Creature della notte...2a parte

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  • Vladimirius
    Vampiro di quartiere
    • 29/03/06
    • 499

    #46
    Originariamente Scritto da Undertaker
    vladimirius ma esistono anke i dampyr?o e sl finzione?
    Ho trovato qualcosa sui Dampyr...

    Balcani

    L'uccisore di vampiri per eccellenza, però, è il dampyr. Nato dalla tradizione zingara (serba o bosniaca), il dampyr nasce dall'unione di una donna umana con un vampir maschio, l'unico vampiro della tradizione popolare a non essere sterile. Il vampir è anche un vampiro invisibile e l'unico che può vederlo, attraverso una particolare vista interiore, è proprio il dampyr, che quindi era frequentemente impegnato in battaglie corpo a corpo contro nemici invisibili all'occhio umano. Altro suo avversario è il lampir, vampiro bosniaco portatore di pestilenze, e sconfitto dal dampyr attraverso complicati riti sciamanici.

    A conferma, poi, della vicinanza delle due figure del vampiro e del lupo mannaro, ci sono poi una serie di vampiri come il serbo vukodlak, lo sloveno volkodlak, il farkaskoldoi d'Ungheria, il kozlak della Dalmazia e il kudlak istriano.

    Tra tutti questi, spicca però il kudlak, una particolare specie di vampiro-strega dotato di poteri magici tra cui il dono di mutare forma ed assumere il sembiante di un animale, con la limitazione, però, di avere sempre e comunque il manto nero, simbolo del Male assoluto e delle forze delle Tenebre cui appartiene. Suo naturale avversario è il kresnik, rappresentante del Bene e delle forze della Luce: anch'esso ha il potere di tramutarsi in animale, ma dal manto di colore bianco.

    In Ungheria, poi, i vampir o liderc nadaly hanno nel talbó il loro implacabile cacciatore, che per ucciderli pianta loro un chiodo nella tempia.

    Altro vampiro cambiaforma è il mullo della tradizione zingara. Dall'aspetto umano, a parte qualche impercettibile deformità, non ha scheletro: questa caratteristica gli consente di cambiare facilmente forma, anche se il suo aspetto prediletto è quello di un grosso lupo nero. È, comunque, un vampiro molto particolare: sia il maschio che la femmina del mullo è spinto da un forte desiderio sessuale, accoppiandosi frequentemente con i vivi e portando il proprio partner a morte per sfinimento. La donna che sopravvive ad un tale tour de force, dà alla luce anch'essa un dampyr, unico in grado di uccidere il mullo, che comunque è destinato a vita breve. Infatti, a causa del terribile stress cui sottopone il suo corpo privo di ossa, egli è destinato, nell'arco di un anno, a sciogliersi in una melma ripugnante.

    Romania: terra di vampiri

    Pur se la Romania è diventata, nell'immaginario popolare, la terra dei vampiri per eccellenza proprio grazie al romanzo di Stoker, in effetti essa conta, al pari di molti altri paesi europei, un buon numero di vampiri e leggende vampiriche.

    Il viaggio tra i vampiri rumeni inizia con i moroii, vampiri viventi come le strie italiane: in realtà streghe e stregoni che sottraggono il sangue agli altri esseri viventi attraverso particolari rituali magici. Dopo la morte, essi diventano strigoii: hanno capelli rosso sangue, occhi blu pallido e ben due cuori nel petto, rendendo così difficile la tradizionale uccisione per mezzo del paletto conficcato.

    I murony, poi, sono una variazione sul tema degli strigoii tipica della Valacchia: sono dei cambiaforma, che possono tramutarsi in gatti neri o enormi ragni velenosi. Sempre in Valacchia ci si può imbattere nei priculic, che di notte assumono il sembiante di enormi e minacciosi cani neri, mentre di giorno si nascondono dietro le forme di forti e affascinanti giovani.

    Come i priculic, anche i varcolaci hanno la possibilità di assumere forma umana. Questa figura molto antica del folclore rumeno, la più antica a dire il vero, ha però un aspetto molto più magro e spettrale, con la pelle secca e raggrinzita; inoltre, le loro mutazioni sanno essere ben più orribili e spaventose (ad esempio sono in grado di tramutarsi in mostri dalle molte bocche, o in draghi minacciosi). Sono anche molto radicati nei miti locali: le eclissi, infatti, si ritiene siano provocate dai varcolaci, che, sonnambuli, si arrampicano sui raggi delle stelle e li divorano, placando la loro insaziabile fame.

