Ancora attenuanti per lo stupro

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  • lenina

    #1

    Ancora attenuanti per lo stupro

    Lascio a voi ogni commento...

    CRONACHE

    I DUE IMPUTATI AVEVANO COSTRETTO UNA QUATTORDICENNE
    AD AVERE RAPPORTI SESSUALI NEL 1998 E NEL ‘99


    In un ambiente degradato lo stupro è meno grave»

    La corte d’appello di Roma concede le attenuanti generiche

    2/4/2006
    Flavia Amabile


    ROMA. E ora anche l’ambiente degradato può rendere meno grave lo stupro. Dopo la sentenza-choc della Cassazione che aveva riconosciuto un’attenuante nel caso in cui la violentata non fosse vergine ora è la corte d’appello di Roma a sostenere che se la violenza ha origine in condizioni particolarmente difficili si possono concedere le attenuanti generiche agli imputati. Ed è quello che i giudici romani hanno fatto ispirandosi a questo principio previsto dall' articolo 133 del codice penale, e riducendo le pene inflitte in primo grado a due uomini accusati di aver violentato due volte, tra il 1998 ed il 1999, una ragazzina prima e dopo il compimento dei 14 anni. Gli imputati sono Gianfranco N., 36 anni, e Gino C., 59 anni, che si sono visti diminuire rispettivamente di sei mesi e di un anno le precedenti condanne a due anni ed a tre anni di reclusione.

    Il primo degli imputati è l'ex-convivente della madre della ragazzina, mentre il secondo è un conoscente della coppia. Il degrado in cui vivono è una situazione in cui più persone sono costrette a vivere in casolari, uno accanto all'altro anche privi di servizi igienici. Il collegio presieduto da Afro Maisto ne ha tenuto conto e scrive: «Le degradatissime condizioni di vita nell'ambiente i cui fatti sono maturati non coinvolgono, evidentemente, soltanto la minore e la madre, ma anche i due imputati, ai quali non possono essere negate le attenuanti generiche». La sentenza di primo grado del tribunale risale al 2003, in quel caso la difesa dei due uomini aveva chiesto l'assoluzione degli imputati definendo «fantasie infantili» le accuse della ragazzina.

    I giudici però avevano riconosciuto gli imputati colpevoli ritenendo attendibile e dettagliato quanto raccontato in dibattimento dalla vittima, costituitasi parte civile attraverso l'avvocato Domenico Battista, dalla madre e dal personale della Cooperativa «Arca di Noè» che aveva prestato assistenza alla famiglia, assai disagiata sul piano economico, sociale e psicologico. Tre anni dopo, la corte d'Appello ha riconosciuto la solidità dell'impianto accusatorio dando atto che la giovane ha narrato gli episodi «in modo convincente, senza dimostrare morbosità o abbandonarsi a fantasie» e confermando la sentenza nella parte in cui veniva disposta la condanna degli imputati al risarcimento dei danni da liquidarsi in sede civile e con una provvisionale di diecimila euro.

    Tuttavia, nel rideterminare la pena, la corte ha voluto inserire delle attenuanti facendo esplicito riferimento alle «degradatissime condizioni di vita nell'ambiente in cui i fatti sono maturati». Parole che non sono piaciute al difensore di parte civile: «Colpisce che l'unico parametro usato dai giudici per la concessione delle attenuanti generiche sia stato quello del contesto degradato che può essere anche un elemento di valutazione della gravità del reato, come previsto dall'articolo 133 del codice penale, ma non può essere certo quello assoluto, specie in un caso di violenza sessuale. Se ogni volta un reato viene commesso in un contesto di difficoltà economica - riflette l'avvocato Domenico Battista - può sembrare quasi che l'ambiente degradato giustifichi le condotte illegittime».

    «Una sentenza a dir poco sconcertante, tanto più nel caso specifico che riguarda una bambina di 14 anni», commenta il presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, Antonio Marziale. In questo modo - prosegue Marziale - si crea «una segmentazione sociale pericolosa perchè differenzia le vittime degli abusi in eccellenti da una parte e miserabili dall'altra. Come dire: oltre la beffa, il danno». «Grave, scioccante, riporta il paese indietro e ne umilia i cittadini e le cittadine», sostiene Barbara Pollastrini responsabile donne dei ds. «C'è da rimanere inorriditi», commenta Dorina Bianchi della Margherita - La violenza sessuale è una brutalità indegna di un Paese civile in ogni ambiente, degradato o meno». Per Loredana De Petris dei Verdi «il degrado dovrebbe invece essere un’aggravante, visto che le violenze si verificarono nell'ambiente familiare».


