Christmas effect

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #1

    Christmas effect



    Sui comportamenti degli italiani durante il periodo natalizio ci sono numerose indagini psicosociali che consentono di raggruppare la popolazione in 4 categorie con sottogruppi:

    1) tradizionale – familistico;

    2) critico – negativo;

    3) edonistico – consumistico;

    4) apatico –accomodante.

    Le 4 categorie non hanno nette delimitazioni ma permettono marginali sovrapposizioni tra un gruppo e l’altro.

    1) tradizionale-familistico: questa categoria comprende quasi la metà della popolazione italiana. Vive le feste natalizie come occasione per rinsaldare i legami e gli affetti parentali, la coesione.

    In questa tipologia si distinguono due sottogruppi:

    a) Nel primo prevale il rimpianto per l’immagine tradizionale della famiglia patriarcale.

    b) Nel secondo ha rilevanza il significato religioso del Natale.

    2) critico-negativo: chi si riconosce in questa categoria associa le festività natalizie con sentimenti di tristezza, noia, insofferenza...ma anche aggressività. In tali soggetti, comprendenti anche molti depressi, la festa contrasta con la solitudine interiore. L'allegria degli altri acuisce il carico di rimorsi, fallimenti, sventure. Non è un caso che i suicidi siano più frequenti in questo periodo dell'anno. Chi ha ferite spirituali che si sono aperte quando era bambino/a o adolescente soffre di più quando il calendario propone un ideale ritorno all’infanzia, ai regali. Come far comprendere alle “vittime” della depressione causata dalla festività natalizia che questa ricorrenza ha soltanto un significato religioso e non consumistico ?
    La reazione aggressiva, invece, è spronata dalle ideologie o convinzioni personali: si condanna la costrizione ai regali, agli sprechi; si rifiuta la festa perché marginalizza i poveri.

    3) edonistico-consumistico: questa categoria comprende circa un quinto della popolazione ed ha in comune con la precedente categoria un quasi completo e cosciente rifiuto dei significati tradizionali e religiosi del Natale. Le persone “edonistiche-consumistiche” sono attratte dalle vetrine dei negozi piene di merci e di luci, addobbate per le feste natalizie; si sentono gratificate nel fare gli acquisti, unirsi alla folla per le strade dei centri urbani.
    Nell’edonistico-consumistico si distingue un sottogruppo, che del Natale ha un concetto gastronomico!
    Aspettano questa festività come appuntamento per l’”abbuffata”, da preparare con cura nei giorni precedenti.

    4) apatico-accomodante: i soggetti compresi in questa categoria sono una minoranza. A loro il Natale non suscita particolari emozioni, tuttavia per il bene della famiglia si conformano all’agire degli altri.
    Si suppone che se queste persone si sentissero libere di agire secondo le proprie convinzioni non si discosterebbero dalla categoria dei critici-negativi.
  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #2
    Christmas effect /2



    Per molte persone le festività natalizie diventano un periodo di stress, perché c’è la tendenza a crearsi delle aspettative, si pretende che tutto vada bene, che i rapporti interpersonali siano soddisfacenti. Per altre persone le festività diventano ansiogene perché temono di non riuscire a fare ciò che si prefiggono: il menù, i regali, riunire nonni, nipoti, zii, senza scontentare nessuno.

    Le riunioni conviviali evidenziano le assenze per vari motivi, fanno accorgere delle persone che non ci sono più, delle persone con cui vorresti parlare e non puoi. Ma si procede, si deve festeggiare in allegria.

    C’è chi preferisce rimanere da solo e chi subisce la solitudine sociale.

    Gli individui “coraggiosi” che preferiscono rimanere da soli anziché festeggiare insieme con persone anche antipatiche, evitano gli scambi di doni, gli auguri, le riunioni di famiglia per i cosiddetti “cenoni” oppure i pranzi di Natale e di Capodanno che obbligano ad una forzata cordialità ed allegria.

    Ci sono individui con legami affettivi che gradualmente perdono d’intensità e non vengono invitati, cercati ; rimane loro come unica compagnia la malinconia, la “depressione da feste natalizie”, da condividere, se possibile con chi ha lo stesso problema, trascorrendo il Natale o il Capodanno come un giorno qualsiasi.

    In occasione delle festività natalizie chi è in età avanzata, consapevole della fugacità della vita, forse si chiede: quante feste di Natale potrò ancora vedere e partecipare ? Nella tarda età aumentano i ricordi e diminuiscono le speranze.

