“La riforma delle pensioni è stata fatta a dicembre 2011, ma sono molte le cose che restano da fare.
Altrimenti l’impressione è una sola: con la rivoluzione previdenziale Monti-Fornero, come hanno fatto tutti i governi, si è solo voluto fare cassa, senza affrontare le questioni di fondo, che restano insolute: l’informazione ai cittadini; la busta arancione; una vera cultura previdenziale; le incentivazioni alla previdenza integrativa”. Lo sostengono Walter Passerini e Ignazio Marino, autori del libro SENZA PENSIONI (Chiarelettere editore), che denunciano un abbassamento dell’attenzione sulla questione previdenziale, proprio mentre il sistema contributivo inizia a macinare, riducendo il valore delle pensioni. Sono molte invece le decisioni da prendere, prima che scoppi la bomba previdenziale.
L'intervista a Felice Roberto Pizzuti, docente di Politica economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma «La Sapienza»
(da leggere nel link)
Altrimenti l’impressione è una sola: con la rivoluzione previdenziale Monti-Fornero, come hanno fatto tutti i governi, si è solo voluto fare cassa, senza affrontare le questioni di fondo, che restano insolute: l’informazione ai cittadini; la busta arancione; una vera cultura previdenziale; le incentivazioni alla previdenza integrativa”. Lo sostengono Walter Passerini e Ignazio Marino, autori del libro SENZA PENSIONI (Chiarelettere editore), che denunciano un abbassamento dell’attenzione sulla questione previdenziale, proprio mentre il sistema contributivo inizia a macinare, riducendo il valore delle pensioni. Sono molte invece le decisioni da prendere, prima che scoppi la bomba previdenziale.
L'intervista a Felice Roberto Pizzuti, docente di Politica economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma «La Sapienza»
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