Sono campanilista

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Sono campanilista

    Questi alcuni primati di Napoli, capitale del Regno delle due Sicilie, prima dell'avvento dei briganti piemontesi

    1735 Prima Cattedra di Astronomia in Italia
    1737 Primo Teatro lirico al mondo (San Carlo di Napoli)
    1754 Prima Cattedra di Economia al mondo
    1763 Primo Cimitero Italiano per poveri (Cimitero delle 366 fosse)
    1781 Primo Codice Marittimo del mondo
    1782 Primo intervento in Italia di Profilassi Antitubercolare
    1783 Primo Cimitero in Europa per tutte le classi sociali (Palermo)
    1789 Primo Insediamento Socio-Industriale Colonia di San Leucio (Caserta)
    1792 Primo Atlante Marittimo nel mondo (Atlante delle Due Sicilie)
    1801 Primo Museo Mineralogico del mondo
    1801 Primo Orto Botanico in Italia
    1813 Primo Ospedale Psichiatrico in Italia (Aversa)
    1818 Prima nave a vapore nel mediterraneo “Ferdinando I”
    1819 Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte
    1832 Primo Ponte sospeso, in ferro, in Europa sul fiume Garigliano
    1833 Prima Nave da crociera in Europa “Francesco I”
    1835 Primo istituto Italiano per sordomuti
    1835 Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel mediterraneo
    1839 Prima Ferrovia Italiana, tratto Napoli-Portici
    1840 Prima fabbrica metalmeccanica d’ Italia per numero di operai
    1841 Primo Centro Sismologico in Italia (Ercolano)
    1841 Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
    1843 Prima Nave da guerra a vapore d’Italia “Ercole”
    1845 Primo Osservatorio meteorologico d’Italia
    1845 Prima Locomotiva a vapore costruita in Italia a Pietrarsa
    1852 Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia
    1852 Primo Telegrafo Elettrico in Italia
    1856 Expò di Parigi, terzo paese al mondo per sviluppo industriale
    1856 Primo Premio Internazionale per la produzione di Pasta
    1856 Primo Premio Internazionale per la lavorazione di coralli
    1860 Prima Flotta Mercantile e Militare d’Italia
    1860 Prima Nave ad elica in Italia “Monarca”
    1860 Prima città d’Italia per numero di Teatri (Napoli)
    1860 Prima città d’Italia per numero di Tipografie (Napoli)
    1860 Prima città d’Italia per di Pubblicazioni di Giornali (Napoli)
    1860 Primo Corpo dei Pompieri d’Italia
    1860 Prima città d’Italia per numero di Conservatori Musicali
    1860 Primo Stato Italiano per ricchezza di Lire-oro (443 milioni)
    1860 La più alta quotazione di rendita dei Titoli di Stato
    1860 La più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia
    1860 La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia
    1860 Il minore carico Tributario Erariale in Europa


    Io sono napoletano e vivo nella più antica capitale d’occidente, eravamo metropoli, quando New York non esisteva e Londra e Parigi erano piccole città.

    Io sono napoletano e appartengo alla cultura più antica d’Europa, quella cultura che ci permetteva di parlare greco quando tutti parlavano latino.

    Io sono napoletano e parlo una lingua che era lingua diplomatica alla corte di Caterina la Grande. Quella lingua che ha dato all'Italia una tradizione musicale, letteraria e teatrale.

    Io sono napoletano e vivo in una città dove in 600 anni di inquisizione MAI si è acceso un fuoco per bruciare persone e dove MAI all'inquisizione spagnola fu permesso di insediare un tribunale.

    Io sono napoletano e vivo una città che ha fatto dell’accoglienza e della tolleranza la cifra della sua riconoscibilità, una città dove gli Dei antichi vivono insieme agli Dei nuovi, le anime sono così grandi da contenerli e amarli tutti.

    Io sono napoletano e vivo in una città che ha inventato “il sospeso”, il caffè pagato all'estraneo che mai conoscerai, perchè nessuno si senta mai così povero da non potersi permettere un caffè.

    Io sono napoletano e vivo in una città che anche nel massimo suo splendore e della sua potenza, MAI ha invaso altri popoli con le armi per soggiogarli e dominarli. Li abbiamo sempre conquistati con la cultura con l’amore e con una canzone .

    Io sono napoletano e vivo in una città che da sola, insieme a Parigi ha dato un senso alla definizione di FLANEUR, il passeggiare per il passeggiare, per ammirare e godere del paesaggio umano della vita.

    Io sono napoletano e possiedo il passato così come il futuro, poichè questa è la città dove tutto comincia e tutto finisce.

    Io sono napoletano e il mio destino è affidato all'integrità di un uovo seppellito dal “mago” Virgilio nelle viscere della terra. Perchè la vita se non ha magia non vale la pena di essere cantata.

    Io sono napoletano e ho nel corpo tutte le ferite e tutti i dolori di Iside che cerca il corpo di Osiride. Questo corpo mai ricomposto cerco di far nascere nel pellegrinaggio dei sette santuari.

    Io sono napoletano e abito una città nata dal corpo di una sirena, morta di dolore per non essere riuscita a sedurre Ulisse. Perchè l’intelligenza non si fece sedurre dalla passione, non sapendo a cosa stava rinunciando.

    Io sono napoletano e abito una città della quale Hans Christian Andersen, mirabile inventore di favole venuto a trovarci dalle fredde luci del profondissimo nord, andandosene ebbe a dire: ”Quando sarò morto, tornerò a Napoli a fare il fantasma, perchè qui la notte è indicibilmente bella”.


