Tratto da www.metronews.it
"Per i picchi di pm 10 responsabili le caldaie”
Secondo uno studio anche riducendo del 60% le emissioni delle auto restano irrisolti i massimi valori di pm10.
Uno studio di Easy International, società di consulenza attiva nel settore ambiente, attacca le elaborazioni dell’Arpa che mettono in croce le automobili e soprattutto i diesel. Colpa delle caldaie i picchi di pm10 in inverno. Partendo dal fatto che gli inquinanti (pm10, Co, Nox e benzene) aumentano nettamente nella stagione fredda, gli studiosi suppongono una percentuale di incidenza superiore a carico del riscaldamento. Occhio al pm10: per spiegare i picchi (giorni con 100 o 200 microg/m3 contro i 50 di soglia di attenzione, ndr) l’analisi dei valori delle polveri sottili viene messa in relazione con pioggia e vento. Ma non basta a spiegare i picchi. Si prosegue mettendo i dati in relazione anche alla temperatura atmosferica. Tramite un calcolo matematico si arriva a una «proiezione che combacia in modo molto significativo con l’andamento del pm10».
Temperatura sotto accusa. Dunque colpa della temperatura. «Più le temperature sono basse – appuntano i ricercatori – maggiore è la dispersione termica». Dal confronto con gli studi Arpa emerge come «le auto abbiano un’incidenza di base sull’inquinamento, ma non sui picchi, presenti solo in inverno». Ne consegue che «anche eliminando il 60% delle emissioni prodotte dalle automobili – dicono i ricercatori – il problema dei picchi resta irrisolto». La conclusione:«L’incidenza del riscaldamento è quindi preponderante rispetto ai gas di scarico delle automobili nelle aree ad alta concentrazione abitativa».
E non basta sostituire le vecchie caldaie con le nuove: «Occorre una normativa – spiega Alberto Conti, responsabile progetti Easy – per misurare adeguatamente le emissioni delle caldaie, così come si fa per le automobili. Se si tenesse conto di tutte le fasi del funzionamento di una caldaia, sarebbe evidente che le moderne caldaie a risparmio energetico consumano meno, ma inquinano allo stesso modo».
“Bisogna filtrare i fumi”
«Molto si può ancora ottenere dalle nuove tecnologie», ha detto ieri l’assessore all’Ambiente Domenico Zambetti. «Gli impianti possono adottare anche particolari sistemi filtranti per i fumi che possono risultare particolarmente utili ed efficaci».
Come a voler dimostare, che ormai ci si accanisce sulle auto per partito preso....
"Per i picchi di pm 10 responsabili le caldaie”
Secondo uno studio anche riducendo del 60% le emissioni delle auto restano irrisolti i massimi valori di pm10.
Uno studio di Easy International, società di consulenza attiva nel settore ambiente, attacca le elaborazioni dell’Arpa che mettono in croce le automobili e soprattutto i diesel. Colpa delle caldaie i picchi di pm10 in inverno. Partendo dal fatto che gli inquinanti (pm10, Co, Nox e benzene) aumentano nettamente nella stagione fredda, gli studiosi suppongono una percentuale di incidenza superiore a carico del riscaldamento. Occhio al pm10: per spiegare i picchi (giorni con 100 o 200 microg/m3 contro i 50 di soglia di attenzione, ndr) l’analisi dei valori delle polveri sottili viene messa in relazione con pioggia e vento. Ma non basta a spiegare i picchi. Si prosegue mettendo i dati in relazione anche alla temperatura atmosferica. Tramite un calcolo matematico si arriva a una «proiezione che combacia in modo molto significativo con l’andamento del pm10».
Temperatura sotto accusa. Dunque colpa della temperatura. «Più le temperature sono basse – appuntano i ricercatori – maggiore è la dispersione termica». Dal confronto con gli studi Arpa emerge come «le auto abbiano un’incidenza di base sull’inquinamento, ma non sui picchi, presenti solo in inverno». Ne consegue che «anche eliminando il 60% delle emissioni prodotte dalle automobili – dicono i ricercatori – il problema dei picchi resta irrisolto». La conclusione:«L’incidenza del riscaldamento è quindi preponderante rispetto ai gas di scarico delle automobili nelle aree ad alta concentrazione abitativa».
E non basta sostituire le vecchie caldaie con le nuove: «Occorre una normativa – spiega Alberto Conti, responsabile progetti Easy – per misurare adeguatamente le emissioni delle caldaie, così come si fa per le automobili. Se si tenesse conto di tutte le fasi del funzionamento di una caldaia, sarebbe evidente che le moderne caldaie a risparmio energetico consumano meno, ma inquinano allo stesso modo».
“Bisogna filtrare i fumi”
«Molto si può ancora ottenere dalle nuove tecnologie», ha detto ieri l’assessore all’Ambiente Domenico Zambetti. «Gli impianti possono adottare anche particolari sistemi filtranti per i fumi che possono risultare particolarmente utili ed efficaci».
Silvio Gulizia
Come a voler dimostare, che ormai ci si accanisce sulle auto per partito preso....


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