Originariamente Scritto da okno
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Aggressioni con coltello
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L'ho pensato sì, direi che ci ho pensato nel momento in cui ho visto che poneva la lama al'altezza del torace e non su un tessuto molle come pancia o gola, ma rischiare da solo contro tre per quattro soldi (non esco mai con molto se non ricordo male avevo il resto delle sigarete di un pezzo da venti, forse addirittura da dieci) non mi è parso congruo.Non avete ancora visto niente
Moderatore droghe
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Quello a cui ho invece pensato solo dopo, non so perché era la reazione più logica: correre molto velocemente nella direzione opposta, sono convinto non mi avrebbero acchiappato, sono abbastanza veloce ed ero nella mia zona: la conosco e so dove sparire o dove dirigermi per avere quantomeno dei testimoni.Non avete ancora visto niente
Moderatore droghe
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Non sara' motivo di seminario, ma sicuramente desta la mia curiosita'. Spara!Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggioarmi da fuoco?
In quei momenti credo sia gia' difficile valutare il tempo che passa, se vuoi la mia opinione hai fatto la scelta giusta. Col senno di poi e' chiaro che uno si fa tutte le sue valutazioni, ma l'unica cosa che conta sono quei secondi in cui ti trovi sotto minaccia.Originariamente Scritto da Doppio Visualizza MessaggioQuello a cui ho invece pensato solo dopo, non so perché era la reazione più logica: correre molto velocemente nella direzione opposta, sono convinto non mi avrebbero acchiappato, sono abbastanza veloce ed ero nella mia zona: la conosco e so dove sparire o dove dirigermi per avere quantomeno dei testimoni."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
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ecco, stavolta la protagonista non sono io. non ne ho parlato prima per quello.
il mio moroso, da giovane, rientrava a casa con il suo stipendio e quello di un paio di altri colleghi, in contanti, appena ritirato. l'hanno minacciato con una pistola, non so in quanti fossero ma credo uno o due. istintivamente, malgrado avesse sempre pensato che non è da fare, ha reagito. gli hanno sparato: il proiettile è entrato sotto la clavicola ed è uscito vicino alla scapola. lui ricorda il braccio che non rispondeva più, tanto sangue, il citofono più vicino che ha fatto in tempo a suonare prima di svenire, gli stipendi che se ne andavano. altri particolari non ne ho.
Moderatore Arte e letteratura
terra
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Ah beh, allora senti questa: risale a qualche anno fa, ma sembra uscita direttamente da un film.Originariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioPer me sono degne di nota anche aggressioni limitate alla semplice minaccia, anche senza sfociare nella violenza fisica.
Tre personaggi che chiameremo per semplicità X (lui), Y (lei), W (la sorella di lei) e Z (l'altro).
X e Y stanno almeno ufficialmente assieme, mentre a Z piace W. Intesa la tresca, e data la timidezza della di lei sorella, Y contatta Z con una scusa qualsiasi, e probabilmente si trova a suo agio con lui, poiché ben presto il numero di mail e SMS quotidiani con cui lo bombarda raggiunge dimensioni ragguardevoli. A un certo punto Z chiede spiegazioni a Y, poiché gli sembra che la situazione travalichi ampiamente un eventuale interesse da parte di W verso Z (con conseguente incarico d'intercessione esplicito o implicito da W a Y). Y risponde a Z che si sta sbagliando, poiché per lui prova solo amicizia.
Dopodiché, su invito di Z, il numero dei contatti fra Y e Z cala, salvo riprendere e superare i livelli precedenti nello spazio di pochi giorni, naturalmente su impulso di Y. Allora Z torna a sospettare che Y agisca effettivamente per conto proprio, invece per conto di W. Perciò Z chiede a Y un incontro faccia a faccia (abitano a pochi chilometri di distanza), e Y gli risponde che vorrebbe ma non può data la gelosia di X. In effetti c'era già stato un incontro fra X, Y e Z a casa di Z, in maniera del tutto informale e in tempi non ancora sospetti. Per la cronaca, X e Y sono entrambi cattolici praticanti. Inoltre X abita a un centinaio di metri da Z, e da casa sua lo può vedere a occhio nudo ogni volta che va a lavorare nell'orto.
Ma Z non si rassegna, e alla fine riesce a ottenere di incontrare Y, la quale però non trova di meglio che portarsi dietro l'incolpevole W (sempre con la scusa della gelosia di X). Il tutto si risolve con un nulla di fatto, perché i veri motivi del contendere non vengono neppure menzionati. Y per la seconda volta sembra calmarsi, ma poi torna a cercare Z con più insistenza di prima, al che Z inizia ad alterarsi in modo irrimediabile, e alla fine manda Y nel posto che più le si confà, non senza sentirsi in colpa verso W che come le stelle è rimasta a guardare.
