Censis, senza stranieri l’Italia invecchia e perde imprese

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  • Yele
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    • 16/08/16
    • 6082

    #1

    Censis, senza stranieri l’Italia invecchia e perde imprese

    Censis, senza stranieri l’Italia invecchia e perde imprese

    Senza stranieri l’Italia sarebbe un Paese vecchio, due bambini su dieci non nascerebbero e perderemmo più di 400 mila imprese. A dirlo è il Censis, Centro studi investimenti sociali, che in un report prova a immaginare la realtà italiana al netto del fattore immigrazione.

    Se nel quotidiano significa dire addio al ristorante etnico dietro l’angolo, al multilinguismo sull’autobus il lunedì mattina o al panettiere egiziano sotto casa, a livello nazionale si parla della scomparsa di 5 milioni di persone, di 2,6 milioni di giovani e di un calo della natalità senza precedenti.

    Il perché lo raccontano i numeri: in Italia le nascite da almeno un genitore straniero segnano +4%, dal 2008 al 2015, mentre quelle da genitori italiani diminuiscono del 15,4%. In pratica, senza immigrati, il 20% delle nostre culle sarebbe vuoto. Di conseguenza anche migliaia di banchi di scuola andrebbero deserti. Sparirebbero circa 35 mila classi negli istituti pubblici e saremmo costretti a rinunciare a 68 mila insegnanti.

    Una voragine si aprirebbe nel mercato del lavoro dove mancherebbero badanti, domestici e piccoli imprenditori. La perdita dei migranti significherebbe rinunciare a 693 mila lavoratori nelle case degli italiani (il 77% del totale), persone che integrano con servizi a basso costo le mancanze del welfare pubblico.
    Anche il mondo della piccola impresa soffrirebbe la scomparsa di cinesi, egiziani o indiani, gli unici titolari a crescere in numero in questi anni. Nel primo trimestre del 2016 sono arrivati a quota 449 mila, rappresentando il 14% del totale con un aumento del 49% dal 2008. Un trend ben diverso rispetto alle aziende a guida italiana che diminuiscono dell’11,2%. Per il Censis, in breve, gli stranieri sono una risorsa.

    Lavorano, pagano le tasse e solo l’1% di loro percepisce una pensione. Stiamo parlando di 141 mila pensionati stranieri contro 16 milioni di italiani. La ricerca vuole così dimostrare che, nonostante il numero complessivo di ospiti nelle strutture di prima e seconda accoglienza sia arrivato a 123 mila negli ultimi giorni, chi sceglie di rimanere sul territorio nazionale riesce ad integrarsi.

    L’Italia con le sue 197 comunità straniere ha sviluppato quello che il Censis definisce un ‘modello di integrazione molecolare’ dove non esistono concentrazioni della popolazione straniera tali da creare “etnodisagio”. Nel nostro Paese non si registrano così quei fenomeni di ghettizzazione che hanno interessato le banlieu parigine o le periferie del nord Europa.

    Dei 146 comuni italiani sopra i 50 mila abitanti, solo 74 hanno un’incidenza di stranieri sulla popolazione che supera la media nazionale. Al Sud il primato va a Olbia in Sardegna, con il 9,7% di residenti stranieri, seguita da Vittoria in Sicilia, con il 9,1%. Al Nord invece Brescia e Milano staccano le altre città con il 18,6%. Il centro studi parla quindi di un modello Italia «non conflittuale, da replicare anche per il futuro per le seconde e le terze generazioni».

     di Diana Cavalcoli Senza stranieri l’Italia sarebbe un Paese vecchio, due bambini su dieci non nascerebbero e perderemmo più di 400 mila imprese. A dirlo è il Censis, Centro studi investimenti sociali, che in un report prova a immaginare la realtà italiana al netto del fattore immigrazione. Se...
  • meogatto
    Opinionista
    • 06/02/16
    • 5192

    #2
    Ma, con masse esterne che non ti producono reddito perche' mancano i posti lavorativi dove metterli, hai il doppio problema di mantenere vecchi e disoccupati.
    Quindi, cosa che si evita di fare, certe immissioni vanno correlate ai tassi di crescita dei posti di lavoro, nemmeno direttamente collegati al pil che puo' crescere con limitata crescita di posti.

    Rilevante anche il tipo di cultura immessa che dovrebbe essere coerente con il sistema dove la si inserisce.

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    • Yele
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      • 16/08/16
      • 6082

      #3
      Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
      Ma, con masse esterne che non ti producono reddito perche' mancano i posti lavorativi dove metterli, hai il doppio problema di mantenere vecchi e disoccupati.
      Non capisco cosa vuoi dire.
      Gli anziani hanno le pensioni, però occorrono i giovani che lavorano, per pagare le pensioni. L'analisi mette in evidenza che,a quanto pare, ci sarebbero posti di lavoro scoperti, senza i migranti. Infatti gli italiani a fare certi lavori non ci vanno.

