Originariamente Scritto da sandor
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Se però invece che fermarci a 0,9 aggiungiamo al divisore 0,10 e ancora 0,11 e 0,12 ecc. risulta che nell'unità di spazio entra un tempo infinito. quindi in ragione di ciò il risultato del rapporto è pari a infinito.
Il fatto è che la misura dello spazio e il correlativo valore temporale sono due ordini di grandezze relativi almeno quanto lo è il sistema di numerazione a base dieci (se l'essere umano non avesse dieci dita nelle mani non userebbe probabilmente il sistema decimale) alla natura del percipiente.
Essi, sulla base della realtà danno luogo a conseguenze diverse, come mi pare di aver esemplificato.
Un elicottero che va da Bologna a Firenze o viceversa seguirà una traiettoria quasi rettilinea. Un uomo che va da lì a là a piedi dovrà inerpicarsi per monti e per valli, ci metterà molto più tempo e seguirà una traiettoria diversa. Forse anche una formica potrebbe intraprendere lo stesso viaggio, ma ci metterà ancora più tempo, dovrà arrampicarsi su ogni singolo filo d'erba e seguirà una traiettoria ancora diversa. Per tutti e tre i casi si può definire uno spazio percorso, un tempo impiegato e quindi una velocità media, e saranno quantità diverse.
Tanto per dire, il c.d. "acceleratore" del CERN non mi pare avere altra prerogativa che dimostrare quale è la particella infinitesimale dalla cui "esplosione" ha avuto luogo al tutto.
Come dire che per gli scienziati di Ginevra, il microcosmo è a base del macrocosmo.
Quando poi vogliamo andare ad analizzare il microcosmo, scopriamo che se il nucleo di un atomo avesse le dimensioni di una palla da tennis, i suoi orbitali più vicini gli starebbero attorno a una distanza media di un centinaio di chilometri. E parlo di media perché secondo la fisica quantistica le particelle non occupano una posizione troppo ben definita, perciò l'unica cosa che si può fare è descriverle con una funzione di probabilità su uno spazio esteso. Allora di quali spazi, tempi e distanze ha senso parlare adesso?
Quant'è drammatico sapere che la materia, da noi percepita come solida e pesante, è in realtà quasi completamente vuota e nemmeno connessa. Appena più densa quella di una stella a neutroni, dove un cucchiaino da caffè di materia peserebbe parecchie tonnellate, ma per fortuna non è affare che ci riguardi. In fin dei conti non è così male camminare su una specie di cuscino elettromagnetico, anche perché in fin dei conti lo siamo anche noi. Le mille protuberanze dell'infinitamente piccolo non solo ci appartengono pure, ma ci danno molti meno fastidi di quanti ne diano le corrugazioni stradali a uno schiacciasassi che ci passa sopra.
Originariamente Scritto da Ter
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