Bob Dylan

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  • Yele
    abstract
    • 16/08/16
    • 6082

    #16
    Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
    No, ma la versione di Hendrix è mille volte migliore, come riconosce lo stesso Dylan.
    Sì, ok. Resta il fatto che se Dylan non scriveva la canzone, Hendrix non aveva niente da migliorare

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    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #17
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      buddaciuniiii !

      ma questo lo capisco, e sono pure d'accordo;

      ora sto discutendo con amica leccese, la cui amica esteta - nel senso di laureata in estetica - in un articolo sostiene una tesi insostenibile, di negazione per metodo del valore poetico di Dylan, in virtù di una presunta accessorietà del testo alla musica;

      a parte il merito, che testimonia il contrario - le canzoni del Dylan poetico spesso sono anonimi e scarnissimi temi folk, due accordi e una melodia monocorde, spesso uno spoken, parlato; te fai du' cojioni ccosì - nel metodo la formulazione di una legge siffatta escluderebbe un po' troppi campioni dell'intermodale;

      la tua nostalgia della pagina scritta è molto condivisa; ma spiega anche il successo di una narrativa di massa, tipo Zafon, il ricamo della bella scrittura autoreferenziale, le frasi da sottolineare, ecc...

      poi le persone ragionano su, e coltivano l'immaginario del Fight Club, del colonnello Kurtz, di Mike che spara ai vietcong e va a cercare l'amico nelle bettole saigonesi della roulette russa, dell'amicizia tradita di Noodles, o delle fisime sentimental-sessuali di Woody, nelle sue diverse incarnazioni, così come un tempo fu per Jean Valjean, Bel Ami, Anna K o Raskolnikov...

      e si costruisce identità estetiche e storie su quelle canzoni.
      Credo che le nostre differenti prospettive probabilmenre siano dovute ad una circostanza molto semplice: sono una pippa in inglese, i testi devo andarmeli a cercare perché il parlato non lo capisco proprio. E quindi si, confesso che ascoltando Dylan spessissimo ho pensato "che ddu palle".
      Comunque il fatto che esista brutta letteratura di massa non toglie valore al romanzo, così come i film di Alvaro Vitali non tolgono valore all'estetica cinematografica.
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #18
        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
        Credo che le nostre differenti prospettive probabilmenre siano dovute ad una circostanza molto semplice: sono una pippa in inglese, i testi devo andarmeli a cercare perché il parlato non lo capisco proprio. E quindi si, confesso che ascoltando Dylan spessissimo ho pensato "che ddu palle".
        mica solo tu; e non ascolti le registrazioni clandestine dei primissimi anni tra i bootlegofili che si fanno un punto di ascoltare tutto quello che acquistano, Dylan, uno dei più piratati è temutissimo per la tenuta scrotale
        Comunque il fatto che esista brutta letteratura di massa non toglie valore al romanzo, così come i film di Alvaro Vitali non tolgono valore all'estetica cinematografica.
        no, certo;
        ma io avevo tirato in ballo una letteratura non sempre o solo brutta, bensì autoreferenziale rispetto al medium "pagina scritta"; il cui senso non è scrivere per un'urgenza comunicativa, ma per compiacere il desiderio del lettore di consumare pagina scritta; che va benissimo eh, ma ha una funzione analoga a quella dei generi specializzati;
        cioè, anche il formato "romanzo di Eco" risponde a questo modulo, detto midcult; solo che lui era in grado di infilarci una tesi ideologica forte, anche senza il sentimento urgente di esprimerla, a freddo;

        comunque:

        14666253_10154572189468728_8954268317614745272_n.jpg
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • nahui
          Astensionista

          • 05/03/09
          • 21040

          #19
          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
          (George Bernard Shaw)

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #20
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            prova a pensare a qualche libro che ti ha davvero cambiato la vita, suggerito idee "forti" di decodificazione della tua realtà; e guarda alla data presumibile di redazione e, ovviamente, al comparto, narrativa, saggi, ecc...
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #21
              Ci sto pensando. Da metà ottocento ai giorni nostri. Dove vuoi arrivare ? È un gioco tipo "indovina la carta" ? Tolstoj, Flaubert, Proust, Solzenycin, Girard, Roth, Berne, Jung... Non so, sono troppi
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #22
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                Ci sto pensando. Da metà ottocento ai giorni nostri. Dove vuoi arrivare ? È un gioco tipo "indovina la carta" ? Tolstoj, Flaubert, Proust, Solzenycin, Girard, Roth, Berne, Jung... Non so, sono troppi
                eh, e dove voglio arrivare ?
                quanti libri decisivi per te sono stati scritti negli ultimi 20 anni ? e negli ultimi 50 ?
                cioè, se la creatività letteraria non produce cose "forti", che cambiano la vita delle persone, si dovrà trovare una spiegazione, elaborare un pensiero, qualcosa, no ?
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • nahui
                  Astensionista

