Non sono d'accordo.
Tutte le "campagne anti-droga"portate avanti, almeno quelle a livello ministeriale, trasudano disinformazione e terrorismo psicologico.
La veicolazione di determinati messaggi, a livello di spot, crea effetti deleteri su larga scala per quanto riguarda la conoscenza del fenomeno.
E paradossalmente la cocaina oggi viene vista e vissuta dai più come una droga necessaria, mentre per molta altra gente lo spinello rimane pur sempre l'anticamera del buco.
Le campagne antidroga, a volte, devono essere imprecise.
Il concetto che vogliono esprimere è: droga = male.
Indi non è sbagliato cambiare quel male, in base all'ascoltatore.
Ai fanatici reigliosi puoi dire che la droga è una cosa che ha inventato il diavolo e se ti fai vai all'inferno.
Tu hai smesso di fumare da 3 anni se ricordo bene.
Quando cominciasti, ti dicesti "adesso faccio entrare le sigarette nella mia vita" oppure " ora ne provo una"?
Ho toccato la mia prima sigaretta intorno ai 15 anni, e quando ne chiesi una a mio zio, a cui avevo sempre rotto le scatole perchè fumava, mi guardò allibito dicendomi: "mi hai rotto le scatole tutte le volte che mi hai visto con una sigaretta dicendomi quanto faceva male, ed ora me ne chiedi una?".
La prima volta che ho toccato una sigaretta ero una 15enne che aveva già trascorsi da adulta, conoscevo tante cose e situazioni che i miei compagni non avevano affrontato, e sapevo quello che poteva provocare una sigaretta: dipendenza. L'ho toccata, l'ho fumata consapevolmente. Ho fatto una scelta. Che poi io non sia mai diventata dipendente dalle sigarette, tant'è che ne fumo una ogni tanto durante l'anno (non durante la settimana, ma proprio l'anno!), è un altro conto.
Comprensibile e logico che tu fin da piccola ti sia interessata a capire che certe sostanze portano con se' il rischio di arrecare dei danni, ma questo (purtroppo) non è un concetto applicabile alla totalità delle persone, anche in un'era di informazione massiccia e costante.
Per tante persone informate sui pericoli di quello che assumono o vorrebbero assumere, ne esistono altrettante che "pensano" che certe sostanze non siano poi così dannose, o che lo siano soltanto con un pesante abuso. E non comprendono che il solo cominciare una sola volta, li espone al rischio di trovarsene dipendenti.
Ed il tuo discorso Xil ci sta benissimo, ed è più che giusto e vero, motivo per cui sono qui a cercare di capire che cosa innesca la dipendenza, invece di reputare "stronzate" gli interventi altrui, cosa che difficilmente mi appartiene, anche perchè la trovo una reazione piuttosto riduttina e semplicistica che non porta ad un confronto.
x Lamhia
che c'è non accetti nella tossicodipendenza? ha creato anche la persona che guardi e che ti pensa, che quando ti parla ti ha sedotto, e poi che conta come uno sulla luna ci arriva, c'è chi ci arriva con le scale e chi ci arriva guardando dal davanzale della finestra ma l'importante è volarci insieme, e mi pare che ci siete lassù. credi che piacciono le incomprensioni,
parlare di se stesso e rimanere come un idiota? imparare che cosa è la vita da soli? senza l'appoggio di chi avrebbe dovuto darlo?
e sapere di non esser quello che volevano i genitori, sai dispiace, dispiace tanto, chiamare il giorno del compleanno e non saper dir niente
ma purtroppo non è facile far finta che non siano esistiti,: i genitori.....
e vivere dove uno ha vissuto rende insensibili, si può fare a meno di tutto anche delle cose belle, ecco uno che cosa ho imparato negli anni a non versare lacrime
dover guardare .... sempre e solo le famiglie felici
sai che dispiace esser così?
fidarsi..... esser felici, è questo che bisogna dire?
sì va tutto bene
A dire il vero io non mi sono innamorata della persona creata dalla dipendenza, ma della persona che era fuori da quella dipendenza da diversi anni, quindi lucida ed in grado di sentire le emozioni in tutte le sue sfaccettature, in grado di fare scelte e che risultava essere forte, solare, piena di voglia di vivere. Al contrario, pur continuando ad amare questa persona, scoprendo cose che non avrei mai immaginato, sono arrivata ad odiare le sue illusioni, la sua mancanza di vivere e di non apprezzare tutto quello che aveva, perchè aveva e potrebbe avere davvero tanto. Ho odiato le sue bugie, a cui sono sempre arrivata perchè volevo arrivarci e non tenevo gli occhi chiusi facendo finta di niente. E dire "odiare" è anche sbagliato, perchè a quello a dire il vero ci sono arrivata nelle ultime settimane, staccando la dipendenza da comportamenti ed atteggiamenti che secondo me sono alla base di questa, ma che non derivano da questa.
