Andare a fondo

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  • Lamhia

    #1

    Andare a fondo

    Stare accanto ad una persona con problemi di dipendenze pu
  • ndy
    Un futuro Una speranza
    • 07/01/10
    • 703

    #2
    a parer mio inizzi a andare verso quella direzione quando inizzi a accodiscendere alle idee che portano a far uso di certe cose

    per le altre domande non so che dirti , non ho una esperienza non mi fido fin dall'inizio sopratutto quando si parla di droghe....... ti faccio un esempio: tutti non riescano a dissintossicarsi se non dopo numerosi tentavi e quindi sono come delle bombe a orologieria prima o poi riniziano
    Sempre io

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    • Lamhia

      #3
      Si dice effettivamente che il tossicodipendente rimanga sempre un tossicodipendente, alcuni medici del campo ti dicono che la tossicodipendenza è l'unica malattia realmente incurabile,e poi ti paragonano il metadone del tossicodipendente all'insultina per il diabetico.
      Io l'ho sempre pensata in maniera diversa.
      Intanto grazie per avermi risposto, sei stato l'unico ad averlo fatto...comunuque, ma accondisceso a certe idee su di lui, ma forse comincio a farlo su di me.

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      • Acquerapide
        Opinionista
        • 14/07/08
        • 8254

        #4
        Originariamente Scritto da Lamhia Visualizza Messaggio
        Stare accanto ad una persona con problemi di dipendenze può rischiare di portare a fondo anche chi l'accompagna: secondo voi quand'è che è evidente che questa persona, teoricamente "sana", stia andando a fondo e non sia più in grado di aiutare, nel suo piccolo, l'altro?
        Somiglia molto a un 3d che hai aperto poco tempo fa e ti auguro davvero di superare questa situazione.

        Come allora, preferirei che fosse data un minimo di diversificazione tra le varie droghe, ma è evidente di cosa parli, quindi..

        Secondo me il problema della difficoltà di aiutare una persona in quella situazione prescinde il logorìo di chi vuole aiutare: è un casino dall'inizio.
        Non capisco molto il "sentirsi tirati giù" come per esempio succede con il depresso, semmai il sentirsi, appunto, stanchi e demotivati.

        Originariamente Scritto da Lamhia Visualizza Messaggio
        E perchè è così necessario e forte, nonostante tutto, il desiderio di dover continuare ad aiutare questa persona, nonostante si arrivi a non fidarsi più assolutamente di nulla?
        E' la natura umana.
        Last edited by Acquerapide; 26-06-2010, 08:58.

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        • Lamhia

          #5
          Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
          Somiglia molto a un 3d ce hai aperto poco tempo fa e ti auguro davvero di superare questa situazione.

          Come allora, preferirei che fosse data un minimo di diversificazione tra le varie droghe, ma è evidente di cosa parli, quindi..

          Secondo me il problema della difficoltà di aiutare una persona in quella situazione prescinde il logorìo di chi vuole aiutare: è un casino dall'inizio.
          Non capisco molto il "sentirsi tirati giù" come per esempio succede con il depresso, semmai il sentirsi, appunto, stanchi e demotivati.



          E' la natura umana.
          La distinzione, la facciamo tra eroina e metadone (il metadone è un oppiaceo, quindi una droga, dà dipendenza, che ne dicano tutti i medici del sert).
          Anche lo xanax è una droga, come il tavor, tutto ciò che crea dipendenza, a mio avviso, è una droga.

