A me piaceva molto stare all'università.
In effetti sono stata una fuoricorsista anomala, preparavo esami in tempi veloci, ma nel frattempo vivevo diversi tipi di patemi tra uno e l'altro. Però mi piaceva stare lì a parlare, spulciare libri, discutere e tutte quelle cose che hanno fatto di me l'ultima del mio gruppo a laurearsi.
Se non ci fossero stati i problemi che ho avuto, sarei stata una di quelle brave.
E non me stessa.
Quando si è giovani, è abbastanza normale vivere alti e bassi e quindi prendersi delle "pause". Secondo me è anche formativo. Io però sono sempre stata un panzer, con un senso del dovere anomalo, e quindi neanche da giovane "perdevo tempo"... poi me ne sono anche un po' pentita
Come in tutti (e sottolineo tutti) gli ambienti, anche nelle migliori università c'è chi cerca di ottenere il massimo col minimo sforzo, c'è chi cerca di usare scorciatoie e quant'altro. Io ho sempre studiato perché volevo farlo e volevo imparare, non il pezzo di carta, quindi, cercare scorciatoie o mezzucci sarebbe stato assurdo per me.
va bene il massimo profitto col minimo investimento. però se investi poco per guadagnare molto devi avere chi, responsabile di dire se l'esame l'hai superato e come, ti regga il gioco. posso dire di non aver mai superato un esame senza farmi il **** sui libri e senza ripetere tutto ad alta voce per almeno due volte. così sono riuscito a dare 41 esami e ho una media discreta. voi mi direte (credo): so troppi. si, è vero. e non chiedetemi perché se no passiamo un mese a parlare della mia pessima carriera universitaria...
«La campagna elettorale sta rendendo serrato il dibattito - ha detto Bassetti -, ma non si può comunque scordare quanto rimanga immorale lanciare promesse che già si sa di non riuscire a mantenere. Altrettanto immorale è speculare sulle paure della gente: al riguardo, bisogna essere coscienti che quando si soffia sul fuoco le scintille possono volare lontano e infiammare la casa comune, la casa di tutti. Proprio per questo bisogna impedire che una cultura della paura si trasformi in xenofobia, o addirittura in «discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente. Non è chiudendo che si migliora la situazione del Paese». Perciò il presidente della Cei ha da un lato ricordato come ammonimento la «pagina buia» delle leggi razziali del 1938. Dall'altro ha ringraziato il papa per aver dato atto all'Italia, nel recente discorso al Corpo diplomatico, dello sforzo di accoglienza compiuto in questi anni verso gli immigrati.»
E' proprio questo il rischio, purtroppo... ed è un fenomeno che sta già dilagando.
E' immorale anche il fatto che i giornali (che, d'accordo, hanno il compito - anzi, il dovere - di informare l'opinione pubblica) dedichino tanto spazio ai fenomeni di razzismo e xenofobia... che continuano a moltiplicarsi anche per emulazione.
P.S. Mi era parso che questo topic fosse dedicato alla politica, non agli studi universitari o alla razza delle razze...
va bene il massimo profitto col minimo investimento. però se investi poco per guadagnare molto devi avere chi, responsabile di dire se l'esame l'hai superato e come, ti regga il gioco. posso dire di non aver mai superato un esame senza farmi il **** sui libri e senza ripetere tutto ad alta voce per almeno due volte. così sono riuscito a dare 41 esami e ho una media discreta. voi mi direte (credo): so troppi. si, è vero. e non chiedetemi perché se no passiamo un mese a parlare della mia pessima carriera universitaria...
non ti offendere, ma il senso di un esame universitario non è "ripetere le cose", comunque ognuno si impegna come sa fare.
Gli esami non li ho contati, ma ho tre pezzi di carta con scritto 110 e lode, quindi mi accontento
Imparare delle cose, ma non in senso nozionistico.
Apprendere sì dei concetti, ma anche la capacità di applicare quei concetti e quegli strumenti a problemi nuovi.
Cioè va bene sapere a memoria la dimostrazione del teorema di Banach-Caccioppoli, perchè se ildocente te la chiede, la devi saper illustrare, però è più importante sapere quel teorema a cosa serve e come applicarlo.
Se mi sai a memoria la teoria dello sviluppo in serie di Taylor, ma poi non mi sai dire perchè
sì insomma... imparare nozioni è necessario, ma è più importante capire a cosa servono.
Poi ho visto gente accettare un 20 ad un esame per passarlo, ma non avevano capito un cavolo... e ste cose sono assurde. Ma certo se prendi solo dei 20 agli esami, non è che ci fai molto, alla fine con la laurea.
si. però capirai che la misura in cui la memoria c'entra nello studio dipende dalle caratteristiche della materia. se studi matematica devi soprattutto capire per applicare. se studi legge devi innanzitutto ricordare. così la vedo io.
si. però capirai che la misura in cui la memoria c'entra nello studio dipende dalle caratteristiche della materia. se studi matematica devi soprattutto capire per applicare. se studi legge devi innanzitutto ricordare. così la vedo io.
Prova a fare un esame di analisi 2, dove devi ricordare a memoria decine di dimostrazioni come quella del teorema di Banach-Caccioppoli, poi ne riparliamo.
Secondo me la differenza tra un corso di laurea scientifico e uno umanistico sta solo nella complessità delle cose da ricordare. E comunque non credo che sia meno impegnativo ricordare il codice civile o penale e averlo anche capito, che ricordare i teoremi di un esame di Istituzioni di fisica teorica.
Io non credo che sarei riuscita a fare Legge, anche se mi sono laureata in Fisica.
Ogni disciplina ha le sue difficoltà e, secondo me, richiede insieme l'uso di memoria e capacità di comprendere e collegare le nozioni. Poi subentrano le attitudini personali per cui se una disciplina ci appassiona più o meno, allora riusciamo a superare le difficoltà insite nel percorso di apprendimento, altrimenti ci risulta insopportabile.
si. forse hai ragione (in qualche modo). però io resto dell'avviso che, se capisci la fisica o la matematica, allora le ricordi, anche per quanto riguarda la dimostrazione di un teorema. almeno, quando studiavo quel pochino di fisica alle superiori, mi riusciva facile studiare perché capivo bene i principi della disciplina, che poi mi consentivano di risolvere, almeno concettualmente i problemi.
se non è chiaro ti faccio un esempio: mi è capitato di dover risolvere, per conto di una alunna delle medie, una espressione di numeri decimali. bene, dato che a suo tempo avevo capito bene i numeri razionali, ho creduto fosse più facile risolvere l'espressione applicando i frattali. ti dirò che il risultato, che coi decimali avrebbe dovuto essere 0,1, coi frattali era 1/10. era quindi lo stesso.
per quanto riguarda legge, ci sono i principi, le singole disposizioni che vanno interpretate secondo i principi generali ecc.
tu dici: ricordare un codice... per esemplificare diciamo che il c.c. (codice civile) ha 2969 articoli. lo impari a memoria? no. hai il manuale ed esistono manuali e manuali e ogni manuale è espressione di una certa concezione del diritto, in sostanza una opinione generale che condensa più opinioni particolari. quello che ti si chiede è conoscerle tutte. ti domando: è possibile? ti dirò: è possibile, ma per renderlo fattibile occorre essere un po' come il matto di de andrè che voleva imparare la treccani a memoria.
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