Cosa devo apprezzare, l'illusione? Cosa devo apprezzare, lo stato di serenità indotto da una sostanza che è indubbiamente maggiore e più forte di tutto, ma che non ti fa più apprezzare e capire cosa e chi hai accanto? Che ti porta a mentire, fare del male, e tanto altro pur di avere quel solo attimo di felicità che poi pagherai con gli interessi quando sarà finito l'effetto? Cosa dovrei apprezzare della tossicodipendenza, secondo te? E cosa dovrei giustificare, tra l'altro? Il fatto che senti tanto dolore da dover addormentarlo, anestetizzarlo con qualcosa a vita pur di non affrontarlo? L'ho fatto anch'io, l'ho fatto di recente, e posso dirti che mi sono sentita per un po' di tempo dal suo lato: non mi sono fatta in vena, non ho fumato, ma ho cercato di anestetizzarmi in ogni modo possibile, e l'ho fatto, probabilmente non sorpassando certi limiti perchè ce li ho, perchè spesso me li impongo, come me li sono imposti ora. Credi che mi sia fregato o mi freghi qualcosa, in questo momento, del dolore altrui o di quello che pensa? Francamente no, ma non perchè mi sono "anestetizzata" con qualcosa per non sentire il peso delle mie azioni e delle mie responsabilità, ma semplicemente perchè ora vengo io, per diversi motivi, poi, forse, se e quando sarò pronta, verranno gli altri.
Quindi, dimmi, cosa dovrei apprezzare o giustificare della tossicodipendenza? Personalmente credo niente, ma posso invece sforzarmi di capire, quello sì, perchè è una cosa che serve a me, e forse mi aiuta anche a far pace con quei sensi di colpa che in realtà nemmeno dovrebbero appartenermi, ma che un "illusionista" molto bravo è in grado di calzarti addosso, ed anche questa è la tossicodipendenza come riflesso sugli altri.
E francamente non mi interessa arrivare sulla "luna", metaforicamente parlando, ed anche se volessi arrivarci, fidati che non c'è sensazione migliore che sapere di esserci arrivati con le proprie forze, o magari anche con l'aiuto di un amico o di un valido compagno, ma anche se l'intensità non sarà la stessa di una botta di calore da sostanza, sarà di certo più prolungata del tempo ed avrai modo di ricordartene e poter dire "cazzo, ce l'ho fatta".
Dimenticavo, quanto sia sbagliato il tuo discorso lo si evince nella fine di questo: quando tu prendi una sostanza per addormentare i tuoi fallimenti, il tuo dolore, le tue emozioni e tutto il resto, lo fai proprio per dire che tutto va' bene, per non pensare a questi. E' proprio nel non fare questo, che invece ti accorgi di quanto le cose non vadano bene, e forse puoi anche capire cosa non vada così bene. Ecco la magia dell'illusione, che prima o poi svanisce. Ecco la facilità dell'anestetizzarsi che ti ripeto, conosco benissimo, come conosco la fatica che sto facendo nel non farlo. Mi chiedi se credo che siano facili certe cose? Mi spiace, hai scelto la persona sbagliata a cui chiederlo, perchè conosco le difficoltà che ci sono, come so anche benissimo che anche se io non ho una vita molto facile e non ce l'ho mai avuta, c'è anche chi è stato e sta peggio, e mi dispiace se nelle mie parole puoi non trovare conforto ma solo un muro, ma semplicemente perchè so benissimo cosa sono le giustificazioni, e sono consapevole di quelle che io stessa mi sono data ed ancora in certi giorni mi do' per andare avanti. Ma questo non è il modo migliore per andare avanti. Credi che sia facile dormire la notte, coi propri pensieri, le proprie domande, gli incubi che ti vengono a far compagnia ricordandoti le tue paure? Chiedersi in continuazione cosa hai fatto tu di sbagliato? Credi che il dolore non sia così forte anche per gli altri da arrivare