Sigmund Freud, pescatore dell'inconscio

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #106
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    E tu ignori un mondo di altre cose.

    Mi sa che te ne sbatti delle famigerate tappe (e altro) non perché sia roba da specialisti, ma perché Se fossero veritiere non ci sarebbero grosse difficoltà a confermarle.

    In attesa della tesi.
    nessuno parte da un dettaglio, che potrebbe spiegare o no; andresti a casaccio tra infinite ipotesi;

    una cosa sensata, è partire da indizi/fatti che delineano costanti di sistema; uno:
    perché esistono le leggi, religiose e civili ?
    se un comportamento fosse spontaneamente premiante per istinto naturale - come Cono dice del matrimonio, tanto per fare un esempio - non ci sarebbe bisogno di disciplinarlo con una legge e metodi coercitivi per farla rispettare, no ?
    di cosa trattano le leggi, cosa vincolano ?
    limitano l'aggressione alla persona e al patrimonio altrui, in modo diretto (penale e civile) e indiretto (pubblico/amministrativo), e limitano i comportamenti relativi a sessualità e famiglia;

    evidentemente, se è necessaria la legge o il precetto religioso, vuol dire che il comportamento umano di default non si conforma per convenienza spontanea a quella "collaborazione" sociale che tu supporresti modulata biologicamente;
    a me basta questo inconfutabile punto di partenza per iniziare ad osservare; e mi fermo quando incontro anomalie, sia nel comportamento di un individuo, sia in quello degli aggregati.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • restodelcarlino
      giullare

      • 13/05/19
      • 12523

      #107

      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ..... io vedo ubiquitariamente che lo sguardo sullo status esistenziale dell'accoppiamento 99% delle volte genera un nervosismo evitante .....
      ...e meno male che avevo implorato clemenza...


      (bellissimo lo "scabroso"/"lubrificante" )

      ...vassapé...

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      • sandor
        Opinionista

        • 07/10/10
        • 3414

        #108
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        nessuno parte da un dettaglio, che potrebbe spiegare o no; andresti a casaccio tra infinite ipotesi;
        Sta di fatto che la persona in questione cioè il dottor Freud parte proprio da un dettaglio come gli atti "mancati", considerando questi ultimi come epifenomeno di "disturbi della psiche" variamente nominati e denominati. Il problema è la tendenza, che d'altra parte caratterizza tutti i "Professoroni" ad analizzare per poi generalizzare le deduzioni. Ora Vega mi darà senz'altro ragione se dico che il metodo scientifico applicato a processi in corso di svolgimento ma in qualche modo visibili e misurabili è senz'altro uno strumento valido anche se a volte fallace. Ovviamente Vega mi darà ragione anche se dico che l'insieme di processi, consci e inconsci chiamato "mente umana" non può essere indagato con metodo scientifico se non per quanto riguarda la fisiologia "fisica", cioè il meccanismo esterno di funzionamento. Freud riteneva invece non solo di capire quello che la gente pensa, e addirittura caso per caso, ma addirittura di elaborare una teoria "totale" di spiegazione, a partire dalla patologia, per arrivare ad indovinare (o a crederlo beatamente) che parlare delle proprie sventure potesse in qualche modo liberare il potere invalidante delle delle psicosi e delle nevrosi per allontanarlo dalla psiche del "paziente" e ricondurre quest'ultimo alla piena "salute". Ovviamente è qualcosa che non sta in piedi.

        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        una cosa sensata, è partire da indizi/fatti che delineano costanti di sistema; uno:
        perché esistono le leggi, religiose e civili ?
        Lo dice Freud. Le leggi esistono perché sono poste a tutela di coloro che in età infantile hanno bene elaborato il complesso dello "stare in famiglia" che lo hanno accettato intimamente e reso proprio, da coloro che questi processi non li hanno fatti, non perché peggiori in senso psicoevolutivo ma probabilmente perché figli unici di madri possessive ma allo stesso tempo corrive in merito a comportamenti che l'individuo in questione compie da piccolo suscitando le risate dei familiari, ma che però continua poi a mettere in atto una volta adulto pensando inconsciamente di ricevere la stessa assoluta approvazione. Anche nell'ambito del "consorzio sociale". La manifestazione più evidente di questo stato di cose a livello individuale io lo chiamo "maleducazione". A livello sociale purtroppo si parla di "reati" belli e buoni. Ho avuto modo di frequentare un paio di questi individui che da noi al Sud ci sono e ovviamente me ne sono fatto "profonda meraviglia".

