tabacco quale enteogeno

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  • sd&m
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    • 04/12/06
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    #1

    tabacco quale enteogeno

    sappiamo bene come il tabacco, presso le popolazioni native americane sia impiegato quale pianta enteogena... è una pianta alleata e rivelatrice, e fra le altre cose viene pure talvolta impiegata come additivo dell'ayahuasca... silvio pagani in un suo articolo scrive anche:

    "Nei riti di iniziazione warao finalizzati all'acquisizione dei poteri sciamanici, i novizi vengono lasciati per diversi giorni in un luogo appartato della foresta, a digiuno, e devono fumare tabacco incessantemente, senza distacchi temporali fra l'ultimo boccone di una "sigaretta" e il primo di quella successiva (va tenuto conto del fatto che la quantità di tabacco di una "sigaretta" warao è maggiore di quella di un intero pacchetto di sigarette occidentali). Dopo alcuni giorni passati in questo modo, il novizio perde conoscenza, cadendo in uno stato di transe, durante il quale egli incontra le entità sovrannaturali, che "lavorano" su di esso, per trasformarlo in un nuovo sciamano"

    inoltre occorre ricordare che nel tabacco oltre alla nicotina sono stati individuati anche due alcaloidi B-carbolinici psicoattivi, che si ritrovano anche nell'ayahuasca

    xò purtoppo noi occidentali non riusciamo a sfruttare questa solanacea in maniera così propizia... secondo voi da cosa dipende? io penso che, al di là dei diversi contesti culturali di assunzione, forse hanno un loro ruolo anche il modo in cui il tabacco viene assunto (fumato, sniffato, masticato, x via anale, assorbito dalla pelle) ed anche la specie di tabacco in questione... xsonalmente ho provato esperimenti con le sigarette, i sigari, la pipa ed il tabacco da fiuto... purtoppo non riesco a trovare quello da masticare... inoltre sarei incuriosito dal provare a fumare una varietà selvatica, di quelle autoctone del sud america, magari utilizzando un vaporizzatore... purtoppo non so dove poterlo acquistare...

    riporto anche alcune curiose info da un libro ("veleni ed avvelenamenti" di costante ferraris) di fine 1800, riveduto xò nel 2002 da tale e. mori:

    La LD50 nell'uomo, per bocca, è di 40mg/kg di massa corporea; La LD di 40-100 mg/kg. Si è riscontrato che il fumare alcune sigarette dopo l'estrazione di un dente e quindi di una ferita in bocca, può cagionare la morte.

    Non mancano sventuratamente i casi d'intossicazione mortale; un individuo morì dopo 17 pipe fumate consecutivamente; Schrof riferì il caso in cui 2 sole pipe uccisero il fumatore, Murrary notò un avvelenamento mortale di due fratelli in seguito a 7-8 pipe fumate senza interruzione.

    Un vignaiuolo, di cui Marrigues ha riferito la storia, fu più fortunato; egli sopravvisse a 25 pipe fumate consecutivamente, ma se ne risentì per oltre diciotto mesi. Nel caso osservato da Camden trattavasi di un bambino di due anni che morì in poche ore per aver succhiato in una vecchia pipa appartenente a suo padre.

    L'avvelenamento per ingestione di tabacco è abbastanza raro; si riscontra talvolta nei pazzi o nei suicidi. Pochi grammi, presi per tale via, possono dare la morte; la dose letale pel tabacco da fiuto può essere di soli 2 grammi.

    L'avvelenamento più celebre è quello del poeta Santeuil, che mori fra atroci dolori dopo aver bevuto un bicchiere di vino di Spagna in cui s'era messo del tabacco da fiuto. Un alienato inghiotti 30-40 grammi di tabacco; poco dopo scoppiarono convulsioni tetaniformi violente, vomiti e diarrea profusa, polso filiforme; poi sopravvenne una rigidità tetanica con morte in capo a 7 ore.

    I clisteri fatti con decotto di foglie di tabacco sono molto pericolosi; accidenti mortali vennero così determinati dalla dose di 8 grammi in un fanciullo quattordicenne, di 30, 40, 60 grammi in persone adulte.
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  • sd&m
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    • 04/12/06
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    #2
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    • uno
      • 16/12/05
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      #3
      macchè, è interessante l'aspetto enteogeno del tabacco, uno nemmeno se lo immagina e invece ti ci fai i viaggioni...


      io degli apprendisti sciamani non lo sapevo, però sapevo che era usato non so dove (sempre in centro/sud-america) come cosa divinatoria... cioè mangiando foglie di tabacco fresco mi pare, la gente andava in trance, o si addormentava, e si faceva il viaggione... i riti di iniziazione warao però sono più affascinanti... dev'essere pesantissimo fumare ininterrottamente fino a svenire..


      poi mi sembra di ricordare che durante le cerimonie con l'ayahuasca viene pure fumato un sigaro e si buffa il fumo in faccia a chi beve o una cosa del genere... bho non ricordo bene





      io al massimo con una sigarettona di drum rollata in una cartina grossa mi sono sentito mezzo male... cioè un po' di mal di pancia, lievi giramenti di testa e malessere diffuso, però era anchepiacevole in qualche modo... ma niente di enteogeno sicuramente

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      • sd&m
        tutto passa
        • 04/12/06
        • 3762

        #4
        io se fossi un fumatore di sigarette approfondirei alla massima potenza questo tema... insomma, alla fin fine le sigarette hanno un blandissimo effetto psicotropo, costano tantissimo, danno dipendenza e ti riducono l'aspettativa di vita di almeno 10 anni... cioè sono inutili e dannose... e pensare che fra chi usa il tabacco in maniera saggio questa è un utilissima pianta alleata... x altro anche con alcune applicazioni terapeutiche... inoltre sembra che fra i nativi americani che usano in gran quantità il tabacco non vi sia una particolare incidenza di tumori alle vie respiratorie
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