27 gennaio

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  • Escolzia
    Opinionista

    • 10/08/16
    • 7520

    #1

    27 gennaio

    "Ci siamo baciati nel parco sotto un cartellone con su scritto: " Cittadini prendetevi cura delle strutture pubbliche. Tenete i cani al guinzaglio", e, in basso a caratteri più piccoli: "Ai sensi della legge sulla cittadinanza del Reich, agli ebrei è consentito utilizzare le panchine gialle". Le panchine erano tutte grigie."

    Stella di Takis Wurger
  • follemente
    Opinionista

    • 22/12/09
    • 11727

    #2
    Alcune esperienze mi hanno fatto percepire l’importanza di questa giornata, altrimenti solo studiata sui libri.
    A Berlino, mi pare in Alexanderplatz, la mattina, due attori leggevano i nomi dei deceduti nei campi di concentramento. Vi passai anche il pomeriggio e continuavano a leggere. Ci passai i giorno dopo e loro continuavano a leggere. Il terzo giorno lo stesso. E’ quasi impossibile capire quanti siano sei milioni di persone, ma tutti quei nomi pronunciati, in tutti quei giorni e quelle notti ininterrottamente, lasciano intravvedere la terribile realtà.

    Praga, il ghetto ebraico: in una sinagoga, sulle pareti, sono stampati i nomi dei morti nei campi di concentramento: un nome e cognome sopra l’altro, ciascuno una vita, una storia. Non ho retto a quella valanga di nomi e per il magone sono dovuta uscire.

    Trieste: incontro con un’ebrea triestina di novant’anni a scuola. Non è finita nei campi di concentramento, perché è stata ospitata da amici in vari paesi. Però nel ’38, il giorno dopo la promulgazione delle leggi razziali, da ragazzina, non ha più potuto frequentare il liceo e, in strada, nessuno dei conoscenti ed amici italiani la salutava e la guardava più: era diventata invisibile.

    Mai più.

    (Ho già pubblicato queste testimonianze da qualche parte, ma fa niente.)

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11727

      #3
      Questa non può mancare in un thread come questo.

      Se questo è un uomo



      Voi che vivete sicuri
      nelle vostre tiepide case,
      voi che trovate tornando a sera
      il cibo caldo e visi amici:

      Considerate se questo è un uomo
      che lavora nel fango
      che non conosce pace
      che lotta per mezzo pane
      che muore per un si o per un no.

      Considerate se questa è una donna,
      senza capelli e senza nome
      senza più forza di ricordare
      vuoti gli occhi e freddo il grembo
      come una rana d'inverno.

      Meditate che questo è stato:
      vi comando queste parole.
      Scolpitele nel vostro cuore
      stando in casa andando per via,
      coricandovi, alzandovi.

      Ripetetele ai vostri figli.
      O vi si sfaccia la casa,
      la malattia vi impedisca,
      i vostri nati torcano il viso da voi.



      Primo Levi

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      • arecata
        • 03/04/13
        • 5519

        #4

        I N - M E M O R I A M


        Le vittime dell'Olocausto, oltre i circa 5.900.000 ebrei, sono state anche di 2.000.000 di cittadini polacchi non ebrei, più di 2 milioni di prigionieri sovietici, centinaia di miglia di zingari (forse 500.000), oltre 200mila disabili, 100-200mila massoni, omosessuali, testimoni di Geova, ed ancora migliaia e migliaia di altre vittime.

        Un calcolo preciso delle vittime è impossibile, si parla con approssimazione tra 12,5 milioni e 17,35 milioni di vittime globali, il che comporta che la metà, od un terzo furono vittime israelite, ma le altre, le vogliamo dimenticare?

        La triste ricorrenza di oggi : GIORNO DELLA MEMORIA non è un'esclusività ebraica, ma sembra sia l'unica che suscità pietà e rimorso.
        Pánta rhêi hōs potamós

        arecata è il 2° nick-name di Blasel

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        • sandor
          Opinionista

          • 07/10/10
          • 3414

          #5
          si cara arecata: ti chiedo: qual è la differenza tra morti nei lager e morti in guerra?
          Last edited by sandor; 27-01-2019, 18:30.
          http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #6
            Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
            si cara arecata: ti chiedo:qual è la differenza tra morti nei lager e morti in guerra?
            bella domanda, dalla risposta meno scontata di quel che potrebbe sembrare;
            in via generale, nel lager si è prigionieri, ridotti all'inoffensività; mentre i soldati sono teoricamente liberi; ma vale anche per i coscritti di uno stato non democratico ?

            un'altra linea di discrimine nella questione lager sarebbe quella essenziale, tra persone oppresse in seguito ad una loro scelta o comportamento - oppositori politici - e persone oppresse o eliminate per una loro condizione di nascita, irredimibile e non-negoziabile, come l'appartenenza etno-nazionale; e la circostanza che si tratti di un'oppressione occasionale, oppure ideologicamente prevista, premeditata, essenziale all'ideologia.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Tiberio
              Opinionista
              • 16/08/16
              • 3530

              #7
              Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
              si cara arecata: ti chiedo:qual è la differenza tra morti nei lager e morti in guerra?
              è diverso tra morire in un bombardamento e morire dopo essere stato spogliato della dignità di cittadino e della qualifica di uomo. "vietato l'ingresso agli ebrei"
              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #8
                Consiglio caldamente a tutti la visione del film "Corri ragazzo corri"
                amate i vostri nemici

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70446

                  #9
                  Questa la scattai durante il mio viaggio a Varsavia, con visita ad Auschwitz. Un viaggio che almeno una volta nella vita bisogna fare.

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                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • Escolzia
                    Opinionista

                    • 10/08/16
                    • 7520

                    #10
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    Questa la scattai durante il mio viaggio a Varsavia, con visita ad Auschwitz. Un viaggio che almeno una volta nella vita bisogna fare.

                    [ATTACH=CONFIG]29209[/ATTACH]
                    Ho visto solo il campo di Dachau, credo che purtroppo quei luoghi si assomigliassero tutti, in quanto costruiti secondo una inquietante logica.

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