        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        se un comportamento fosse spontaneamente premiante per istinto naturale - come Cono dice del matrimonio, tanto per fare un esempio - non ci sarebbe bisogno di disciplinarlo con una legge e metodi coercitivi per farla rispettare, no ?
        E siamo sempre là. Coloro che non riescono a capire che il Mondo non inizia e non finisce con loro hanno bisogno di un ordine delle cose, si parla di ordinamento perché devono interiorizzare, attraverso la minaccia della sanzione che è implicita nel comando di legge, che certe cose non si fanno non perché "non premianti" ma perché come diceva Beccaria, ciascuno che sia partecipe del consesso sociale è dotato di una libertà che finisce dove comincia quella degli altri. La legge ha il compito di stabilire questo limite attraverso le proprie disposizioni, soprattutto penali. E qua si ricomincia con Hegel. L'"io" individuale in sé, ossia privo del contatto con la famiglia, esso "io" è quasi un "nulla". L'"io" che per sé attinge al consorzio sociale e nega sé stesso per affermare dentro di sé delle "regole", tale "io" è già qualcosa. Infine l'"io" che in sé e per sé cioè attraverso la negazione della limitatezza del contesto familiare afferma sé stesso e diviene membro a tutti gli effetti della collettività sociale, tale "io" è perfettamente integrato. Di solito questa condizione si raggiunge con la maggiore età ma se non succede c'è sempre tempo.

        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        di cosa trattano le leggi, cosa vincolano ?
        limitano l'aggressione alla persona e al patrimonio altrui, in modo diretto (penale e civile) e indiretto (pubblico/amministrativo), e limitano i comportamenti relativi a sessualità e famiglia;
        Si. Esattamente. Ma guarda, già quando in famiglia qualcuno ti dice cose come "non puoi fare tutto quello che vuoi". Oppure "niente ti è dovuto ma te lo devi guadagnare". Oppure: "non pensare di essere l'unico ad avere dei problemi (di qualsiasi tipo) perché i problemi bene o male ce li hanno tutti", ecco bisognerebbe riflettere "su questo".

        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        evidentemente, se è necessaria la legge o il precetto religioso, vuol dire che il comportamento umano di default non si conforma per convenienza spontanea a quella "collaborazione" sociale che tu supporresti modulata biologicamente;
        Axe mi meraviglio di te. Ma allora cose come famiglia e scuola a che cavolo servono? Non esiste il buon selvaggio che si lascia sedurre dal cattolicesimo o da altri tipi di restrizioni al proprio arbitrio. Ad esempio le civiltà precolombiane avevano un concetto di socialità affatto differente dal nostro. Perché li chiamiamo "selvaggi"? perché facevano un po' quello che gli pareva, cioè cose come omicidi o overdose di cocaina. Si, la cocaina la usava anche Freud e viene tutt'oggi usata nelle sale operatorie, ad esempio, ma sempre con uno scopo più nobile di quello dei selvaggi latino americani, i quali selvaggi erano e selvaggi restano, tra quelli rimasti.


        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        a me basta questo inconfutabile punto di partenza per iniziare ad osservare; e mi fermo quando incontro anomalie, sia nel comportamento di un individuo, sia in quello degli aggregati.
        Se ti dài una tesi a partire da un particolare la cui validità estendi induttivamente, mi sa che non va tanto bene. Meglio accumulare, senza pregiudizi una serie di dati e cercare in essi un ordine, accettando che vi possano essere delle incoerenze. Purtroppo l'illusione di sistemi onnicomprensivi è finita con Godel.
        Last edited by sandor; 04-01-2026, 17:31.
        http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17951

