Originariamente Scritto da axeUgene
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sono un evasore
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solo perché non erano contabilizzati gli effetti futuri in termini pensionistici e assistenziali, come in un periodo in cui hai speso con la carta ma l'importo non è stato ancora addebitato; così è facile...Originariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioCerto, ma il debito era ben al di sotto del 100% rispetto al Pil.
se per 20 o 30 anni si sussidia un settore integrandone il reddito, da 500 a 1200, più contributi fittizi, non realmente versati, e poi garantisco una pensione retributiva per quei 1200, scarico quell'onere su chi arriva dopo, e che non lo può nemmeno modificare, in quanto diritto acquisito; e così per altre forme implicite di sussidio, tra le quali l'evasione; tu citi gli anni 80 e Craxi, che io non apprezzavo particolarmente; ma lo scontrino fiscale lo introdusse il repubblicano Visentini nell'83, se non sbaglio, e i commercianti fecero serrata; prima era il far West...
se questa roba si finanzia liquidando settori di pregio, o a spese della ricerca e sviluppo, gli effetti depressivi si vedono anni o decenni dopo in termini di caduta della ricchezza e del gettito, poi dell'occupazione nel momento in cui vanno in crisi i settori maturi.c'è del lardo in Garfagnana
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Anche oggi si sottovalutano determinate dinamiche per non peggiorare i dati di bilancio. Un altro esempio è l'inflazione galoppante degli anni 80. Infatti mentre quella del decennio precedente era tutta importata per l'aumento del prezzo delle materie prime, quella del decennio successivo era dovuta esclusivamente a un eccesso di offerta di moneta. Ministro del bilancio era Cirino Pomicino....
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oggi si stringe la cinghia; in realtà, da 25 anni, seppure selettivamente, a danno dei giovani, che non hanno alcun potere contrattuale, non sono proprietari di nulla, non hanno patrimonio;Originariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioAnche oggi si sottovalutano determinate dinamiche per non peggiorare i dati di bilancio.
l'inflazione si genere da domanda, non da eccesso di moneta in sé; ne hai la prova proprio ora, col QE, che non ha generato inflazione, perché le aspettative sono grigie e i consumatori non spendono;Un altro esempio è l'inflazione galoppante degli anni 80. Infatti mentre quella del decennio precedente era tutta importata per l'aumento del prezzo delle materie prime, quella del decennio successivo era dovuta esclusivamente a un eccesso di offerta di moneta. Ministro del bilancio era Cirino Pomicino....
l'inflazione degli '80 era trainata da una domanda ottimistica, generata a sua volta dall'aspettativa di una generalizzata manica larga delle prassi assistenziali; il tutto trainato dal mercato immobiliare, che ha funzionato fino a pochi anni fa senza alcun vincolo critico sui valori reali;
adesso stringono tutti le chiappe, a partire dalle banche, perché per quegli immobili non c'è più una domanda tale a sostenerne il valore presunto;
alla fine, i conti tornano sempre, e se si bluffa qualcuno viene a vedere e scopre.c'è del lardo in Garfagnana
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Lo hanno potenzialmente: erediterannoOriginariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiooggi si stringe la cinghia; in realtà, da 25 anni, seppure selettivamente, a danno dei giovani, che non hanno alcun potere contrattuale, non sono proprietari di nulla, non hanno patrimonio;
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..se rimane qualcosa , si dovrà ricominciare come fosse passata una guerra , tanto ci sono costati gli errori e che continuano a non cessare
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bisogna vedere cosa, valutato come, e in quali condizioni;Originariamente Scritto da Yele Visualizza MessaggioLo hanno potenzialmente: erediteranno
intanto questa carenza di potere contrattuale a tutti i livelli comporta che siano le generazioni anziane a dirigere, e queste nei grandi numeri si occupano poco del futuro, per ovvii motivi;
senza scomodare le alte sfere, se un 70enne in buona fede ritiene un investimento in eredità dei figli la ristrutturazione del casale della sua infanzia a Monculi di sopra, va a spendere risorse per qualcosa di dubbia redditività e per un motivo affettivo recondito; vacci a ragionare...
