Serial Killer dal 1976 ad oggi ha ucciso 1023 Persone

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  • Erpanza
    Opinionista
    • 22/06/06
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    #1

    Serial Killer dal 1976 ad oggi ha ucciso 1023 Persone

    Alla Faccia del serial Killer ...................

    STATI UNITI D'AMERICA - Mantenitore

    Governo: democrazia parlamentare presidenziale (federale)
    Stato dei diritti civili e politici: Libero
    Costituzione: 17 settembre 1787, in vigore dal 4 marzo 1789
    Sistema Giuridico: basato sulla common law
    Sistema Legislativo: bicamerale, Congresso (Senato e Camera dei Rappresentanti)
    Sistema Giudiziario: Corte Suprema Federale e Corte Suprema dei singoli stati. "Attorney General", ossia "Procuratore Generale" è l'equivalente del Ministro della Giustizia. L'Attorney General degli Stati Uniti è nominato dal Presidente, quello dei singoli stati è eletto dal popolo
    Religione: 52% protestanti; 24% cattolici; 2% mormoni; 1% ebrei; 1% musulmani; 10% altri; nessuna religione 10%

    Metodi di esecuzione: a livello statale sono previste iniezione letale, sedia elettrica, impiccagione, fucilazione, camera a gas; a livello federale il metodo è quello dello Stato che ha emesso la sentenza federale (se lo Stato in questione non ha la pena di morte, il giudice può ordinare che la sentenza venga eseguita in un altro stato a sua scelta); il Bureau of Prisons federale ha predisposto un locale per l'iniezione letale a Terre Haute, nello Stato dell'Indiana.
    Esecuzioni: 25
    Esecuzioni dal 1976: 1023
    Detenuti nel braccio della morte: 3.383 (al 1° ottobre 2005)

    Trattati internazionali sui diritti umani e la pena di morte:
    Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici
    Convenzione sui Diritti del Fanciullo
    Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti
    Statuto della Corte Penale Internazionale (esclude il ricorso alla pena di morte) (solo firmato)