    Dopo i lauti pasti molti anziani si assopiscono mentre guardano la televisione, mentre i più piccoli piagnucolano perché vogliono tornare ai loro giochi. Le ore sembrano non passare e nessuno osa prendere l’iniziativa di alzarsi e proclamare con voce stentorea ed autorevole: “Leviamo la mensa”. E finalmente la tavola, tracimante di quel che resta dell’abbondante pranzo o cena, si svuota. Tutti si alzano per tornare a casa.
    Last edited by doxa; 28-12-2019, 18:42.

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    • doxa
      Opinionista
      • 30/04/19
      • 2659

      #3
      “Christmas effect” /3



      Da bambini le festività natalizie si attendono con trepidazione, da adulti molti sono scontenti perché idealizzano quei lieti giorni della loro infanzia e subentra la nostalgia.

      A molti queste festività possono suscitare disagio o tristezza, insofferenza, rifiuto, ricordi dolorosi che amplificano la malinconia se stanno vivendo giorni difficili. C’è il contrasto tra il proprio stato d’animo e il clima allegro. Chi si trova in tale situazione si sottrae ai rituali legati alla festa, oppure li subisce passivamente, se non riesce a dire che preferisce trascorrere da solo questi giorni.

      Il periodo natalizio e di fine anno mette alla prova le proprie capacità assertive. Molti si sentono costretti a condividere lunghi pranzi o cene con parenti ed amici con i quali ci sono tensioni o questioni “in sospeso”. Vivono questi incontri in “apnea”, costrette a non sottrarsi alla conviviale, e pensano “non vedo l’ora che finisca”, celando l’insofferenza che può indurre atteggiamenti d’ira e di rancore.

      Se è difficile sottrarsi completamente a chi ci mette a disagio, si deve tentare di ridurre al minimo determinati incontri con persone che detestiamo. Per esempio, se il pranzo in famiglia è un impegno inderogabile, si deve trovare la scusa per avere libero il pomeriggio post prandiale.

      Il Natale è l’occasione per ascoltare le proprie esigenze, per capire con chi vorremmo essere, per evitare le frustrazioni dalle aspettative disattese.

      Le persone che si lasciano coinvolgere dal periodo natalizio e di fine anno hanno la capacità di attribuire un significato importante a queste giornate: condivisione, reciprocità, giocosità.

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      • Turbociclo
        Opinionista
        • 28/04/19
        • 5572

        #4
        Condivisione, reciprocità, giocosità non sono cose realizzabili a scadenze fisse. Si provano o non si provano interiormente. In generale. Non serve l'occasione. E' come nei regali per il compleanno. Sono spesso delle forzature. Una volta mi piaceva fare dei regali per il NON compleanno, come nel libro di Alice. Un regalo viene dal cuore, non dalla data del calendario. E così il Natale vero è quello che nasce dentro di noi come sentimento vero e vissuto. Fosse anche a Ferragosto.
        " L' uomo ha una tale passione per il sistema
        e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
        per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
        pur di legittimare la propria logica."

        Dostoevskij.

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        • sandor
          Opinionista

          • 07/10/10
          • 3414

          #5
          Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggio
          Condivisione, reciprocità, giocosità non sono cose realizzabili a scadenze fisse. Si provano o non si provano interiormente. In generale. Non serve l'occasione. E' come nei regali per il compleanno. Sono spesso delle forzature. Una volta mi piaceva fare dei regali per il NON compleanno, come nel libro di Alice. Un regalo viene dal cuore, non dalla data del calendario. E così il Natale vero è quello che nasce dentro di noi come sentimento vero e vissuto. Fosse anche a Ferragosto.
          allora. so di dover rispondere ma anche di dover dire il già detto. il regalo è una bella cosa, però come giustamente dici, il regalo lo fai a quelli che il regalo non sanno neanche cosa sia. perché ovviamente se lo fai ai tuoi "pari", quelli te lo ributtano appresso, perché ovviamente è in sostanza "carità pelosa". poi se il regalo è quantificabile in danaro allora poi si possono configurare dei "reati", tipo "corruzione", "concussione", "sfruttamento della prostituzione", ecc. ovviamente se tu vuoi continuare a fare regali, così, a cazzo, come direbbe vega, allora parti per la tangente e te ne vai a prendertelo, sempre "il regalo", in tunisia, dove fa più caldo e dove di conseguenza puoi fare "più regali". sempre in natura ovviamente e non in denaro. statti buono almeno per le feste...auguri. un'ultima cosa: se vai poi all'estero, tipo in inghilterra, allora ti accorgi che i "regali" non servono a un cazzo, e per di più sono "dei mantenuti". ciao carissimo...
          Last edited by sandor; 29-12-2019, 11:03.
          http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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          • BiO-dEiStA
            Eufonista
            • 22/02/10
            • 5403

