"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Ne abbiamo discusso ieri con Karina... ho fatto delle ricerche, poichè non sono un giurista, e ne è emerso che la Chiesa, come chiunque altro del resto, può sensibilizzare e fare campagna pro o contro chiunque... solo non deve "costringere" o "vincolare" o "indurre abusando della propria mansione" e, a quest'ultimo proposito ho riportato la dichiarazione di un giudice che afferma che si ha "abuso" allorchè si subordini l'assistenza spirituale all'accettazione di quella indicazione.
Pienamente legittimo fare campagna per la difesa di valori che la mansione di prete prevede quali prioritari.
E del resto, riportava questo giudice, la Cassazione assolse i preti denunciati per la campagna contro l'aborto in quel famoso referendum.
E del resto, nel 1948, la Chiesa fece campagna attiva a favore della DC.
Ed è perfettamente legittimo... ci mancherebbe altro che di fronte ad un pericolo per la società, l'uomo e la vita non si potesse fare sensibilizzazione pro o contro qualcosa, pro o contro un partito politico.
Pure questa è democrazia: che tutti possano dire la loro e schierarsi secondo proprie convinzioni... poi la gente deciderà per proprio conto... in cabina elettorale i preti non ci sono...
Marco, perdonami, ma per quanto mi riguarda non è assolutamente emerso quanto da te affermato. Continuo a ritenere che un sacerdote non abbia diritto di interferire con la vita politica italiana, mentre può tranquillamente esprimere la propria opinione a titolo personale.
Un pubblico ufficiale (o un ministro di culto) che nell'esercizio delle sue funzioni si adopera "per vincolare i suffragi degli elettori a favore o in pregiudizio di determinate liste o determinati candidati” è un pubblico ufficiale (o sacerdote) che -forte dell'autorevolezza conferitagli dalla funzione che svolge- si adopera per spostare consenso politico, per influenzare il convincimento degli elettori. Ti cito altro a riguardo:
La giurisprudenza descrive con precisione i dettagli della condotta vincolativa di cui alla fattispecie b): “l’adoperarsi a vincolare di cui l’art. 98 DPR 30.3.1957 n. 361 può consistere in qualunque comportamento idoneo a determinare una lesione della libertà di scelta politica dell’elettore e della libertà di eguaglianza dell’azione politica dei partiti e dei candidati, attraverso una qualsiasi forma di comunicazione con gli elettori ed indipendentemente da ogni profilo di violenza o minacciaagli stessi. Pertanto integra il reato previsto dalla citata disposizione il fatto del sindaco che, nell’esercizio e con abuso delle sue attribuzioni, esorta, con manifesti, i cittadini a manifestare il voto, incitando gli elettori a rifiutare le proposte di un partito politico ...
Qui parla di sindaco, ma l'articolo della legge precedentemente citata mette sullo stesso piano i pubblici ufficiali e i sacerdoti. Successivamente parla di ministri di culto e invito all'astensione, considerando tale invito un modo per vincolare il suffragio. Inviti=adoperarsi per vincolare.
Marco, perdonami, ma per quanto mi riguarda non è assolutamente emerso quanto da te affermato. Continuo a ritenere che un sacerdote non abbia diritto di interferire con la vita politica italiana, mentre può tranquillamente esprimere la propria opinione a titolo personale.
Un pubblico ufficiale (o un ministro di culto) che nell'esercizio delle sue funzioni si adopera "per vincolare i suffragi degli elettori a favore o in pregiudizio di determinate liste o determinati candidati” è un pubblico ufficiale (o sacerdote) che -forte dell'autorevolezza conferitagli dalla funzione che svolge- si adopera per spostare consenso politico, per influenzare il convincimento degli elettori. Ti cito altro a riguardo:
La giurisprudenza descrive con precisione i dettagli della condotta vincolativa di cui alla fattispecie b): “l’adoperarsi a vincolare di cui l’art. 98 DPR 30.3.1957 n. 361 può consistere in qualunque comportamento idoneo a determinare una lesione della libertà di scelta politica dell’elettore e della libertà di eguaglianza dell’azione politica dei partiti e dei candidati, attraverso una qualsiasi forma di comunicazione con gli elettori ed indipendentemente da ogni profilo di violenza o minacciaagli stessi. Pertanto integra il reato previsto dalla citata disposizione il fatto del sindaco che, nell’esercizio e con abuso delle sue attribuzioni, esorta, con manifesti, i cittadini a manifestare il voto, incitando gli elettori a rifiutare le proposte di un partito politico ...
Qui parla di sindaco, ma l'articolo della legge precedentemente citata mette sullo stesso piano i pubblici ufficiali e i sacerdoti. Successivamente parla di ministri di culto e invito all'astensione, considerando tale invito un modo per vincolare il suffragio. Inviti=adoperarsi per vincolare.
Qui siamo nella fase interpretativa delle norrme e, non essendo un giurista, ho difficoltà a muovermi in questo ambito... però le considerazioni del giudice che ho postato ieri mi sembravano chiarificatrici, corredate peraltro da sentenze di cassazione.
E anche conformi a ciò che è stato fatto in passato senza che la magistratura abbia emesso condanne... e mi riferisco all'appoggio dato con chiarezza dalla Chiesa alla DC... ma anche al tentativo più volte fatto da partiti di sinistra di voler candidare alle politiche dei preti di frontiera... la prassi della chiesa sconsiglia questi comportamenti ma sarebbero pure legittimi...
[COLOR=Green]"Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer
[QUOTE=N3m0]Spero non siano le stesse basi che ti spingono ad ignorare gli accenti in italiano...
Io non ho scritto da nessuna parte "W l'anticattolicesimo". Posso per
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