Qualcuno che ci ascolti

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  • Account eliminato1

    #46
    Hamlet la comunicazione è una cosa estremamente delicata, spesso nascono equivoci e incomprensioni per via dei nostri limiti fisici: a volte ciò che diciamo non è il nostro reale pensiero (non riusciamo), altre volte ciò che viene sentito non è quello che diciamo, e altre volte ancora ciò che viene assimiliato non è ciò che è stato sentito (quindi non ascoltato).
    E a volte tutte queste cose insieme, e quindi capita che volevi dare una rosa e arriva una bomba.
    Ma io resto dell'idea che spesso quando parliamo al prossimo, in realtà parliamo a noi stessi.

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    • TranquillityInDarkness
      The 4th Horseman, On A Pale Horse!
      • 18/04/06
      • 1235

      #47
      Originariamente Scritto da Silenzio
      Hamlet la comunicazione è una cosa estremamente delicata, spesso nascono equivoci e incomprensioni per via dei nostri limiti fisici: a volte ciò che diciamo non è il nostro reale pensiero (non riusciamo), altre volte ciò che viene sentito non è quello che diciamo, e altre volte ancora ciò che viene assimiliato non è ciò che è stato sentito (quindi non ascoltato).
      E a volte tutte queste cose insieme, e quindi capita che volevi dare una rosa e arriva una bomba.
      Ma io resto dell'idea che spesso quando parliamo al prossimo, in realtà parliamo a noi stessi.
      Parlare a se stessi, a volte è estremamente difficile, perchè si può automentirsi, per cercare di convincersi di qualcosa...Creiamo equivoci con noi stessi, vuoi che non se ne creino in una conversazione con gli altri? La comunicazione, sia verbale che scritta, è interpretabile, e per questo può sempre dare addito a equivoci...Dovremmo imparare a comunicare tramite feromoni, per dare dei segnali precisi ed inequivocabili!
      ...These Are The Wonders At Your Feet...
      MeMyself&I Eye&Eye
      Ridin'TheNight

      [B]Ho 2 grandi qualit

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      • Account eliminato1

        #48
        [QUOTE=TranquillityInDarkness]Parlare a se stessi, a volte

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        • Hamlet
          Opinionista
          • 12/11/05
          • 877

          #49
          Originariamente Scritto da Silenzio
          Hamlet la comunicazione è una cosa estremamente delicata, spesso nascono equivoci e incomprensioni per via dei nostri limiti fisici: a volte ciò che diciamo non è il nostro reale pensiero (non riusciamo), altre volte ciò che viene sentito non è quello che diciamo, e altre volte ancora ciò che viene assimiliato non è ciò che è stato sentito (quindi non ascoltato).
          E a volte tutte queste cose insieme, e quindi capita che volevi dare una rosa e arriva una bomba.
          Ma io resto dell'idea che spesso quando parliamo al prossimo, in realtà parliamo a noi stessi.
          Io credo che quando comunichiamo un nostro pensiero o un nostro pensare, la possibilità di "non riuscire" o meglio, la possibilità che non sia "il nostro reale pensiero" non deriva dalla sua "non verità", credo che possa derivare dalla sua possibile "incompletezza". Presentandomi in Discutere, già espressi il concetto di pensiero senza limiti, la mia incapacità alla sintesi (nella comunicazione verbale ma molto in quella scritta), il bisogno di "completare" un pensiero. Questa sarà sempre una completezza relativa, perchè ogni pensiero ne ingloba altri, la loro elaborazione ha poi come strumento la parola, ed io comunico con Te, per discussioni semplici o complesse, banali o importanti, ecc.
          Sulle tue affermazione sulle possibili combinazioni tra pensato, sentito, comunicato, assimilato, posso essere d'accordo con Te, però forse nel motivo potremmo non trovarci. Perchè sondiamo il campo delle "verità" che ognuno vive dentro, tema pirandelliano...uno, nessuno e centomila...trasferito al pensiero, io "capisco" dalla Tua conversazione quello che "voglio" capire perchè recepiscono prima le ipotetiche orecchie della mente, dopo quelle del corpo. Ciò che esprimo è verità per Me. E' verità Tua per te.
          Ecco perchè il rischio di dare una rosa che si presenti poi come una bomba è alto.
          Non condivido assolutamente, perchè io non "applico" la comunicazione in questo modo (ancora Pirandello...), la Tua idea che parlare con il prossimo è parlare con se stessi. Non condivido.
          L'unico caso in cui Ti dò ragione è il "poetare", dove ogni pensiero, in rima, prosa, metrica che sia, ogni pensiero scritto o parlato che si può "etichettare" come poesia, pur avendo spesso gli stessi obiettivi di una comunicazione tra persone, ha queste differenze: un pensare che nasce per poter parlare al prossimo sottoforma di comunicazione/conversazione, nasce nella mente, elaborata da tutto ciò che "abbiamo di fronte" è "fuori".
          Un pensare che nasce per parlare al prossimo come poesia, nasce nella mente, chiude gli occhi "fisici" ed apre quelli "interiori", elaborata da tutto ciò che vedo "dentro", sto parlando con Me.
          Lo scopo forse, per entrambi i modi di pensare, è lo stesso, vale a dire comunicare agli altri per essere ascoltati...gli effetti sono gli stessi, ascolto e libera interpretazione di quello che diciamo o scriviamo...ma nel primo caso ciò che Dico è per tutti e la libera interpretazione del contenuto è un rischio, nel secondo caso ciò che Dico è a Me Stesso e la libera interpretazione è una certezza.

          La completezza di un pensiero, quindi di una conversazione/discussione, se richiesta, io riesco ad ottenerla meglio con lo scrivere...una conversazione/discussione "parlata" è talmente piena di variabili da risultare spesso "poco" proficua (variabili: umore "visto fisicamente", interruzioni, tono della voce, rapporto fisico con chi si ha di fronte, elaborazione istantanea di ciò che si sta ascoltando, apparire più che essere, ecc.)

          Se Ti interessa cerca in Discutere: CULTURA / SOGNO E/O REALTA' di Jampa
          ...entrai in DISCUTERE in questo 3D, ho parlato della completezza di quello che pensiamo. (mi dispiace ma non riesco a scrivere link attivi dei postati)

          NOTA DI AUTOBIASIMO:Mi scuso con i moderatori ma soprattutto mi scuso con Jampa, che è la diretta interessata, se spesso ho citato, in altri 3D, il suo. Ma è per praticità, già non sono predisposto a sintetizzare ciò che scrivo, figuriamoci se dovessi anche ripetermi. Perdono.
          Last edited by Hamlet; 04-05-2006, 22:32.

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