NASA New findings on exo-planets

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  • BiO-dEiStA
    Eufonista
    • 22/02/10
    • 5403

    #106
    Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
    Abbiamo che S/T=V. Giusto? Oh...
    Sia S pari a 1 e T pari a 0. Qual è il valore della velocità V? Sarà uguale a S/T, cioè in base ai valori dati pari a 1/0. Sviluppando il rapporto si tratterà di calcolare quante volte il valore 0 è compreso nel valore 1.
    A questo punto si aprono due strade: secondo la prima nell'unità spaziale la variabile temporale compare, se vogliamo semplificare, come decimale, cioè 0,1/0,2 0,3 fino a 0,9, dopo il quale c'è di nuovo uno. Su questa base risulta che 1/0 è uguale a 1.
    Ah sì?

    Se però invece che fermarci a 0,9 aggiungiamo al divisore 0,10 e ancora 0,11 e 0,12 ecc. risulta che nell'unità di spazio entra un tempo infinito. quindi in ragione di ciò il risultato del rapporto è pari a infinito.
    Un ragionamento da quinta elementare per spiegarci che 1/0 dà infinito; grazie, lo sapevamo già. Ma dato che ancora nessuno ha osservato qualcosa che copre uno spazio non nullo in tempo zero, se ne deduce che nemmeno il ragionamento più logico può condurre a una tesi corretta, quando le ipotesi di partenza sono fallaci.

    Il fatto è che la misura dello spazio e il correlativo valore temporale sono due ordini di grandezze relativi almeno quanto lo è il sistema di numerazione a base dieci (se l'essere umano non avesse dieci dita nelle mani non userebbe probabilmente il sistema decimale) alla natura del percipiente.
    Sarà, ma l'esempio che porti è completamente fuori luogo. Se le unità di misura non variano, i valori e i rapporti fra grandezze rimangono sempre gli stessi, che siano espressi in base 2, in base 10, in base 16, in base 60 o qualunque altra.

    Essi, sulla base della realtà danno luogo a conseguenze diverse, come mi pare di aver esemplificato.
    Allora guarda, mi metto nei panni dell'avvocato del diavolo e provo a trarre qualcosa di buono dai tuoi discorsi bislacchi.
    Un elicottero che va da Bologna a Firenze o viceversa seguirà una traiettoria quasi rettilinea. Un uomo che va da lì a là a piedi dovrà inerpicarsi per monti e per valli, ci metterà molto più tempo e seguirà una traiettoria diversa. Forse anche una formica potrebbe intraprendere lo stesso viaggio, ma ci metterà ancora più tempo, dovrà arrampicarsi su ogni singolo filo d'erba e seguirà una traiettoria ancora diversa. Per tutti e tre i casi si può definire uno spazio percorso, un tempo impiegato e quindi una velocità media, e saranno quantità diverse.

    Tanto per dire, il c.d. "acceleratore" del CERN non mi pare avere altra prerogativa che dimostrare quale è la particella infinitesimale dalla cui "esplosione" ha avuto luogo al tutto.
    O più prosaicamente, scovare particelle subatomiche sempre più piccole.

    Come dire che per gli scienziati di Ginevra, il microcosmo è a base del macrocosmo.
    Come dire che un mattone è alla base di un muro. Ciò non toglie che ogni sistema, in base al suo ordine di grandezza e complessità, possa essere analizzato sulla base di parametri di volta in volta specifici. Ad esempio la temperatura è una misura macroscopica dell'energia cinetica media di atomi e molecole, ma non ce ne frega un bel niente di sapere come si comporta ogni atomo in ogni istante.
    Quando poi vogliamo andare ad analizzare il microcosmo, scopriamo che se il nucleo di un atomo avesse le dimensioni di una palla da tennis, i suoi orbitali più vicini gli starebbero attorno a una distanza media di un centinaio di chilometri. E parlo di media perché secondo la fisica quantistica le particelle non occupano una posizione troppo ben definita, perciò l'unica cosa che si può fare è descriverle con una funzione di probabilità su uno spazio esteso. Allora di quali spazi, tempi e distanze ha senso parlare adesso?
    Quant'è drammatico sapere che la materia, da noi percepita come solida e pesante, è in realtà quasi completamente vuota e nemmeno connessa. Appena più densa quella di una stella a neutroni, dove un cucchiaino da caffè di materia peserebbe parecchie tonnellate, ma per fortuna non è affare che ci riguardi. In fin dei conti non è così male camminare su una specie di cuscino elettromagnetico, anche perché in fin dei conti lo siamo anche noi. Le mille protuberanze dell'infinitamente piccolo non solo ci appartengono pure, ma ci danno molti meno fastidi di quanti ne diano le corrugazioni stradali a uno schiacciasassi che ci passa sopra.

    Originariamente Scritto da Ter Visualizza Messaggio
    Dopo che le testate giornalistiche gridino alla "particella di Dio" quando viene fatta la scoperta di una particella che da materia alle altre particelle, il "bosone di Higgs", è tutto un dire.
    Già, soprattutto perché quell'epiteto pronunciato da Higgs, e così infelicemente tradotto in God's particle, era in origine goddamned particle o qualcosa del genere.
    Originariamente Scritto da Careful with that
    i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
    Originariamente Scritto da Ned Flanders
    Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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    • meogatto
      Opinionista
      • 06/02/16
      • 5192

      #107
      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
      A questo punto si potrebbe supporre Dio come non materia, anche questo è difficile da pensare.
      ( meditazione trascendentale per la domenica pomeriggio)
      Magari energia trasmutata in materia, ovviamente concetto molto lontano dalla tetrarchia umana poi presentata che detta leggi e regole di tipo privatistico.
      Come il bosone non e' la partcella che origina le altre, ma una materia primordiale che combinandosi con i suoi simili origina altro.
      Uguale agli atomi che formano molecole e cosi' via, ovvero non e' un atomo che ne produce 10.

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      • sandor
        Opinionista

        • 07/10/10
        • 3414

        #108
        Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
        Certo, statisticamente su quantita' enormi hai probabilita' altrettanto enormi, ma date le distanze le possibilita' di muoversi pure in massa sono pressoche' nulle.
        Per cui soddisfatta la curiosita' scientifica le interazioni sono ben diverse da quelle proposte dai film.
        http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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