La felicità nel migliore dei mondi possibili

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12628

    #16
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    nella mia esperienza, la "felicità", se esiste, è prima di tutto assenza di (motivi di) infelicità, ma soprattutto attesa - tipo sabato del villaggio, Giacomino non era un cretino - di qualcosa di bello, e quindi facoltà, libertà di poter fare progetti, piccoli o grandi che siano.
    Quindi il "Lavoro" (in senso lato) in sé, é ininfluente.
    Se ho capito bene: basta che "non affligga".
    ...vassapé...

    Comment

    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24593

      #17
      Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
      Quindi il "Lavoro" (in senso lato) in sé, é ininfluente.
      Se ho capito bene: basta che "non affligga".
      se è un lavoro creativo o gratificante - in qualsiasi modo, vale per tante cose, anche insospettabili agli estranei - influisce positivamente; spesso è fonte di frustrazione, ma molto per circostanze sociali non necessarie; da noi classismo, pregiudizi, ecc...
      c'è del lardo in Garfagnana

      Comment

      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66040

        #18
        Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
        A non è la giusta punizione per colpe passate? Vedi citazione in grassetto
        Comunque la risposta era per farti notare che NON SOLO oggi si lavora troppo, pure in passato, addirittura da schiavi, certo che tutti dovrebbero diventare equilibristi , ma di fatto non è così per questo facevo notare che "prova andarlo a dire ad un datore di lavoro"
        Ciao buongiorno! È una conseguenza, non una punizione: la natura che diventa ostile, il lavoro che diventa penoso, sono effetti prodotti dal peccato dell'Uomo.
        amate i vostri nemici

        Comment

        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70498

          #19
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          nella mia esperienza, la "felicità", se esiste, è prima di tutto assenza di (motivi di) infelicità, ma soprattutto attesa - tipo sabato del villaggio, Giacomino non era un cretino - di qualcosa di bello, e quindi facoltà, libertà di poter fare progetti, piccoli o grandi che siano.
          Concordo, anche per me poter fare progetti è sempre fonte di felicità!
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

          Comment

          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66040

            #20
            Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
            Per quel che mi riguarda, il lavoro non è mai stato un problema.
            Il problema sono sempre stati i rapporti:
            1) con il datore di lavoro;
            2) con i colleghi.
            Di regola la dignità dell’uomo (e della donna) restano un optional.
            Bravo! Sono legati perlappunto ai rapporti umani: esistono cattivi ma anche buoni datori di lavoro; cattivi ma anche buoni colleghi di lavoro. Che trasformano l'optional in realtà
            amate i vostri nemici

            Comment

            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24593

              #21
              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
              Concordo, anche per me poter fare progetti è sempre fonte di felicità!
              non ricordo chi mi ha ispirato l'idea; credo Silvio Ceccato, il padre della cibernetica italiana, forse 30 anni fa; o forse qualcun altro;

              c'è anche da dire che se la nostra psiche è molto impegnata a rimuginare e mettere toppe ai tanti conflitti emotivi che ci portiamo dietro, l'energia per immaginare cose belle da fare si riduce molto; io ora vorrei suonare per qualche ora, ma non posso; so che con quel gioco, davvero da bambini, avrei un 99% di fatica e un istante di felicità, ma la mia mente è trattenuta ad altro e rimando: ritardante per lui
              c'è del lardo in Garfagnana

              Comment

              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70498

                #22
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                non ricordo chi mi ha ispirato l'idea; credo Silvio Ceccato, il padre della cibernetica italiana, forse 30 anni fa; o forse qualcun altro;

                c'è anche da dire che se la nostra psiche è molto impegnata a rimuginare e mettere toppe ai tanti conflitti emotivi che ci portiamo dietro, l'energia per immaginare cose belle da fare si riduce molto; io ora vorrei suonare per qualche ora, ma non posso; so che con quel gioco, davvero da bambini, avrei un 99% di fatica e un istante di felicità, ma la mia mente è trattenuta ad altro e rimando: ritardante per lui
                A me viene da pensare che più che nel fare le cose, la soddisfazione sta nel sognarle, nel progettarle. Nel percorso, anche tortuoso, che ci porta ad ottenerle - o a non ottenerle. Perché una volta che il desiderio è soddisfatto, si svuota un po' del suo significato, della tensione che lo ha tenuto in piedi. Viene subito voglia di passare a quello successivo. O comunque, a me accade così.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                Comment

                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24593

                  #23
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  A me viene da pensare che più che nel fare le cose, la soddisfazione sta nel sognarle, nel progettarle. Nel percorso, anche tortuoso, che ci porta ad ottenerle - o a non ottenerle. Perché una volta che il desiderio è soddisfatto, si svuota un po' del suo significato, della tensione che lo ha tenuto in piedi. Viene subito voglia di passare a quello successivo. O comunque, a me accade così.
                  sicuramente l'anticipazione è un fattore potente; però, io ho ribaltato le cose anche ex-post, e questo forse può essere utile; cioè, ricordando a posteriori momenti di felicità, mi sono accorto che la scarsa consapevolezza mi aveva in qualche modo privato di qualcosa in termini di intensità;