non che il parere e le predilezioni dei giovani siano necessariamente più efficienti, beninteso;
in un ambiente culturale meno autoritario e gerarchico, ci sarebbe più cultura economica diffusa e le generazioni anziane si farebbero una ragione della necessità di passare la mano, a tutti i livelli; perché il "giovane scemo" e fancazzista è anche il risultato della porta chiusa sull'accesso alle risorse, visto che la cultura della competizione contro la generazione possidente non fa parte del nostro bagaglio;
cioè: tu, padre, fai lo scarparo , non mi dai retta, a 30, 40 o magari 50 anni, e pensi di essere ancora il più capace ? io mi metto in proprio e ti faccio concorrenza; non succede, non è nella cultura; ci si accontenta di far finta di lavorare in cambio dell'argent de poche; salvo poi scannarsi coi fratelli quando il vecchio tira le cuoia, ma la situazione è compromessa dalla gestione poco dinamica;
avrai notato che in questo paese non c'è mai stata un rivoluzione, ma guerre civili quante ne vuoi...
è la cultura gerarchica, autoritaria, verticale, rurale, patriarcale;
ogni tanto, qualche solone si lagna dei giovani imbelli e predica un calcio in culo alla maggiore età; che sarebbe giustissimo, purché si sia disposti a ritrovarsi dopo qualche anno il figliolo che ti manda anzitempo alla bocciofila, perché ha lo spazio e le opportunità per farti concorrenza; cioè, accesso al credito e opportunità minime di una carriera autonoma;
noi vediamo la crisi, ed in generale le scelte, sempre e solo come risultato di circostanze endogene o inevitabili; ma spesso sfugge il contenuto intrinseco di potere nel perseguire un assetto miserabile, tanto ai livelli "alti", quanto a quelli famigliari, dove la povertà è chiaramente un puntello di assetti tradizionali di genere.c'è del lardo in Garfagnana
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Sì, sostanzialmente concordo, però erediteranno.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiobisogna vedere cosa, valutato come, e in quali condizioni;
intanto questa carenza di potere contrattuale a tutti i livelli comporta che siano le generazioni anziane a dirigere, e queste nei grandi numeri si occupano poco del futuro, per ovvii motivi;
senza scomodare le alte sfere, se un 70enne in buona fede ritiene un investimento in eredità dei figli la ristrutturazione del casale della sua infanzia a Monculi di sopra, va a spendere risorse per qualcosa di dubbia redditività e per un motivo affettivo recondito; vacci a ragionare...
non che il parere e le predilezioni dei giovani siano necessariamente più efficienti, beninteso;
in un ambiente culturale meno autoritario e gerarchico, ci sarebbe più cultura economica diffusa e le generazioni anziane si farebbero una ragione della necessità di passare la mano, a tutti i livelli; perché il "giovane scemo" e fancazzista è anche il risultato della porta chiusa sull'accesso alle risorse, visto che la cultura della competizione contro la generazione possidente non fa parte del nostro bagaglio;
cioè: tu, padre, fai lo scarparo , non mi dai retta, a 30, 40 o magari 50 anni, e pensi di essere ancora il più capace ? io mi metto in proprio e ti faccio concorrenza; non succede, non è nella cultura; ci si accontenta di far finta di lavorare in cambio dell'argent de poche; salvo poi scannarsi coi fratelli quando il vecchio tira le cuoia, ma la situazione è compromessa dalla gestione poco dinamica;
avrai notato che in questo paese non c'è mai stata un rivoluzione, ma guerre civili quante ne vuoi...
è la cultura gerarchica, autoritaria, verticale, rurale, patriarcale;
ogni tanto, qualche solone si lagna dei giovani imbelli e predica un calcio in culo alla maggiore età; che sarebbe giustissimo, purché si sia disposti a ritrovarsi dopo qualche anno il figliolo che ti manda anzitempo alla bocciofila, perché ha lo spazio e le opportunità per farti concorrenza; cioè, accesso al credito e opportunità minime di una carriera autonoma;
noi vediamo la crisi, ed in generale le scelte, sempre e solo come risultato di circostanze endogene o inevitabili; ma spesso sfugge il contenuto intrinseco di potere nel perseguire un assetto miserabile, tanto ai livelli "alti", quanto a quelli famigliari, dove la povertà è chiaramente un puntello di assetti tradizionali di genere.