          #109
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          nessuno parte da un dettaglio, che potrebbe spiegare o no; andresti a casaccio tra infinite ipotesi;

          una cosa sensata, è partire da indizi/fatti che delineano costanti di sistema; uno:
          perché esistono le leggi, religiose e civili ?
          se un comportamento fosse spontaneamente premiante per istinto naturale - come Cono dice del matrimonio, tanto per fare un esempio - non ci sarebbe bisogno di disciplinarlo con una legge e metodi coercitivi per farla rispettare, no ?
          di cosa trattano le leggi, cosa vincolano ?
          limitano l'aggressione alla persona e al patrimonio altrui, in modo diretto (penale e civile) e indiretto (pubblico/amministrativo), e limitano i comportamenti relativi a sessualità e famiglia;

          evidentemente, se è necessaria la legge o il precetto religioso, vuol dire che il comportamento umano di default non si conforma per convenienza spontanea a quella "collaborazione" sociale che tu supporresti modulata biologicamente;
          a me basta questo inconfutabile punto di partenza per iniziare ad osservare; e mi fermo quando incontro anomalie, sia nel comportamento di un individuo, sia in quello degli aggregati.


          E' che siamo un mix fra natura e cultura. D'altronde abbiamo una neocorteccia e sviluppiamo idee. La parte del nostro comportamento che tende, come anche altri animali, a controllare naturalmente il comportamento altrui, viene modulato, declinato in vari modi anche dalla cultura.
          Inoltre, mantenere il controllo, crea un supporto in più per un mondo o ambiente che dia meno ansia e più sicurezza, è più prevedibile, meno rischi e caos (o così ci pare). E' un bisogno anche questo che ha le sue radici profonde a livello biologico e psicologico.
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #110
            Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
            Sta di fatto che la persona in questione cioè il dottor Freud parte proprio da un dettaglio come gli atti "mancati", considerando questi ultimi come epifenomeno di "disturbi .
            appunto, il sintomo;
            un medico visita un paziente a partire da un sintomo; non cerca a casaccio sul testo di anatomia senza correlazioni; sempre per la storia del rasoio scozzese;

            sul resto non ti rispondo perché al solito parti per la tangente; non mi interessa discutere i valori; ho solo fatto presente che sessualità e famiglia sono uno dei due macro-ambiti che la legge disciplina; vale a dire comportamenti collaborativi che l'evoluzione non ha selezionato e che devono essere imposti;

            constatato questo, a qualsiasi persona di buon senso non dovrebbe sembrare strano un conflitto tra quelle pulsioni e i precetti educativi che le limitano, con tutte le conseguenze del caso;
            siccome il pudore di oggi non è quello di un secolo fa, se noto un problema eccentrico e diffuso, faccio delle ipotesi; e di queste si potrebbe discutere, a partire da altre osservazioni di sistema.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24578

              #111
              Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio


              E' che siamo un mix fra natura e cultura. D'altronde abbiamo una neocorteccia e sviluppiamo idee. La parte del nostro comportamento che tende, come anche altri animali, a controllare naturalmente il comportamento altrui, viene modulato, declinato in vari modi anche dalla cultura.
              Inoltre, mantenere il controllo, crea un supporto in più per un mondo o ambiente che dia meno ansia e più sicurezza, è più prevedibile, meno rischi e caos (o così ci pare). E' un bisogno anche questo che ha le sue radici profonde a livello biologico e psicologico.
              Non torna e non spiega:
              tu sostieni i comportamenti come evolutivi; ok, sono d'accordo;
              ma, evidentemente, se altri comportamenti non sono spontanei e diventano oggetto di leggi, vuol dire che l'evoluzione non premia la loro inibizione; si uccide, si ruba, si tromba la moglie di un altro e anche peggio;

              perciò, i genitori ti dicono che non si deve fare, è sbagliato, è peccato, è reato; ma l'evoluzione non ha deselezionato l'impulso di fare certe cose;
              da cui: è gratis lo sforzo di conformarsi ai precetti, o genera uno stress ? ed eventualmente, questo stress può dirottare quell'energia pulsionale in comportamenti apparentemente inspiegabili, secondo modalità di sistemazione e riordino del conflitto come la psiche riesce ?

              questa è l'idea che continua a funzionare e spiegare, perché nella prassi mettere le mani in quei processi effettivamente modifica i comportamenti reattivi che sono sintomo.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Vega
                Opinionista