    Il più celebre vampiro rumeno è, però, il nosferatu, o nosferat: immortalato nel film di Friedrich Murnau (che però era una versione del romanzo di Stoker), è un non-morto di genere incubus: tormenta il sonno dei viventi e può anche ingravidare una donna e il frutto di tale concepimento è un moroii. In Moldavia e in Transilvania, poi, ci sono gli zmeu, anch'essi incubus, che seducono le donne entrando dalle finestre in forma di fiamma. Per sedurre gli uomini, invece, prendono l'aspetto di belle ragazze: in questo caso, però, è semplice smarscherarle, poiché al posto della schiena c'è il nulla. A differenza delle femmine zmeu, le casilde sono perfettamente integre e altrettanto belle: popolano i Carpazi e i Balcani e pur non essendo volutamente letali, possono uccidere per il troppo amore, spingendo l'incauto viaggiatore cui si sono legate al suicido o alla morte a causa di questo amore impossibile.
    Last edited by Vladimirius; 24-04-2006, 09:13.

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    • Vladimirius
      Vampiro di quartiere
      • 29/03/06
      • 499

      #47
      Vampiri d'Oriente

      Come detto

      Comment

      • Vladimirius
        Vampiro di quartiere
        • 29/03/06
        • 499

        #48
        Scusate il ritardo ma ho avuto qualche problemino con il pc...
        Riprendiamo le lezioni...

        India

        Molte teorie vorrebbero l'Egitto come culla della civiltà. Molte altre invece propendono per una nascita asiatica della cultura odierna. In questo caso una delle culle possibili è l'India, che ha certamente una mitologia molto antica e, nel caso dei vampiri, probabilmente la più antica. Molti studiosi, infatti, ritengono che i miti indiani siano quelli originali non solo per quel che riguarda le superstizioni e i credi religiosi, ma anche per il caso specifico del vampiro.

        Queste prime figure sono molto simili a demoni, spesso così temuti da dedicare loro la costruzione di templi votivi nei quali offrire loro in sacrificio degli animali per placare la loro fame ed evitare che si accaniscano sui villaggi. È il caso del bhuta, il più noto demone-vampiro indiano, un essere notturno che di giorno ha la possibilità di riposarsi sulle culle appese al soffitto che trova nei templi e nelle cappelle a lui dedicate.

        Il più temibile ed antico vampiro indiano è però il rakshasa, le cui prime tracce si possono trovare negli antichi Rig Veda, secondo i quali l'uomo stesso è nato dal sangue di un essere o divinità primigenia denominato Parusa, simile al gigante celtico Ymir, che ha invece dato origine al mare. Il rakshasa è, dunque, un mutaforma, in grado di diventare lupo o anche bellissima donna, ma la cui forma originaria è quella di una pallida creature luminosa con un alone azzurro intorno alla gola ed una cintura di campanelle alla vita, con il corpo perennemente macchiato di sangue. Volano e di notte si rifugiano sugli alberi: in vita erano uomini che sono diventati demoni poiché si sono nutriti del cervello dei loro simili.

        Ad essi si aggiungono i baital, o vetala, che riposano appesi agli alberi a testa in giù, sono in grado di animare i cadaveri e camminano tra gli uomini in cerca di prede sotto le spoglie di pellegrini o donne anziane. Considerano se stessi come i re dei vampiri indiani e per questo spesso si presentano con vesti sgargianti ed impugnano una spada scintillante.

        Insieme a queste figure, i testi vedici citano anche il divoratore di carne cruda, il kravyad, noto anche come yaksha. Temuto per la rapidità delle sue sortite, questo vampiro, oggi noto come pisacha, ha assunto anche alcune connotazioni benevole: simile ad una divinità capricciosa, esso può concedere favori a chi gli fa offerte di suo gradimento. Quando, infatti, una persona soffre di un male incurabile, ogni notte si reca ad un crocicchio con offerte di cibo nella speranza che compaia il pisacha e gli conceda una facile guarigione. Se, però, le offerte non sono di suo gradimento, egli si ciberà direttamente dal corpo del questuante. (Questa figura leggendaria ricorda la leggenda voodoo di Papa Legba, signore dei crocicchi, anch'esso capriccioso demone che concede i suoi favori o la morte a chi ne richiede i servigi - controllare)

        Infine, resta da citare la jigarkhwar, vampiro-strega della regione del Sind, che con le sue arti magiche può arrecare danno agli esseri umani. Per neutralizzarla, bisogna marchiarle a fuoco le tempie, riempirle la bocca di sale e tenerla a testa in giù per quaranta giorni.

        Buona parte di queste leggende sono giunte a noi anche grazie all'opera dello scrittore ed esploratore Richard Francis Burton, riunite nella raccolta Vrikam the Vampire.

        Non dimentichiamo, poi, che l'India è la terra dei tugs e della dea Kalì, la sanguinaria divinità quadrumana che porta in sé tracce di vampirismo e cannibalismo.