Purtroppo è vero che c'è questa "conservatività" culturale, mediamente.
Che ha pro e contro. Fossero sfruttati con intelligenza... potrebbero pure servire.
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Probabilmente non hai vissuto gli anni 80. La domanda non era affatto ottimistica, la gente sapeva che viveva al di sopra delle proprie possibilità. E' stata invece una scelta politica dei governi e dei sindacati di quel periodo. Meno controllo sulle imprese, così chiedeva Confindustria, più spesa pubblica per pensioni e dipendenti pubblici, così chiedevano i sindacati. Al CAF andava benissimo, soprattutto al primo che riuscì a portare il Partito Socialista oltre il 10%.
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beh, ti sbagli, perché ho 55 anni; tra l'altro, Craxi l'ho conosciuto di persona;Originariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioProbabilmente non hai vissuto gli anni 80. La domanda non era affatto ottimistica, la gente sapeva che viveva al di sopra delle proprie possibilità. E' stata invece una scelta politica dei governi e dei sindacati di quel periodo. Meno controllo sulle imprese, così chiedeva Confindustria, più spesa pubblica per pensioni e dipendenti pubblici, così chiedevano i sindacati. Al CAF andava benissimo, soprattutto al primo che riuscì a portare il Partito Socialista oltre il 10%.
oltre a studiare politologia e anche materie economiche nei primi '80, il clima di quel periodo ero in grado di leggerlo benino e in modo informato; praticamente nessuno nell'opinione pubblica aveva la percezione di possibili incombenti vincoli alla spesa, o di qualsiasi elemento internazionale perturbatore oltre il governabile con gli strumenti tradizionali del debito, delle svalutazioni competitive, ecc...
gli unici due segnali di discontinuità furono proprio la stretta di Visentini sull'evasione nel commercio, cui fece sponda il referendum per abolire la scala mobile; ma tutto il resto era basso impero a ritmi vertiginosi, lo sbraco più totale di ogni settore e potentato ad approfittare delle opportunità di spesa in modalità di sottogoverno;
è solo con Maastricht e i suoi vincoli che il mondo imprenditoriale si è svegliato ed è scoppiata Tangentopoli, con la stretta di Amato e il progressivo taglio delle assunzioni nella PA; ma siamo già ai primi '90; poi, è arrivato il cav., a farsi garante di una transizione morbida che non urtasse gli interessi più forti, mafie incluse, che avevano avvertito con le bombe;
negli anni 80 c'è stato un boom mai visto nei consumi di massa, spettacolare in un paese fino ad allora votato al risparmio vecchio stile, dei buoni postali.c'è del lardo in Garfagnana
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Beh almeno ti ho tolto 30 anni....allora non ricordi bene, ad esempio le pensioni calcolate sulle retribuzioni degli ultimi 10 anni. I lavoratori sapevano bene che non c'era corrispondenza tra contributi e assegno. Oppure i contributi a fondo perduto per le imprese. Venivano aperte società solo per acquisire tali contributi, per poi lasciarle morire. Per non parlare dei salvataggi di grosse imprese con il beneplacito dei sindacati. Erano aziende decotte che non meritavano alcun aiuto in quanto i costi erano largamente superiori ai possibili ricavi, in settori ormai maturi. Per non parlare dell'assalto alla diligenza in occasione delle famigerate leggi finanziarie.
In una trasmissione televisiva dell'epoca in una tv privata della mia città, in occasione delle elezioni credo del 1987, il giornalista economico della medesima tv accolse Cirino Pomicino con il libro di Smith "La ricchezza delle Nazioni" in mano e leggendogli la prima frase. I bilanci pubblici devono chiudersi in pareggio.
