"La necessit
necessitas legem non habet
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Discorso interessante che credo che rientri nell'ambito della discrezionalitCONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
La calma
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[QUOTE=Qfwfq]In tale ottica, pertanto, non sono affatto concorde nell'adoperare a beneficio di simili crimini le stesse attenuanti che siamo soliti applicare in differenti circostanze; giustificare anche solo parzialmente un delitto di grave portata solo perch
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Indubbiamente è corretto ritenere che coloro che siano cresciuti in condizioni di grave degrado non abbiano ricevuto quell'educazione etica e civica in grado di permetter loro di discernere comportamenti corretti da altri riprovevoli od assolutamente inaccettabili; ma è doveroso ricordare questa realtà non solo a parziale discolpa dell'operato del singolo, ma anche a totale ed irrefutabile condanna di quella che deve essere considerato un palese fallimento in cui lo Stato è incorso nell'educazione di una parte della società che è chiamato a rappresentare e governare. Quel che interessa di una condanna è il fine positivo e costruttivo che la anima, sia nell'ottica della riabilitazione del colpevole, sia in funzione preventiva acché il medesimo crimine non si ripeta. Ma tali due finalità possono essere raggiunte solamente grazie ad una inequivocabile condanna delle circostanze che hanno portato alla maturazione del crimine e ad una loro successiva eradicazione. Lo Stato, pertanto, non può giustificare anche solo parzialmente un comportamento così lontano dai princìpi etici che lo animano, poiché una simile linea di condotta equivarrebbe a tollerare sia il crimine in questione, sia le circostanze culturali che lo hanno prodotto anziché sconfessarle. Giustificare un delitto in quanto maturato al di fuori dell'etica comunitaria in condizioni particolarmente degradate significa rinunciare ad agire su tali sottoculture, abdicando di fronte ad uno dei doveri dello Stato medesimo che è quello di propagare nell'intero corpo sociale i valori etici e civici di cui dovrebbe essere latore.Originariamente Scritto da CignoNeroQuoto tutto, e sono perfettamente d'accordo col tuo intervento ma, come fece notare mat nel 3d da cui ho preso spunto, non è forse vero che chi è cresciuto in condizioni di degrado, di grave degrado, non ha le basi per riuscire realmente a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, o anche questa la si può considerare una buona scusa forse tirata fuori dallo Stato per lavarsi le mani dalle proprie mancanze? (pura e semplice supposizione)Last edited by Gloucester; 07-04-2006, 16:08.
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Vorrei aggiungere anche un altro esempio: ricordo che guardando "Vittime di guerra" rimasi schifata dal fatto che, all'interno di una guerra, tutto sembra essere giustificato.
Ricordo che il mio ragazzo ai tempi mi rispose:"è normale, non puoi aspettarti altro", riferendosi alla scena dello stupro.
Seviziare, uccidere innocenti, stuprare, quando si è in guerra, può essere considerata una di quelle situazioni di degrado, o situazioni disperate ed esasperate in cui qualunque comportamento può essere giustificato?
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Sì, a mio avviso ha declinato le proprie responsabilità e rinunciato a porre rimedio ai propri errori. Ed aggiungo che non ha reso nemmeno un buon servigio al condannato, dal momento che non è davvero possibile un recupero se non si è chiaramente ammoniti circa la sostanza dell'errore che si è commesso.Originariamente Scritto da CignoNeroQuindi, in seguito a quello dichiarato di recente dalla Corte di Cassazione in merito al reato di stupro riportato da Lenina, lo Stato, secondo te, ha giustificato tale reato, rinunciando a quelle che sono le sue responsabilità?
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