          Che mi avrebbe portata a fondo me l'avevano detto in tanti: ci sono tre casi, o te ne vai in tempo, o provi le sostanza che prova questa persona per entrare nella sua testa, o cerchi di "salvarlo", e qui è tutto troppo lungo da raccontare il percorso. In tutto questo, se alla base non hai una famiglia solida che ti sostiene, se hai un sert che non si basa più sul percorso psicologico, ma solo farmacologico passandogli anche metadone extra e tavor a gogo perchè non vada a comperarsi il metadone, diciamo che c'è un crollo, ed in questo crolla anche l'altra persona, con le sue speranze, ed il peso di quanto fatto diventa sempre più difficile da sostenere, e probabilmente è questa persona che comincia ad avere bisogno di aiuto.
          Così è stato, ho messo da parte le mie esigenze di aiuto, per stare dietro, da sola, alle sue, pensando ad un noi, ma in reatà era un LUI continuo e basta, e francamente ora capisco molto bene la tossicodipendenza, certe dinamiche, forse ancor meglio di prima.
          Non mi sono fatta un buco, non credo che me lo farò, credo di avere ancora dei limiti in questo, ma posso dirti che guardo quasi con sollievo una bottiglia di rhum, che sta accanto al letto. Capisco l'oblio che si cerca, la voglia di non pensare, e non sopporto tutto quello che c'è dietro al reagisci. In tutto questo sono consapevole di quello che mi sta accadendo: sono andata a fondo, nel tentativo di tirare fuori lui.
          E' capitato a qualcun altro una situazione del genere?

          PS: la natura umana conosciuta da me scappa ai primi problemi, non resta.
          Last edited by Ospite; 26-06-2010, 09:08.

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          • Acquerapide
            Opinionista
            • 14/07/08
            • 8254

            #6
            Eh accidenti non essere cos

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            • Lamhia

              #7
              Ci sono cose che qui, purtroppo, non posso spiegare. Comunque sia, credo che il cuscinetto puoi creartelo se trovi un sostegno esterno valido, ma se non lo trovi, diventa dura, da sola, totalmente sola, fare qualcosa, come così è stato.
              Tempo fa parlai con una persona di un'associazione per chiederle consigli su alcune cose che il Sert che lo seguiva stava facendo, e nella lunga chiacchierata, fu lei la prima a dirmi che una persona coinvolta non potrà mai essere la persona più adatta ad aiutare, perchè coinvolta.
              Ed è vero, da sola non lo fai.
              Il punto, qui, è proprio che sono stata sola in tutto questo. O meglio, seguiti inizialmente bene in una struttura, poi ci siamo trasferiti, e meglio non parlare di quanto è accaduto. A lui il sostegno non interessava, ed io non sono riuscito a trovarlo in questo nuovo posto.
              Last edited by Ospite; 26-06-2010, 23:34.

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              • BiO-dEiStA
                Eufonista
                • 22/02/10
                • 5403

                #8
                [quote=Lamhia;1199081]Stare accanto ad una persona con problemi di dipendenze pu
                Originariamente Scritto da Careful with that
                i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                Originariamente Scritto da Ned Flanders
                Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                • Lamhia

                  #9
                  [QUOTE=BiO-dEiStA;1199888]Quando non

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                  • BiO-dEiStA
                    Eufonista
                    • 22/02/10
                    • 5403

                    #10
                    [quote=Lamhia;1199933]Alcune cose le condivido, altre no. Credo che il miglior terapeuta, sia quello che non
                    Originariamente Scritto da Careful with that
                    i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                    Originariamente Scritto da Ned Flanders
                    Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                    • ndy
                      Un futuro Una speranza
                      • 07/01/10
                      • 703

                      #11
                      ma magari una persona che ci è già passato sì, può esser indicata come un buon terapeuta, ma non la persona che in è in quel momento sotto una dipendenza no.

                      di dipendenze le ho passate(alcol) mi rimangano solo qualche stupidaggine chiamate canne.... una mia carissima amica per tirarmi fuori si presento con un biglietto aereo.......

                      dopo tempo parlandone mi resi conto meglio della mia situazione, era la routine di certi posti, la vita che non aveva luce, la voglio interna di esser alcolizzato...... ma il cambiare posto città e stato mi portarono a rivedere il sole e anche le persone che mi stavano guardando andare in quella direzione. Quando tornai non ebbi neanche paura di rivedere il pub e gli amici di lì ma passarono mesi.

