Originariamente Scritto da Turbociclo
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Io amo il grande fratello
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e no turbo. tutte le cose che citi erano in qualche modo "permesse". ma ovviamente erano funzionalizzate sempre al "Partito". lo stesso protagonista è ripreso dall'autore, alla fine del romanzo, in una situazione che non è quella che dici, cioè nell'atto di "seguire" su un teleschermo una corsa di "cavalli". e sempre del protagonista è detto che, dopo aver scontato la pena prevista per i dissidenti politici negli edifici del "ministero dell'amore", la cui durata non viene "quantificata" dall'autore perché non definita neanche sulla base della capacità di percezione del tempo da parte del protagonista, quest'ultimo viene fatto "destinatario" di una "sinecura", quello che oggi sarebbe un impiego di "concetto". e questo ovviamente rappresenta un "premio" alla sua conversione alla dottrina del partito. e ovviamente in tutto ciò l'antagonista di smith, cioè o'brien ha avuto un ruolo notevole.
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Non è ben chiaro quello che dici. Quello che per me è chiaro è il fatto che la lezione di Orwell non dobbiamo dimenticarla, perché poco a poco, secondo il principio chomskyano della rana bollita, potremmo scivolare in una situazione assai siile a quella indicata dalla profezia di Orwell. Pronti ad essere microchippati?
" L' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.
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si, i microchip sono una delle mie ossesioni ricorrenti. ad esempio quelli descritti in alcuni romanzi di "fantascienza" sul controllo del pensiero. ma a me non dispiacerebbe che il mio modo di pensare fosse condizionato ad esempio da un affarino sottopelle. mi terrorizza però la prospettiva che, sempre grazie a microchip, il mio "pensiero" possa essere "conosciuto" e anche quindi, se "illecito", mettiamo "censurato" dalla "psicopolizia" orwelliana.Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza MessaggioPronti ad essere microchippati?
grazie a dio i tempi non sono quelli descritti da orwell. grazie a dio.
Last edited by sandor; 14-09-2020, 11:29.
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I tempi non sono ancora quelli. Come pensavano gli ebrei tedeschi poco prima di essere deportati nei campi di sterminio.Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggiosi, i microchip sono una delle mie ossesioni ricorrenti. ad esempio quelli descritti in alcuni romanzi di "fantascienza" sul controllo del pensiero. ma a me non dispiacerebbe che il mio modo di pensare fosse condizionato ad esempio da un affarino sottopelle. mi terrorizza però la prospettiva che, sempre grazie a microchip, il mio "pensiero" possa essere "conosciuto" e anche quindi, se "illecito", mettiamo "censurato" dalla "psicopolizia" orwelliana.
grazie a dio i tempi non sono quelli descritti da orwell. grazie a dio.
" L' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.
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si. allora, ti premetto che non è mia intenzione commettere "reato". però dato che mi sento chiamato in causa ti dico che neanche in "se questo è un uomo" di levi ci sono descrizioni di "ebrei" o cmq "prigionieri" uccisi o torturati o resi "cavie" da esperimento. non capisco su quali dati ti basi per dire quello che dici. poi se è vero che tra ebrei e magari "tedeschi" non corrono buoni "rapporti", allora ti posso seguire. però perché attribuire un intento "delittuoso" ad un sistema politico che non aveva altro scopo che legittimare "i popoli" d'europa a vivere "meglio" e in maniera "utile" a sé stessi e agli altri? non è che tra lager e gulag vi fosse in sostanza molta differenza. la differenza era tra le due ideologie, non tra le "funzioni sociali" dei campi, che erano sempre di reintegrare le persone in un processo di prospettiva economica che voleva una europa "produttiva", materialmente ricca, più civile, ecc.Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza MessaggioI tempi non sono ancora quelli. Come pensavano gli ebrei tedeschi poco prima di essere deportati nei campi di sterminio.
ovviamente era gente che sceglieva di sua "volontà" di andare nei campi, non è che li portassero là con la forza. e allora di cosa stiamo parlando? comunque se ti interessa sapere più nello specifico quello che furono le due grandi "idee" del '900 ti posso consigliare ottimi saggi sull'argomento. ovviamente tu, in quanto professore so bene che hai le tue idee e convinzioni. ma anche io le ho. se ti interessa ne possiamo parlare. sempre però civilmente e senza negare a priori ad una "opinione" la propria "legittimità" solo perché c'è stata una sentenza di un tribunale privo di legittimazione, insieme a un secolo (quasi) di mistificazioni e distorsioni della verità.Last edited by sandor; 14-09-2020, 12:09.
