Separazione e assistenza medica

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  • itarget
    Opinionista
    • 04/05/14
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    #1

    Separazione e assistenza medica

    Gentilissimi lettori,
    sto per separarmi da mia moglie, dovrei andare via dalla mia città alla ricerca di lavoro ma ho 53 anni e solo tagliato fuori: soffro di alcune patologie che richiedono alcuni medicinali costantemente.

    Sapete se ci sono delle strutture che mi permettano di mangiare e dormire al coperto e dei sistemi per l'assistenza medica?
    Non sono mai stato in una condizione del genere e non so come comportarmi... se avete qualche notizia per esperienze dirette o indirette, se sapete in quale città posso trovare i servizi migliori, vi sarei grato per le indicazioni.

    Grazie comunque!
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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    La guida DOVE mangiare, dormire, lavarsi
    Dove mangiare, dormire, lavarsi: le guide di Sant’Egidio per aiutare le persone bisognose in Italia e chi presta loro assistenza.


    Per l'assistenza medica dovresti mantenere quella che hai se in qualche modo disponi di residenza o almeno domicilio altrimenti

    Cosa succede se un senza fissa dimora neccessita di assistenza medica continua?

    Benchè nessuno ci faccia caso un cittadino italiano, per legge, non può essere senza fissa dimora. La procedura in genere è questa : ci si basa sull'ultimo domicilio conosciuto e ci si rivolge ai servizi sociali della zona affinchè provveda a fissare una dimora fittizia per poter procedere con i documenti vari fra cui la tessera sanitaria e il documento di identità.. nel caso non si fosse a conoscenza dell'ultima residenza allora la procedura si attua nella città in cui ci si trova in quel momento. Qualsiasi citadino sul suolo italiano ha diritto all'assistenza sanitaria, in caso non sia possibile un ricovero a lungo termine spetta comunque ai servizi sociali provvedere ad una sistemazione temporanea per attuare le cure... purtroppo i servizi sociali sono piuttosto restii ad aiutare chiunque quindi bisogna comunque sesibilizzare qualcuno ( sindaco, associazioni benefiche, diocesi..) per far pressione affinchè l'assistente sociale faccia il lavoro per cui è pagata.
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    • itarget
      Opinionista
      • 04/05/14
      • 2

      #3
      Ti ringrazio sentitamente per le indicazioni fornitemi!

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