Il fascino storico verso la figura di Tiberio imperatore, cesare calunniato, spregiatore della volgare plebe da circo e da gladiatori, perverso e innocente, sensibile inasprito dalla dura vita di corte e fronte, spietato ma ligio al dovere, duro da non impazzire come Caligola e Nerone, tradito e vilipeso, soldato e costruttore, esteta ozioso di Capri ma al contempo uomo che dedicava la vita al lavoro di sovrano, sacrificando la sua vita personale. Muore solo e odiato da popolo ed erede, offeso dagli storici senatori, sara' riabilitato dal xviii secolo in poi, il primo fu voltaire ad "assolverlo" dai crimini compiuti in ragion di stato o meglio lasciati compiere ai suoi prefetti del pretorio mentre lui stava in volontario esilio.
Dopo Augusto, il vero fondatore della potenza romana prima di Traiano, Diocleziano e Costantino. Non filosofo come Marco Aurelio ma accorto. Marco sceglie l'inetto e folle figlio Commodo per ingenuità, Tiberio sceglie il pronipote Gaio Caligola per punire il senato e il popolo romano, ingrati e vili, nelle sue parole ha scelto Gaio per educarli allevando ed educando "una vipera". Vedendo il modo feroce in cui i romani spesso si comportavano, chi non avrebbe dato ragione a Tiberio, dopo 4 anni col crudele e pazzo Caligola hanno acclamato il mite (PER I CANONI DELL'EPOCA, oggi sarebbe cattivo) Claudio, zio di Caligola. Ricordiamo inoltre la tolleranza di Tiberio verso ebrei e cristiani, e la rimozione di Ponzio Pilato, voluta da Tiberio e Caligola, per le azioni di inutile repressione contro i samaritani. Ricordo il buon Tiberio di Ben Hur, assime ad un altro è l'unico romano non cattivo di quel film.
Il solito fazioso diffamatore seriale Svetonio ne parla come di un mostro
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