Originariamente Scritto da axeUgene
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A me pare ovvio che chiunque sia al potere faccia anche l’interesse della corporazione a cui appartiene, non è sempre detto che questa corrisponda ad un potere vero e proprio come nei casi che hai citato. Voglio dire, la casta degli avvocati non ha lo stesso potere di un
Berlusconi che riuscì a farsi fare le leggi ad personam non in quanto laureato in giurisprudenza, ma perché detentore contemporaneamente anche del potere economico e di quello mediatico, oltre a quello politico. Ci fu un vero e proprio conflitto di interessi.
Inoltre credo che chiunque faccia politica attiva prima o poi venga a far parte di gruppi di forza, magari in seno al partito, di cui si fa portavoce.
Confermo: non voterei un non laureato (se ce l’ho fatta a laurearmi io, lavorando e studiando, con la ferma opposizione dei miei genitori, ce la può fare chiunque), anche se antidemocraticamente discrimino gli altri, che magari proporranno contenuti che condivido, e mi rendo perfettamente conto di non essere personalmente all’altezza di una candidatura politica.
Comunque grazie per la lezione: sinora ho sempre pensato che un ministro dovesse avere chissà quali competenze tecniche.





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