non solo ad avvolgere, ma a sopraffare, tanto da portari a faticare quando respiri? Cazzo se lo è, eccome se lo è, e xanax, alcol e tavor sono stati per un po' buoni amici. Probabilmente nonostante tutto, però, ho tempi di recupero più brevi, nonostante i miei dolori ed i miei trascorsi, e nonostante il fondo l'abbia toccato ben benino, tanto che alla fine chiedevo a lui il tavor che tanto ho odiato perchè era un'ulteriore anestetico, ho deciso che per quanto potesse far male, e cazzo se fa male, io col mio dolore, le mie paure e tutto il resto dovevo farci i conti, e farlo al più presto, altrimenti me li sarei portati dietro a vita, e mi spiace, questo non lo voglio. Ho un'amica che dopo un anno di botte con la persona con la quale stava, che tra l'altro dopo averla portata in ospedale l'ha pure mollata per mettersi con la sua migliore amica, ora ha 4 step di medicinali diversi per andare avanti durante la giornata, e francamente non lo si direbbe mai guardandola. Beh, cazzo, no, questo non è quello che voglio per me: voglio dormire senza prendere medicine, voglio lavorare senza prendere medicine, voglio alzarmi la mattina e non sentirmi schifata da quel che mi circonda senza prendere medicine. Fa male? E' difficile? Bene: pianti, urla e rabbia a randa, ma intanto io ho cominciato a dormire la sera senza prendere il fottuto xanax o il suo fottuto tavor, e per quanto sia fatica, arriverò anche al resto. La tossicodipendenza quand'è che ti fa gioire, invece, o anche solo star sereno, pensando a quello che hai intorno, rendendoti magari conto che, a differenza di tanti altri, hai anche qualcosa di cui gioire ed essere fiero? Quand'è che ti ricorda che sei un uomo, che sei una donna, che sei una persona, e che l'essere semplicemente sfiorato dalla persona che ti ama è qualcosa di cui poter gioire, invece di rimanerne totalmente indifferente? Sulla luna non ci arrivi: la sfiori, la tocchi, ma poi fai un bel tonfo e sbatti il culo sul pianeta terra, ed è su quello che alla fine tu vivi e devi vivere.
Quindi, alla fine di tutto, cosa dovrei apprezzare della tossicodipendenza? Come ho detto, posso solo cercare di comprendere ciò che non conosco, forse anche a livello egoistico, per poter capire anche i miei di meccanismi, e non solo quelli di chi mi ha fatto del male, più o meno consapevolmente. Per il resto, fare prediche o riceverne non mi interessa, come nemmeno giudicare o essere giudicata.
Last edited by Ospite; 25-07-2010, 11:12.
Motivo: aggiunta di altri interventi al precedente
Lamhia, il tuo dolore è veremante forte...la tossicodipendenza è mille cose diverse. ci sono troppi motivi e troppe circostanze che hanno portato persone stupende lungo questo pendio, persone che restano sull'orlo del crepaccio, chi casca e trova degli appigli lungo la discesa e tenta di risalire, chi cade senza piu tornare indietro. se vuoi aiutare una persona a trovare nuovi appigli non devi fare guerra contro di lei, ma devi vincere la droga. devi incominciare la piu spietata battaglia, senza fermarti. è difficilissimo, è tragico, è lacerante; come una guerra appunto, ma vincere è la cosa più bella. la fiducia non esiste più perchè non esiste piu la persona a cui la dovresti dare. esiste pero' l'amore...quello esiste. ma le circostanze sono molteplici, le ferite anche. non tutti siamo guerrieri, non tutti siamo vincitori. se tutte le tue prove, i tuoi sforzi, non sono serviti a niente e se non trovi altri sistemi, non è colpa tua. ci hai provato, non è rassegnarsi. il male puo essere combattuto solo con l'amore...non conosco altri rimedi. spero tu possa sentirti ancora viva e presente.
