Non avevo proprio alba di che cosa mettere nel titolo 
Magari dopo lo cambio, ad ogni modo volevo fare una riflessione, se le mie capacità cerebrali delle 1.40 me lo consentono, e coinvolgervi in questo waste of time.
che tanto.
Allora:
l'altro giorno stavo guardando "The life of david gale", film che parla di questo docente di filosofia che è presidente di un'associazione contro la pena di morte, che guardacaso si trova nel braccio della morte per un casino innenarrabile che è del resto l'intreccio del film.
In tutto ciò mi ha colpito nel cervelletto una frase, pronunciata da un "collaboratore giornalistico" che doveva seguire la giornalista protagonista:
lo sapevi che il 70% degli assassini vota repubblicano?
era "statistiche alla mano", ma ad ogni modo al di fuori del dato statistico, penso sia perfettamente incatenato nelle dinamiche sociologiche questo fatto.
E qui parte la riflessione: i repubblicani, perlopiù, sono a favore della pena di morte... Al contempo tra democratici e repubblicani sono questi ultimi quelli più inclini a uccidere...
insomma mi è venuto da pensare ad un sistema di valori e di norme sociali condivise dai repubblicani. spero che qui qualcuno abbia già capito cosa intendo.
nella testa di un repubblicano gira il seguente sistema: "accetto e condivido la necessità di combattere in modo violento (morte) chi causa la morte altrui, al contempo tuttavia alimento (anche indirettamente, ovvero promuovendo o approvando la violenza) pure questo sistema.
Per farla breve: il repubblicano combatte la violenza con la violenza ed è tipicamente lui a fare violenza.
Ovviamente di tutto questo il repubblicano non è cosciente, non vede la contraddizione, altrimenti non abbraccierebbe la pena di morte.
Non credete?
Non so... io penso che la violenza tra gli uomini sia naturale. Mi riporto sempre all'uomo primitivo... lotta per la sopravvivenza... al solito.
Però mi "cascano le balle" quando mi rendo conto di come l'uomo, dopo "l'avvento" della società, abbia avuto bisogno di poderose arrampicate sugli specchi per giustificare la violenza.
Troppo facile scivolare a parlare della guerra. Mi fermo qui

Magari dopo lo cambio, ad ogni modo volevo fare una riflessione, se le mie capacità cerebrali delle 1.40 me lo consentono, e coinvolgervi in questo waste of time.
che tanto.
Allora:
l'altro giorno stavo guardando "The life of david gale", film che parla di questo docente di filosofia che è presidente di un'associazione contro la pena di morte, che guardacaso si trova nel braccio della morte per un casino innenarrabile che è del resto l'intreccio del film.
In tutto ciò mi ha colpito nel cervelletto una frase, pronunciata da un "collaboratore giornalistico" che doveva seguire la giornalista protagonista:
lo sapevi che il 70% degli assassini vota repubblicano?
era "statistiche alla mano", ma ad ogni modo al di fuori del dato statistico, penso sia perfettamente incatenato nelle dinamiche sociologiche questo fatto.
E qui parte la riflessione: i repubblicani, perlopiù, sono a favore della pena di morte... Al contempo tra democratici e repubblicani sono questi ultimi quelli più inclini a uccidere...
insomma mi è venuto da pensare ad un sistema di valori e di norme sociali condivise dai repubblicani. spero che qui qualcuno abbia già capito cosa intendo.
nella testa di un repubblicano gira il seguente sistema: "accetto e condivido la necessità di combattere in modo violento (morte) chi causa la morte altrui, al contempo tuttavia alimento (anche indirettamente, ovvero promuovendo o approvando la violenza) pure questo sistema.
Per farla breve: il repubblicano combatte la violenza con la violenza ed è tipicamente lui a fare violenza.
Ovviamente di tutto questo il repubblicano non è cosciente, non vede la contraddizione, altrimenti non abbraccierebbe la pena di morte.
Non credete?
Non so... io penso che la violenza tra gli uomini sia naturale. Mi riporto sempre all'uomo primitivo... lotta per la sopravvivenza... al solito.
Però mi "cascano le balle" quando mi rendo conto di come l'uomo, dopo "l'avvento" della società, abbia avuto bisogno di poderose arrampicate sugli specchi per giustificare la violenza.
Troppo facile scivolare a parlare della guerra. Mi fermo qui

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