        Il mondo arabo

        Anche il mondo arabo, considerato il principale punto di transito e scambio tra i miti d'Occidente e quelli d'Oriente, presenta la sua mitologia vampirica. Ne Le mille e una notte, infatti, non sono rari i racconti in cui mostri, demoni e altre terribili creature infestano i cimiteri e presidiano le strade deserte, assaltando i viandanti solitari per berne il sangue.

        E soprattutto in Turchia, ma anche in Persia e in Arabia era molto diffusa la paura della gula, un vero e proprio ghoul, piuttosto che un vampiro. È infatti una demone in grado di volare e che predilige i cimiteri come luogo d'azione: spirito puro, piuttosto che succhiare il sangue delle sue vittime, preferiva spogliarle della loro vita. Questo perché in questi paesi il principio vitale non era tanto il sangue (infatti le popolazioni arabe sono solite dissanguare la carne prima di consumarla), quanto quel qualcosa che si potrebbe identificare come anima.

        Di voodoo e altre storie

        L'Africa, il continente a tutt'oggi più primitivo in assoluto, se si escludono alcune tribù nel cuore dell'Australia, terra di origine dei riti voodoo e di alcune delle leggende più terribili a noi note, lega in maniera stretta il mito del vampiro con i riti sciamanici e stregoneschi: spesso, infatti, gli sciamani africani sono soliti praticare la necrofagia, il cannibalismo e il vampirismo, in un certo senso tutte variazioni dello stesso mito. In queste zone, solitamente, ci si riferisce ai vampiri come ai loro familiari, ovvero quelle creature demoniache che servono gli stregoni e sono i messaggeri che li tengono in contatto con le forze del male. Spesso sono animali, come i gatti o i corvi nella tradizione medioevale, o serpenti e granchi giganteschi, in quella africana, come ad esempio lo nkala. Ci sono poi lo nyalumaya, una scultura in legno magicamente animata, e il khidudwane, un cadavere ambulante agli ordini della strega che gli ha concesso quella simil-vita.

        Le stesse streghe, poi, con particolari incantesimi, sono in grado di lanciare in aria il loro corpo astrale e rubare, durante la notte, l'essenza vitale a vittime ignare: a volte si siedono sul tetto della sua capanna per succhiarne via il cuore. Tra queste streghe particolari c'è la obayifo, considerato il vampiro più pericoloso di tutti, che succhia il sangue dei bambini e percorre enormi distanze distruggendo i raccolti incontrati nel suo casuale peregrinare.

        Le congreghe di streghe sono solite riunirsi in particolari cerimonie (note nella tradizione europea come sabba) durante le quali, a turno, bevono il sangue da una grande coppa, la baisea, per aumentare il loro potere attravreso quello racchiuso nel liquido rosso. Gli stregoni della Guinea, poi, sono in grado di risvegliare i morti, facendoli diventare loro schiavi: detti isithfuntela, sono molto simili agli zombi degli stregoni haitiani e sono in grado di ipnotizzare le loro vittime con il semplice sguardo. Per evitare problemi con il libero artbitrio, gli stregoni piantano nel cervello dei loro schiavi dei chiodi appuntiti. Sempre nel tema degli zombi, si devono citare i mutala, che altro non sono se non la parte malvagia dell'anima dei morti che non riesce a trovare pace. Vagano nel regno dei vivi trascinandosi al suo con la forza delle sole braccia, avendo la forma di un cadavere putrefatto senza gambe. Durante la notte si impossessano dell'essenza vitale delle loro vittime strappandogli i capelli. A volte capita poi che qualcuno non riesca proprio a morire e che, nonostante la sepoltura, egli si rialzi e inizi a girare per le capanne del villaggio. Noto come wusangu, egli è un immortale che non riesce a trovare pace, senza però mai nuocere a nessuno, salvo che per i suoi lamenti e la sua cronica amnesia. Ben più pericoloso è invece il loango, spirito irrequieto di uno stregone defunto, che si aggira senza posa per le foreste alla ricerca di sangue da succhiare da vittime umane o animali, senza troppe distinzioni.

        Un altro familiare interessante, addirittura più potente della strega che lo dovrebbe controllare è l'impundulu, che vive nella regione del Capo. Si presenta alla strega sotto le sembianze di un giovane avvenente, per divenirne l'amante: in realtà egli è un vampiro assetato di sangue, che costringe la strega ad inviarlo durante la notte ad uccidere per evitare di essere uccisa a sua volta. Se uccide di sua iniziativa, questa creatura viene detta ishologu. Sui pari sono gli asanbosam del Ghana: di aspetto umanoide, vivono nelle parti più profonde delle foreste e sono dotati di denti durissimi e uncini agli arti inferiori, che utilizzano per ghermire i viandanti e portarli nei loro rifugi in cima agli alberi, dove poi verranno divorati con comodo.