                      A me furono le montagne dell'india e la sua gente a tirarmi fuori. Non nego che il sabato esagero e che anche io una fumata sulla stagnola ( di ero) non la sdegno ma non mi capita + di qualche volta l'anno......... in questa maniera ci si puo convivere anche con la roba, ma sono obbietivi difficili quansi si è dipendenti e facili quando si è passata la dipendenza
                      Last edited by ndy; 27-06-2010, 19:37.
                      Sempre io

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                      • Orihime
                        ...............
                        • 21/02/10
                        • 2721

                        #12
                        Originariamente Scritto da ndy Visualizza Messaggio
                        ma magari una persona che ci è già passato sì, può esser indicata come un buon terapeuta, ma non la persona che in è in quel momento sotto una dipendenza no.
                        La relazione tra "paziente" e terapeuta è una relazione unama atipica
                        1) è asimmetrica rispetto ruoli e contenuti
                        - una persona ha il ruolo di ascoltatore (contenitore) e l'altra di ascoltato (contenuto)
                        - l'oggetto della relazione è soltanto il vissuto di uno dei due
                        - una soltanto delle due persone può permettersi di riversare i suoi pensieri e i suoi sentimenti sull'altra
                        - lo può fare senza il normale limite che impongono i rapporti tra persone, in modo totale
                        - il terapeuta comunque ha suoi pensieri e sentimenti, comunque comprende in base al suo vissuto ma non può metterlo in gioco come farebbe in una relazione normale: deve stare attento al gioco di attribuzioni e proiezion, e restituirle sempre, non deve dare consigli po giudizi, deve costantemente vigilare da se su di se senza poter contare in questo sulla normale dualità dei raporti, deve saper riconoscere in se le sue reazioni ( la lusinga narcisistica che deriva dal ricoprire un ruolo "guida", per dirne una) e distinguere in esse ciò che è suo e ciò che è dell'altro, ecc
                        2) è un rapporto mercenario
                        - il denaro garantisce il reciproco mantenimento delle distanze



                        Non confondiamo l'aiuto terapeutico con querllo di chi ci vuole bene al di fuori, indipendentemente da tutto. Sono cose diverse



                        A me furono le montagne dell'india e la sua gente a tirarmi fuori.
                        Allora tornaci per un po', se ti fanno così bene.
                        [B][I][FONT="Verdana"][COLOR="Blue"]La realt

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                        • ndy
                          Un futuro Una speranza
                          • 07/01/10
                          • 703

                          #13
                          Originariamente Scritto da Orihime Visualizza Messaggio
                          La relazione tra "paziente" e terapeuta è una relazione unama atipica
                          1) è asimmetrica rispetto ruoli e contenuti
                          - una persona ha il ruolo di ascoltatore (contenitore) e l'altra di ascoltato (contenuto)
                          - l'oggetto della relazione è soltanto il vissuto di uno dei due
                          - una soltanto delle due persone può permettersi di riversare i suoi pensieri e i suoi sentimenti sull'altra
                          - lo può fare senza il normale limite che impongono i rapporti tra persone, in modo totale
                          - il terapeuta comunque ha suoi pensieri e sentimenti, comunque comprende in base al suo vissuto ma non può metterlo in gioco come farebbe in una relazione normale: deve stare attento al gioco di attribuzioni e proiezion, e restituirle sempre, non deve dare consigli po giudizi, deve costantemente vigilare da se su di se senza poter contare in questo sulla normale dualità dei raporti, deve saper riconoscere in se le sue reazioni ( la lusinga narcisistica che deriva dal ricoprire un ruolo "guida", per dirne una) e distinguere in esse ciò che è suo e ciò che è dell'altro, ecc
                          2) è un rapporto mercenario
                          - il denaro garantisce il reciproco mantenimento delle distanze



                          Non confondiamo l'aiuto terapeutico con querllo di chi ci vuole bene al di fuori, indipendentemente da tutto. Sono cose diverse




                          Allora tornaci per un po', se ti fanno così bene.