            #6
            Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggio
            Condivisione, reciprocità, giocosità non sono cose realizzabili a scadenze fisse. Si provano o non si provano interiormente. In generale. Non serve l'occasione. E' come nei regali per il compleanno. Sono spesso delle forzature. Una volta mi piaceva fare dei regali per il NON compleanno, come nel libro di Alice. Un regalo viene dal cuore, non dalla data del calendario. E così il Natale vero è quello che nasce dentro di noi come sentimento vero e vissuto. Fosse anche a Ferragosto.
            Non so cosa sia il Natale vero, comunque sono ben consapevole dell'effetto dei regali non graditi e delle occasioni in cui bisogna fare regali per forza. Ho risolto la cosa in questo modo: un set di regali generici per la circostanza, di quelli che non fanno male a nessuno, vanno bene anche per l'anno dopo e si possono tanto utilizzare che riciclare, non mi interessa; una ristretta cerchia di regali pensati ad hoc, comprati in qualsiasi periodo dell'anno per una persona specifica e regalati alla prima occasione utile, che sia festa comandata o meno. Certo spero di indovinare i suoi gusti, ma anche in questo caso sono costretto a disinteressarmi dell'uso che ne farà.
            Originariamente Scritto da Careful with that
            i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
            Originariamente Scritto da Ned Flanders
            Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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            • sandor
              Opinionista

              • 07/10/10
              • 3414

              #7
              Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
              Certo spero di indovinare i suoi gusti, ma anche in questo caso sono costretto a disinteressarmi dell'uso che ne farà.
              ti posso chiedere di chi parli?
              http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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              • BiO-dEiStA
                Eufonista
                • 22/02/10
                • 5403

                #8
                Di una ristretta cerchia composta da persone specifiche.
                Originariamente Scritto da Careful with that
                i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                Originariamente Scritto da Ned Flanders
                Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70446

                  #9
                  A me più passano gli anni meno mi entusiasmano le festività natalizie. Non voglio fare la cinica a tutti i costi, di quelle critico-negative, come ha detto Doxa, ma sinceramente preferisco farmele scivolare addosso, e che passino prima possibile. L'unica cosa che mi interessa è il significato più spirituale. E ultimamente ho un po' perso pure quello.
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • sandor
                    Opinionista

                    • 07/10/10
                    • 3414

                    #10
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    E ultimamente ho un po' perso pure quello.
                    se ti può rassicurare, allora ti dico che c'è di peggio...buone feste cmq.
                    http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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                    • LadyHawke
                      Osservatrice

                      • 29/04/19
                      • 9323

                      #11
                      Il mio è stato un Natale tradizionale, in famiglia, la famiglia riunita, solo le poche persone che contano veramente nella mia vita e di conseguenza regali solo a chi conta veramente, ma se ne può fare anche a meno, ad esempio i miei anziani genitori non perchè non contino ma perchè non abbiamo mai usato tra noi. Ad altri aboliti da anni e anni.
                      Last edited by LadyHawke; 30-12-2019, 17:06.
                      La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                      Confucio

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                      • follemente
                        Opinionista

                        • 22/12/09
                        • 11727

                        #12
                        Noi parenti stretti (una quindicina) ci ritroviamo ogni anno a Natale allo stesso ristorante (prenotando già a luglio), nella stessa saletta col caminetto e di comune accordo non ci facciamo i regali per non contribuire al consumismo sfrenato.

                        Poi faccio i regali ai vicini ed a rarissimi amici.

                        In questo modo non spendo una follia e rinsaldo lo stesso i legami.

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #13
                          Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
                          se ti può rassicurare, allora ti dico che c'è di peggio...buone feste cmq.
                          Grazie, anche a te!
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • sandor
                            Opinionista

                            • 07/10/10
                            • 3414

                            #14
                            Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                            Noi parenti stretti (una quindicina) ci ritroviamo ogni anno a Natale allo stesso ristorante (prenotando già a luglio), nella stessa saletta col caminetto e di comune accordo non ci facciamo i regali per non contribuire al consumismo sfrenato.

                            Poi faccio i regali ai vicini ed a rarissimi amici.

                            In questo modo non spendo una follia e rinsaldo lo stesso i legami.
                            mi fa piacere constatare che "la parsimonia" è tua prerogativa. auguri.
                            http://letteraturaomnibus.blogspot.com

                            Comment

                            • follemente
                              Opinionista

                              • 22/12/09
                              • 11727

                              #15
                              Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
                              mi fa piacere constatare che "la parsimonia" è tua prerogativa. auguri.
                              Ah, no, io sono molto spendacciona, mi piace fare regali importanti magari per il compleanno, intuendo i gusti del prossimo, ma fare regali solo per un obbligo ad una cinquantina di persone, solo perché è Natale, proprio no! Mi sentirei sminuita e commercializzata.

                              Auguri anche a te.

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