                  • 05/03/09
                  • 21040

                  #23
                  Molti di questi giudizi è possibile elaborati solo a posteriori, i romanzi di Flaubert uscivano sui giornali a puntate, anche i grandi del passato sono stati contemporanei controversi. Comunque non conosco i testi di Dylan, quindi parlo a vanvera, non sono in grado di esprimere un giudizio sulla sua opera, ma non credo che la letteratura di valore sia morta.
                  Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                  (George Bernard Shaw)

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                  • Bauxite
                    Cosmo-Agonica

                    • 25/12/09
                    • 36341

                    #24
                    Il Nobel per la letteratura non è indicativo di un "gusto" contemporaneo, non arriva agli inizi di una carriera, i.lettori non scelgono in base al premio quale scrittore leggere...
                    Noto due cose: nessuno si scandalizza più per certi Nobel per la pace, alquanto discutibili né qualcuno contesta la scelta di altri ambiti.
                    Accade sempre con la letteratura.
                    Il problema è la pertinenza e la conoscenza che crediamo di avere.
                    Siccome, ad esempio, la maggior parte delle persone non sa nulla di ricerca scientifica e di ciò che viene portato a termine, non può contestare una scelta o.l'altra. È sempre ben fatto.
                    Invece con la letteratura chiunque si sente in diritto di dire la sua e il perché è, a mio parere, non avendo cognizione di questo o quell'autore, si considera questo un ambito più aperto. Su cui si può dire tutto.
                    La mia idea è che spero Dylan stesso contesti l'assegnazione e non perché non vi sia un criterio in questa scelta, ma perché a lui frega meno che a noi.

                    Infine, anche Fo prese il Nobel e, per quello che conosco la letteratura e per le motivazioni date allora, avrebbe potuto prenderlo Rabelais.
                    Ma si era salvato morendo prima.

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                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #25
                      Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                      Io sono un tipo preciso ed esigo definizioni precise ! A Billy no perché era buddace !
                      Forse il mio disappunto è dovuto al fatto che in tutto ciò vedo il segno di una decadenza del romanzo, del racconto, del testo scritto e letto con gli occhi, a favore di altre forme di espressione. Dicono che le eredi dei romanzi siano le serie televisive, probabilmente e vero. I testi delle canzoni sono gli eredi della poesia, probabilmente è vero, ma per la mia formazione questo mi mette in difficoltà, mi turba.
                      Al di là della tua intransigenza (a me la letteratura ha aiutato a superare i compartimenti), ti vorrei ricordare che si tratta di un passaggio mediatico e di nulla più.
                      Roth resta amato da chi lo segue da anni, De Lillo pure e Bobd Dylan invece uguale.
                      Se fosse stato un poeta e non anche un musicista credo non avresti avuto remore.
                      Il problema quindi non è la poesia, per te, ma che sia musicata.
                      La canzone era una storia narrata con accompagnamento di uno strumento, è un antico mido di comporre. In versi.
                      Non tutto ciò che passa come canzone merita questa definizione.
                      Spesso sono rutti e rantoli.
                      Non tutto ciò che è poesia, merita questo termine.
                      La letteratura però è più democratica di noi.
                      Non esiste ciò che è A e ciò che è B.
                      Dibattito superato un paio di secoli fa.
                      Io resto selettiva, ma Roth nemmeno lo lessi. De Lillo.neppure.
                      Se avessero vinto non avrei comprato nulla. Come già non ho fatto prima.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #26
                        Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                        Molti di questi giudizi è possibile elaborati solo a posteriori, i romanzi di Flaubert uscivano sui giornali a puntate, anche i grandi del passato sono stati contemporanei controversi. Comunque non conosco i testi di Dylan, quindi parlo a vanvera, non sono in grado di esprimere un giudizio sulla sua opera, ma non credo che la letteratura di valore sia morta.
                        probabilmente la letteratura di valore no, o non del tutto;

                        ma, per quanto controversi, i grandi del passato facevano discutere, erano centrali nelle vite dei lettori contemporanei, influenzavano; il loro mezzo di comunicazione lo era;

                        negli ultimi 40 anni, qual è la narrativa che ha lasciato un segno sulla società ?
                        perché il consuntivo che hanno fatto su Dylan questo prende in considerazione, mi pare;

                        certo, siamo un po' fuori asse rispetto ad un'idea tradizionale; anche perché allora il cinema avrebbe dovuto da tempo meritare il riconoscimento di status di letteratura contemporanea, e il problema di linguaggio composto è lo stesso che fa contestare l'attribuzione ad un cantautore;

                        tanto, il Nobel non conta un caxxo uguale
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #27
                          Beh, ci ha fatto ragionare sulla letteratura, io finalmente leggerò i testi di Dylan, ti pare poco ?
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

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                          • Misterikx
                            whatever..
                            • 24/03/05
                            • 15327

                            #28
                            "..but you´ll have to serve somebody.."



                            " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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