Negli ultimi tempi capitava che Y e Z si trovassero la domenica alla stazione dei treni accompagnati dalle rispettive madri, poiché per motivi di studio partivano verso direzioni opposte più o meno alla stessa ora. Non si scambiavano più di qualche frase di circostanza.
Ebbene, la prima domenica dopo la rottura definitiva del rapporto con Y, Z va in stazione a fare il biglietto poco prima dell'arrivo del suo treno. All'uscita, in direzione del sottopassaggio dove doveva transitare per forza, scorge Y di fronte a sé, e ai lati le due madri che probabilmente stavano parlottando amabilmente fra loro. Z inizia a schiumare di rabbia dentro di sé, ma prosegue a passo normale senza scomporsi, salvo un piccolo particolare: si produce nello sguardo più truce di cui sia capace. Questo deve aver avuto il suo effetto poiché Y, che egli aveva di fronte, inizia a tirare per la manica la madre, la quale ha appena il tempo di rendersi conto della scena e restare a bocca aperta, perché un attimo dopo spariscono entrambe giù per le scale del sottopassaggio. Nel frattempo Z, ripreso il suo solito sguardo, si ferma a salutare la propria madre la quale, casomai si fosse accorta di qualcosa, ha senz'altro il buon gusto di non darlo a intendere né allora né mai più.
Il tutto sembrerebbe giunto all'epilogo ma la domenica successiva, quando Z va a fare il suo solito biglietto, scorge con la coda dell'occhio X male acquattato dietro una colonna (trattasi di un marcantonio palestrato di 1.95 mentre Z, pur avendo i suoi numeri, è di statura e corporatura assolutamente ordinarie). Z fa finta di nulla e si mette in fila (oltretutto, il caso volle che quel giorno la bigliettaia fosse proprio la madre di X). Espletato il suo compito, Z si volta e trova ciò che si aspetta di trovare: X e Y a pochi posti dietro di lui. Li saluta con naturalezza, prende i bagagli e si dirige ai binari, scegliendo di proposito la direzione in cui di solito va Y. Si siede su una panchina, si toglie il giubbotto depositandolo sulle ginocchia (era una limpida giornata di metà dicembre) e resta in religiosa attesa con la sua camicia di cotone. Dopo qualche minuto arrivano X e Y, Z li guarda e rimane seduto. Si aspetta di trovarseli davanti, invece i due gli passano dietro. Y si ferma un attimo tentando di scherzare con Z sugli effetti del caldo, ma con voce visibilmente strozzata. Si scambiano solo un paio di frasi, perché Z non le dà corda. Le augura buona giornata e subito dopo saluta X alzando il tono di voce, poiché nel frattempo costui era proseguito e si trovava più avanti di una ventina di metri. X risponde al saluto con palpabile imbarazzo e senza voltarsi.
In seguito Z contatta W per scusarsi del proprio comportamento, attribuendone la causa all'ingerenza della sorella. W sembra apprezzare, anzi gli risponde quasi con entusiasmo, ma la cosa finisce lì: Z aveva già deciso che era tempo di sparire dalla vita di entrambe.
Pochi mesi dopo, nel periodo di pasqua dell'anno successivo, Z si trova sul ciglio della strada di fronte a casa a parlare con un amico appena uscito dalla messa. Ad un certo punto sente il tipico rumore di qualcuno che fende il vento per accelerare la pedalata. Era X in sella a una bicicletta troppo piccola per lui, che gli sfrecciava davanti a tutta birra facendo slalom fra i pedoni.
Da allora Z non ha più incontrato né saputo nulla degli altri tre personaggi.Originariamente Scritto da Careful with thati miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;Originariamente Scritto da Ned FlandersSono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....
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Difesa personale, niente di che. Solo che invece di fare la solita manfrina sulle solite tecniche volevo parlare più di prevenzione e strategie, quindi mi servono conferme. Sono sempre scettico su quello che ti raccontano in addestramento."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
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Sarebbe complicato da spiegare scrivendo, ma dipende un po' da chi ti trovi davanti. Ci sono quelli che ti insegnano tecniche di difesa, altri che ammettono piu' realisticamente che non ci si difende, o che comunque e' molto difficile. E quindi cambia un po' l'approccio. Io vorrei riuscire, per quanto possibile, a ricreare ambienti di forte stress pur trovandosi in palestra, di fronte a persone che sai benissimo non ti faranno del male. Spero, attraverso e vostre testimonianze, di riuscire a descrivere scenari dove ci si renda conto che e' importante non abbassare mai la guardia, e dove una volta catapultati dentro non si ha il tempo di riflettere."Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
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