Diciamo che abbiamo fatto finta di non sapere.
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scusa eh...Originariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioBeh almeno ti ho tolto 30 anni....allora non ricordi bene, ad esempio le pensioni calcolate sulle retribuzioni degli ultimi 10 anni. I lavoratori sapevano bene che non c'era corrispondenza tra contributi e assegno. Oppure i contributi a fondo perduto per le imprese. Venivano aperte società solo per acquisire tali contributi, per poi lasciarle morire. Per non parlare dei salvataggi di grosse imprese con il beneplacito dei sindacati. Erano aziende decotte che non meritavano alcun aiuto in quanto i costi erano largamente superiori ai possibili ricavi, in settori ormai maturi. Per non parlare dell'assalto alla diligenza in occasione delle famigerate leggi finanziarie.
In una trasmissione televisiva dell'epoca in una tv privata della mia città, in occasione delle elezioni credo del 1987, il giornalista economico della medesima tv accolse Cirino Pomicino con il libro di Smith "La ricchezza delle Nazioni" in mano e leggendogli la prima frase. I bilanci pubblici devono chiudersi in pareggio.
Diciamo che abbiamo fatto finta di non sapere.
ma io fino ad ora cosa ho scritto ?
con la differenza che quel sistema, fino alla fine del decennio, sembrava garantito sine die, anche nella credenza popolare; la vulgata essendo: l'Italia è un paese strategico; qualsiasi cosa accada gli amerikani provvederanno, perché non possono permettersi di lasciarci a piedi;
perché dal 1947 al 92, nessuno aveva mai avuto esperienza di un sistema-Italia non garantito, non democristiano, in cui le cose non si aggiustassero a tarallucci e vino; la crisi più importante, 1969-74, aveva avuto come sbocco le regioni e la cooptazione del PCI nel potere di spesa di quelle, l'accordo Lama-Agnelli, ecc...
gli unici che obiettavano timidamente erano i repubblicani, qualche scalfariano all'Espresso, e alcuni liberali, come l'attuale presidente ABI Patuelli, allora giovane antichissimo
ma questi non avevano alcuno spazio, nemmeno immaginativo, perché la massa e le élites ragionavano d'altro e le questioni economiche erano una variabile dipendente dalla politique d'abord;
fino agli anni 90 non c'era una consapevolezza diffusa che le politiche distributive della spesa potessero subire davvero una contrazione, e fino al 2008 la quasi totalità della popolazione pensava che gli immobili sarebbero stati uno scrigno magico in cui conservare il patrimonio, rivalutato senza limiti e garante di qualsiasi avventura.c'è del lardo in Garfagnana
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esattoOriginariamente Scritto da Barrett Visualizza MessaggioDiciamo che abbiamo fatto finta di non sapere.
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ok. non siamo negli anni trenta ma la analisi rimane la stessa pur essendo la crisi di questi anni da addebitare a squilibri nel settore finanziario piuttosto che in quello dell'economia reale. la ricetta come la chiami tu, non fu applicata in paesi europei che però ebbero ciascuno il proprio new deal diciamo "ideologicamente forte". negli usa la cosa ha supremamente funzionato rendendo ancor più quel paese un eccezione laddove rimasto democratico mentre i paesi di cui parli fecero coincidere il risanamento economico con la preparazione di un' economia di guerra. non sia mai detto poi che italia e germania abbiano finanziato la spesa pubblica a debito, soprattutto per quanto riguarda la germania, che non poteva a cusa di un'inflazione da capogiro.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiobeh, questa è storia ovvia; anzi, sarebbe; perché il punto è che non viviamo più negli anni 30, e le variabili ambientali sono molto diverse;
poi, devi scorporare la ricetta keynesiana per come ha operato nei diversi paesi, a seconda delle caratteristiche e opportunità;
negli USA la cosa ha funzionato perché si trattava di un potenziale per quei tempi illimitato, e il sistema che si è prodotto ha trovato sfogo nell'economia di guerra, come per i paesi alleati; per la Germania e l'Italia gli effetti sono stati temporanei, e pagati a caro prezzo, perché quella ripresa è stata finanziata a debito, che non si poteva pagare; puntualmente, finita la guerra e consumato tutto il consumabile, il ciclo è ripreso col piano Marshall e la guerra non combattuta, "fredda"; ma era un trucco anche quello, un bluff scoperto nelle prime crisi finanziarie, a ondate dagli anni 80 ad oggi;
quanto alle crisi finnziarie ti vorrei far notare che negli anni ottanta fino all'era (bill) clinton per lo meno, il mercato della borsa ha galoppato alla grande. ne è figura simbolo lo Iuppy in completo e forse anche un po' pretty woman, un film che a mio parere è rappresentativo di un'epoca.
Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioi sistemi di oggi non sono chiusi, né si potrebbe chiuderli, nemmeno volendo; un'autorità "nazionale" di un paese avanzato oggi governa poco o nulla, perché il motore gira in sincronia con tutti gli altri; se si rompe quella sincronia, i risultati sono tali da inficiare qualsiasi politica economica ragionevole, cioè che non crei conflitti drammatici;
mi dai la possibilità di esprimere un punto di vista che mi sono fatto con un pochino di studio e di letture. ma tu pensi davvero che le multinazionali controllino non solo l'economia internazionale (e te lo concedo) ma anche la politica delle nazioni? vada per l'asia meridionale e in parte per la cina, ma le nazioni avanzate hanno propri anticorpi, propri correttivi ad una ingerenza che potrebbe essere pregiudizievole per il meno. per fortuna l'ultima guerra mondiale ha determinato un ordine pagato col sangue, non solo economico ma anche politico a cui tutti devono soggiacere. vedi come probante l'attuale arenamento del progetto di unione politica europea. se non c'è unione politica come può esservi unione economica e viceversa?
tutte cavolate, se mi permetti. i privilegi e le esenzioni non fanno mercato. l'europa non potrà mai unirsi in virtù di disposizioni dall'alto, come si intende fare da più parti a quanto pare. finché gli stati non effettueranno politiche economiche comuni, al di là della moneta unica che è solo carta stampata, come ad esempio attraverso l'applicazione di misure di salvaguardia della bilancia commerciale unice in tutto il continente, hai voglia a scampanare...cioè non so se te ne rendi conto ma questa ipotesi è di fantaeconomia.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioquesta cosa la capisci solo se metti in fila tutte le normative e i numeri reali di come funziona la circolazione di tutti i capitali e i beni, inclusi i risparmi del fruttivendolo della porta accanto; le "nazioni" non esistono più, almeno in Europa, ma anche altrove; tu puoi trasferirti in Germania, comprare titoli tedeschi, azioni di banche e imprese tedesche, aprire un'impresa lì, viaggi senza controlli di frontiera, paghi con la stessa moneta, e questo da 15 anni, che sono 25 per le attività economiche;
Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiooggi lo stato fa solo un po' di mediazione fiscale tra aree diverse, peraltro modulata localmente, con le addizionali, ecc... e poco più;
e in questo è diventato un costo eccessivo, perché oramai, posti gli standard UE, non c'è quasi più nulla che non possa essere fatto meglio a livello locale - i servizi - oppure che possa essere garantito solo da un'unione sovranazionale - politica estera e difesa;
allora se è meglio il livello locale, perché insistere con sta voglia marcia di obliterare le scelte individuali per ricondurre tutto a un dover essere che nella sostanza annulla (il più spesso formalmente, a livello di concetto, insomma de iure condendo) le differenze.
Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggiose ragioni di stati come quelli del secolo scorso, ti metti in viaggio col diesel in un continente dove non c'è il gasolio alle pompe;
se oggi una "comunità", di qualsiasi ampiezza, vuole investire, o aumenta endogenamente la sua ricchezza - hai il mare bello ? fai una cazzo di politica di accoglienza come in Romagna, dove col mare di merda che hanno, da un secolo fanno il pienone; certo, non puoi presentare le coste adornate di scheletri di abusi disabitati, consentire faide sanguinose a pochi km nell'entroterra o l'appropriazione indebita dell'acqua...
axe, permettimi di farti notare che il turismo è l'ultima ruota del carro "economia" in italia. anzi proprio perché stiamo così col culo a terra gli stranieri vengono da noi. potrei ipotizzare che nell'esempio tuo di rimini e quant'altro gli stranieri vadano in emilia perché lì c'è un bel clima e la vita vale poco.
