Originariamente Scritto da Yele
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la vittoria del No mi preoccupa di più come segnale di lungo periodo;
è da oltre 30 anni, commissione Bozzi, che si cerca di dotare il sistema istituzionale della capacità di decidere in modo trasparente, e puntualmente tutti i tentativi vengono fatti fallire;
ora, cosa produce il sistema attuale ?
governi che non governano anche con maggioranze teoricamente forti, perché perdono i pezzi per strada, come avvenuto con Berlusconi e Prodi più volte;
governi di coalizioni spurie, che non sono in grado di esprimere programmi coerenti, spesso chiedono la fiducia, ecc...
oppure i periodici "tecnici" da Dini in poi;
tutte queste sono sostanzialmente soluzioni in cui pochissimi esprimono un potere sproporzionatissimo;
cioè, esattamente la cosa che viene imputata - in misura infinitamente minore - all'Italicum;
la travagliata in base al quale un partito che ha il 20 % poi avrà la maggioranza assoluta è una sciocchezza colossale, perché il premio si assegna al secondo turno, sulla base della maggioranza tra i due partiti arrivati al ballottaggio;
è il principio del sistema francese, non della Corea del Nord;
personalmente, sono sempre stato un sostenitore del doppio turno, perché seleziona opzioni forti, costringe gli elettori a decidere per il meno lontano e responsabilizza il vincitore; insomma, fa funzionare le cose con più trasparenza;
qui c'è il premio di maggioranza, ma se al primo voti un partito che supera il 3% a livello nazionale quello non scompare, e così l'identità dell'elettore;
solo che non potrà più ricattare coalizioni che avrebbero bisogno di quei pochi voti, con tutti i balletti, cambi di maglia a partita in corso che abbiamo visto tante volte...
il tutto, vale ricordarlo, riguarda un sistema che è sostanzialmente una macro-regione amministrativa, e non uno stato sovrano che decide di diritti assoluti;
cioè, i poteri di un governo che non stampa moneta, ma può al massimo e limitatamente fare debiti, sono praticamente gli stessi di una regione o poco più;
in sostanza, si decide la forbice tra le tasse e i servizi erogati, che non è poco;
ma in grandissima misura si tratta di materie già governate da enti decentrati, i cui sistemi elettorali sono già analoghi a quelli della riforma.




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