                          possiamo aprire un 3d su dove vado io, porta rispetto all'argomento del 3d altrimenti sei OT, dove sono io non lo sai e non è argomento del 3d

                          la relazione tra terapeuta e paziente non è definita, può esser anche come dici te, ma non ha obbligo di esistere nella maniera in cui dici te.

                          inoltre io affermo " che puo esser tereputa una persona che..." il può esser lascia aperto una infinità di altre possibilità include di fatto anche la tua possibilità. cerca di stare sull'argomento del topic altrimenti c'è poco rispetto .

                          ti invito a leggerti il regolamento per intero e nello specifico il 7/b
                          Last edited by ndy; 27-06-2010, 21:01.
                          Sempre io

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                          • Orihime
                            ...............
                            • 21/02/10
                            • 2721

                            #14
                            Originariamente Scritto da ndy Visualizza Messaggio

                            la relazione tra terapeuta e paziente non è definita, può esser anche come dici te, ma non ha obbligo di esistere nella maniera in cui dici te.
                            Non sono opinioni mie.
                            Ma visto che noto che sei una persona che ama dubitare e pondera bene quello che dice, ti fornisco alcune prove.




                            GAETANO BENEDETTI, "La psicoterapia come sfida esistenziale", edizione italiana a cura di Giorgio Maria Ferlini, Cortina, Milano, 1997

                            Mitchell A. Stephen, (1993) trad. it. Speranza e timore in psicoanalisi, Bollati Boringhieri Editore, Torino, 1995.

                            Mitchell A. Stephen, (2000) trad. it. Il modello relazionale – Dall’attaccamento all’intersoggettività – Raffaello Cortina Editore, Milano, 2002.

                            Bion W.R.(1970), Attenzione e interpretazione. , Armando, Roma 1973.

                            possiamo aprire un 3d su dove vado io,
                            Sulle montagne dell'India.
                            Me lo hai detto.
                            porta rispetto all'argomento del 3d altrimenti sei OT.
                            http://www.discutere.it/newreply.php...eply&p=1199804


                            Originariamente Scritto da ndy Visualizza Messaggio
                            reagazzi e non

                            non siamo dei fanciulli......le foibe come monte cassino (da parte dei francesi) furono fatte per ritorsione dei comportamenti tenuti dai nazifascisti!!!

                            l'italia attacco la francia
                            quando aveva i tedeschi alle porte di parigi, questo porto alle violenze di monte cassino..... dategli torto
                            mentre per quel che riguardo le foibe anche lì ci fu un attacco da parte degli italiani verso il popolo albanese che era alleato con gli slavi.....

                            un pò mi sorprende questa cosa che nessuno veda i malefatti di noi italiani...... vi domando questo:
                            chi è andato a torturare gli iraqueni in terra loro???? gli americani ma noi sapevamo tutto!!! no dai vi prego non ditemi che siete quelli che dicano che: "gli italiani sono delle bravissime persone all'estero" ........... perchè io a pattaya di italiani che si scopano le bambine ne ho viste tanti

                            le foibe non state giuste perchè ammazare le persone non è cosa giusta ma vi prego di riconoscere il motivo per il quale furono fatte
                            Intendi suggerirmi di non fare così?



                            Scusami, ma le sparate mi danno molto fastidio.
                            Sopratutto se fatte su argomenti delicati.
                            Le opinioni possono essere tante, ma l'assenza di nessi logici resta lampante.
                            Last edited by Orihime; 27-06-2010, 21:22. Motivo: nervoso
                            [B][I][FONT="Verdana"][COLOR="Blue"]La realt

                            Comment

                            • ndy
                              Un futuro Una speranza
                              • 07/01/10
                              • 703

                              #15
                              cioè te mi dai contro perchè ho scritto su un altro 3d una cosa che non ti torna?? ma ti rendi conto che qui stiamo parlando di altre cose?

                              chiedo scusa a Lamhia di quanto sia sucesso non era mia intenzione rovinare il suo 3d e più in generale il 3d
                              Sempre io

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