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ovviamente era gente che sceglieva di sua "volontà" di andare nei campi
Ma spero proprio che tu stia scherzando! Ti rendi conto di quello che dici?" L' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.
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allora turbo, ripeto che non è mia intenzione innescare polemiche o peggio commettere reato. ma ti posso assicurare, anche sulla base del materiale "fotografico" a mia disposizione e a disposizione di chiunque sulla rete, che quelli che andavano nei campi "sceglievano" di andarci. quando vedi quelle foto con le ss che visitano i campi, e vedi quelli che erano lì "detenuti", ti accorgi, se leggi un attimo fra le righe, che davvero c'erano "detenuti" che ostentavano le proprie "doti fisiche" per essere "notati" sempre dalle ss e magari inseriti nel circuito "lavorativo". se il ragionamento è quello per cui la propria "costituzione fisica" è qualcosa che orienta verso una occupazione, e quindi verso la "ricchezza", allora personalmente mi sentirei "portato" a recarmi in quei "luoghi", che erano per l'appunto i lager, in cui si può avere la "certezza" della propria "purezza razziale". una normalissima "operazione di marketing" che funziona ancora oggi.Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggioovviamente era gente che sceglieva di sua "volontà" di andare nei campi
Ma spero proprio che tu stia scherzando! Ti rendi conto di quello che dici?
dove vivo io ci sono tanti che hanno lavorato in germania e poi sono riscesi qui al sud, e sono "ricchissimi" e "civilissimi". questo vuol dire che la differenza tra catena di montaggio di oggi e lager di una volta non è poi così tanta. e ti dico, anche per esperienza diretta, sempre dove vivo, che il "lavoro" e la "proprietà" rendono davvero "liberi".
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Si tratta di affermazioni che vanno anche oltre il cosiddetto "negazionismo" originario. Che comportano ovviamente delle conseguenze, non so di che tipo." L' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.
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si, turbo. ma allora perché ne vuoi parlare?Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza MessaggioSi tratta di affermazioni che vanno anche oltre il cosiddetto "negazionismo" originario. Che comportano ovviamente delle conseguenze, non so di che tipo.
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Parlare di cosa, con uno che afferma che le vittime dei campi di concentramento sceglievano liberamente di andarci? Tu auguro non ti legga qualcuno che ha avuto esperienze famigliari a riguardo...Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggiosi, turbo. ma allora perché ne vuoi parlare?" L' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.
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ok. allora meglio non parlare. e tanto meno scriverne...alò...Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza MessaggioParlare di cosa, con uno che afferma che le vittime dei campi di concentramento sceglievano liberamente di andarci? Tu auguro non ti legga qualcuno che ha avuto esperienze famigliari a riguardo...
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Comunque, per restare in argomento, io penso che focalizzare l'attenzione solo sulla paura del virus e non su tutto il contorno del problema sia un gravissimo errore. E' un enorme peccato che nelle scuole non si facciano leggere Orwell ed Huxley. Ma probabilmente non sono "funzionali" a un certo discorso...
" L' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
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Orwell io l'ho fatto a scuola, non con chissà quanto approfondimento, ma c'era nella letteratura inglese del 5° anno. Magari 1984 no, ma la fattoria delgi animali è abbastanza tipico come libricino da far leggere agli studenti tra la 4° e la 5°, forse non è più così?Non avete ancora visto niente
Moderatore droghe
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Non dubito che qualche insegnante avveduto l'abbia fatto. Ma sarebbero letture utilissime per delle scuole superiori, anche "la fattoria degli animali" non è adatto a dei bambini, non si tratta di una favoletta...Originariamente Scritto da Doppio Visualizza MessaggioOrwell io l'ho fatto a scuola, non con chissà quanto approfondimento, ma c'era nella letteratura inglese del 5° anno. Magari 1984 no, ma la fattoria delgi animali è abbastanza tipico come libricino da far leggere agli studenti tra la 4° e la 5°, forse non è più così?" L' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.
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