    Potrei continuare ad libitum, ma intanto essendo napoletano, non posso non volgere il mio pensiero a chi nasce Borghezio, Salvini e ai loro simili, noi non saremo mai capaci di tanto odio, noi amiamo il coraggio dell’ironia e a chi ci insultò dagli spalti di uno stadio dicendoci NAPOLETANI VI ODIAMO TUTTI preferimmo rispondere con un ironico GIULIETTA E’ NA ZOCCOLA, Shakespeare non si offese, i cretini non capirono, il mondo intero rise
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • follemente
    Opinionista

    • 22/12/09
    • 11727

    #2
    Io conosco Napoli più che altro attraverso i libri che ho letto, De Filippo, la Ferrante, Saviano, ma anche Malaparte; gli ultimi due non ne danno un'immagine accattivante.

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    • arecata
      • 03/04/13
      • 5519

      #3
      Per quanto a Saviano, lui parla di una parte di Napoli, quella di Scampia che recentemente è stata aggiunta a Napoli-metropoli, dove avviene il mercato della droga. In ogni città ci sono zone degradate, e Scampia è un centro molto importante per il malaffare.
      In quanto a Curzio Malaparte, la sua descrizione di Napoli, nel libro "La pelle", per quanto possa esser credibile è riferita al periodo in cui a Napoli già c'era il dopo guerra e quindi la fame, la carestia e quant'altro, mentre dall'alto Lazio c'era ancora la guerra, sia la II WW che la guerra civile fra partigiani e fascisti.

      Non dimentichiamo MAI che Napoli, senza partigiani, ne bianchi ne rossi, ma con il suo popolo, i suoi scugnizzi, si è liberata da sola dall'occupazione dei tedesci, divenuti nostri nemici l'8 di settembre del 1943, 19 giorni dopo nelle memorabili 4 giornate di Napoli che le valsero la Medaglia d'oro al valor militare
      Pánta rhêi hōs potamós

      arecata è il 2° nick-name di Blasel

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      • Pazza_di_Acerra
        люблю беспокоиться
        • 09/12/09
        • 28840

        #4
        Secondo me "La pelle" è un atto d'amore verso Napoli, quindi non sono molto d'accordo col giudizio di Follemente. D'altra parte, mi pare che il grande Curzio avesse anche casa da quelle parti, sull'isola di Tiberio...
        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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        • arecata
          • 03/04/13
          • 5519

          #5
          Una casa che, come tutto ciò che lo ha circondato, è oltremodo unica per esterni ed interni. L'architettura ai suoi estremi
          Pánta rhêi hōs potamós

          arecata è il 2° nick-name di Blasel

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #6
            boh...
            io capisco il disappunto di Arecata quando deve constatare diffusi pregiudizi coltivati da persone ignoranti, e perciò la sua reazione;
            ma il campanilismo mi sembra una cosa poco... come dire, ispirata;
            a parte il fatto che tutte quelle conquiste elencate si possono facilmente attribuire all'iniziativa di un piccolo gruppo elitario di regnanti e maggiorenti, che non si può in nessun modo identificare con "Napoli", perché si trattava di persone nate francofone, etnicamente ed educativamente incrocio di quelle solite 7 o 8 casate regnanti - l'ultimo Borbone era di madre Savoia, quindi, mezzo brigante;

            non c'è bisogno di queste cose per amare la propria città, né di "difenderla", se chi denigra è un troglodita;
            se penso alla mia città - Roma - non riesco assolutamente a riprodurre o fingere un sentimento campanilista; anzi, gli orgoglioni della romanità mi infastidiscono non poco, per la retorica di bassissimo profilo; capisco di più quella dei napoletani, più spesso simpatica;

            in termini oggettivi, è molto probabile che la cultura diffusa di Napoli sia la più aperta e cosmopolita d'Italia, ma è una cosa che si testimonia da sé; da Filangieri, alla rivoluzione del '99, tutta la cultura teatrale e musicale, la raffinatezza del linguaggio, gli scrittori, da Marotta a De Luca;
            anche negli ultimi decenni la musica ha espresso picchi artistici altissimi e collegiali; penso alla seconda metà degli anni '70, che ho sentito raccontare di recente da Raffaele Cascone, un protagonista, in un'intervista a Radio Sole 24h...
            i pittori e tanti altri artisti, la gastronomia e in generale il gusto diffuso per la piacevolezza, con tutti gli eccessi barocchi e iperbolici; sono caratteri molto diffusi di cui è impregnata la vita e l'estetica quotidiana di tutti, più dei conseguimenti di regnanti stranieri;

            io lascerei stare i fantasmi del campanilismo, e soprattutto ignorerei i pregiudizi da analfabeti

            p.s. durante le 4 giornate, qualche partigiano da fuori c'era; mio padre mi raccontava di suo fratello maggiore, sceso qualche giorno prima da Roma per organizzare e combattere, che gli faceva sentire il buco nella spalla causato da una mitragliatrice tedesca da 20 mm; zio Alberto, non conoscendo la città, finì in un vicolo cieco inseguito da un blindato, e passò 6 mesi in convalescenza prima di poter riprendere l'addestramento militare dei servizi britannici a Bari.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • arecata
              • 03/04/13
              • 5519

              #7
              Un omaggio alla signora Pazza
              Pánta rhêi hōs potamós

              arecata è il 2° nick-name di Blasel

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              • Pazza_di_Acerra
                люблю беспокоиться
                • 09/12/09
                • 28840

                #8
                Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                Un omaggio alla signora Pazza

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                Quest'ultima sul set del film "Il disprezzo" con Brigitte Bardot e Michel Piccoli
                Grazie! Omaggio graditissimo. Sono da sempre una fan di Malaparte!
                semel in anno licet insanire, cotidie melius

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