Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità.
Il Fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di culture, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta.
Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista.
Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito.
Odia gli animali, non ha senso dell’arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui.
Non ama l’amore, ma il possesso.
Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere.
Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des.
È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri.
Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre.
Ennio Flaiano
il quale, a scanso di equivoci, non era certo comunista, né tenero coi comunisti.


A parte gli scherzi (adoro Flaiano) personalmente non corrispondo a tale tipologia, che è propria dell'epoca. Invece sarebbe interessante una tipologia attuale dell'elettore italiano di destra e di sinistra. Secondo me si troverebbe che rispetto a tanti anni fa non c'è più niente come prima, assolutamente niente...seppure sarebbe troppo semplicistico, certo, affermare che certi ruoli si siano invertiti. Ma sono già passati tanti anni da quando l'immenso Gaber sbertucciava le definizioni di destra e sinistra...ma lui è sempre stato in grande anticipo sui tempi.

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