        Infine, presso i Bantu, gli Obang e i Keaka si è trovato un rimedio contro questi terribili mali: infatti questi popoli esumano i corpi di coloro che sono stati sospettatti di aver praticato in vita la stregoneria per sventrarli in pubblico; dalle sue viscere, o uscirà il suo familiare, sotto forma di uccello nero, ratto o pipistrello, che si cercherà subito di eliminare, o verrà trovata una escrescenza maligna, detta ko'du. Il corpo del vampiro, invece, veniva bruciato in una notte senza luna o inchiodato al suolo.
        Last edited by Vladimirius; 29-04-2006, 18:19.

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70461

          #49
          E meglio che leggere un libro qui!!!
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • Vladimirius
            Vampiro di quartiere
            • 29/03/06
            • 499

            #50
            Grazie...

            Comment

            • Vladimirius
              Vampiro di quartiere
              • 29/03/06
              • 499

              #51
              Infine i vampiri del nuovo mondo

              Anche i continenti che per gli europei sono di recente scoperta, America ed Oceania, hanno le loro antiche tradizioni, per lo più tramandateci dalle leggende e dalle mitologie delle tribù pre-esistenti alle colonizzazioni europee.

              Ad esempio, tra i nativi del Nord America, presso cui era molto diffusa la figura del vampiro, era diffusa la leggenda del wendigo, che come altri mostri e demoni simili era ritenuto un divoratore di corpi, cervelli ed anime di esseri umani: caratteristiche, queste, molto tipiche dei vampiri dei miti dei Nativi americani, che spesso figuravano questi mostri con un lungo naso che, introdotto nell'orecchio del malcapitato, serviva per succhiarne via il cervello. Scendendo più giù si arriva in Messico, dove la mitologia vampirica ha prodotto la llorona (donna piangente), ritenuta da alcuni studiosi un mito di importazione europea, mentre da altri come derivata da una terribile demonessa vampira temuta dagli antichi aztechi: essa è una donna fantasma di bianco vestita che è in grado di affascinare un uomo con lo sguardo e portarlo così alla morte.

              Sempre in Messico ci sono i tlaciques, che si trasformano in palle di fuoco o in tacchini selvatici, e le civitateo, streghe-vampiro, di sicura origine atzeca, vestite di stracci, vecchie e scheletriche, che assalgono i bambini agli incroci.

              In Cile si teme un vampiro dalle sembianze di una bella donna vestita di nero, che ha in una mano una sciarpa rossa e nell'altra un coltello, che utilizza per pugnalare il cuore delle vittime e da qui berne il sangue. A questo vampiro si affiancano il pihuchen, un serpente alato in grado di succhiare il sangue a distanza, e il chucho, una testa umana con grandi orecchie che gli servono da ali.

              In Australia ci si imbatte, poi, nei mrart, vampiri che infestano i deserti, mentre in Nuova Guinea i Papua ritengono estremamente pericoloso perdere anche solo una goccia di sangue, perché essa è già più che sufficiente per consentire ad uno stregone di controllare magicamente il possessore di quel sangue e portarlo anche alla morte. Infine, per impedire il ritorno dei morti dalla tomba, queste popolazioni sono solite spezzare le gambe ai cadaveri o porre sul loro corpo delle pesanti pietre.

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              • Vladimirius
                Vampiro di quartiere
                • 29/03/06
                • 499

                #52
                Cominciamo a parlare di Lilith...
                Girando per la rete ho trovato questo testo che mi sembra interessante per partire:

                [B]Dio cre

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                • Vladimirius
                  Vampiro di quartiere
                  • 29/03/06
                  • 499

                  #53
                  In attesa di altre fonti su Lilith proseguirei le lezioni su altre Creature...

                  Ditemi voi il prossimo argomento che vi interessa... Sarò lieto di accontertarvi...

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                  • Zazzauser
                    Orribile grassone
                    • 05/06/05
                    • 5297

                    #54
                    Vladimirius, le tue lezioni includono anche il diavolo?
                    A me piacerebbe avere informazioni su Behemot... su internet non ne ho trovate molte a dire il vero...
                    [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

                    Comment

                    • Vladimirius
                      Vampiro di quartiere
                      • 29/03/06
                      • 499

                      #55
                      Originariamente Scritto da Zazzauser
                      Vladimirius, le tue lezioni includono anche il diavolo?
                      A me piacerebbe avere informazioni su Behemot... su internet non ne ho trovate molte a dire il vero...
                      Posso fare ricerche anche su di lui... Non ho problemi...
                      Come hai detto, su internet non si trova un gran che...
                      Mi informero presto in biblioteca...

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                      • Vladimirius
                        Vampiro di quartiere
                        • 29/03/06
                        • 499

                        #56
                        Mentre aspetto di raccogliere informazioni necessarie ad una lezione sui diavoli posto una piccola lezione sugli Zombie...

                        Zombie (talvolta anche italianizzato in Zombi)

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