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l'economia USA è stata di guerra fino al secondo Reagan, e a partire dalla Lends & Lease act, che è del 1940; surplus industriale smaltito col volano degli armamenti; quando è finita la festa, il tenore di vita occidentale è stato gonfiato sopravvalutando il sottostante con la finanza; ma una borsa galoppante non è certamente indice di una situazione di per sé "sana";Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggiook. non siamo negli anni trenta ma la analisi rimane la stessa pur essendo la crisi di questi anni da addebitare a squilibri nel settore finanziario piuttosto che in quello dell'economia reale. la ricetta come la chiami tu, non fu applicata in paesi europei che però ebbero ciascuno il proprio new deal diciamo "ideologicamente forte". negli usa la cosa ha supremamente funzionato rendendo ancor più quel paese un eccezione laddove rimasto democratico mentre i paesi di cui parli fecero coincidere il risanamento economico con la preparazione di un' economia di guerra. non sia mai detto poi che italia e germania abbiano finanziato la spesa pubblica a debito, soprattutto per quanto riguarda la germania, che non poteva a cusa di un'inflazione da capogiro.
quanto alle crisi finnziarie ti vorrei far notare che negli anni ottanta fino all'era (bill) clinton per lo meno, il mercato della borsa ha galoppato alla grande. ne è figura simbolo lo Iuppy in completo e forse anche un po' pretty woman, un film che a mio parere è rappresentativo di un'epoca.
nessuno controlla nulla, davvero; non esiste autorità che faccia funzionare un piano urbanistico se chi abita in un quartiere vuol vivere diversamente da come previsto, figurati l'ordine mondiale, le migrazioni, ecc...mi dai la possibilità di esprimere un punto di vista che mi sono fatto con un pochino di studio e di letture. ma tu pensi davvero che le multinazionali controllino non solo l'economia internazionale (e te lo concedo) ma anche la politica delle nazioni? vada per l'asia meridionale e in parte per la cina, ma le nazioni avanzate hanno propri anticorpi, propri correttivi ad una ingerenza che potrebbe essere pregiudizievole per il meno. per fortuna l'ultima guerra mondiale ha determinato un ordine pagato col sangue, non solo economico ma anche politico a cui tutti devono soggiacere. vedi come probante l'attuale arenamento del progetto di unione politica europea. se non c'è unione politica come può esservi unione economica e viceversa?
magari tu potresti essere un fan di Putin; ma io sarei un cretino se pensassi che sei lobotomizzato dalla propaganda e non capissi che comunque hai le tue autonome motivazioni esistenziali, così come chiunque scelga una propria affiliazione ideologica, esistenziale, di consumi e orientamenti vari;
la questione unione politica-economica è di quelle transitorie; di fatto, l'unione politica c'è già quasi, solo che non è vistosa, soprattutto per chi si concentri sui simboli e non sulla sostanza degli standard;
è fantaeconomia che si faccia tutti alla pari, grandi e piccoli, levantini e nordici, unionisti e nazionalisti, tutti con lo stesso peso; ma è ancora più fantaeconomia che qualcuno torni indietro; francesi e tedeschi, olandesi, belgi e altri, faranno fisco e finanza comune presto; poi, chi se la sente si adeguerà;tutte cavolate, se mi permetti. i privilegi e le esenzioni non fanno mercato. l'europa non potrà mai unirsi in virtù di disposizioni dall'alto, come si intende fare da più parti a quanto pare. finché gli stati non effettueranno politiche economiche comuni, al di là della moneta unica che è solo carta stampata, come ad esempio attraverso l'applicazione di misure di salvaguardia della bilancia commerciale unice in tutto il continente, hai voglia a scampanare...cioè non so se te ne rendi conto ma questa ipotesi è di fantaeconomia.