                • 04/05/05
                • 17951

                #112
                a qualsiasi persona di buon senso non dovrebbe sembrare strano un conflitto tra quelle pulsioni e i precetti educativi che le limitano, con tutte le conseguenze del caso
                Non è che stupisce l'impatto dell'ambiente, fatto di esperienze, condizioni di vita, eventi e stimoli che ogni giorni riceviamo, e le relative conseguenze, negative
                come tu citi in questo caso.
                Il problema sono le spiegazioni vecchie e poco scientifiche per spiegare quello che ci succede, quindi il comportamento ed i problemi psicologici e fisici che ne possono derivare.
                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                • sandor
                  Opinionista

                  • 07/10/10
                  • 3414

                  #113
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  appunto, il sintomo;
                  Si, Axe. E il sintomo va "curato". Ma il passo successivo del dottor Freud è nel tentativo di fondare una "scienza" che non solo assomiglia alle riflessioni metafisiche dei filosofi, ma addirittura pretende di aver individuato in certi pazienti delle "costanti" che consentirebbero se valutate e trattate secondo un unico metodo terapeutico di evitare quei problemi della psiche che anche al giorno d'oggi sono oggetto di riflessioni strettamente scientifiche che di fatto non portano "a nulla". Te ne accorgi se valuti le proprietà dei farmaci antipsicotici. Essi farmaci, quelli più pesanti, vengono prescritti quando "altri farmaci" più "leggeri" risultano insufficienti ad eliminare i sintomi. Ma allora la riflessione è la seguente: se anche agendo "fisicamente" e "chimicamente" contro i mali della psiche, si possono ottenere risultati che in definitiva non si discostano dal regolare il ritmo sonno/veglia questo mi pare sia un indizio se non una prova per dire che in definitiva il problema della descrizione delle funzioni mentali non abbia ancora trovato soluzione. Allora lo psichiatra ti dice: vabbè, ti dò qualcosa che...ci fai una bella dormita sopra e passa tutto. Questo mi pare essere lo "stato dell'arte" ad oggi.

                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  un medico visita un paziente a partire da un sintomo; non cerca a casaccio sul testo di anatomia senza correlazioni; sempre per la storia del rasoio scozzese;
                  Allora. Il rasoio di Ockam ti dice che la spiegazione più semplice è probabilmente quella più esatta. Ciò però mi pare che vada "preso con le molle". Non c'è niente di più complesso della mente umana e non c'è un principio unico sulla cui base calibrare gli interventi. Siamo ancora in alto mare. Se posso una divagazione sul tema. Ai tempi gli studi sul cervello umano vennero portati avanti da gente "coi coglioni" che aveva capito come funziona l'oggetto di indagine. Il problema fondamentale era che se tu dicevi a qualcuno che il suo cervello funzionava come quello dei rettili per selezione naturale, anzi magari per un salto evolutivo verso chissà che specie di essere, il soggetto in questione non lo accettava per suoi motivi personali tanto che per evitare traumi e sofferenze si decise che era meglio trattare (anche farmacologicamente) tutti allo stesso modo. Insomma la psicosi come incapacità di essere sé stessi. Potrei continuare ma direi che ci siamo capiti.

                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  sul resto non ti rispondo perché al solito parti per la tangente; non mi interessa discutere i valori; ho solo fatto presente che sessualità e famiglia sono uno dei due macro-ambiti che la legge disciplina; vale a dire comportamenti collaborativi che l'evoluzione non ha selezionato e che devono essere imposti;
                  Se la selezione naturale non fosse alla base della famiglia allora saremmo ancora cacciatori e raccoglitori. Arrivati a un certo grado di sviluppo della massa cerebrale cose come la "sedentarietà" l'"economia agricola", l'addomesticamento degli animali da cibo ecc. sono delle conseguenze necessitate. A partire da quel punto evolutivo l'Uomo comincia a modificare l'ambiente anziché continuare ad adattarsi. L'economia basata su coltivazione e allevamento segna l'emancipazione dell'Uomo dal meccanismo delle selezione naturale. E' un processo che giunge fino ad oggi con le dovute migliorie ma anche con i necessari costi.