    SITUAZIONE

    Dei 50 stati degli USA, sono 38 quelli che prevedono la pena di morte nei loro ordinamenti. Inoltre altre due legislazioni prevedono la condanna a morte, quella militare e la giustizia “federale”, ossia quella che riguarda i reati considerati così gravi o commessi in luoghi o circostanze particolari da venir sottratti alla giustizia dei singoli stati e affidati, appunto, alla “giustizia federale”. I reati “federali” che prevedono la pena di morte sono 42. Sono reati federali, ad esempio, gli omicidi di membri della Cia, del Fbi, della Dea (Antidroga), di agenti delle altre agenzie federali anticrimine, gli omicidi compiuti all’interno di parchi nazionali, o sulle principali autostrade. Sono reati federali anche l’altro tradimento e lo spionaggio. Dei 38 stati che hanno ancora in vigore la pena di morte, però, 5 (Kansas, New Hampshire, New Jersey, New York, e South Dakota) non hanno giustiziato nessuno dal 1976 ad oggi. Anche la giustizia militare non ha giustiziato nessuno dal 1976 ad oggi. I 12 stati che non hanno la pena di morte sono: Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin. A loro devono aggiungersi Washington DC. ossia la città di Washington che costituisce un distretto federale autonomo, e Puerto Rico, un protettorato. Alcuni stati hanno leggi che consentono la massima punizione per reati non mortali, tra cui tradimento, spionaggio, sequestro di persona, dirottamento, narcotraffico. Il rapimento aggravato è reato capitale nell'Idaho, Kentucky e South Dakota. La California consente la pena di morte per sabotaggio di treni, alto tradimento e per la falsa testimonianza che abbia condotto a un’esecuzione. Una legge della Louisiana entrata in vigore nel 1995 consente la condanna a morte per lo stupro di un bambino di età inferiore ai 12 anni, anche se non seguito dalla morte della vittima. La Florida e il Montana hanno leggi che prevedono la pena capitale per gli stupratori, qualunque sia l’età della vittima. La Corte Suprema della Florida ha tuttavia stabilito l’incostituzionalità della legge dello stato. L’ultima esecuzione negli USA per uno stupro non seguito dalla morte della vittima risale al 1964, e nessuno è stato giustiziato per crimini diversi dall’omicidio da quando la Corte Suprema USA ha riammesso la pena di morte nel 1976. La procedura penale statunitense divide un processo per omicidio (o per qualsiasi altro reato capitale) in due fasi distinte. Nella prima fase (la sentenza) una giuria popolare decide se l'imputato è innocente o colpevole. Durante la seconda fase (la pena) la stessa giuria, un giudice, oppure una corte formata da 3 giudici (a seconda degli stati) valuta le circostanze aggravanti e attenuanti e decide la pena. Anche gli appelli sono divisi in due fasi: quelli su innocenza o colpevolezza e quelli sull'entità della pena. L'ordinamento di tutti gli stati (tranne il New Mexico) prevede il cosiddetto "ergastolo senza condizionale" (l’ultimo stato ad adeguare la legislazione è stato il Texas, dove la legge che introduce l’ergastolo senza condizionale come alternativa alla pena di morte per gli omicidi di primo grado è entrata in vigore il 1° settembre 2005). L’ergastolo senza condizionale, ossia senza la possibilità che il detenuto possa mai essere scarcerato per “buona condotta”, nemmeno dopo moltissimi anni, pur costituendo una pena molto dura, e per certi versi altrettanto dura della pena di morte, è però vista con favore da molti “garantisti”, non per la pena in sé, ma perché rende più difficile per la pubblica accusa ottenere condanne a morte facendo leva sul timore che il criminale, un giorno, possa tornare libero e commettere altri omicidi. La procedura penale statunitense è stata profondamente riformata in senso garantista da una serie di sentenze pronunciate dalla Corte Suprema degli Stati Uniti negli ultimi anni. Il 9 gennaio 2002, la Corte Suprema ha ribadito che quando una giuria popolare viene chiamata a scegliere tra condanna a morte ed ergastolo deve ricevere adeguate informazioni sull’eventualità o meno che il condannato possa mai uscire in libertà condizionale. La corte decideva il caso di William Kelly, condannato a morte nel 1996 in South Carolina. Con la sentenza pronunciata il 20 giugno 2002 nel caso Atkins vs Virginia, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che l’esecuzione di condannati a morte minorati mentali è una pena crudele e inusuale e per questo è incostituzionale. Nel decidere questo i giudici hanno preso atto del fatto che il consenso nazionale contro questa realtà della pena di morte è andato crescendo dal 1989 in poi.
    5
    Si
    0%
    5
    No
    0%
    0

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    [COLOR="Red"]Perch
  • =lorus=
    malinconico pazzo
    • 28/12/05
    • 1054

    #2
    ehm...non ho ben capito il sondaggio?!?
    il peggior nemico di me stesso....

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    • Erpanza
      Opinionista
      • 22/06/06
      • 112

      #3
      Originariamente Scritto da =lorus=
      ehm...non ho ben capito il sondaggio?!?
      no era un post ........poi ho pasticciato ed
      [COLOR="Red"]Perch

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      • =lorus=
        malinconico pazzo
        • 28/12/05
        • 1054

        #4
        ah.....ok!
        comunque sul serio non sapevo che in America esistessero tutte ste regioni che vigono la pena di morte...ed anche per reati non così gravi....assurdo!
        il peggior nemico di me stesso....

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        • mat
          Il Magnifico
          • 20/05/05
          • 17786

          #5
          http://www.discutere.it/showthread.php?t=8700
          Moderatore Debate Square

          "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
          - P. Conte -


          Angst essen Seele auf

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          • Erpanza
            Opinionista
            • 22/06/06
            • 112

            #6
            Originariamente Scritto da Erpanza
            Convenzione contro la Tortura ed i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumane o Degradanti
            Guantanamo ?
            [COLOR="Red"]Perch

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