non so a cosa tu ti riferisca quando parli di privilegi ed esenzioni; forse non viaggi mai o non hai relazioni economiche dirette con l'estero, o non le vedi nella tua quotidianità; però la farsa della Brexit dovrebbe dirti già qualcosa:
quelli erano fuori da Schengen, con la loro moneta, uno status privilegiato rispetto ai partner UE, ed un'economia ricchissima; beh, è bastato l'annuncio che sarebbero usciti anche con l'altra zampa - perché la Brexit ancora non c'è stata - per mandare in crisi tutto il sistema, col paradosso per quelli cui stanno facendo carte false per non modificare più nulla del pregresso, ma perdendo i loro privilegi di membro eccentrico, e con la sterlina che si è allineata all'euro; il tutto, è bene ricordarlo, nel solo intento di controllare il flusso di cittadini UE; viel laerm um nichts, un gran casino perché c'avevano sui coglioni il nostro pizzaiolo o l'idraulico polacco;
dove vedi la voglia marcia di obliterare le differenze, e da parte di chi ? questa è mitologia che serve a confortare l'opinione di chi non si capacita che gli individui ragionino diversamente, e attribuisce le idee diverse alla coercizione ideologica;allora se è meglio il livello locale, perché insistere con sta voglia marcia di obliterare le scelte individuali per ricondurre tutto a un dover essere che nella sostanza annulla (il più spesso formalmente, a livello di concetto, insomma de iure condendo) le differenze.
ti pare conformismo il casino fatto in Puglia per 300 ulivi, il fatto che gli ecologisti de noantri, parenti ideologici degli antivax, continuino a porre il patrimonio arboricolo a rischio xilella pur di fare interdizione ? la difesa degli abusi ischitani ? il caos del sistema esattoriale in quasi tutto il sud ? sai quanto dureresti in Germania a vivere in quel modo ?
il livello locale media, perché hai un fisco locale che tende a compensare e aggiustare i livelli statali; ma questo, nella normativa attuale, significa esattamente che la differenza tra Bari e Torino è sostanzialmente la stessa che tra Bari e Chambery; se fai il commesso a Panorama, capitale "francese", tra virgolette, perché potresti essere azionista di quel gruppo, oltre che dipendente, la qualità della tua vita risulta ampiamente modulata dal fisco e dall'amministrazione locale, e cambia poco che le questioni relative al tuo lavoro siano decise a Torino o Chambery; perché quando lo stato "nazionale" sovvenzionava Torino per dare il lavoro a qualcuno, non era gratis; faceva debiti che paghi tu, oggi, con meno servizi;
proprio l'ultima no; e in gran parte anche perché mezzo paese è impraticabile per gli standard turistici, dove servono autostrade, ordine pubblico, offerta facile di alternative e capacità ricettive; se attraversi il confine francese con fidanzata, ad ogni uscita autostradale hai un Formula1, dove con 39 euro a notte che paghi con carta, hai una stanza doppia; vabbè, una specie di loculoaxe, permettimi di farti notare che il turismo è l'ultima ruota del carro "economia" in italia. anzi proprio perché stiamo così col culo a terra gli stranieri vengono da noi. potrei ipotizzare che nell'esempio tuo di rimini e quant'altro gli stranieri vadano in emilia perché lì c'è un bel clima e la vita vale poco.
ma ti metti in viaggio in tutta tranquillità e sai che non ti troverai mai davanti ad un albergatore che ti piazza nel sottoscala a 200 euro a notte, forte dell'impossibilità di trovare altro;
qui, invece, abbiamo i campioni anti-Bolkenstein, che pagano canoni demaniali ridicoli, occupano le spiagge e ti chiedono 3 euro per mezzo litro d'acqua, e magari si permettono pure di obiettare se vuoi accedere alla battigia, gli ultimi 5 mt. beh, questi sono i più accesi vindici delle "differenze" e del nazionalismo; ci credo...
c'è del lardo in Garfagnana
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