                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  constatato questo, a qualsiasi persona di buon senso non dovrebbe sembrare strano un conflitto tra quelle pulsioni e i precetti educativi che le limitano, con tutte le conseguenze del caso;
                  Si. Freud pensava per l'appunto che il contrasto tra criteri educativi e pulsioni ancestrali fosse per lo più alla base delle malattie mentali più comuni alla sua epoca.

                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  siccome il pudore di oggi non è quello di un secolo fa, se noto un problema eccentrico e diffuso, faccio delle ipotesi; e di queste si potrebbe discutere, a partire da altre osservazioni di sistema.
                  Il pudore, nel senso di "pubblica decenza" è sempre quello e non cambia neanche oggi. Ti cito incidentalmente la Anna Karenina di Tolstoj come esempio di donna che se ne frega proprio del "pudore" come concepito nella Russia del XIX secolo. Ovviamente la società si coalizza contro di lei e la istiga al suicidio, cosa che avviene alla fine del romanzo. Insomma tra marito e moglie in camera da letto pudore ce ne è meno che nelle occasioni di condivisione sociale. Ma se le regole della convivenza sociale vengono violate allora la reazione non può mancare. E' come un meccanismo di difesa del corpo sociale contro potenziali agenti patogeni. Non so se mi spiego.
                  http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #114
                    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                    Non è che stupisce l'impatto dell'ambiente, fatto di esperienze, condizioni di vita, eventi e stimoli che ogni giorni riceviamo, e le relative conseguenze, negative
                    come tu citi in questo caso.
                    Il problema sono le spiegazioni vecchie e poco scientifiche per spiegare quello che ci succede, quindi il comportamento ed i problemi psicologici e fisici che ne possono derivare.
                    le spiegazioni non sono "vecchie" o "poco scientifiche"; una tesi può essere verificata o confutata; se spiega in modo accettabilmente coerente, dove non è possibile fare meglio per determinare - cioè, le azioni terapeutiche producono risultati apprezzabili - allora si tiene; se, altrimenti, nella prassi si accumulano contraddizioni funzionali di una teoria, la tesi non è sufficientemente robusta e non vi si ricorre; ma un riscontro c'è sempre e l'eventuale critica deve prodursi anch'essa su riscontri;

                    altrimenti, qualsiasi ipotesi astratta sarebbe automaticamente in grado di inibire qualsiasi tesi scientifica, che per definizione è provvisoria in determinati campi.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #115
                      Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
                      Si, Axe. E il sintomo va "curato". Ma il passo successivo del dottor Freud è nel tentativo di fondare una "scienza" che non solo assomiglia alle riflessioni metafisiche dei filosofi, ma addirittura pretende di aver individuato in certi pazienti delle "costanti"
                      Arrigo Sacchi era un cazzo di fanatico; ma ha inventato il calcio più bello della storia, e ha vinto pure, anche se, fosse stato meno bello, forse - forse - avrebbe vinto di più e scassato meno la minchia a un par di campioni;


                      che consentirebbero se valutate e trattate secondo un unico metodo terapeutico di evitare quei problemi della psiche che anche al giorno d'oggi sono oggetto di riflessioni strettamente scientifiche che di fatto non portano "a nulla". Te ne accorgi se valuti le proprietà de8 farmaci antipsicotici.
                      altra disciplina la psichiatria; peraltro Freud era un medico, non un filosofo, e la fisiologia la conosceva;
                      un conto è lo psicotico, convinto che le sue compulsioni abbiano un fondamento; altro è il nevrotico compulsivo che razionalmente argomenta l'infondatezza del comportamento, ma subisce la coazione e chiede aiuto;
                      in quel caso, le intuizioni di Freud sono state decisive.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17951

                        #116
                        Avrà conosciuto la fisiologia dell'epoca così come le conoscenze sul cervello e manco poteva sapere del DNA e di tutte le sue funzioni.
                        Se anche aveva notato certe differenze dei disturbi, non poteva avere un quadro come lo abbiamo oggi. Per cui le sue spiegazioni restano comunque quelle delle conoscenze dell'epoca più le sue interpretazioni. Anche oggi non abbiamo al 100% tutto il filo conduttore che porta ai disturbi mentali dato che il cervello è complesso e anche capire tutti i meccanismi degli impatti psicologici dell'ambiente. Riguardo la psicosi, c'è anche la dopamina in gioco e possono essere dati farmaci antipsicotici.
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #117
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          "superato" non vuol dire molto; ho fatto l'esempio dell'auto: rispetto alla tua Hyundai, una Ford del 1910 è "superata"; tuttavia, la tua auto si muove in base allo stesso identico principio: lo scoppio in un cilindro muove il pistone e il movimento è trasmesso alle ruote;

