fonte di noia. Un esempio banale ma per far capire come nella depressione il vero problema sia la capacità o meno di essere felici.
                                Io ho acquisito la consapevolezza che per la gente "normale" il denaro può fare la differenza. Copre tanti problemi specialmente a livello affettivo.
                                Conosco una donna che anni fa era continuamente depressa a causa del lavoro precario del marito, voleva separarsi ma non lo faceva perché non aveva mezzi di sostentamento e per condizionamenti vari, successivamente le cose sono migliorate notevolmente e così hanno iniziato a viaggiare, ad uscire, a fare le vacanze...adesso sta benissimo, sembra ringiovanita e nuovamente innamorata del marito.
                                Io sono il problema e io la soluzione
                                "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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