con affetto
Sì, il mio dolore è forte, non ho paura ad ammetterlo, fare il contrario sarebbe stupido e controproducente per me. Per quanto riguarda il fatto che il male può essere combattuto solo con l'amore, lo pensavo, ora lo trovo un concetto da favola per bambini, perchè l'amore non basta se non c'è una volontà dall'altra parte, reale, e come tu stesso, giustamente, hai detto, le condizioni e le situazioni sono molteplici, tutte diverse. Mi sono sentita in colpa, sono stata colpevolizzata anche, ed ho reso accogliente questo senso di colpa in me, ma non è così nelle ultime due settimane, per ragioni che non voglio spiegare in questo luogo. Quindi non cerco più "rimedi", e non cerco più di capire per capire lui, ma francamente per capire me ed aiutarmi a fare pace con me stessa, con le cose fatte e non fatte, ma anche con la scelta di restare in una situazione che mi stava e mi ha totalmente annientata. Questo perchè dubito fortemente che anche leggendo lui possa capire, ma anzi, al contrario, interpretare, nel bene o nel male come ognuno fa, a suo modo.
Raccolgo i tuoi interventi con piacere, sperando di trovarne altri.
Si, in molti non la vogliono vedere, mentono a loro stessi per non ammettere di essere passati alla fase di dipendenza. Altri arrivano ad esserne dipendenti senza rendersene conto, pensando di avere ancora in mano la situazione.
Io parlo di scelta nella tossicodipendenza in due casi: la primissima volta che fai uso, fai la scelta di farlo, poi sono più che consapevole che c'è gente che prova e non tocca più niente, io sono stata così con le canne, anche se francamente non ero interessata ad andare oltre a quelle, se non ultimamente in cui per necessità di sopire il mio dolore ho anche pensato di arrivare all'eroina, ma qualcosa mi ha fermata, e non ti so nemmeno dire bene cosa, se devo essere sincera; e la scelta dell'uscirne, perchè ad un certo punto scatta qualcosa, e lo si fa. E' vero che c'è chi tenta e ritenta, ma credo che questo sia dato da una scarsa convinzione, data più dall'esterno che da una scelta reale ed individuale, e dai mezzi sbagliati, ovvero riduzione del danno con farmaci che tolgano la voglia di cercare la sostanza, piuttosto che andare a conoscere realmente le cause della propria dipendenza, e questo secondo percorso fa un male cane, è sofferente, e nel fare questo si fa una scelta. Alcune delle persone che ho conosciuto ultimamente, cercate proprio per capire, sono proprio quelle che ad un certo punto hanno scelto di uscirne, ma anche escludendo l'uso di farmaci, affrontando appunto qualcosa che prima rifuggivano, ma quel qualcosa ha dato loro gli strumenti giusti, e continua a darglieli. Di recente sono entrata in un forum dove c'è una sezione sulle dipendenze, come è chiaro sto cercando un confronto, sia da parte di chi c'è dentro, ma anche di chi ha passato situazioni simili alle mie, ed ho letto un suo intervento che ho trovato molto sensato, almeno personalmente parlando, in cui si parlava di scelta in un modo diverso da come l'ho sempre vista io, ma sempre di scelta si trattava. Ha detto una cosa che è effettivamente vera: la tossicodipendenza è una scelta perchè il tossicodipendente per indole ricerca la via più facile alla risoluzione dei suoi problemi, e questo è vero, a mio avviso.
E' vero, ma non è una regola, questo sto cercando di farti capire.
Per N persone che puoi trovare coincidenti con quello che dici, avrai sempre la possibilità di trovare anche solo un numero piccolo di persone che non rientrano nei parametri che stai fissando. Proprio perché non esiste una schematizzazione del comportamento del tossico, non esiste perché la generalizzazione è troppo grande e taglia fuori fin troppe variabili che, invece, pesano a volte anche parecchio.
Ai, per molti d un certi punto scatta qualcosa e si inizia a uscirne. Per molti altri no, e non perché si mentono, questo vale per una parte, per altri proprio non scatta perché non si rendono conto del livello a cui sono arrivate.
Il ragionamento che poni sarebbe assai valido in un mondo in cui l'informazione è efficace e in cui questa fa presa su chi (appunto) si informa. Ma non tutti si informano, non tutti sono coscienti dei reali rischi a cui vanno incontro, la confusione e le "credenze popolari" sono ancora, ahimé, molto radicate.
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