                          il sesso: assieme all'aggrssività è la pulsione fondamentale; educazione e morale stanno lì a governarle e reprimerle; se si vuol vendere qualcosa, anche un tostapane, c'è un culo;
                          e il 95% delle cose che facciamo rimanda a un successo competitivo sessuale;

                          Freud è senz'altro limitato in questo, perché a fine 800 le energie sociali impiegate nella repressione degli impulsi sessuali erano al massimo;
                          però, se ci alziamo di prospettiva e guardiamo al mondo - Occidente incluso - in effetti la sessualità è diventata IL tema politico centrale, e in particolare la questione della libertà femminile; non so se hai un'idea della spaventosa carica misogina che alligna nel MAGA in USA, ma anche in India, Cina e altrove;

                          è una questione principalmente di competizione sociale, causata dai minori margini di ricchezza; nell'Europa del welfare si avverte meno, per il momento; non mi voglio dilungare, magari preciso dopo, ma fai attenzione qui:

                          il turbamento non riguarda il "parlare di sesso"; siamo capaci tutti e tutti disinvolti;
                          il turbamento sta nella sessualità messa a nudo come metro del successo e identità; l'ambiente competitivo che si è generato negli ultimi decenni ha creato degli squilibri che pesano; che è l'ossessione di Cono, il quale riporta all'acqua di rose i discorsi MAGA;

                          perciò, in effetti oggi la sessualità è tabù non per l'aspetto "prude" che uno è portato a Immaginare, ma perché smantella brutalmente le sovrastrutture identitarie della quasi totalità delle persone, espone lo scheletro delle scelte e dei fallimenti in modo drastico e poco mediabile, dove ogni passaggio, vicenda, situazione, diventa una misura del gap tra aspettative, investimento e realtà, senza sconti;
                          mi fermo qui, ed eventualmente poi posso spiegare perché quell'hardware pulsionale freudiano - al di là di obiezioni informate di pochi - suscita ancora e nuovamente reazioni sproporzionate.
                          Ma certo, sulla questione internazionale e sull'uso del sesso e tutto il resto posso anche essere d'accordo con te.
                          Ciò non toglie comunque che Froid sia superato e che non è vero che tutto l'agire umano è riconducibile alle pulsioni sessuali dell'infanzia, come l'esimio psicanalisca sosteneva. Lui è stato senza dubbio la base della psicanalisi, ma ora si è andati molto oltre. Io parlo dell'analisi del comportamento individuale, ovviamente.
                          Che poi il mondo giri ancora attorno alla sessualità siamo d'accordo, ma sono due piani di analisi ben differenti.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • sandor
                            Opinionista

                            • 07/10/10
                            • 3414

                            #118
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            Arrigo Sacchi era un cazzo di fanatico; ma ha inventato il calcio più bello della storia, e ha vinto pure, anche se, fosse stato meno bello, forse - forse - avrebbe vinto di più e scassato meno la minchia a un par di campioni;
                            E no, Axe. Arrigo Sacchi era un grande allenatore ma per una parte della sua storia di allenatore ha avuto a che fare con semidei come Van Basten, Gullit, e Rijchard. Mi sa che tra il primo Sacchi e il secondo, quello che perdeva anche col Rosenborg corra una grossa differenza. "Similmente" direbbe qualcuno, con Freud dagli entusiasmi iniziali si passa alla constatazione che senza una buona dose di "Fede" le sue teorie lasciano il tempo che trovano e che in definitiva sono soltanto parte del desiderio di autoaffermazione e in certo modo di "comprensione" di sé stesso da parte sempre di Freud.

                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            altra disciplina la psichiatria; peraltro Freud era un medico, non un filosofo, e la fisiologia la conosceva;
                            E allora avrebbe dovuto lavorare su quella anziché andarsi a impegolare in campi, come la psicologia, anziché la psichiatria.