                  nell'estate del '99 avevo un grosso lavoro da fare, sulla questione del Cermis; ho affittato un appartamento in Argentario e lavoravo la mattina prestissimo, a volte anche in spiaggia, dove mi consultavo pure con amici avvocati; la sera invitato ovunque o sempre almeno in qualche trattoria maremmana o sagra di qualcosa, di giorno lunghe passeggiate sulla sabbia, due volte al dì 14 km sulla sabbia; stavo come una spada
                  al ritorno mi aspettavano viaggetti mensili in Inghilterra e viaggione semestrale in Texas, in un periodo di grande entusiasmo per quel secondo lavoro; una di quelle situazioni in cui a Roma ti dicono: màgnace er pane, diluisci la goduria, ché è quasi troppa

                  a volte, ci si abitua ad una percepita normalità, che è felice e sembra eterna, ma invece dopo un po' scompare, cambia i connotati;
                  non è facile essere presenti a se stessi su queste cose; però se uno ci fa caso, si predispone a vedere alcune cose, magari la volta dopo, invece di lasciarsi distrarre da mosche sul naso, può provare a mettere un carico da undici su quel giro di carte e strafare, proprio senza pane

                  perché poi vivere certi momenti in modo consapevole fa tantissimo quanto al modo di sopportare inevitabili momenti di privazione che capitano sempre.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70498

                    #24
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    sicuramente l'anticipazione è un fattore potente; però, io ho ribaltato le cose anche ex-post, e questo forse può essere utile; cioè, ricordando a posteriori momenti di felicità, mi sono accorto che la scarsa consapevolezza mi aveva in qualche modo privato di qualcosa in termini di intensità;

                    nell'estate del '99 avevo un grosso lavoro da fare, sulla questione del Cermis; ho affittato un appartamento in Argentario e lavoravo la mattina prestissimo, a volte anche in spiaggia, dove mi consultavo pure con amici avvocati; la sera invitato ovunque o sempre almeno in qualche trattoria maremmana o sagra di qualcosa, di giorno lunghe passeggiate sulla sabbia, due volte al dì 14 km sulla sabbia; stavo come una spada
                    al ritorno mi aspettavano viaggetti mensili in Inghilterra e viaggione semestrale in Texas, in un periodo di grande entusiasmo per quel secondo lavoro; una di quelle situazioni in cui a Roma ti dicono: màgnace er pane, diluisci la goduria, ché è quasi troppa

                    a volte, ci si abitua ad una percepita normalità, che è felice e sembra eterna, ma invece dopo un po' scompare, cambia i connotati;
                    non è facile essere presenti a se stessi su queste cose; però se uno ci fa caso, si predispone a vedere alcune cose, magari la volta dopo, invece di lasciarsi distrarre da mosche sul naso, può provare a mettere un carico da undici su quel giro di carte e strafare, proprio senza pane

                    perché poi vivere certi momenti in modo consapevole fa tantissimo quanto al modo di sopportare inevitabili momenti di privazione che capitano sempre.
                    Infatti. Io sono un'assoluta sostenitrice del "qui ed ora". Del saper vivere davvero il momento, e goderselo, gustarselo come un vino d'annata. Ogni singolo istante.
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                    Comment

                    • restodelcarlino
                      giullare

                      • 13/05/19
                      • 12628

                      #25
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Ciao buongiorno! È una conseguenza, non una punizione: la natura che diventa ostile, il lavoro che diventa penoso, sono effetti prodotti dal peccato dell'Uomo.
                      Il peccato del signor Adamo, evento storico preciso e definito, e non mito/leggenda/metafora?
                      Asserzione convinta tua, della quale attendo sempre conferma con un si o un no.
                      ...oops.....dimenticavo: ignori sdegnosamente me e le mie domandine imbarazzanti.
                      Come non detto.
                      ...vassapé...

                      Comment

                      • efua
                        Posh&Rebel
                        • 07/12/11
                        • 34903

                        #26
                        Rdc, pigliatela solo tu la colpa di Adamo
                        Iaaaa!
                        -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                        -Where there’s will there’s a way-

                        -Work hard have fun & be nice-


                        Comment

                        • ReginaD'Autunno
                          Sovrana di Bellezza

                          • 01/05/19
                          • 12130

                          #27
                          Dicono che la felicità sono attimi che bisogna saper cogliere nelle piccole cose, perchè è in quelli che ci si sente davvero appagati e felici.
                          Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
                          La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

                          Comment

                          • sandor
                            Opinionista

                            • 07/10/10
                            • 3419

                            #28
                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            Il peccato del signor Adamo, evento storico preciso e definito, e non mito/leggenda/metafora?
                            va bene R(ifondazione)delC(omunismo).
                            mito leggenda o metafora di cosa? sviluppare per favore.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            Asserzione convinta tua, della quale attendo sempre conferma con un si o un no.
                            il si e il no chiedilo al leader.

                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                            ..oops.....dimenticavo: ignori sdegnosamente me e le mie domandine imbarazzanti.
                            Come non detto.
                            ma stai tranquillo che puoi tutto. c'è qualcosa che non puoi fare?
                            http://letteraturaomnibus.blogspot.com

                            Comment

                            • restodelcarlino
                              giullare

                              • 13/05/19
                              • 12628

                              #29
                              Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
                              .....omissis....
                              Il post al quale rispondi é un

                              Ti sei perso le innumerevoli (quanto inutili ) "puntate precedenti" della saga : "Rdc trolleggia perseguitando conogelato, che svicola".
                              ...e non hai perso niente, sient'ammé
                              ...vassapé...

                              Comment

                              Working...