    Last edited by Ospite; 02-04-2006, 11:03.
  • kappa 2
    Opinionista
    • 18/02/06
    • 1009

    #2
    non ci sono commenti: siamo alla frutta
    [FONT="Comic Sans MS"][B]Un uomo deve fare ci

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    • Fragolino83
      In love!
      • 02/06/05
      • 1818

      #3
      Sinceramente a volte mi chiedo il ruolo degli assistenti sociali, levano o fanno levare dei figli a coppie che secondo loro vivo in un ambiente non proprio sano per il loro bene e per la loro crescita e lasciano figli soli in mano a degli orchi.
      Socio Milan Club Discutere.it

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      • Jersey
        • 01/04/06
        • 1202

        #4
        ma xk

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        • mat
          Il Magnifico
          • 20/05/05
          • 17786

          #5
          Scusate ma mi sa che non avete capito il senso della sentenza.
          Le condizioni di vita degradate sono considerate in relazione alle persone che hanno commesso il reato, non in relazione alla vittima, tantomeno alle sue abitudini sessuali promiscue o precoci come è avvenuto in altri casi.
          Le condizioni di vita particolarmente degradate dal punto di vista sociale, economico, culturale e altro sarebbero state considerate in ogni caso attenendo alle qualità "morali" di chi ha commesso il reato, anche se si stesse parlando di reati differenti dallo stupro.
          Che l'avvocato di parte civile sia perplesso lo capisco, ma la polemica è del tutto fuori luogo e strumentale.
          Perchè non leggete meglio le notizie che commentate?
          Moderatore Debate Square

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          • lenina

            #6
            [quote=mat612000]Scusate ma mi sa che non avete capito il senso della sentenza.
            Le condizioni di vita degradate sono considerate in relazione alle persone che hanno commesso il reato, non in relazione alla vittima, tantomeno alle sue abitudini sessuali promiscue o precoci come

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            • lenina

              #7
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              • mat
                Il Magnifico
                • 20/05/05
                • 17786

                #8
                Le condizioni di vita dell'autore di un delitto sono sempre valutate per comminare una pena adeguata oltre alla gravità del delitto alla sua personalità, riguardo a qualsiasi delitto, lo ripeto.
                Nessuno escluso.
                Che a una donna dia particolarmente fastidio l'applicazione del principio riguardo ai reati sessuali lo posso capire, ma il principio giuridico mi sembra giusto.
                Il fatto che la notizia sia stata divulgata dalla parte offesa che non condivide la sentenza dovrebbe imporre maggiore attenzione nel valutare la notizia.
                Quello che critico è che la notizia sia data in questo modo: non si tratta di attenuanti allo stupro ma di attenuanti a qualsiasi reato.
                Moderatore Debate Square

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                • lenina

                  #9
                  [quote=mat612000]Le condizioni di vita dell'autore di un delitto sono sempre valutate per comminare una pena adeguata oltre alla gravit

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                  • Xilinx23
                    The Count
                    • 01/06/05
                    • 41139

                    #10
                    [QUOTE=mat612000]Le condizioni di vita dell'autore di un delitto sono sempre valutate per comminare una pena adeguata oltre alla gravit
                    Membro del Consiglio degli Admin


                    [RIGHT][I]L'ironia

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                    • desdemona84

                      #11
                      Anch'io mi sento abbastanza toccata dall'argomento e penso che non ci siano attenuanti per reati del genere...gi

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                      • Nemesi
                        Opinionista
                        • 23/09/05
                        • 327

                        #12
                        la giustizia italiana fa proprio schifo. come si può ritenere delle attenuanti la degradazione del posto in cui si vive......la trovo una stronzata...povera ragazza......
                        [CENTER]un sorriso non
                        dura che un istante...
                        ...ma nel ricordo pu

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                        • Jampa
                          ........
                          • 21/07/05
                          • 6179

                          #13
                          In indagini Fatte
                          E' il momento di andare

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                          • Jampa
                            ........
                            • 21/07/05
                            • 6179

                            #14
                            [QUOTE=desdemona84]Anch'io mi sento abbastanza toccata dall'argomento e penso che non ci siano attenuanti per reati del genere...gi
                            E' il momento di andare

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                            • mat
                              Il Magnifico
                              • 20/05/05
                              • 17786

                              #15
                              Scusate, ma vedo che è abbastanza inutile discutere della sentenza oggetto della discussione, si finisce a divagare e si finisce su discorsi generali che, secondo me, non spiegano nulla e non servono a farsi un'idea delle cose.
                              Tra un po' arriverà qualcuno a riesumare la delirante proposta della catrazione chimica et voilà....saremo tutti serviti...
                              Il sistema legale delle circostanze del reato è necessario per la definizione degli esatti confini di un fatto, la sua gravità, per adeguare la pena alle persone del reo e della vittima.
                              Esistono circostanze attenuanti e circostanze aggravanti, esistono le c.d. attenuanti generiche ed il giudice è obbligato a considerarle tutte con un giudizio di equivalenza o prevalenza, alla fine la pena risulterà aumentata, diminuita o invariata.
                              Escludere la valutazione delle circostanze è impossibile e illegale, il giudice pronuncerebbe una sentenza destinata ad essere riformata.
                              Credo che non sia nemmeno possibile escludere la valutazione delle circostanze espressamente per alcuni reati (tipo quelli a contenuto sessuale) per evidenti motivi di costituzionalità (il principio d'uguaglianza andrebbe a farsi benedire).
                              Per cui, è inutile andare a cercare un presunto maschilismo dei giudici quando sono chiamati ad affrontare argomenti come quello di cui stiamo parlando, secondo me si sono limitati ad applicare la legge.
                              Moderatore Debate Square

                              "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                              - P. Conte -


                              Angst essen Seele auf

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