                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            un conto è lo psicotico, convinto che le sue compulsioni abbiano un fondamento; altro è il nevrotico compulsivo che razionalmente argomenta l'infondatezza del comportamento, ma subisce la coazione e chiede aiuto;
                            in quel caso, le intuizioni di Freud sono state decisive.
                            Mi domando se la psicanalisi come terapia abbia o meno più legittimità dell' "auditing" di Scientology. Mah.
                            http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #119
                              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                              Ma certo, sulla questione internazionale e sull'uso del sesso e tutto il resto posso anche essere d'accordo con te.
                              Ciò non toglie comunque che Froid sia superato
                              chi lo dice ? a proposito di che e su quali basi ? vale sempre l'esempio dell'auto: tu non hai le sospensioni a balestra - superate - ma ti muovi sul principio dello scoppio di un secolo fa, che non è superato affatto;
                              e che non è vero che tutto l'agire umano è riconducibile alle pulsioni sessuali dell'infanzia, come l'esimio psicanalisca sosteneva. Lui è stato senza dubbio la base della psicanalisi, ma ora si è andati molto oltre. Io parlo dell'analisi del comportamento individuale, ovviamente.
                              Che poi il mondo giri ancora attorno alla sessualità siamo d'accordo, ma sono due piani di analisi ben differenti.
                              mica solo il sesso; anche l'aggressività; guarda caso i due oggetti di cui si occupano le leggi e la morale da migliaia di anni;
                              una domanda: ti aspetteresti una differenza sostanziale tra una società in l'85% delle persone in età del consenso ha una vita sessuale soddisfacente, e una a parti invertite, in cui l'85% non ha una vita sessuale ?
                              quando mi avrai risposto, potremo proseguire.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • sandor
                                Opinionista

                                • 07/10/10
                                • 3414

                                #120
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                chi lo dice ? a proposito di che e su quali basi ? vale sempre l'esempio dell'auto: tu non hai le sospensioni a balestra - superate - ma ti muovi sul principio dello scoppio di un secolo fa, che non è superato affatto;
                                Si, Axe. Ma a parte che oggi esistono anche e non da ieri i motori ad iniezione, per non parlare dei differenti carburanti e relativi apparati, tipo impianti gas o la cara vecchia "nafta", ti direi che similmente anche la psicologia ad oggi è sempre più svincolata dal contributo di Freud. La psicanalisi ha avuto nondimeno molti estimatori nel tempo, ma oggi è per lo più considerata un "tipo" di sistema filosofico con i suoi assunti indimostrabili e con le proprie affermazioni "apodittiche" e anche qualche paradosso. Abbi pazienza.

                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                mica solo il sesso; anche l'aggressività; guarda caso i due oggetti di cui si occupano le leggi e la morale da migliaia di anni;
                                una domanda: ti aspetteresti una differenza sostanziale tra una società in l'85% delle persone in età del consenso ha una vita sessuale soddisfacente, e una a parti invertite, in cui l'85% non ha una vita sessuale ?
                                quando mi avrai risposto, potremo proseguire.
                                La differenza è che in qualsiasi società il sesso si può o utilizzare come impulso più o meno intenso all'accoppiamento, cosa che non avviene quasi mai e che però rende le persone più attive e vitali, perché se il bisogno di sesso non fosse abbastanza intenso la società pian piano in assenza di stimoli comincerebbe in parte a decadere. (Parlo di sesso come stimolante collettivo, come "idea", perché sappiamo bene che di fatto il sesso ognuno lo fa a modo suo ma lo stimolo è lo stesso); o reprimere gli istinti sessuali ciò che però ha altre potenziali conseguenze, ad esempio "la guerra". Ti dico in tutta franchezza che "col senno di poi" mi verrebbe anche da pensare che tutte le donne che abortiscono e sono davvero tante a prescidere dalle tante discipline normative favorevoli alle famiglie numerose, dicevo queste donne probabilmente hanno maturato, chiaramente provando la cosa sulla propria "pelle", che fare un figlio è forse la cosa più difficile del mondo, considerando il "modo" in cui Madre Natura ha stabilito che l'Umana stirpe si perpetui.
                                http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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