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      • meogatto
        Opinionista
        • 06/02/16
        • 5192

        #4
        Ma i giovani lavorano se ci sono aziende che assumono e assumono perche' vendono e guadagnano.
        Se tali aziende e conseguenti assunzioni non ci sono, non a caso hai un 16% di disoccupazione interna, della maggior manodopera estera che ci fai, una volta riempiti i pochi posti di manovalanza, cosa fatta da tempo con i 5 milioni di immigrati storici, gia' ampiamente in surplus pure loro?

        Ti ritrovi solo una massa ciondolante e improduttiva che ti aumenta le problematiche interne e che non avendo retroterra devi mantenere come vediamo viene fatto.

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        • Yele
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          • 16/08/16
          • 6082

          #5
          Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
          Ma i giovani lavorano se ci sono aziende che assumono e assumono perche' vendono e guadagnano.
          Se tali aziende e conseguenti assunzioni non ci sono, non a caso hai un 16% di disoccupazione interna, della maggior manodopera estera che ci fai, una volta riempiti i pochi posti di manovalanza, cosa fatta da tempo con i 5 milioni di immigrati storici, gia' ampiamente in surplus pure loro?

          Ti ritrovi solo una massa ciondolante e improduttiva che ti aumenta le problematiche interne e che non avendo retroterra devi mantenere come vediamo viene fatto.
          Da quali dai evinci che gli stranieri hanno già coperto i "posti di manovalanza" ? perchè a me non risulta affatto.
          Il problema è che se gli imprenditori italiani non creano posti di lavoro per personale qualificato, ma solo posti a bassa qualifica, gli italiani con una buona formazione, per quanto siano pochi (abbiamo meno laureati di tutti gli altri paesi Europei), non lo troveranno mai un lavoro adeguato, quindi dovranno sempre o andare all'estero oppure adattarsi a lavori meno qualificati.
          I posti a bassa qualifica ci sono, il problema è creare posti di lavoro per persone qualificate.



          E mancano pure figure specializzate in certi settori

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          • meogatto
            Opinionista
            • 06/02/16
            • 5192

            #6
            Anche dire stranieri e' ambiguo perche hai il naufrago senegalese e lo sceicco saudita a caccia di investimenti proficui con al seguito il libretto degli assegli e pronto a spendere decine di milioni nel tuo contesto se gli offri affari di soddisfazione.
            Quindi dire stranieri cosa si vuol significare? i primi, o i secondi che, avendo finito la capacita' di investimento interno, ci servono come il pane, sicuramente piu' di altre bocche da nutrire e che non si sa dove mettere.

            Dal fatto che la spiaggia e le strade pullulano di venditori abusivi e mendicanti e che di notte dormono nelle barche.
            Con tutti questi posti, ben pagati, anche se pesantucci, farebbero altro, ne genererebbero le tendopoli, da inferno dei vivi, di raccoglitori a due euro l'ora, se te li danno.

            Non basta dire "i posti a bassa qualifica ci sono", serve il quanti sono a fronte di quale offerta.
            Se disponi di 500.000 posti con 3 milioni di richiedenti hai un problema, piu' grosso se generano un reddito da fame che in parte viene pure esportato.
            Last edited by meogatto; 22-08-2016, 14:49.

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            • Yele
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              • 16/08/16
              • 6082

              #7
              nell'articolo che ho postato, le informazioni ci sono... forse non l'hai letto bene

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              • meogatto
                Opinionista
                • 06/02/16
                • 5192

                #8
                Sono sempre valutazioni di previsione su assunti che nulla sta a dire saranno verificati.
                Comunque di immigrati ce ne sta un serbatoio infinito, tale, nel caso, da introdurre manodopera al momento del bisogno, bisogno non presente qui nelle condizioni di ora, avendo pure un surplus storico da collocare.
                Quando ci saranno fabbriche in cerca di facchini che non si trovano sul posto bastera' dare i visti presso i consolati locali.
                Per ora sono le fabbriche a trasferirsi in bangladesh, turchia, slovenia, austria, romania, polonia, albania etc per i noti motivi che non comprendono la scarsezza di lavoratori locali.

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                • Yele
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                  • 16/08/16
                  • 6082

                  #9
                  Queste non sono previsioni:

                  Una voragine si aprirebbe nel mercato del lavoro dove mancherebbero badanti, domestici e piccoli imprenditori. La perdita dei migranti significherebbe rinunciare a 693 mila lavoratori nelle case degli italiani (il 77% del totale), persone che integrano con servizi a basso costo le mancanze del welfare pubblico.
                  Anche il mondo della piccola impresa soffrirebbe la scomparsa di cinesi, egiziani o indiani, gli unici titolari a crescere in numero in questi anni. Nel primo trimestre del 2016 sono arrivati a quota 449 mila, rappresentando il 14% del totale con un aumento del 49% dal 2008. Un trend ben diverso rispetto alle aziende a guida italiana che diminuiscono dell’11,2%. Per il Censis, in breve, gli stranieri sono una risorsa.

