Lenina ha indubbiamente subito un torto e si trova in una situazione "border", quella zona grigia che esiste tra il lecito, l'illecito, il concesso, il proibito, il tollerato e ciò che è obbligatorio.
Purtroppo situazioni simili (non solo il caso specifico dello spione) sono molto comuni, io direi che sono quasi la regola...il torto e la ragione non stanno mai da una sola parte, questa è una opinione mia personale, ma deriva dall'esperienza.
Tutti i ragionamenti e i discorsi di chi approva l'azione dei picchiatori partono da un presupposto errato: lo spiatore non ha commesso alcun reato, quindi se voglio far cessare la situazione devo intervenire personalmente commettendo a mia volta una sfilza di reati magari ben più gravi che sarebbero comunque, almeno moralmente, giustificati.
Niente di più falso.
Lo spione di reati ne ha commessi eccome dalla violenza privata alla violazione di domicilio, sino forse a qualche reato di natura sessuale se la sua attività di guardonismo aveva questo scopo libidinoso.
Altra affermazione su cui si basano i bei ragionamenti della giustizia fai da te: le forze dell'ordine non intervengono, mi hanno sconsigliato anche di fare una denuncia.
Chiarisco: gli agenti e gli ufficiali di polizia e dei carabinieri sono pubblici ufficiali e non possono rifiutarsi di ricevere una denuncia o rifiutarsi di intervenire, se lo fanno commettono nel migliore dei casi una mancanza disciplinare.
Il comportamento dei "tutori dell'ordine" segnalato da Lenina non doveva essere tollerato ma segnalato ai superiori o, addirittura, essere oggetto di esposto a sua volta.
Credo che Lenina abbia agito come ha agito perchè è poco informata dei suoi diritti, certo è che, se invece di rivolgersi al fratello e agli amici avesse chiesto un semplice parere a qualcuno del settore, forse le cose sarebbero andate diversamente.
Inoltre, il risultato pratico ottenuto con la spedizione punitiva è deludente: avete commesso una sfilza di reati ben più gravi (legalmente) di quelli commessi dallo spione, inoltre, non è detto che costui cambi le sue abitudini.
Io non voglio fare prediche a nessuno e poi sentirmi dire : "vorrei vedere se succedesse a te...", però avete scelto la strada più facile (il fai da te), e poi non ho capito una cosa: ci danniamo l'anima a contestare le illegalità commesse da chi ci governa e poi noi per primi facciamo delle leggi carta straccia?
Bush è un guerrafondaio assassino?
Berlusconi un mafioso evasore fiscale?
Se quando siamo messi alla prova personalmente reagiamo così, che potere abbiamo di contestarli?
Purtroppo situazioni simili (non solo il caso specifico dello spione) sono molto comuni, io direi che sono quasi la regola...il torto e la ragione non stanno mai da una sola parte, questa è una opinione mia personale, ma deriva dall'esperienza.
Tutti i ragionamenti e i discorsi di chi approva l'azione dei picchiatori partono da un presupposto errato: lo spiatore non ha commesso alcun reato, quindi se voglio far cessare la situazione devo intervenire personalmente commettendo a mia volta una sfilza di reati magari ben più gravi che sarebbero comunque, almeno moralmente, giustificati.
Niente di più falso.
Lo spione di reati ne ha commessi eccome dalla violenza privata alla violazione di domicilio, sino forse a qualche reato di natura sessuale se la sua attività di guardonismo aveva questo scopo libidinoso.
Altra affermazione su cui si basano i bei ragionamenti della giustizia fai da te: le forze dell'ordine non intervengono, mi hanno sconsigliato anche di fare una denuncia.
Chiarisco: gli agenti e gli ufficiali di polizia e dei carabinieri sono pubblici ufficiali e non possono rifiutarsi di ricevere una denuncia o rifiutarsi di intervenire, se lo fanno commettono nel migliore dei casi una mancanza disciplinare.
Il comportamento dei "tutori dell'ordine" segnalato da Lenina non doveva essere tollerato ma segnalato ai superiori o, addirittura, essere oggetto di esposto a sua volta.
Credo che Lenina abbia agito come ha agito perchè è poco informata dei suoi diritti, certo è che, se invece di rivolgersi al fratello e agli amici avesse chiesto un semplice parere a qualcuno del settore, forse le cose sarebbero andate diversamente.
Inoltre, il risultato pratico ottenuto con la spedizione punitiva è deludente: avete commesso una sfilza di reati ben più gravi (legalmente) di quelli commessi dallo spione, inoltre, non è detto che costui cambi le sue abitudini.
Io non voglio fare prediche a nessuno e poi sentirmi dire : "vorrei vedere se succedesse a te...", però avete scelto la strada più facile (il fai da te), e poi non ho capito una cosa: ci danniamo l'anima a contestare le illegalità commesse da chi ci governa e poi noi per primi facciamo delle leggi carta straccia?
Bush è un guerrafondaio assassino?
Berlusconi un mafioso evasore fiscale?
Se quando siamo messi alla prova personalmente reagiamo così, che potere abbiamo di contestarli?



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