Originariamente Scritto da karin
. E non è compassione -che brutta parola-, ma semplicemente sensibilità e voglia di fermarsi e riflettere. Beat tu parli di paura...non ti "spaventa" il fatto che da un momento all'altro tu possa essere privata della libertà come tutte le vittime di stragi/violenze/attentati?
Anche perchè l'11 settembre è solo uno dei tanti pezzi di un puzzle...nessuno ha detto che esiste solo quello. E per provare commozione (non compassione) non serve la musichetta giusta, non siamo mica al cinema. E' la realtà, ed è una cosa ben diversa.
Si, direi che con certe argomentazioni il discorso si stia facendo veramente sterile. Passo e chiudo.

- e sicuramente una persona sensibile e attenta non solo ai problemi del paese ma anche a quello che accadeva al di fuori di esso. Bush è il ritratto tipico dello yankee americano medio(cre)...e l'america non è fatta di yankee, ma proprio zero.
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