                  Lavorano, pagano le tasse e solo l’1% di loro percepisce una pensione. Stiamo parlando di 141 mila pensionati stranieri contro 16 milioni di italiani. La ricerca vuole così dimostrare che, nonostante il numero complessivo di ospiti nelle strutture di prima e seconda accoglienza sia arrivato a 123 mila negli ultimi giorni, chi sceglie di rimanere sul territorio nazionale riesce ad integrarsi.

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                  • meogatto
                    Opinionista
                    • 06/02/16
                    • 5192

                    #10
                    Ma li dovresti eliminare tutti per avere il disservizio, mentre anche i piu' accaniti si riferiscono agli eccedenti il fabbisogno collocato che l'articolo quantifica in 693+449, diciamo 1,5 milioni con gli sparsi, con le famiglie a carico diciamo 4 milioni.
                    Di quelli in piu', presenti storicamente e nuovi, che ci fai oltre a vedere manovalanza dello spaccio, prostituzione e ospiti costosi?

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                    • Yele
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                      • 16/08/16
                      • 6082

                      #11
                      Sì ma io ti ho chiesto una fonte, un dato che avvalori quello che dici

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                      • meogatto
                        Opinionista
                        • 06/02/16
                        • 5192

                        #12
                        Ho usato la tua fonte che e' gia' esplicativa.
                        Comunque gli immigrati non sono nei miei sogni e occasionalmente capita di leggere articoli come i tuoi, nel caso analizzavano il fabbisono fino al 2050 cercando di rendere favorevoli all'immigrazione.
                        Cosa uguale al tuo articolo, solo che in entrambi si prescindeva dall'effettivo fabbisogno numerico in contesti reali in essere, o addivenire legati a previsioni tutte da realizzarsi.

                        Nessuno aveva previsto una europa in recessione, solo crescita si prevedeva.
                        Come e' andata e' storia.

                        Le conseguenze attuali dellimmigrazione attuale e del residuo storico tutti le vedono, per il futuro sara' il futuro ad illustrare, ma qui ed ora la situazione non e' quella che si vorrebbe far vedere se non per una frazione sistemata da anni.
                        L'eccedenza non e' collocabile ed anche una sistemazione di fortuna crea notevoli problemi logistici.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #13
                          Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                          L'eccedenza non e' collocabile ed anche una sistemazione di fortuna crea notevoli problemi logistici.
                          questa è una valutazione politica, per cui un paese di 60 mln non può, nel senso che non vuole; dove chi ha 100 desiderando 200 o 500 non è disposto a privarsi di 1 per chi non ha niente; col sottinteso che quelli si inculino o crepino; di solito, queste posizioni sono perdenti e vengono sommerse.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • meogatto
                            Opinionista
                            • 06/02/16
                            • 5192

                            #14
                            Ospitarli in casa propria non e' aspirazione di nessuno, gia' i parenti dopo tre giorni puzzano, gli estranei, a prescindere dalla provenienza, molto prima.
                            Anche mantenerli non sembra cosi' agevole, visto che a tale scopo e' stato chiesto uno sforamento del debito pubblico, cosa che in quota parte li mette a carico di tutti, un tutti che quindi quell'uno che dici lo pagano in interessi sul debito e piu' ancora sui virgulti che, a babbo morto, si troveranno loro a pagare tale debito tanto infausto se fatto per usi interni, ma tanto dolce per mantenere i foresti e foraggiare le coop.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #15
                              Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                              Ospitarli in casa propria non e' aspirazione di nessuno, gia' i parenti dopo tre giorni puzzano, gli estranei, a prescindere dalla provenienza, molto prima.
                              Anche mantenerli non sembra cosi' agevole, visto che a tale scopo e' stato chiesto uno sforamento del debito pubblico, cosa che in quota parte li mette a carico di tutti, un tutti che quindi quell'uno che dici lo pagano in interessi sul debito e piu' ancora sui virgulti che, a babbo morto, si troveranno loro a pagare tale debito tanto infausto se fatto per usi interni, ma tanto dolce per mantenere i foresti e foraggiare le coop.
                              un costo lo devi sostenere comunque, anche per impedire l'ingresso o "aiutarli a casa loro", che significa fare guerre in loco, investire, fare la grande potenza;

                              perciò, o raccogli la sfida in grandezza e rilanci, prendendola come opportunità, o soccombi, perché l'assetto attuale ti vede perdente, sommerso; se non è oggi, è domani mattina.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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