Vedo sui social una levata di scudi per la santificazione di madre Teresa. Io non mi scalderei più di tanto: pensate che tra qualche decennio faranno santo Paolo Brosio.
Nuovi santi
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Non ho nulla contro la convinzione del Vaticano della necessità di creare con una certa e insolita frequenza Santi.
Ho perso il conto di quante persone siano state santificate negli ultimi anni.
Tanto premesso condividendo il contenuto del post di Treccagnoli su Madre Teresa di Calcutta la cui dedizione ai malati non è in discussione, vorrei aggiungere una mia considerazione (del tutto personale) che prescinde dai requisiti previsti dal regolamento clericale.
Non so di "miracoli" compiuti attraverso tale religiosa, che legittimerebbero la sua ascesa al ruolo di Santa, ma so abbastanza di una modalità di risoluzione del l'ansia impiegata in psichiatria, chiamata "sublimazione".
In breve, si tratta di spostare verso Dio e la religione la propria vita, per acquisire una sorta d'immunità dalle sofferenze proprie dallo stare al mondo. Esempi significativi del passato, senza fare nomi, li troviamo in molti soggetti diventati, magari a ragione, santi.
Più recentemente abbiamo letto dalle cronache di una conosciuta attrice (Claudia Koll) e del non meno noto giornalista Brosio. L'interpretazione psico dinamica del loro modo di vivere, lontano dai riflettori mondani che aveva caratterizzata la loro vita, è fortemente indicativa e aderente al comportamento proprio della "sublimazione".
Non nascondo che nei confronti di suor Teresa ho sempre nutrito una certa perplessità che, a prescindere dal suo modo di interpretare il dolore messo in evidenza da Treccagnoli, non me l'ha resa eccessivamente simpatica. Da "grande", il suo decisionismo, la sua freddezza (e parlo di gelo) nei confronti di un male contagioso e deturpante, mi hanno spinto a indagare sulle cause di una scelta di vita così fortemente pericolosa, frustrante, difficile, tanto più se si considera il suo aspetto minuto, insignificante, sgraziato, decisamente bruttino. Tante ragazze (non tutte!) non di bello aspetto, piuttosto che sentirsi rifiutate, scelgono i voti religiosi. Potrebbe ricorrervi anche il caso di Teresa di Calcuttta. Ma, in fondo, non è questo che conta, si valutano le persone per quello che fanno nella loro vita, non sui motivi. Questo, alla fine, addolcisce il pensiero severo che ho espresso sulla prossima nuova Santa. Non è tra i miei compiti decidere chi sia in odore di Santità, ma non posso prescindere dalla mia inclinazione a continuare a studiare i comportamenti delle persone.Pánta rhêi hōs potamós
arecata è il 2° nick-name di Blasel
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Ci sono personalità che hanno meriti per innalzarli a Santi e altre personalità stranamente i meriti da farli Santi sarebbero stati discutibili. Gradirei a chi fosse interessato a fare una ricerca su Ipazia e su Cirillo D'Alessandria d'Egitto. E' ovvio come già detto non è il solo personaggio riguardo alla valutazione dei meriti stando agli storici dell'epoca e dotte personalità di ogni secolo.
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“Sarà difficile per noi chiamarla “Santa”. Rimarrà sempre “Madre Teresa” ha detto ieri Papa Francesco: Madre dei poveri, degli ultimi, dei diseredati…..Originariamente Scritto da arecata Visualizza MessaggioNon ho nulla contro la convinzione del Vaticano della necessità di creare con una certa e insolita frequenza Santi.
Ho perso il conto di quante persone siano state santificate negli ultimi anni.
Tanto premesso condividendo il contenuto del post di Treccagnoli su Madre Teresa di Calcutta la cui dedizione ai malati non è in discussione, vorrei aggiungere una mia considerazione (del tutto personale) che prescinde dai requisiti previsti dal regolamento clericale.
Non so di "miracoli" compiuti attraverso tale religiosa, che legittimerebbero la sua ascesa al ruolo di Santa, ma so abbastanza di una modalità di risoluzione del l'ansia impiegata in psichiatria, chiamata "sublimazione".
In breve, si tratta di spostare verso Dio e la religione la propria vita, per acquisire una sorta d'immunità dalle sofferenze proprie dallo stare al mondo. Esempi significativi del passato, senza fare nomi, li troviamo in molti soggetti diventati, magari a ragione, santi.
Più recentemente abbiamo letto dalle cronache di una conosciuta attrice (Claudia Koll) e del non meno noto giornalista Brosio. L'interpretazione psico dinamica del loro modo di vivere, lontano dai riflettori mondani che aveva caratterizzata la loro vita, è fortemente indicativa e aderente al comportamento proprio della "sublimazione".
Non nascondo che nei confronti di suor Teresa ho sempre nutrito una certa perplessità che, a prescindere dal suo modo di interpretare il dolore messo in evidenza da Treccagnoli, non me l'ha resa eccessivamente simpatica. Da "grande", il suo decisionismo, la sua freddezza (e parlo di gelo) nei confronti di un male contagioso e deturpante, mi hanno spinto a indagare sulle cause di una scelta di vita così fortemente pericolosa, frustrante, difficile, tanto più se si considera il suo aspetto minuto, insignificante, sgraziato, decisamente bruttino. Tante ragazze (non tutte!) non di bello aspetto, piuttosto che sentirsi rifiutate, scelgono i voti religiosi. Potrebbe ricorrervi anche il caso di Teresa di Calcuttta. Ma, in fondo, non è questo che conta, si valutano le persone per quello che fanno nella loro vita, non sui motivi. Questo, alla fine, addolcisce il pensiero severo che ho espresso sulla prossima nuova Santa. Non è tra i miei compiti decidere chi sia in odore di Santità, ma non posso prescindere dalla mia inclinazione a continuare a studiare i comportamenti delle persone.
Vien da chiedersi: Ma chi sono i Santi? Perché la Chiesa ne propone così tanti? Certo non sono dei Supermen o delle Wonderwomen, Nicola. Niente di tutto questo. Hanno carne, ossa, fragilità e debolezze in tutto simili alle nostre. Ma fanno presente la Santità di Dio! Che Dio, attraverso piccoli Uomini e piccole Donne come Madre Teresa di Calcutta, ancora parla all’Umanità. Ancora ha qualcosa da dire. Ancora non s’è stancato di noi (faccina che sorride)
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