Meditazioni da bagno

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  • Pazza_di_Acerra
    люблю беспокоиться
    • 09/12/09
    • 28840

    #1

    Meditazioni da bagno

    «Questa mattina ho fatto colazione, da sola, con pane e marmellata e una tazza di latte». Può esserci una frase più innocente? Pare di no. Eppure, questa frase non è per nulla innocente.
    «Mattina» ha qualcosa che fare con la Mater Matuta (l’etimo è più evidente nell’aggettivo «mattutino»), antica dea latina dell’aurora. Il primo tempio a lei dedicato, racconta la storia leggendaria, fu istituito da Romolo in persona. Ogni volta che diciamo «mattina» o «mattino» evochiamo dunque, inconsapevolmente, una dea sepolta nella nostra memoria culturale. Ma non basta.
    «Marmellata» è una parola portoghese (da «marmelo», ossia «mela cotogna»); e già che ci sono ricordo che, secondo le leggi italiane, il termine «marmellata» è riservato alle sole conserve di agrumi; le altre si chiamano «confetture».
    «Tazza» è una parola araba («ṭāsa»).
    «Colazione» è parola latina che però ci arriva attraverso il francese «colation», da «collatio» ossia il radunarsi per mangiare insieme – quindi fare colazione da soli è un ossimoro: «mi sono radunato da solo».
    «Latte», come il latino «lactis» e il greco «γάλα», secondo molti studiosi è parola onomatopeica, legata al «glu glu» infantile.
    «Pane» è legato a un’antica radice, «pa», che in sanscrito significa in realtà «bere», ma che sembra estendersi a tutto ciò che può essere messo in bocca per nutrirsi (vedi anche «pasto, pascolo», forse addirittura anche «padre»).
    Insomma: nella nostra colazione c’è un’intera civiltà che si muove, che si agita, che bussa alle porte della nostra memoria.
    Buon Ferragosto.
    semel in anno licet insanire, cotidie melius
  • Bauxite
    Cosmo-Agonica

    • 25/12/09
    • 36341

    #2
    Può essere che molti se ne dimentichino perché c'è gente che vive le giornate come un prolungamento del buio della notte.

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    • restodelcarlino
      giullare

      • 13/05/19
      • 12523

      #3

      Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
      Insomma: nella nostra colazione c’è un’intera civiltà che si muove, che si agita, che bussa alle porte della nostra memoria.

      anche a Empoli?
      ...vassapé...

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      • Pazza_di_Acerra
        люблю беспокоиться
        • 09/12/09
        • 28840

        #4
        Certo, Con latte appena munto che arriva via etere dall'Olanda (dal protogermanico Holtland, terra boscosa).
        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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        • restodelcarlino
          giullare

          • 13/05/19
          • 12523

          #5
          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
          dal protogermanico Holtland, terra boscosa

          Premessa: la mia ignoranza del germanico attuale é generalizzata, quella del proto, poi....
          In un viaggio in Olanda fui colpito dal fatto che l'unico elemento "paesaggistico", in un orizzonte di 360°, per km e km,fosse un albero. Dico "uno", di numero.
          Quindi, perplessità.
          ...vassapé...

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          • Pazza_di_Acerra
            люблю беспокоиться
            • 09/12/09
            • 28840

            #6
            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

            Premessa: la mia ignoranza del germanico attuale é generalizzata, quella del proto, poi....
            In un viaggio in Olanda fui colpito dal fatto che l'unico elemento "paesaggistico", in un orizzonte di 360°, per km e km,fosse un albero. Dico "uno", di numero.
            Quindi, perplessità.
            E' presumibile che all'epoca del protogermanico lì ci fossero solo foreste, ma si può solo presumere. Potremmo chiedere maggiori lumi a Cono, che sa tutto sulle vere origini e le varie paleologie conseguenti.
            semel in anno licet insanire, cotidie melius

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            • restodelcarlino
              giullare

              • 13/05/19
              • 12523

              #7

              sono colpito da Interdetto, per domande indiscrete e reiterate.
              Restero' 'gnurant
              ...vassapé...

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              • doxa
                Opinionista
                • 30/04/19
                • 2659

                #8
                Ciao Lady Acerra, ogni tanto ci incontriamo !

