Attendo anch'io notizie su Lilith di cui ho letto in diversi testi, non ho letto l'Epopea di Gilgamesh, ma dovrebbe essere citata, se non altro per il diretto riferimento tra Gilgamesh e gli Annunaki.
Confermo (per quel che pu
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
Alcune spiegazioni scietifiche sulla origine dei vampiri:
E se i vampiri fossero semplicemente persone allergiche alle proteine dei cibi? Secondo lo studioso americano Thomas McDevitt, questi soggetti, pallidi e magri, per assumere le proteine necessarie avrebbero bisogno di bere sangue, e i loro ritmi metabolici li costringerebbero a dormire di giorno e restare svegli la notte. Nel 1985, invece, al Convegno annuale dell'Associazione americana per il progresso della scienza, il canadese David Dolphin identifica i vampiri con persone affette da una malattia genetica chiamata porfirìa, che non consente di sintetizzare in modo corretto il pigmento rosso del sangue, o eme. Il disturbo provoca una forte sensibilità alla luce e lesioni della pelle. Labbra e gengive si ritirano, mostrando denti che appaiono particolarmente sporgenti. In passato non esistevano terapie, e il malato non poteva far altro che assumere grandi quantità di sangue che consentissero a parte dell'eme di entrare in circolo. E la paura dei vampiri per l'aglio? La scienza ha risposto anche a questo quesito. Esistono farmaci in grado di distruggere alcuni enzimi del fegato che contengono eme. Ebbene, nella composizione di questi farmaci c'è una sostanza chimica presente anche nell'aglio.
Dark penso di avero risosto ad una parte del tuo quesito...
Dicono le cronache che nel 1731 il villaggio di Medveđa (Medvedja), in Serbia, venne attaccato dai vampiri, provocando la morte di parecchie persone. Venne inviato a compiere le indagini l'ufficiale medico Johannes Fluchinger, che redasse un dettagliato resoconto. Quelli che seguono sono dei semplici estratti, tratti dal servizio in terza di copertina del numero 6 di Dampyr:
[QUOTE]Ho condotto l'indagine con la consulenza di altri due ufficiali medici, in presenza del capitano della locale compagnia di heiduk (fanteria serba) e degli hajduci pi
[QUOTE=Novembre]Attendo anch'io notizie su Lilith di cui ho letto in diversi testi, non ho letto l'Epopea di Gilgamesh, ma dovrebbe essere citata, se non altro per il diretto riferimento tra Gilgamesh e gli Annunaki.
Confermo (per quel che pu
Il vampiro russo per eccellenza è l'upyr: originario dell'Ucraina, ma diffuso in tutta la Russia europea, ha un aspetto particolarmente disgustoso, con lunghe zanne che ricordano quelle della preistorica tigre dai denti a sciabola, e anche più resistenti, se possibile. Usciti dalla tomba, iniziano ad attaccare le famiglie che vivono in fattorie isolate, una alla volta. La prima notte si nutrono dei bambini, quindi il resto della famiglia in ordine d'età fino ad arrivare ai componenti più anziani e allo sterminio della famiglia o degli abitanti dei dintorni. Temuto soprattutto in inverno, quando l'isolamento delle comunità della steppa era ancor più accentuato, se possibile, era attivo soprattutto nelle ore che vanno da mezzogiorno a mezzanotte, sopportando benissimo la luce del Sole, proprio come la maggior parte dei vampiri della tradizione popolare (tra cui l'upier polacco, molto simile all'upyr russo per caratteristiche).
Ucciderlo non è cosa semplice. Il provetto cacciatore deve affrontarlo dopo la mezzanotte, quando si trova nel luogo del suo riposo, cospargere di acqua benedetta la tomba ed i suoi dintorni, quindi, piantargli un paletto nel cuore e decapitarlo, facendo attenzione a spaccargli il cuore in due con un solo colpo, perché un secondo gli consentirebbe di tornare in vita e attaccare, senza possibilità di salvezza, lo sventurato cacciatore.
L'upyr bielorusso, anche noto come upor, possiede anche il potere di mutare forma, tipico dei licantropi della tradizione greco-romana.
Infine il leggendario e romantico vurdalak, protagonista di molte fiabe nere, spesso rappresentato come una giovane affascinante ma letale.
Sulle rive del Baltico
Le popolazioni che vivono sulle sponde del Mar Baltico hanno tra le loro figure leggendarie il wieszcz, una sorta di vampiro-strega: infatti, si ritiene che streghe e stregoni, una volta morti, si tramutano in wieszczy (plur. di wieszcz). Sono riconoscibili per la faccia rossa e l'occhio sinistro spalancato.
Dapprima il wiescz si nutre del suo stesso corpo, quindi, riacquistate magicamente le forze, l'essere mostruoso stermina dapprima il bestiame, quindi, la propria famiglia ed, infine, tutti gli abitanti della regione succhiando loro il sangue dal cuore. Per evitare queste stragi, i congiunti del sospetto vampiro seppelliscono il suo corpo con un mattone sotto il mento, in modo da tenergli bloccata la mascella.
Simile al wiescz è l'erestun o eretica: è una donna che ha venduto l'anima al diavolo e che torna dopo la morte sotto forma di vampira, dall'aspetto di una vecchia povera e male in arnese. Di origine russa, questo tipo di vampiri si riuniscono in luoghi isolati per celebrare i loro sabba e vanno in letargo durante l'inverno. Sono in grado di uccidere i vivi solo guardandoli in faccia con il loro occhio malvagio: la stessa sorte capita a chi, sventurato, finisce nel luogo dove stanno in letargo.
In ultimo l'ustrel bulgaro, sempre appartenente alla famiglia del wieszcz, è però inoffensivo per gli esseri umani. La sua unica preda, infatti, è il bestiame. Egli è, semplicemente, un neonato morto prima di ricevere il battesimo, e può essere facilmente allontanato utilizzando il fuoco. Una volta isolato nella steppa, egli è destinato a deperire e, quindi, finire preda dei lupi.
Restando in Bulgaria, ci si imbatte nell'ubour, originato dal cadavere di persone decedute di morte violenta. Il loro corpo, dopo il decesso, inizia a gonfiarsi in modo orribile, fino a diventare un'orrenda massa informe e gelatinosa composta prevalentemente da sangue. Quaranta giorni dopo la sepoltura, lo scheletro inizia a riformarsi e quindi, intorno ad esso, si ricompongono le carni, che riprendono l'aspetto che il defunto aveva in vita. Ci sono solo alcune differenze: il naso con una sola narice e la letale lingua retrattile, sulla cui punta è posto un pungiglione acuminato che serve all'ubour per succhiare il sangue delle sue vittime.
Per uccidere gli ubour le popolazioni bulgare chiamano un uccisore professionista, il vampirdzhija. Dapprima riempie la bara dell'ubour con una certa quantità di varie erbe velenose attraverso un foro in cima alla tomba, quindi ne perfora il corpo con un ramo acuminato e raccoglie il gas che da questo fuoriesce in una bottiglia, per poi darvi fuoco. Questo perché si ritiene che tale miasma letale sia, in realtà, l'anima del vampiro.
Comment