                Mi piacciono le ricerche etimologiche.

                Hai scritto

                «Mattina» ha qualcosa che fare con la Mater Matuta (l’etimo è più evidente nell’aggettivo «mattutino»), antica dea latina dell’aurora. Il primo tempio a lei dedicato, racconta la storia leggendaria, fu istituito da Romolo in persona. Ogni volta che diciamo «mattina» o «mattino» evochiamo dunque, inconsapevolmente, una dea sepolta nella nostra memoria culturale.
                O. k.. Però non lasciare i lettori senza immagini.


                Roma, margine nord dell'antico Foro Boario (forum boarium): i resti di due antichi templi affiancati di epoca repubblicana: uno dedicato alla dea Fortuna, l’altro alla dea Mater Matuta.

                I resti visibili appartengono quasi esclusivamente al tempio della dea Fortuna.

                La cella templare della Mater Matuta fu utilizzata alla fine del V secolo d.C. come edificio di culto cristiano, dedicato a San Salvatore in Portico. Ricostruito nel XVI secolo con orientamento opposto al precedente e dedicato nel 1575 a S. Omobono, protettore dei sarti e concittadino di dark lady. Il corpo del santo è nella cripta del duomo di Cremona.




                dea Mater Matuta con neonato tra le braccia; gruppo scultoreo del V sec. a. C. rinvenuto in Toscana nella “Necropoli della Pedata”, nei pressi di Chianciano Terme.


                Era venerata come protettrice delle donne, in particolare delle partorienti.

                L'immagine evoca le nostrane "Madonne del latte", sulle quali mi sono dilungato nel topic dedicato alla “Virgo lactans” in questa sezione.
                Last edited by doxa; 17-08-2024, 09:05.

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                • Pazza_di_Acerra
                  люблю беспокоиться
                  • 09/12/09
                  • 28840

                  #9
                  Grazie, Doxa, pubblichi sempre bellissime immagini e commenti azzeccati. E' un piacere leggerti.
                  A presto
                  semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70446

                    #10
                    Bellissima riflessione Pazza (sempre un piacere rileggerti! ).
                    La maggior parte del tempo parliamo senza conoscere davvero il significato di quello che stiamo dicendo. Cercare di capirlo, è una ricerca assai affascinante.
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                      Premessa: la mia ignoranza del germanico attuale é generalizzata, quella del proto, poi....
                      In un viaggio in Olanda fui colpito dal fatto che l'unico elemento "paesaggistico", in un orizzonte di 360°, per km e km,fosse un albero. Dico "uno", di numero.
                      Quindi, perplessità.
                      basta che pensi alle glaciazioni varie e successivi surriscaldamenti; ci sta che il nome sia stato codificato in un periodo in cui il ritrarsi del mare lasciava spazio alla vegetazione; che comunque c'è ancora in grande quantità; probabile che ne basso medioevo la difficoltà di rimandare le acque salate al mare abbia reso brulle tante aree dell'Olanda-Zelanda propriamente detta; difficile il Brabante o la Frisia.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • restodelcarlino
                        giullare

                        • 13/05/19
                        • 12523

                        #12
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        basta che pensi alle glaciazioni varie e successivi surriscaldamenti;
                        in quei periodi non penso ci fossero lingue

                        ....la zona nordovest dell'eurasia é grande, a qualche migliaio di km² (odierni) non fanno testo...
                        Un'altra ottima occasione per tacere sprecata
                        ...vassapé...

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #13
                          Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                          in quei periodi non penso ci fossero lingue

                          ....la zona nordovest dell'eurasia é grande, a qualche migliaio di km² (odierni) non fanno testo...
                          Un'altra ottima occasione per tacere sprecata
                          ci sono state svariate "micro-glaciazioni", negli ultimi 10mila anni, l'ultima importante all'inizio del XIV° secolo, che ha spinto pure ad un notevole sviluppo di attrezzatura agricola in Nord-Europa, aratri pesanti, rotazioni diverse di semina, ecc...
                          con quel tipo di territorio bastavano pochi gradi in meno di media per far ritirare il mare di un mt X 100 km e far prevalere l'acqua dolce.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • restodelcarlino
                            giullare

                            • 13/05/19
                            • 12523

                            #14
                            ...vassapé...

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